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Al centro dell'unione

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di Maurizio Marna

Foto intro 2 gas

Se venisse condotta un'ipotetica inchiesta di mercato e la domanda principale fosse: "Lei sa cosa sono i GAS ?", la risposta più 'gettonata' sarebbe 'un composto volatile...'. Le successive delucidazioni sul termine - G.A.S.= Gruppi d'Acquisto Solidale - provocherebbero espressioni interrogative, magari di disagio, da parte di chi ne ignora l'esistenza.

Foto 1  gas  Eppure i G.A.S. si sono progressivamente diffusi all'interno dei complessi urbani, seppur con luci ed ombre nelle fasi di costituzione/attività. Ma quali sono le loro finalità'? Si tratta di un insieme di persone che decidono di riunirsi per l'acquisto di prodotti alimentari o di utilizzo comune, in modo da poterli poi distribuire fra gli appartenenti. L'aggettivo solidale deriva dal fatto che lo spirito costitutivo del gruppo vede nella solidarietà la funzione cardine del proprio funzionamento. Una solidarietà a cui deve essere associata la formula ' consumo critico ', poiché si rifiutano i predominanti criteri d'acquisto presenti sul mercato. Basta, insomma, con modelli economici globalizzati e largo ad un intelligente sistema di approvvigionamento, senza tanti intermediari. Ciò significa filiera corta fra il produttore e il consumatore, i quali saranno dunque geograficamente contigui.

Siamo tuttavia ancora dentro una fase introduttiva, precedente la costruzione di rapporti economici diversi. Il concetto solidale implica la sostenibilità ambientale dei prodotti acquistati, che devono essere ottenuti da un utilizzo rispettoso dei terreni di coltura e da manodopera operante nell'ambito di idonee condizioni lavorative. Il fattore qualità, inoltre, non viene mai perso di vista durante tale ricerca, rappresentando una forte peculiarità delle BIO coltivazioni. Risulta essenziale, perciò, la conoscenza diretta dei vari fornitori, onde comprenderne l'osservanza dei principi appena esposti assieme alle rispettive modalità di lavoro. Gli obbiettivi dei G.A.S. sembrerebbero chiari eppure, quando si parla di costi, compare una zona grigia dove essi potrebbero venir scambiati con i gruppi di risparmio. Comprare in gruppo e farlo direttamente alla fonte, leggi produttori, comporta una significativa riduzione del prezzo: solo in quest'ultimo tratto esiste qualche somiglianza, fermo restando che i gruppi di risparmio sono nati per ottenere vantaggi economici tramite la forza dei numeri. Null'altro. Essi diventano associazione sul semplice presupposto di limitare i vari budget d'acquisto, 'facendo massa' ed ottenendo così vantaggi economici da parte delle aziende. Temi come l'ambiente, la qualità del lavoro svolto e del prodotto ottenuto, lo sviluppo delle piccole economie di zona, non gli appartengono. Ci pare quindi opportuno, senza particolari intenti polemici, sottolinearne le scelte ma ribadiamo che, se non ci si pone nell'ottica di un consumo responsabile, il 'totem' prezzo rimane un palliativo fine a se stesso.                     

