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Primavera silenziosa

di Patrizia Marani
primavera silenz intro

La Bibbia del Movimento Ambientalista

Nel 1962 esce Primavera Silenziosa di Rachel Carson, un saggio scientifico in parte autobiografico che sta ritornando d'urgente attualità per la crescente consapevolezza dei danni perpetrati sull'ambiente negli ultimi 60 anni. Il libro apre con uno scenario inquietante.

E' un giorno di primavera in una cittadina agricola, su cui la morte ha steso un velo di silenzio: i bambini sono ammalati o in fin di vita e non giocano più, gli animali domestici sono decimati e nell'aria non si odono canti d'uccelli.... La scena apocalittica, come una profezia, è proiettata nel futuro, la Carson la definisce con ironia una "favola per il domani", ma ciascuno degli episodi attribuiti a quel luogo della fantasia era realmente accaduto in diverse località americane. Che cosa stava mettendo a tacere il canto dell'usignolo e i suoni festosi della primavera?

I PRIMI PESTICIDI SINTETICI

Era la nuova pioggia di morte che dalla metà degli anni '30 stava scendendo sulle infinite distese agricole americane: insetticidi di recente invenzione definiti dalla Carson biocidi, composti chimici sintetici capaci di rendere "la superficie terrestre inadatta a tutte le forme di vita".

primavera silenziosa industriaUNA TRAGICA FINE E' un'affermazione molto forte che l'autrice, testimone degli anni in cui l'età della chimica moderna era al suo esordio, si accingeva a dimostrare, prova dopo prova. Il pamphlet scientifico equivale al lancio di una bomba, seppur in chiave ecologica. L'industria chimica americana e l'establishment scientifico che la sosteneva reagiscono con un terribile fuoco di sbarramento d'attacchi personali alla scrittrice e scienziata. A soli sedici mesi dalla pubblicazione del suo libro-denuncia, Rachel morrà tragicamente proprio di cancro, la malattia che lei riteneva avesse cause ambientali. Vediamo perché.

Per la prima volta, osserva l'autrice, un essere vivente sul pianeta terra aveva acquisito il potere di alterare irreversibilmente il proprio ambiente spruzzando letali insetticidi su raccolti, foreste, giardini e, persino, laghi. Questi materiali, ormai presenti ovunque, avvelenando l'aria, il suolo e le acque di superficie del pari a quelle sotterranee, s'insinuano nelle maglie dell'immensa rete degli organismi viventi, di cui l'essere umano è parte integrante, ingenerando "una catena d'avvelenamento e morte" perché tutto in natura è legato a tutto il resto. Già allora la scrittrice denunciava che quelle sostanze tossiche avevano violato il corpo umano e, di conseguenza, il latte materno: "Per la prima volta nella storia, ogni essere umano entra in contatto con prodotti chimici pericolosi dal momento del concepimento sino alla morte". "..ed è semplicemente impossibile prevedere quali saranno gli effetti di un'esposizione a vita ad agenti chimici che non sono parte dell'esperienza biologica dell'uomo."

Dalla metà degli anni '30, nota la Carson, ogni anno erano approdati sul mercato 500 nuovi composti chimici sintetici la cui sicurezza non era mai stata provata. Si trattava di composti che non esistevano in natura, molti di essi incapaci di reintegrarsi nell'ambiente se non nell'arco di generazioni.

SONO OVUNQUE A partire dagli anni '40, l'autrice osserva, erano stati prodotti ben 200 diversi fitofarmaci per sopprimere insetti, roditori ed erbe infestanti.
La diffusione di quei veleni era così pervasiva da superare di gran lunga anche i più audaci "sogni dei Borgia". Erano ormai prodotti d'uso familiare, utilizzati per eliminare gli insetti casalinghi e maneggiati da perfetti neofiti come da aziende specializzate per la disinfestazione degli ambienti di vita.

Cardo selvatico

Dai campi, gli insetti sottoposti ad un simile bombardamento, tuttavia, stavano erigendo resistenze sempre maggiori che rendevano necessario l'utilizzo di quantità vieppiù ampie d'insetticidi, in una crescente pioggia di morte non selettiva che, oltre a minacciare l'integrità del suolo, stava mettendo in pericolo la fauna selvatica, quella domestica e l'uomo stesso.

