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L'ambiente siamo noi

Come vivere sani e felici nel brodo tossico ambientale moderno, dribblando le malattie croniche in agguato. Tutte le soluzioni per diminuire il carico tossico corporeo.

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La mappa della felicità

Inviato da il in Patrizia Marani
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L’avventura del mio cambiamento verso uno stile di vita in cui sia minimizzata la presenza dell’inquinamento si allarga ora ad abbracciare anche il contesto socio-economico e politico. La domanda chiave cui desidero rispondere con la mia nuova indagine è: quale ambiente fisico, socio-economico e politico rende la persona, e cittadino, più felice? Esiste da qualche parte Utopia o il Paradiso in terra? 

Quale paese al mondo offre quel mix di contatto con la natura, ambiente pulito e giustizia sociale che la maggior parte degli studiosi ritiene sia quello in cui la felicità individuale può meglio attecchire?  Il mio intento finale è quello di andare a vivere in quel paese, o rimanere qui, nel caso in cui sia proprio l’Italia quel luogo ideale….

L’ONU pubblica da alcuni anni delle classifiche della ‘felicità’ basate su 6 parametri: PIL pro capite, aspettativa di vita in salute, avere qualcuno su cui poter contare, libertà percepita di fare scelte di vita, libertà dalla corruzione e generosità. Questi report si propongono di guidare l’operato dei policy-makers, in quanto scopo finale dell’ars politico-amministrativa dovrebbe essere la maggior felicità del maggior numero di cittadini. Sappiamo che le cose non vanno proprio così in molti paesi, ma ve ne sono invece alcuni che figurano immancabilmente in vetta a queste classifiche. Qual è il loro segreto, la loro ricetta della felicità? 

In primo luogo, però, dovremo chiederci cos’è la felicità e se essa dipenda davvero dalle circostanze ambientali, socio-politiche ed economiche esterne, da risorse interiori dell’individuo, o da entrambe le cose.

CHE COS’E’ LA FELICITA’?

Secondo il filosofo e sociologo francese Philippe Lénoir, nel suo libro “Sur le Bonheur”, è difficile rispondere a una simile domanda. Molto più facile rispondere a “Che cosa ti rende felice?”

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Nel mio caso, la compagnia dei miei cari, camminare nei boschi o in riva al mare, ascoltare la “Carmen”, “The Piano” di Nyman o un pezzo di chitarra classica, guardare film come “Pina” di Wim Wenders o fare un’intervista ad uno scienziato geniale che mi apre nuove prospettive di conoscenza..e la lista potrebbe continuare. E’ la felicità, dunque, un susseguirsi incessante di momenti piacevoli, totalmente condizionata dalle circostanze esterne? Ed è interamente soggettiva (conosco una marea di persone a cui i boschi e la natura in genere dicono poco)? O è, invece, una virtù, una capacità che si acquisisce - la capacità di essere felici - indipendentemente dalle contingenze esterne?

Secondo Lénoir, in primo luogo, seppure il piacere sia una parte inscindibile di una vita felice, il principio di perseguire al massimo ciò che dà piacere evitando a tutti i costi ciò che  è al contrario doloroso vale fino ad un certo punto, dato che un’esperienza di piacere immediato, come assumere delle droghe o bere troppo, ha delle conseguenze negative e rende in prospettiva infelici, mentre situazioni faticose di duro lavoro o studio possono in seguito portare alla felicità

Leonardo Benvenuti*, sociologo e socioterapeuta, Università di Chieti, ritiene che sia effettivamente un mix delle due componenti: amicizie e amore veri, la vicinanza di persone affini, un lavoro che dia un senso profondo all’esistenza, rinnovarsi continuamente ponendosi obiettivi sempre nuovi. Ma anche una capacità di “atarassia”, una condizione d’imperturbabilità ovvero di “perfetta pace dell’anima che nasce dalla liberazione delle passioni” e dal controllo delle emozioni negative, nella perfetta tradizione filosofica greca e buddista.  La felicità non è, quindi, un’emozione passeggera, come si può provare di fronte a un bel quadro o ad uno spettacolo naturale, ma un senso di soddisfazione diffuso rispetto alla propria vita.

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Gli studiosi della felicità, infatti, cercano di valutare “l’indice di soddisfazione” nei confronti della propria vita dei soggetti sondati o studiati.  Felice è colui che è “soddisfatto della (sua) esistenza perché essa, nel complesso, (gli) procura piacere, perché ha trovato un certo equilibrio fra le (sue) diverse aspirazioni, una certa stabilità di sentimenti, di emozioni, una certa soddisfazione nei campi più importanti – affettivo, professionale, sociale e spirituale” (F. Lénoir, “Du Bonheur”).

