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Snowpiercer, il treno dei sopravvissuti

di Biosight

 

Foto intro SNOWP

Anno 2014. La scienza diffonde nell'atmosfera terrestre un nuovo composto chimico, CW 7, per rallentare gli effetti del riscaldamento globale. Il risultato è tragico: una fitta glaciazione ricopre il pianeta, facendo morire l'intera popolazione umana tranne...

Foto 1 SNOWP....qualche centinaio di sopravvissuti. Si tratta di persone rinchiuse dentro un mastodontico treno rompighiaccio capace di percorrere, senza mai fermarsi, una sconfinata linea ferroviaria che attraversa tutti i continenti del mondo. Il miliardario Wilford, assecondando la sua innata passione verso i treni, è riuscito a concretizzare lo straordinario sogno di unire la Terra tramite un binario intercontinentale e un mezzo avveniristico. Ma l'imprevista ERA GLACIALE lo rende ultimo rifugio dell'umanità dove il sistema sociale, elaborato dallo stesso Wilford, divide nettamente chi abita i vagoni di coda, miserabili uomini e donne sfruttati, e chi i vagoni di testa, classi ricche dotate di ogni privilegio. Via via che si procede lungo le carrozze, dunque, aumenta la qualità della vita.
L'essere confinati 17 anni presso sudicie vetture ferroviarie, in un'infima realtà, scatena la rivolta degli oppressi e Curtis, il capo, ne guida le azioni sotto la supervisione dell'anziano Gilliam. L'obbiettivo di occupare la testa del treno provocherà un bagno di sangue.

Il regista sudcoreano Bong Joon-ho, di lui ricordiamo lo splendido giallo Memories of Murder (2003) e l'altrettanto spiazzante fantahorror The Host (2006), offre qui una nuova prova del suo talento. Un talento che non definiremmo certo universale eppure in grado di giostrare fra i generi cinematografici, con abilità di riletture ora originali, ora ciniche, ora corrosive. Tratto dalla serie di fumetti francese Snowpiercer - Le Transperceneige di Legrand/Lob, grafica di J.M. Rochette, il film di Bong Joon-ho segue il filone post apocalisse della Terra e inventa una nuova storia nonostante la sviluppata trama della graphic novel. L'esigenza di trasporre il fumetto Le Transperceneige sul grande schermo gli ha consentito di creare personaggi inediti ed immagini di estrema potenza visiva, raggiungendo pregevoli risultati. E' cinema d'autore anche se il prodotto ottenuto, meglio dirlo subito, non ha la stoffa del capolavoro. In Snowpiercer viene comunque resa efficacemente la cupezza e claustrofobia dei luoghi, dei corpi e delle anime presenti nel sinuoso proiettile d'acciaio lanciato su binari globali.
Qualcuno, tuttavia, rimprovera a Bong Joon-ho troppe citazioni Sci Fi - Blade Runner , Alien - quando ritrae un'umanità ammassata in spazi strettissimi ed oscuri, all'interno di un orrido contenitore mobile: rammentiamo solo che è stato il fumetto ad aver originato l'idea, le atmosfere da ricreare e sottolineiamo quanto il cinema attuale trabocchi di citazioni. Nessuno inventa nulla ex novo, adesso, così occorre maggiore sforzo ed abilità per re-inventare le categorie filmiche (Tarantino docet....)
                                                                                                                          Foto 2 SNOWP