EQUILIBRIO NATURALE SPEZZATO

Il problema degli insetti, inoltre, rivela la Carson, è anch'esso di creazione umana. In natura, nel corso di milioni d'anni d' autorigenerazione, non sono mai esistite monocolture. Al contrario, le specie crescono le une a fianco delle altre. In un habitat misto, i predatori di una pianta diventano facilmente preda d'altri predatori se, per qualche motivo, non si rafforzano o moltiplicano. Ed è proprio quello che accade con l'agricoltura industriale che, adibendo vasti appezzamenti ad un solo raccolto, tende a dilatare a dismisura l'habitat ideale di quell'insetto che prospera grazie ad esso, facendone moltiplicare la popolazione. E' abbattendo quegli equilibri perfetti presenti nell'ecosistema naturale che si rende necessario l'utilizzo di pesticidi, di cui, invero, l'agricoltore tradizionale aveva avuto raramente bisogno.

Crediti Rodger  McCutcheonIn quegli anni la chimica moderna, allora nell'infanzia, inizia a creare pesticidi sintetici biologicamente molto potenti e del tutto diversi da quelli usati prima della seconda guerra mondiale: gli idrocarburi clorurati e gli insetticidi organofosfati. Ingannevolmente detti "organici" perché ottenuti sulla base dell'atomo di carbonio, l'elemento principe della vita, erano invece sostanze inesistenti in natura e mortalmente tossiche. Racconta, infatti, la Carson che questi letali pesticidi erano usciti dai laboratori di guerra dopo che ne fu riconosciuto il valore "come nuove e devastanti armi per la guerra dell'uomo contro la propria stessa specie .... Alcuni generarono i mortali gas nervini. Altri, di struttura intimamente prossima, divennero insetticidi".

COME COLPISCONO GLI INSETTICI SINTETICI?

BIOACCUMULO NELL'ORGANISMO

Una delle caratteristiche che rendono temibili gli idrocarburi clorurati è la capacità di accumularsi nei tessuti adiposi di un organismo (bioaccumulo), tanto che l'ingestione di una parte infinitesimamente piccola come "1/10 di 1 parte per milione nella dieta risulta in un accumulo di circa 10-15 parti per milione, un aumento di cento volte o più", tenendo conto che sostanze di quella potenza agiscono a dosi minime e che "la minaccia di avvelenamento cronico e mutazioni degenerative del fegato ed altri organi è molto reale".

BIOMAGNIFICAZIONE

Altra peculiarità micidiale degli idrocarburi clorurati è l'attitudine ad aumentare esponenzialmente d'organismo in organismo (biomagnificazione) lungo la catena alimentare. Ad esempio, "..del fieno contenente residui di 7-8 parti per milione viene dato alle mucche. Il DDT (uno degli idrocarburi clorurati, NdA) nel latte sarà di circa 3 parti per milione, ma nel risultante burro sarà di 65 parti per milione". E via di seguito, sino all'ultimo anello, quello occupato dagli esseri umani, nei quali la concentrazione sarà estremamente elevata.

Gli organofosfati, la seconda classe di micidiali insetticidi, sono composti d'enorme tossicità, tanto che la scrittrice elenca nella sola California 200 casi di morte per avvelenamento accidentale, e innumerevoli casi registrati in quegli anni in tutto il mondo. Malgrado ciò, osserva la Carson "..negli USA, sono applicati a campi e frutteti manualmente, meccanicamente e dagli aerei"(!) circa 3500 tonnellate di paratione (un organofosfato, NdA) all'anno. La tossicità è tale che l'estinzione è evitata, spiega la scrittrice, solo grazie al fatto che gli insetticidi organofosfati si decompongono assai rapidamente. Infine, gli erbicidi usati nella lotta contro le erbe infestanti non sono meno pericolosi. La lista include dai veleni "generici" alle sostanze cancerogene o mutagene.

INQUINAMENTO DELLE ACQUE, COME ARRIVANO SINO A NOI

L'inquinamento da pesticidi ed erbicidi si estende all'acqua, un problema "che può essere capito solo nel contesto, come elemento dell'insieme di cui è parte - quello dell'inquinamento totale dell'ambiente dell'uomo". Raramente, infatti, la Natura agisce per compartimenti stagni. La pioggia inquinata o le acque dei campi contaminate da pesticidi s'insinuano nel terreno e penetrano sempre più in profondità attraverso crepe e porosità sino a congiungersi con le riserve d'acqua profonda, un mare sotterraneo in movimento continuo più o meno veloce che alimenta pozzi, faglie, sorgenti, corsi d'acqua e fiumi. "Pertanto, in un modo molto reale e spaventoso, l'inquinamento delle falde acquifere significa inquinamento dell'acqua ovunque" e della catena di vita che l'acqua supporta, da preda a predatore: dal minuscolo fitoplancton alle pulci d'acqua, dai pesci agli uccelli e ai mammiferi – uomo incluso - che si nutrono di pesci. Un recente studio olandese – già a quel tempo – esibiva prove che l'inquinamento delle vie idriche comporta un aumento del rischio di cancro e che le città alimentate da acqua proveniente dai fiumi (a differenza delle fonti più protette dall'inquinamento, come le falde sotterranee) hanno tassi più elevati di questa malattia.