E’ chiaro, allora, che in questa luce la capacità dei policy makers, degli amministratori della res publica di promuovere quei presupposti sociali di generosità, di supporto reciproco, di onestà, nonché di creare quelle condizioni che favoriscono la realizzazione professionale – che non significa solo trovare un lavoro stabile e ben pagato, ma anche quello che permette alla persona di meglio dispiegare e mettere a frutto le sue doti, di dare un senso “forte” all’esistenza – diventa fondamentale nel raggiungimento della felicità.

 

Fonti:

World Happiness Report 2013

*La società dipendente, di Patrizia Marani (film documentario The Addicted Society)

Du Bonheur, Philippe Lénoir

 

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Patrizia, autoctona di Bologna, ha perseguito molteplici interessanti carriere (mamma, insegnante d'inglese e francese, traduttrice, fotografa, pittrice, scrittrice di testi e articoli in tre lingue per pubblicazioni turistiche e riviste culturali) prima di udire la chiamata della Vera Vocazione, quella di Filmmaker. Ciò che ha ingenerato la confusione originaria erano due grandi, apparentemente inconciliabili amori e talenti: quello per le Lingue (italiana inclusa) e quello per le Arti Visive. Una confusione aggravata dai suoi studi. Dopo aver conseguito una laurea di Traduttrice e Interprete alla Scuola per Interpreti e Traduttori di Bologna, (Inglese e Francese) dotandosi dello strumento principe del Giramondo, la Nostra inizia a viaggiare da un continente all'altro, più lontano era meglio era (il progetto: destinare agli anni maturi le mete più vicine), iniziando con un viaggio costa a costa degli States più varie permanenze americane, passando in Nord Africa e infine in Estremo Oriente, dove si ferma per qualche anno, per crescere la piccola Vittoria e studiare pittura all'Anaconda Art Studio di Bangkok. La straordinaria esperienza del soggiorno asiatico, le apre le porte della creatività. Di ritorno in Italia, dà sfogo all'altro suo più represso amore-talento e consegue il diploma dell'Accademia di Belle Arti, specializzandosi in Pittura, Fotografia e Storia dell'Arte. Ma la schizofrenia continua. E' solo più tardi che viene fulminata sulla via di Damasco: durante un lungo trekking attraverso l'Himalaya capisce che solo la telecamera avrebbe potuto documentare quel viaggio tanto faticoso quanto entusiasmante. Dirige così i suoi primi due documentari dedicati alla cultura estremo-orientale. E' una rivoluzione: la Nostra intraprende studi di giornalismo free lance alla London School of Journalism per affinare la scrittura in lingua inglese, di scrittura per il cinema e la televisione all'Accademia Nazionale di Cinema della sua città nativa, e di Film Documentario alla Rockport University con l'allora guru del documentario sociale, Mitchel Block, il tutto coronato da un battesimo di fuoco nel 2000: un lungo documentario girato in Zambia sulle cause dell'AIDS in Africa. Da allora si tuffa completamente nel film documentario e collabora alla realizzazione di film trasmessi da broadcasters nazionali e internazionali, fra cui "La società dipendente" (ricerca, scrittura e regia), in concorso al NYFV Festival 2007, distribuzione Expresso TV, UK, e acquisito per gli USA da Alexander Press, fornitore educational americano, il pluripremiato "Paradiso ritrovato, la parabola del giardiniere naturale", 2009, (scrittura e regia), vincitore in Italia di tre festival del documentario, "Caravaggio, il corpo ritrovato" per National Geographic Channel, 2010, (ricerca, co-scrittura, co-regia), "Artemisia Undaunted" per Sky Art, 2011 (ricerca). Infine, giacché il suo amore per l'Arte si estende all'ispiratrice dei grandi artisti rinascimentali, la Natura, co-fonda nel 2012-3 un magazine on line multimediale dedicato all'informazione ambientale e scientifica www.perchebio.com per il quale scrive regolarmente articoli e post. Nel 2014 dirige per ARTE GEIE e la TV belga RTBF ‘Allergia, il peso tossico’, un documentario sulle cause dell'attuale boom di allergie prodotto da GraffitiDoc e Iota Productions, in concorso a numerosi festival internazionali e vincitore del Premio della Giuria al Doc Scient Festival 2015 di Roma, e distribuito in più di 20 paesi in tutto il mondo.

Commenti

  • Ospite
    Marcello Giovedì, 24 Luglio 2014

    Grande donna! Sensibile, competente, positiva, curiosa delle vita, amorevole, intelligente, creativa, discreta, inarrendevole, sempre presente; insomma, un importante persona di riferimento, da rispettare, onorare, amare e tenersi cara.

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