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L'ambiente siamo noi

Come vivere sani e felici nel brodo tossico ambientale moderno, dribblando le malattie croniche in agguato. Tutte le soluzioni per diminuire il carico tossico corporeo.

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SpazzaTour, ovvero i dolori del porta-a-porta

Inviato da il in Patrizia Marani
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Tutti in viaggio con SpazzaTour, la nuova Agenzia di Viaggi a partecipazione del Comune di Casalecchio, con il Patrocinio dall'assessorato all'ambiente! 

Devierò con questo post dalla strada maestra del mio blog per raccontarvi un fatto curioso che è una perfetta sineddoche di alcuni difetti italici, non del tutto estranei alla formazione del difficile quadro politico-economico che stiamo vivendo. 

L’anno scorso, Casalecchio ha varato un ambizioso piano di raccolta dei rifiuti Porta-A-Porta che ben presto si è trasformato in un'emigrazione selvaggia dei rifiuti, vale a dire, in uno SpazzaTour. Perché mai?

b2ap3_thumbnail_rifiuti_tavol_small.jpgEbbene, io abito a Bologna in un quartiere che si trova ai confini con il Comune di Casalecchio, una posizione strategica per accedere a strade ad alta velocità che nel giro di pochi minuti conducono nel suddetto comune e viceversa, particolare non di secondaria importanza nella nostra storia. 

Ai cittadini casalecchiesi è stato dettato un calendario rigoroso di deposizione dei sacchi della spazzatura. In sacchetti di colori diversi vanno messi plastica e carta/cartone, mentre vetro e alluminio continuano ad essere deposti nelle apposite campane. Sono, inoltre, stati assegnati a ciascun cittadino due bidoncini, uno di color marrone per l’organico e l’altro di colore grigio per l’indifferenziata. I due bidoncini sono SENZA CHIUSURA, ma – udite udite – dotati di codice a barra, in modo che si possa quantificare il volume di spazzatura generata da ciascun nucleo familiare e calibrare su di esso la quota della tassa: meno rifiuti generati, meno si paga, più rifiuti prodotti più la tassa aumenta. Geniale! Dal codice a barra è, inoltre, possibile risalire a chi commette errori. A tal fine, un plotone di volontari – mi è stato detto - “’ravana’ in continuazione nei sacchetti per identificare chi mette spazzatura sbagliata nei sacchetti errati”.

E’ chiaro che un cambiamento epocale come la raccolta Porta-A-Porta dei rifiuti, potenzialmente molto commendevole per la percentuale b2ap3_thumbnail_rifiuti_small.jpgelevata di rifiuti che, dati alla mano, riesce a differenziare e al conseguente abbattimento dei costi di gestione e smaltimento dei rifiuti, dovrebbe essere preceduto da un’operazione di comunicazione, informazione e coinvolgimento dei cittadini molto importante. Non può essere improvvisamente calato dall’alto, dato che la riuscita implica una loro convinzione e collaborazione attiva e “che a doverci sbattere di più siamo soprattutto noi” afferma una mamma casalecchiese da noi interpellata.

E’ stata realizzata una campagna d’educazione, informazione e sensibilizzazione alla raccolta Porta-A-Porta? Ma soprattutto, sono stati improntati degli incentivi affinché il cittadino intraprenda di buon grado un tipo di raccolta dei rifiuti, buona per l’ambiente e per le casse comunali, ma molto più impegnativa? Secondo alcuni casalecchiesi da noi intervistati, è stata unicamente realizzata una campagna di volantinaggio e una presentazione della raccolta, con la presenza del Sindaco, in cui è stato – particolare di grande importanza - ventilato un aumento della tassa dei rifiuti sulla base della quantità di organico e indifferenziata prodotta. Errore madornale. Con la solita inflessibilità verso i cittadini che contraddistingue, ahimé, tanta nostra classe politica (cui fa da contraltare l’indulgenza assoluta verso se stessa), sui più duri di comprendonio che si ostinino a produrre molta indifferenziata, nonché organico, pende ora la scure di una lievitazione d’entità imponderabile della tassa sui rifiuti?

b2ap3_thumbnail_rifiuti_org_small.jpgRisultato? Mi sono stati raccontati aneddoti di tutti i tipi, anche divertenti nella loro tragicità: dalla famiglia che non riesce quasi mai ad esporre i rifiuti nelle fasce orarie prestabilite e che viaggia ormai perennemente con spazzatura in macchina, per scaricarla nel primo cassonetto capace che incontra per strada, al cittadino casalecchiese che coglie in flagrante una vicina mentre scarica di soppiatto indifferenziata nel bidoncino a lui assegnato, con conseguenti minacce di morte, neanche troppo velate.