Foto 3 SNOWP Lo Snowpiercer di Bong Joon-ho analizza l'universo etico-sociale del convoglio, offrendo allo spettatore immagini di un patchwork razziale dove continua ad esistere la divisione fra ricchi, pochi, e poveri, anzi poverissimi, molti. I secondi vogliono abbandonare i luridi scompartimenti e riconquistare la libertà perduta ma essa significa soddisfare, innanzitutto, bisogni primari come mangiare, bere, dormire, lavarsi, abitare spazi larghi, dare un futuro ai figli. La loro marcia verso la testa del treno, vagone dopo vagone, è il viaggio nel ventre di un 'mostro tecnologico' il cui motore eterno non si ferma, autoalimentandosi e minimizzando le dispersioni di energia. Un prodigio ingegneristico alla pari del treno, gigantesco ecosistema capace di nutrire gli occupanti siano essi miserabili, penalizzati anche sotto il profilo alimentare (non ne sveliamo il motivo), o miliardari.
Il film più costoso mai realizzato in Sud Corea ambisce, naturalmente, ad essere un blockbuster mondiale. Nondimeno Snowpiercer ci mostra la psicologia dei personaggi, le meschinità, gli egoismi/eroismi conditi, qua e là, da sprazzi d'ironia ovvero il marchio inconfondibile del cinema orientale e dello stesso regista Bong Joon-ho. Montaggio, scenografia, fotografia, effetti speciali, sono validi elementi strutturali che hanno favorito la riuscita delle scene con ambienti angusti, sporchi, iper affollati, moderno paradigma delle nostre metropoli internazionali.
Il contrasto buio profondo-luce intensa attraversa la pellicola, muta i volti dei ribelli mentre il sole riflesso sui vetri delle vetture di testa li abbaglia. Fuori il paesaggio è luminosissimo, riverbero solare di ghiacci perenni nonché immagine spettrale della glaciazione killer. L'enorme siluro d'acciaio, in moto perpetuo, protegge i passeggeri privati della possibilità di respirare, pena la morte, l'aria esterna.

I personaggi, gli interpreti > Curtis, il capo della rivolta, è Chris Evans. L'attore americano qui incarna un ruolo profondamente diverso rispetto alla Torcia Umana e Captain America; la sua performance consegue un livello medio-basso, se la paragoniamo all'importanza della parte, e, viste le precedenti interpretazioni, dubitiamo possa fare meglio.
Gilliam, anziano leader spirituale della sommossa, sfoggia la shakespeariana recitazione dell'inglese John Hurt le cui rughe trasmettono un'ancestrale saggezza, fin troppo pragmatica, come l'intreccio narrativo rivelerà. Il cast principale comprende inoltre Edgar-Jaime Bell, fedele braccio destro di Curtis, e Tanya- Olivia Spencer, madre di un bimbo portato via dalle guardie e disperatamente cercato sino al violento epilogo. Ecco lo specialista della sicurezza Namgoong Minsoo, figura di spicco nel film, artefice dei progetti inerenti le serrature delle carrozze e dunque l'unico in grado di aprirne le porte: il director Bong Joon-ho ha scelto l'ottimo Song Kang-ho, già protagonista di Memories of Murder/ The Host. La figlia di Minsoo è Yona, l'attrice Go Ah-sung (pure lei nei films appena citati) figura dominante il finale 'hollywoodiano'. Poi la feroce, ironica, grottesca Mason di Tilda Swinton, secondo noi l'interprete migliore, gerarca sprezzante e ottusa quando arringa gli indigenti viaggiatori sul rispetto delle gerarchie; infine il miliardario Wilford, Ed Harris, il quale esprime la completa solitudine del comando durante l'ultima parte del film, confessando l'indicibile prezzo da pagare per una salvezza collettiva.

Foto 6 SNOWP                   Foto 8 SNOWP                         Foto 9 SNOWP

Uno dei produttori di Snowpiercer è il noto regista sudcoreano Park Chan-wook (Mr Vendetta, Old Boy, Lady Vendetta), ispiratore o fonte ispiratrice di sequenze che i fans dello straordinario Old Boy certamente ricorderanno. Le citazioni Sci Fi e i validi spunti autoriali di Bong Joon-ho focalizzano sempre le dinamiche umane presenti, laddove l'istinto di sopravvivenza vince sulla ragione.
Profetizzare il medioevo prossimo venturo e la rivoluzione degli oppressi contro il potere economico-sociale, loro carnefice, conta numerosi esempi al cinema. La parabola della Terra, coperta di ghiacci eterni, la storia di superstiti dentro un convoglio ferroviario, atroce divoratore di vite in nome dell'auto conservazione, rende il termine umanità una parola senza senso. Nemmeno la fine del film spegne l'interrogativo: e se succedesse davvero, come ci comporteremmo?

Foto 10 SNOWP

 

Snowpiercer > Corea del Sud - Stati Uniti – Francia,  2013

Regia di Bong Joon-ho

Interpreti e personaggi principali

Chris Evans:              Curtis
Jamie Bell:                Edgar
John Hurt:                 Gilliam
Tilda Swinton:          Mason
Octavia Spencer:    Tanya
Song Kang-ho:         Namgoong Minsu
Ed Harris:                  Wilford
Go Ah-sung:             Yona