DANNI AL COMBUSTIBILE DELLA VITA

Questo accumulo nei tessuti adiposi dell'organismo non è privo di conseguenze. L'avvelenamento può rivelarsi nel corso di una perdita di peso a seguito di una malattia, quando il corpo metabolizza, infine, i veleni immagazzinati, o attraverso il malfunzionamento delle cellule o dei tanti organi interessati. "..i tessuti adiposi, invero, sono distribuiti ampiamente negli organi e tessuti di tutto il corpo, essendo persino parti costituenti delle membrane cellulari".

Gli idrocarburi clorurati sono specialmente dannosi per il fegato, lo straordinario organo adibito ad un'infinità di compiti vitali. Per questo anche una minima compromissione dell'organo epatico può avere conseguenze nefaste. Il fegato, soprattutto, attraverso un enzima specializzato, detossifica il nostro corpo dalle tossine che lo invadono incessantemente, alterandone le molecole e diminuendone la tossicità, come accade per i presunti "innocui" insetticidi malathion e metoxiclor.

Danneggiano il sistema nervoso sia gli idrocarburi clorurati sia gli organofosfati. Le conseguenze per il cervello sono notevoli. L'autrice cita uno studio australiano di 16 casi di persone che soffrivano di malattie mentali. Tutti i pazienti erano entrati in costante contatto con gli insetticidi organofosfati per lavoro e manifestavano sintomi che andavamo da problemi di memoria alla schizofrenia e ai disturbi depressivi. Stati di confusione, allucinazioni, perdita di memoria, episodi di mania erano sovente riferiti in relazione a questi pesticidi.

Per afferrare pienamente la pericolosità di queste sostanze sintetiche, l'autrice ci conduce dietro le quinte del palcoscenico della vita, permettendoci di comprenderne i meccanismi segreti e di carpirne la delicatezza e bellezza.

Il nostro corpo è un meccanismo perfetto, alimentato dalle cellule, "..miliardi di piccoli e delicati fuochi che, bruciando combustibile, sprigionano l'energia necessaria alla vita".

LA RESPIRAZIONE CELLULARE produce l'energia che il corpo usa per compiere le proprie funzioni. La cellula assimila ossigeno ed emette anidride carbonica ed acqua, entrambi espulsi attraverso la respirazione polmonare l'una e la minzione l'altra. Nei mitocondri, granelli che fungono da fucina cellulare, il glucosio proveniente dalla digestione dei carboidrati viene frammentato e scomposto grazie all'azione di vari tipi di enzimi, ossia proteine cellulari estremamente specializzate. Ad ogni stadio della scomposizione, si sprigiona energia in forma di ATP (adenosintrifosfato), una molecola che contiene tre gruppi fosfati.

"Perciò, nella cellula di un muscolo l'energia necessaria alla contrazione del muscolo stesso è ottenuta quando un gruppo fosfato terminale è trasferito al muscolo in contrazione." Cedendo un gruppo fosfato l'ATP si trasforma in ADP, adenosindifosfato, una molecola con due soli gruppi fosfato. La cellula è in quel momento come una batteria scarica. Ma un nuovo ciclo si avvia e un gruppo fosfato si congiunge nuovamente ai due rimasti: l'ADP si trasforma nuovamente in ATP. E' il ciclo continuo di acquisizione e cessione di energia che alimenta la vita. In quel momento la "batteria" è nuovamente carica, pronta a cedere energia ove ve ne sia bisogno. "L'ATP è la moneta universale dell'energia, presente in tutti gli organismi dal microbo all'uomo".

La ricarica della "batteria cellulare" è accoppiata al processo d'ossidazione, dipende da esso. "Se la combinazione si disaccoppia, diviene impossibile creare energia trasferibile. La cellula si trasforma in un motore che gira a vuoto, producendo calore senza generare energia. Allora il muscolo non riuscirà più a contrarsi, l'impulso non correrà più lungo le reti nervose, lo spermatozoo non arriverà più a destinazione...".