Le problematiche? La scocciatura o l’impossibilità di scendere tutte le sere all’ora prefissata. E se non ci sei o non ci riesci, ti devi tenere le vaschette di plastica con residui di pesce o di sangue in casa o in terrazza fino al prossimo lunedì; oppure ti puoi ritrovare a fare, tuo malgrado, il compost in appartamento, con emissione di olezzi vari, non esattamente gradevoli, o nel terrazzo, dove, se abiti a un piano basso, puoi ritrovarti con dei formicai ciclopici.

Difficile rispettare la fascia rigida degli orari. Sfidando multe salate, - si agisce come al solito per deterrenza e minacce, non attraverso incentivi - i cittadini l’hanno resa più flessibile, portando fuori i sacchetti un po' a tutte le ore, con conseguente eccessiva presenza di spazzatura lungo le strade.

Per di più “Ti trovi con 20 bidoni con 20 sacchetti dentro, uno ciascuno, più due o tre sacchetti appoggiati sopra o accanto,” mi dice un’altra casalecchiese. Viene fatto nel tentativo di minimizzare il volume di spazzatura personale”, con grande festa delle topacce.  “D’estate, poi, devi mangiare il melone, l’anguria o il pesce solo al pasto prima della raccolta dell’organico – due volte alla settimana - altrimenti ti ritrovi con spazzatura maleodorante per giorni in casa o nel terrazzo. Ora devi anche mangiare come vogliono loro,” aggiunge esasperata.

“Il PAP ha creato più sporcizia e più degrado,” lamenta un altro casalecchiese, “e un giorno non ce l’ho più fatta, ho preso il sacchetto della plastica e l’ho portato nel primo cassonetto che ho trovato, a Bologna”.

Infatti, sono in molti a Casalecchio ad essere diventati degli Spazza-turist: i bidoncini metallici per strada della cittadina e i cassonetti dei quartieri bolognesi ai confini con Casalecchio, fra cui quelli di fronte a casa mia, sono stati presi d’assalto dallo Spazza-Tour.

Per far fronte all'inatteso quanto repentino aumento di rifiuti in zona, il Comune di Bologna ha quadruplicato i cassonetti, ma sembra non bastino mai – alla faccia dell’obiettivo della diminuzione dei rifiuti del Porta-A-Porta. Certo, a Casalecchio calano di sicuro! Una macchina via l'altra, in una processione continua, i rifiuti sono depositati non solo NEI contenitori, ma di fronte, davanti e dietro, trasformando il parcheggio dove sono stati traslocati in una vera e propria discarica.

Al degrado ambientale causato dai cumuli di rifiuti disseminati attorno ai cassonetti e, nel nostro caso, su gran parte del parcheggio che li ospita, si b2ap3_thumbnail_rifiuti_fila2_small.jpgaggiunge un incremento dell'inquinamento da traffico in zona, causato dal via vai di macchine degli Spazza-turist e dei camion preposti allo svuotamento dei bidoni.

Avendo l'occasione d'incontrare in luogo ameno la responsabile dell'assessorato che ha concepito questo meraviglioso "Porta-A-Porta", mio marito, forse in un modo un po' ruvido data la via crucis cui siamo sottoposti, ha fatto presente che dovevano esserci dei problemucci nel servizio, di cui lo SpazzaTour intrapreso in massa dai casalecchiesi poteva essere un evidente sintomo. Con l'arroganza tipica di tanti politici italici (Roma docet) che, pur essendo stipendiati con i soldi dei cittadini per risolvere i problemi del vivere comune, si sentono al di sopra di loro e non al loro servizio, l’assessora nega l’esistenza del problema, minimizzando lo SpazzaTour e addebitando il fenomeno alla fase iniziale del programma (iniziale? L’inizio del PAP, a quanto leggiamo sul sito del Comune, risale ad aprile 2013). “A voi (deprecabili egoisti) interessa solo il vostro particolare”, accusa scuotendo il dito accusatore e con voce stentorea, disseppellendo una frase pseudo guicciardiana totalmente fuori luogo in questo caso, dato che le prime vittime sono proprio quei poveri Casalecchiesi, costretti allo Spazza-Tour selvaggio da un piano evidentemente inadeguato. Quindi, invece di un pacato dialogo sulle problematiche, segnalate da un cittadino-datore di lavoro ad un suo civil servant (la definizione inglese definisce perfettamente il rapporto) per mettere fine al disagio suo, degli altri cittadini dei quartieri oggetto dell’invasione, nonché degli stessi Spazza-turist, la discussione ha termine con furiose grida baritonali: "lei mi ha aggredito davanti al mio bambino, mentre sono fuori servizio," dell'assessora, dall'aria invero tutt’altro che indifesa.

