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Venezia, o cara

Inviato da il in Maurizio Marna
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Serenissima ha smesso di esserlo da secoli ma possiede tanti altri aggettivi: straordinaria, affascinante, mirabile, decadente (non decaduta) Venezia lo è e lo sarà sempre. Eppure quando ci si trova lì, specialmente durante i periodi di maggior afflusso turistico, alzi la mano chi non ha provato almeno un po' di disagio. Ci sbagliamo?

La particolare configurazione di città terramare implica, comunque, una viabilità molto diversa rispetto ad altri centri di enorme rilevanza artistica. Ma questa non è una novità volendo orientarsi la nostra attenzione, invece, verso l'impatto di milioni di turisti sul suo complesso urbano. La recente morte di un gitante tedesco, dovuta a uno scontro fra una gondola e un vaporetto nel Canal Grande, sottolinea che ci si sta avvicinando al punto di non ritorno. Siamo troppo allarmisti?  Chi scrive è ritornato a Venezia dopo circa vent'anni, lo scorso Agosto, per vedere la Galleria Internazionale d'Arte Moderna (http://capesaro.visitmuve.it/) e la collezione d'arte Giorgio Franchetti (www.cadoro.org) ovvero due magnifici esempi di quale patrimonio culturale possieda la Serenissima. Un comodo viaggio in treno, l'arrivo alla stazione di S. Lucia, l'uscita sul piazzale antistante, sono stati tre momenti di una bella giornata estiva, nemmeno troppo calda, di cui l'ultimo vissuto con sgomento. Infatti ho ritrovato, a distanza ventennale e non appena uscito dallo scalo ferroviario, una massa informe di turisti davanti a me come se stessi guardando una vecchia fotografia ingiallita. Il solito 'brulicare veneziano', si dirà, favorito dalla circostanza del periodo estivo. Sento già volare battute ironiche: di cosa ti meravigli, povero viaggiatore inesperto, volevi forse trovare un selezionato e ordinato incedere di persone? O desideravi, magari, una corsia preferenziale dove muoverti a piacimento?

                                                            b2ap3_thumbnail_Fo-1-bis_VE---1.jpg  il ponte di Rialto

b2ap3_thumbnail_Foto-2_VE--.jpgNo di certo, rispondo, tuttavia osservo, assieme a molti altri, quanto una città incomparabile soffra ancor di più per una simile invasione. Venezia non ha le dimensioni urbane di Firenze, Roma, Napoli, famosissimi centri artistici al pari di essa, e la sua  mobilità si svolge prevalentemente via acqua. Con un movimento  turistico pari a 9,5 mln circa di visitatori (fonte> Comune di Venezia, ANNUARIO TURISMO 2012, scaricabile on line in pdf), il traffico prodotto diventa quasi impossibile da gestire. E ciò malgrado i veneziani residenti - intendendosi quelli del centro storico(esclusi dunque gli abitanti dell'estuario/terraferma)- siano pressappoco 59.000, invisibili presenze all'interno di una gigantesca moltitudine umana sempre in movimento. Il loro malessere ha raggiunto l'apice, nel quadro di un frantumato equilibrio cittadino, quando le amministrazioni comunali hanno 'discettato', durante le decadi passate, di 'mirabolanti' soluzioni per fronteggiare la pressione turistica. Intendiamoci, nessuno nega a qualcuno il diritto di conoscere la storia, ammirare l'arte e i panorami, insomma vivere l'atmosfera veneziana: il volano economico così generato, sotto la cappa dell'attuale crisi, può davvero salvare una straordinaria testimonianza della storia. Quante strutture architettoniche potrebbero, infatti, venir recuperate mentre ora giacciono abbandonate nonché erose dall'acqua, quanto l'aspetto stesso di Venezia ne guadagnerebbe una volta che esse siano restituite alla cittadinananza. Ma un tale vortice di denaro può anche travolgere, definitivamente, la sua identità. (A sinistra, la Giudecca)

b2ap3_thumbnail_Foto-4_VE-.jpgL'Organizzazione mondiale del turismo,(UNWTO United Nations World Tourism) parla di capacità di carico, riferita ad un luogo di forte attrattiva turistica. Essa si fonda sul numero massimo di visitatori diretti verso un determinato sito, senza pregiudicare le prerogative fisico-ambientali, socioculturali, economiche di quest'ultimo e in grado di soddisfare le aspettative dei primi. La capacità di carico si identifica, quindi, con la sostenibilità di un'area dove esistono risorse limitate, inadatte a supportare un quantitativo oltre la relativa soglia di tolleranza. Se si guarda al 'caso Venezia' occorre subito adottare provvedimenti organici (leggi amministrativi), che favoriscano un turismo qualificato e presuppongano, in chi vuole visitarla, BUONE DOSI DI CULTURA, di rispetto ambientale, di passione storica. Noi saremmo addirittura per ammettere, dopo una dura selezione,  solo una schiera di 'eletti', persone legate all'estetica, all'arte, all'educazione di sé. Siamo troppo elitari? Ovvio, poiché il disagio avvertito, durante la nostra permanenza a Venezia, è stato profondo. Perciò via le 'truppe d'occupazione' stazionanti in piazza S. Marco, le nefaste transumanze in zona Rialto, i 90 transatlantici all'anno sul Canal Grande(fanno rabbrividire...), oltre al caotico traffico di vaporetti, gondole, taxi, imbarcazioni trasporto merci. Mai sentito parlare di (ferrea) regolazione dei flussi? Occorre poi bandire l'orrendo marketing usa e getta(=l'atroce paccottiglia dentro le calli) e favorire le attività commerciali, rispettose del contesto urbano. Il turbo consumismo ha corrotto un simbolo della storia mondiale - patrimonio, appunto, dell'Unesco - come se una casa in legno, avente una splendida architettura, fosse via via diventata fatiscente perché divorata dalle termiti.

                                          b2ap3_thumbnail_Foto-6_VE-1.jpg

So perfettamente di essere buon ultimo nell'elencare i problemi di una città meravigliosa, discussi e ribaditi tante volte. Eppure cambiare il tipo di offerta turistica, limitando le affluenze, diversificare gli itinerari sull'intero comprensorio veneziano, impedire la continua fuga di residenti, attraverso il recupero architettonico, non sembrano soluzioni 'lunari'. E' sì un atteggiamento inflessibile ma riconsegnerebbe le chiavi della Serenissima ai suoi cittadini, facendo di nuovo pulsare l'anima della città.

P.S.  L'articolo è frutto del mio incontro con una coppia di gentilissimi veneziani, quando ho chiesto loro alcune informazioni viarie. La cortesia dimostrata, la voglia di scambiare due parole, il rimpianto per una città pesantemente logorata mi hanno colpito e spinto a scrivere questo BIO blog. Venezia, o cara...

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Ospite Mercoledì, 15 Agosto 2018