Sono numerose le sostanze che possono separare l'ossidazione dalla produzione d'energia: le radiazioni, ma anche gran parte dei pesticidi precedentemente analizzati.

Questi composti tossici possono agire altresì bloccando gli enzimi che effettuano la scomposizione del glucosio. I disastri causati sono innumerevoli, ma basti dire che i ricercatori hanno dimostrato che semplicemente trattenendo in modo sistematico l'ossigeno necessario al suo funzionamento, la cellula sana diventa cancerogena.

Alcuni pesticidi, come le radiazioni, sono in grado di danneggiare i cromosomi e di interferire con la divisione cellulare (mitosi), causando mutazioni i cui effetti si possono manifestare nell'individuo stesso o nelle generazioni successive.

La capacità d'interferire in processi antichissimi che accomunano tutti gli esseri viventi e per i quali tutto l'esistente si rivela essere Uno come quello della divisione cellulare, grazie al quale gli organi del corpo si mantengono e accrescono e gli individui si riproducono, appare come una minaccia senza precedenti alle basi della Vita stessa.

Si chiede e chiede a tutti noi la Carson: "Possiamo forse ignorare il fatto che stiamo riempiendo l'ambiente di composti chimici che sferrano un attacco direttamente ai cromosomi....", comportando delle mutazioni che innumerevoli test indicavano condurre al cancro? "Non è un prezzo troppo alto da pagare per una patata priva di germogli o un patio senza zanzare?"

primavera silenziosa 2

IL SUO TESTAMENTO: LE ALTERNATIVE POSSIBILI

Per chi legge il libro dopo la morte della scrittrice, ammalata mentre lo scriveva, questo è il capitolo più struggente in cui cerca di individuare le origini del cancro e riesce a dimostrarne l'aumento esponenziale a mano a mano che l'uomo moltiplicava le fonti d'inquinamento con l'avanzare dell'era industriale.

L'ultimo capitolo è invece dedicato all'altra strada, all'alternativa possibile: "...soluzioni biologiche basate sulla comprensione di quegli organismi viventi che (la scienza) cerca di controllare e dell'intero tessuto del vivente a cui tali organismi appartengono".

Il controllo biologico degli insetti può essere fatto con la sterilizzazione in massa dei maschi mediante l'esposizione ai raggi X o con il loro sterminio attraendoli con la riproduzione del suono del volo delle femmine verso una griglia elettricamente carica.

Microbi ed elementi patogeni che attaccano gli insetti possono dare una mano nella lotta contro questi nemici dei raccolti. Gli insetticidi microbici, al contrario dei pesticidi chimici sintetici analizzati, non sono patogeni e non causano reazioni allergiche nell'uomo. Al contrario, la loro attività insetticida è selettiva.

Gli insetti, inoltre, hanno molti nemici naturali – non solo microbi di tanti tipi ma gli stessi insetti. Similmente a come avviene in natura, una specie può essere tenuta a bada solo introducendo l'insetto predatore, un metodo di controllo biologico molto antico e usato con successo in tutto il mondo. "I vantaggi di questo metodo sono ovvi: è relativamente economico, è permanente e non lascia residui chimici sul terreno o sui raccolti". Eppure, lamenta la Carson, il controllo biologico ha sofferto per mancanza di supporto.

Praticare, ad esempio, la selvicoltura con il metodo del controllo biologico può avere importanti chance di successo con un'interferenza umana minima. "Basti pensare che un singolo ragno può uccidere nei suoi 18 mesi di vita una media di 2000 insetti e una foresta biologicamente sana ha una popolazione di 50-150 ragni per metro quadrato".

La Carson termina sferrando un attacco alla scienza biologica del suo tempo che al problema degli insetti risponde in modo primitivo con "un fuoco di sbarramento chimico scagliato contro il tessuto della vita – un tessuto ad un tempo delicato e distruttibile, miracolosamente resistente e flessibile.." "E' un'allarmante fatalità che sia stata armata con le armi più moderne e terribili una scienza così primitiva la quale, volgendole contro gli insetti, le ha volte contro la terra".

PER APPROFONDIMENTI LEGGETE:

I più pericolosi inqunanti ambientali

Episodio 1 di Veleni, "Almeno 200 composti tossici in circolazione nel nostro corpo"

Episodio 4 di Veleni, "SOS ormoni"

Consultate la Tabella dei veleni nei prodotti di consumo - se li conosci li eviti