Perché raccontarvi questo aneddoto? A un anno e mezzo dal decollo del Porta-A-Porta, lo SpazzaTour continua inesorabile, e ciò malgrado esista b2ap3_thumbnail_Rifiuti_fila.jpgun centro di raccolta – con il grave difetto di trovarsi, non lungo il percorso per il lavoro, ma a Zola Predosa e con orari d’apertura ogni giorno diversi, non facilmente memorizzabili – e un Punto di Raccolta Temporaneo aperto nei fine settimana.

Una soluzione l’abbiamo vista in un paese estero: ogni quartiere conserva un unica fila di cassonetti per la differenziata normale. Inoltre, niente multe, ma campagne di educazione e sensibilizzazione, soprattutto nelle scuole. E, dimenticavamo, nessuna tassa sui rifiuti, dato che si tratta di servizio già pagato dalle tasse “generali”.

Vi sono altre soluzioni pratiche che fanno appello alla tasca dei cittadini. Se fai il Porta-A-Porta ben fatto, conferendo una mole elevata di rifiuti riciclabili e comportabili, i rifiuti da costo per la collettività diventano risorsa, con conseguente abbattimento delle spese sopportate dal Comune. E’ giusto che questo risparmio sia riconosciuto ai contribuenti i quali, vedendo in tal modo un ritorno diretto per il budget familiare, sono incentivati al maggiore impegno necessario, rispetto ad una differenziata conferita nei cassonetti. Sono, infatti, molti i comuni italiani ad aver adottato degli incentivi economici e alcuni di essi hanno raggiunto percentuali di differenziata da brivido. Eccone alcuni esempi.

Nelle frazioni di Fara Sabina e Passo Corese, in provincia di Roma è attivo un servizio di raccolta differenziata a punti. I cittadini, cui è stata conferita una tessera RDCard personalizzata che consente di riconoscere l'utente e memorizzare la quantità di rifiuti conferiti per ogni tipologia, si recano in giorni prestabiliti nei punti per la raccolta differenziata. La tessera RDcard viene caricata, permettendo all’utente di maturare un bonus economico che verrà detratto l'anno successivo dall'importo annuale della tassa sui rifiuti.

A Castelnuovo, in provincia di Napoli, per ogni chilogrammo di materiale ben differenziato il cittadino riceve una somma pari a 6 centesimi per la carta e 12 per la plastica.

A Capannori, la quota di raccolta differenziata Porta-A-Porta raggiunge l’82% e si traduce in un risparmio di circa 1 milione e 900 mila euro annui per le casse comunali, risparmio riconosciuto ai cittadini con l'introduzione di una speciale tessera magnetica di "raccolta punti" del riciclo. Ogni 500 punti raggiunti, il comune paga al cittadino 20 €.

Il Comune di Bologna prevede incentivi economici vari, fra cui uno per il compostaggio dell’organico, che il cittadino può scegliere di fare autonomamente.

Il Comune di Gorizia prevede una tariffa pagata sulla base della grandezza dell’appartamento e del numero di abitanti e sconti sulla base della quantità di differenziata ben fatta conferita dalla collettività.  

A Casalecchio, secondo quanto ci hanno raccontato i cittadini stessi, si trovano a fare il lavoro aggiuntivo necessario per il porta a porta con nessuno o scarsi incentivi (un vago sconto in bolletta per conferimento all’isola ecologica di materiali molto inquinanti, come pile e batterie). Ma, diversi casalecchiesi hanno sottolineato quanto penda su di loro piuttosto la scure della minaccia di punizioni, per porta a porta malfatto o di aumenti della tassa sulla base del volume d’indifferenziata o di organico.

