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Video condiviso da il in Maurizio Marna

E' difficilissimo, oggigiorno, trovare la luce della storia in una persona, ancora vivente, protagonista della vita civile e politica nel proprio paese. Aung San Suu Kyi, l'Orchidea d'acciaio birmana, è questa persona, forgiatasi nelle proprie sofferenze e in quelle del suo popolo attraverso l'armonia di pensiero e la non violenza.

Orchidea d'acciaio è stata ribattezzata Lady Aung San Suu Kyi, nata in Birmania nel 1945. Non è una lady di ferro, come lo fu Margaret Thatcher, ma ha resistito fieramente, con l'arma della dolcezza e della lotta civile non violenta, alle tragiche persecuzioni del regime militare. La sua colpa, assieme a quella di tutto il popolo birmano, è la ricerca della democrazia e la conseguente fine della dittatura dopo mezzo secolo di leggi marziali.  
Solo tre anni fa Aung San Suu Kyi ha riacquistato la libertà, nonostante la Birmania non sia ancora emancipata, e adesso può, finalmente, viaggiare all'estero. Nel 2012, a Oslo, ha ritirato il premio Nobel per la Pace mentre lo scorso Ottobre è venuta in Italia, su invito di molte nostre autorità che, in passato, Le avevano assegnato onorificenze. A Lei, donna di infinita dolcezza e carattere fermo, non interessano i premi quanto (ri)affermare il concetto di dignità umana. L'Università di Bologna, anni fa, l'aveva insignita della laurea honoris causa in Filosofia e a fine dello scorso mese Aung San Suu Kyi l'ha potuta ritirare. Seguitene, qui, il discorso post laurea e osservate questo 'esile' GIGANTE DELLA STORIA: non c'è odio o disprezzo verso i carcerieri militari, solo la ricerca di una pacificazione nazionale. Aung San Suu Kyi ci dà una lezione di etica, d'amore e compassione verso il prossimo, ci dice cosa sia la politica anzi la Politica(con la P maiuscola). E a proposito di quest'ultima il suo discorso dovrebbe essere trasmesso, ciclicamente, dentro il parlamento italiano a scopo didattico. Molti deputati e senatori arrossirebbero di vergogna, se mai ne avessero conservato la capacità....

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