Foto 2 gas                                                     Foto 3 gas                 

La costituzione dei Gruppi d'Acquisto Solidale richiede ovviamente impegno ovvero la precisa adozione e applicazione dei criteri sopra esposti. Facile a dirsi, meno a realizzarsi nel caso in cui parecchie persone vogliano comunque esprimere le proprie opinioni: 'tot capita, tot sententiae', diceva il motto latino ovvero tante persone, tanti pareri. I distinguo, le posizioni più o meno puriste, gli 'spacchettamenti' dei gruppi al fine di costituirne altri, li rendono una galassia variegata. Nondimeno sono in continuo aumento. Vediamo un po' di cifre al riguardo(fonte, sito rete nazionale dei gas: www.retegas.org). A oggi sono registrati su www.retegas.org 945 gruppi e 14 reti, tuttavia molti non si iscrivono né lì né altrove facendo presumibilmente pensare che il numero sia il doppio di quelli ufficializzati. I nuclei familiari presenti nei G.A.S. hanno statistiche variabili, dipendendo dalle dimensioni del gruppo. Una media ragionevole indica 25 famiglie per ciascun G.A.S., equivalenti a 100 consumatori. Le stime indicano, poi, che in Italia vi sono circa 300.000 persone - leggi 60.000 famiglie - acquirenti e destinatarie dei prodotti, con una spesa media annuale, pro nucleo familiare, di pressappoco 3.000 euro. Dati, ripetiamo, in costante crescita.
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Foto 5 gasA questo punto risulta interessante capirne la genesi, sapere come e perché abbiano avuto origine. Ufficialmente la nascita del primo G.A.S. risale al 1994, sebbene i prodromi si fossero già visti nel Settembre 1993 durante un convegno intitolato " Quando l'economia uccide...bisogna cambiare", organizzato dai Beati Costruttori di Pace. A seguito di una profonda riflessione sul consumismo, diverse famiglie di Fidenza(PR) maturarono l'idea che si potesse operare un BIO cambiamento del vivere quotidiano, applicando ai consumi i concetti di giustizia e solidarietà. Il passo successivo fu di contattare nonché visitare alcuni produttori biologici della zona, le loro coltivazioni/allevamenti per verificarne la compatibilità con quei principi. Una volta riscontrato ciò, si acquistavano e distribuivano i prodotti ai membri del gruppo. Un simile comportamento si diffuse progressivamente nel territorio emiliano, fino all'intero Nord Italia. Il 1997 segnò la nascita della Rete nazionale dei gruppi d'acquisto, fondamentale collegamento fra le differenti realtà associative e serio canale informativo su prodotti e produttori. Non solo. Si rivelò anche un formidabile 'passa parola' dei concetti di solidarietà, sostenibilità, consumo ragionato delle risorse, favorendo l'inarrestabile proliferare dei G.A.S. nei decenni successivi.

Foto 6 gasFare squadra è un'espressione troppo abusata sui mass media, uno slogan applicabile comunque e ovunque. Se riferita ai G.A.S., essa delinea il profilo consumistico di persone, magari a differente estrazione cultural-sociale, unanimemente critiche verso la massificazione del mercato. Il confronto degli uni con gli altri in rapporto alle scelte d'acquisto, ai prodotti utilizzati, alle aziende testate, crea, privo com'è di passaggi intermedi, un buon serbatoio di conoscenze. Si riducono così le difficoltà nel reperire informazioni, poiché le riunioni dei gruppi - con frequenza(settimane, mesi) vincolata alle loro caratteristiche intrinseche - formano un importante laboratorio di idee e proposte. Tutto a posto, allora? Purtroppo no, le sorti del G.A.S dipendendo dal grado di coesione e dalla capacità di sintesi degli appartenenti. Sarebbe deleterio, infatti, procedere lungo sterili discussioni dove ognuno, a torto o ragione, non modifica le proprie idee. Il grado di maturità del gruppo viene dunque messo alla prova, finendo, nella peggiore delle ipotesi e dopo ripetute sollecitazioni negative, per dividersi in nuove entità. Ogni G.A.S., qualora superi lo scoglio coesione, potrà istituire un proprio 'modus operandi' durante la selezione dei prodotti e dei fornitori, la definizione dei costi, le modalità di consegna. La parola d'ordine, non esistendo una codifica dei comportamenti, potrebbe essere - vedi il sito www.retegas.org - piccolo, locale e solidale. Gli acquisti solidali sono mutati col trascorrere del tempo e delle esigenze costitutive dei G.A.S. identificando, oggigiorno, una serie composita di prodotti. Oltre alle derrate alimentari, abbiamo sempre più G.A.S. che comprano servizi, rivoluzionando parzialmente un settore da anni cristallizzato. Lo vedremo meglio nel prossimo articolo.

Non mancate di leggere anche Il 'backstage' dei G.A.S.

FONTI
www.retegas.org
Scheda "Gruppi di acquisto solidale" su www.unimondo.org

BIBLIOGRAFIA
Lorenzo Valera, GAS gruppi di acquisto solidali - Chi sono, come si organizzano e con quali sfide si confrontano i gas in Italia, Editore Terre di Mezzo
Valerio Contini, Cronaca di una tribù (e di quattro suoi clan) - Concezioni della sostenibilità e orientamenti temporali in contesti educativi informali. L'esperienza dei Gruppi di Acquisto Solidale, Editore Aracne
Sara Ragusa, A Tutto Gas - Come aprire un gruppo di acquisto solidale e vivere meglio, Editore Terre di Mezzo