Quali difettucci italici mette a fuoco questa vicenda? Tanti Casalecchiesi che, invece di far pervenire bisogni e proteste ai diretti responsabili, lautamente compensati e all’uopo preposti, ricorrono ad una soluzione fai da te, creando forti disagi ad altri cittadini; la classe politica che crea un servizio malfatto e imposto d’imperio (per fregiarsi alle prossime elezioni di una alta percentuale di raccolta differenziata?), anziché 1. Ricercare il dialogo con i cittadini e il loro feedback per migliorare il servizio; 2. Mettere in atto incentivi reali e consistenti, che riflettano il notevole risparmio per la collettività possibile grazie a una raccolta porta a porta ben fatta. Il Comune, infatti, viene pagato dalle aziende che ritirano i rifiuti se sono differenziati bene. 

Ma lo SpazzaTour prosegue. 

 

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Patrizia, autoctona di Bologna, ha perseguito molteplici interessanti carriere (mamma, insegnante d'inglese e francese, traduttrice, fotografa, pittrice, scrittrice di testi e articoli in tre lingue per pubblicazioni turistiche e riviste culturali) prima di udire la chiamata della Vera Vocazione, quella di Filmmaker. Ciò che ha ingenerato la confusione originaria erano due grandi, apparentemente inconciliabili amori e talenti: quello per le Lingue (italiana inclusa) e quello per le Arti Visive. Una confusione aggravata dai suoi studi. Dopo aver conseguito una laurea di Traduttrice e Interprete alla Scuola per Interpreti e Traduttori di Bologna, (Inglese e Francese) dotandosi dello strumento principe del Giramondo, la Nostra inizia a viaggiare da un continente all'altro, più lontano era meglio era (il progetto: destinare agli anni maturi le mete più vicine), iniziando con un viaggio costa a costa degli States più varie permanenze americane, passando in Nord Africa e infine in Estremo Oriente, dove si ferma per qualche anno, per crescere la piccola Vittoria e studiare pittura all'Anaconda Art Studio di Bangkok. La straordinaria esperienza del soggiorno asiatico, le apre le porte della creatività. Di ritorno in Italia, dà sfogo all'altro suo più represso amore-talento e consegue il diploma dell'Accademia di Belle Arti, specializzandosi in Pittura, Fotografia e Storia dell'Arte. Ma la schizofrenia continua. E' solo più tardi che viene fulminata sulla via di Damasco: durante un lungo trekking attraverso l'Himalaya capisce che solo la telecamera avrebbe potuto documentare quel viaggio tanto faticoso quanto entusiasmante. Dirige così i suoi primi due documentari dedicati alla cultura estremo-orientale. E' una rivoluzione: la Nostra intraprende studi di giornalismo free lance alla London School of Journalism per affinare la scrittura in lingua inglese, di scrittura per il cinema e la televisione all'Accademia Nazionale di Cinema della sua città nativa, e di Film Documentario alla Rockport University con l'allora guru del documentario sociale, Mitchel Block, il tutto coronato da un battesimo di fuoco nel 2000: un lungo documentario girato in Zambia sulle cause dell'AIDS in Africa. Da allora si tuffa completamente nel film documentario e collabora alla realizzazione di film trasmessi da broadcasters nazionali e internazionali, fra cui "La società dipendente" (ricerca, scrittura e regia), in concorso al NYFV Festival 2007, distribuzione Expresso TV, UK, e acquisito per gli USA da Alexander Press, fornitore educational americano, il pluripremiato "Paradiso ritrovato, la parabola del giardiniere naturale", 2009, (scrittura e regia), vincitore in Italia di tre festival del documentario, "Caravaggio, il corpo ritrovato" per National Geographic Channel, 2010, (ricerca, co-scrittura, co-regia), "Artemisia Undaunted" per Sky Art, 2011 (ricerca). Infine, giacché il suo amore per l'Arte si estende all'ispiratrice dei grandi artisti rinascimentali, la Natura, co-fonda nel 2012-3 un magazine on line multimediale dedicato all'informazione ambientale e scientifica www.perchebio.com per il quale scrive regolarmente articoli e post. Nel 2014 dirige per ARTE GEIE e la TV belga RTBF ‘Allergia, il peso tossico’, un documentario sulle cause dell'attuale boom di allergie prodotto da GraffitiDoc e Iota Productions, in concorso a numerosi festival internazionali e vincitore del Premio della Giuria al Doc Scient Festival 2015 di Roma, e distribuito in più di 20 paesi in tutto il mondo.

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Ospite Domenica, 18 Novembre 2018