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L'inverno delle Olimpiadi

Inviato da il in Maurizio Marna
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Indovina... indovinelli: a quale città della Russia meridionale, situata sul Mar Nero, sono stati destinati l'equivalente di 50 miliardi di euro e perché? Sochi è la risposta, sede delle attuali Olimpiadi invernali, il cui nome è stato largamente citato durante gli ultimi tempi. La peculiare finalità di un simile budget finanziario ha suscitato, comunque, grosso clamore e legittime perplessità.

b2ap3_thumbnail_Foto_1_SOCHI.jpg50 miliardi sono una cifra shock mai pagata per qualunque tipo di Olimpiade (Pechino, Londra, Vancouver), un flusso immenso di denaro derivante da una 'malefica' commistione pubblico-privato.  'Malefica' soprattutto a causa dei gravissimi danni ambientali provocati, il che significa la scomparsa di numerose aree naturali. Già occasione di violente polemiche riguardo alla compressione dei diritti civili russi, in primis le c.d. leggi omofobe, le Olimpiadi invernali di Sochi hanno creato vaste discariche abusive, un'ampia deforestazione e hanno cementizzato parchi nazionali invasi sia da strutture sportive sia dai relativi collegamenti logistici. Tonnellate di rifiuti sono state poi ammassate a ridosso della barriera spartiacque, posta in corrispondenza del Mar Nero. Uno scempio generale di cui si sa poco, considerato il silenzio delle pubbliche autorità.
Cosa pensano i cittadini di Sochi al proposito? Magari, fra l'entusiasmo di ospitare una manifestazione sportiva mondiale e l'orgoglio patriottico, ne penserebbero bene se le cose funzionassero. Purtroppo si sono presto ricreduti. Infatti frequenti black out elettrici hanno paralizzato lo svolgimento delle normali attività mentre i problemi energetici continuano tuttora. La viabilità ordinaria non se la passa meglio poiché le strade sono oggetto di cedimenti nel terreno, effetto di massicce infiltrazioni idriche, e gli allagamenti rappresentano la normalità, così come usuale risulta l'alto inquinamento atmosferico rilevato.                       

                                                                                                     b2ap3_thumbnail_Foto_1Bis_SOCHI.jpg                                                                                                                  

b2ap3_thumbnail_Foto_2_SOCHI.jpgNoi non siamo antirussi e nemmeno critici viscerali del loro sistema politico. Ci limitiamo a riportare quanto dicono attivisti ambientali e semplici cittadini, lì residenti, guarda caso adesso sottoposti ad una rigida repressione politico-giudiziaria. Indebite pressioni, censure, condanne penali investono chi dice la verità ma diversi giornalisti stranieri aggiungono 'carne al fuoco', confermando la pericolosità della situazione ambientale e testimoniando altresì, negli alberghi dove si trovano, carenza di elettricità e forniture idriche scadenti (acque giallastre o scure dai rubinetti).
Eppure 'The show must go on', si dice sempre durante queste occasioni, di conseguenza la macchina delle Olimpiadi invernali russe garantirà agli atleti servizi perfetti. Nonostante le rigidissime misure di sicurezza, frutto di ripetute minacce terroristiche, a Sochi è stato inaugurato uno splendido show room di lussuosi accessori per la moda. Il fashion touch di una nota marca internazionale venderà, sulle rive del Mar Nero, preziosi articoli ai magnati nazionali/internazionali. Un tale simbolo di opulenza non riguarda certo la gente comune del centro caucasico, distretto ricco di numerosi paesi e villaggi. Parecchie comunità rurali, fuori Sochi, sono ancora prive di acqua corrente e rimangono isolate dalla capitale, tragico paradosso, proprio ad opera di una mega autostrada impercorribile coi mezzi a loro disposizione. L'esistenza di discariche abusive e corsi d'acqua inquinati compromette chiaramente la qualità della vita, senza trascurare il fatto che molti di essi sfociano nel Mar Nero.

b2ap3_thumbnail_Foto_2Bis_SOCHI.jpgLa distruzione di interi ecosistemi è stata dunque compiuta. Abbiamo un lungo elenco di zone naturali, spazzate via dall'attività antropica fra cui -  emblematico paradigma di ciò -  la Piana e la spiaggia denominate Imereti. La prima era un habitat paludoso, in mezzo ai fiumi Mzymta e Psou, divenuto sosta ideale per le migrazioni di uccelli mentre la seconda formava un'oasi di sabbia naturale, vicinissima al Mar Nero: ora sono spazi dedicati alle cerimonie ufficiali dei giochi olimpici.  Le infrastrutture stradali e ferroviarie che uniscono i paesi di Adler- Krasnaja Poljana, importantissime sedi olimpiche, hanno alterato la stabilità e l'equilibrio idrico del fiume Mzymta, la principale fonte d'acqua potabile di Sochi. La sua portata si è notevolmente ridotta poiché i detriti dei cantieri hanno ostruito le falde alimentanti i pozzi, rendendo l'acqua contaminata.
Le montagne caucasiche, sede delle gare sciistiche, sono ricche di minerali radioattivi e una volta perforate, allo scopo di costruire tracciati viari, sprigionano sostanze nocive. Persino il favorevole clima mediterraneo della regione, vista la sua particolare orografia, sta cambiando e si sono già avute violentissime precipitazioni piovose. I propositi delle autorità russe, quando mai venissero implementati, sono di ripristinare gli ecosistemi alterati un'illusione che si scontrerà subito con la dura realtà. Quanto è stato distrutto, infatti, non può più essere ripristinato: resteranno, a mo' di silenziosi testimoni, solo monumentali opere, alcune incompiute, e soprattutto l'inverno perenne della natura depredata.
                                                          b2ap3_thumbnail_Foto_3_SOCHI.jpg

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Ospite Venerdì, 21 Settembre 2018