in questo sito vengono usati i cookies navigandonel sito accetti.

BioBlog

Articoli spunti e pensieri dai biobloggers

  • Home
    Home Questo è dove potete trovare tutti i post del blog in tutto il sito.
  • Categorie
    Categorie Consente di visualizzare un elenco di categorie di questo blog.
  • Tags
    Tags Consente di visualizzare un elenco di tag che sono stati utilizzati nel blog.
  • Bloggers
    Bloggers Cerca il tuo blogger preferito da questo sito.
  • Team Blogs
    Team Blogs Trova il tuo blog collettivi preferiti qui.
  • Accesso
    Login Modulo Login

Il tempo e l'etica di decidere

Inviato da il in Maurizio Marna
  • Dimensione carattere: Maggiore Minore
  • Visite: 1400
  • 0 Commenti
  • Iscriviti a questo post
  • Stampa

Quando ho iniziato a leggere i quotidiani avevo circa dodici anni. Naturalmente è stato un approccio graduale e comunque mi ha appassionato sempre di più. Quello che non capivo, chiedevo e intanto iniziavo a formarmi un'opinione. Fondamentale è stata anche l'esperienza di discussione nella scuola pubblica: sto parlando dei primi anni settanta e compatibilmente con il maturare del mio percorso scolastico( scuola media, ginnasio/liceo, università), sono riuscito a distinguere - spero - la giusta distanza fra la 'propaganda' e l'informazione. Un confine, oggi, assolutamente saltato. 

Quello su cui vorrei, però, riflettere e far riflettere è che le notizie riguardanti l'Italia non sono poi tanto cambiate da allora, ovviamente fatte le debite proporzioni. Parecchi fatti, parecchi titoli sembrano ripetersi con le stesse modalità. Qualche esempio: le crisi economiche, durante gli anni settanta/ottanta, si sono succedute con frequenza così come le inefficienze della pubblica amministrazione, il clientelismo, la politica 'arraffona'/'arruffona', le tangenti ecc. L'elenco potrebbe continuare a lungo. Ancora oggi mi chiedo - e non sono il solo - dove sia andata a finire l'etica e la stessa cosa se la chiedevano i miei genitori decenni fa, assieme a molti altri. Sarà espatriata, avrà chiesto asilo politico oppure sarà rimasta nell'esilio, volontario o obbligato, di venti, trenta, quarant'anni fa? Affermato il mio 'candore' sugli italici comportamenti civili e politici, è impossibile non rilevare la massiccia corrispondenza degli attuali titoli giornalistici con quelli del passato.
b2ap3_thumbnail_foto_2_-tempo_decidere.png
Il perché l'Italia sia un paese cristallizzato nei difetti e poco pronto a cambiare pelle è stato già ampiamente dibattuto, non ci torno sopra. Ognuno dei lettori, immagino, avrà una sua opinione. Tuttavia non posso fare a meno di assistere, con sgomento, ad un ciclico ripetersi di errori i quali - mai in maniera così virulenta, è bene sottolinearlo - distruggono le fondamenta sociali. Bella scoperta, diranno in molti, attribuendo il grave malessere sociale alla crisi economica e alle sue nefaste conseguenze. Crisi di valori, di progetti, di idealità esattamente equivalenti alle problematicità dei decenni scorsi. Il ripetere frasi 'mantra' del tipo 'adesso bisogna voltare pagina', 'non funziona nulla' e la hit del momento ovvero 'sono tutti uguali' ci fa ripiombare nel tunnel del tempo. Quale possa o debba essere l'impegno civile delle persone nella propria città, includendo pure l'attività politica, diventa un'interessante questione su cui dibattere. Il tempo di andare ad un'assemblea di quartiere, almeno una volta, probabilmente ognuno di noi ce l'ha. Magari sarà una delusione e nondimeno ci spingerà verso un coinvolgimento ancor più totale. Oppure sortirà l'effetto totalmente contrario. Giustificare il disimpegno per mille motivi(anche oggettivi), vivere l'incessante quotidianità e non vederne i tratti generali, sono atteggiamenti di forte ostacolo alla coesione sociale. L'etica di decidere spettava e spetta soprattutto ai cittadini, lo dico a me stesso 'in primis'. Spronare noi stessi e gli altri a vivere secondo un concetto di democrazia partecipata, è l'unica strada da seguire.
b2ap3_thumbnail_foto_3_-tempo_decidere.jpg

Il governo attualmente insediato ha il solito, ingrato compito di risolvere  problemi pluridecennali lasciati dai precedenti esecutivi. Ciò mi ricorda quando, verso la fine dell'anno scolastico, scrivevo sul diario di 'studiare da pagina 30 a pagina 160' testi che, ehm ehm, non avevo molto curato. Impegnandomi allo spasimo, ce la facevo ma si vedeva benissimo che avevo trascurato lo studio. La vita di una nazione però dovrebbe esulare da questo atteggiamento, non potendo attendere oltre una sua crescita civile, politica e ambientale. Ho lasciato proprio per ultimo l'argomento che sta più a cuore allo staff di PERCHE'BIO: l'ambiente.  Nonostante le numerose iniziative, gli appelli e l'impegno di tanti la situazione italiana non fa passi avanti. Il caso Ilva ne è un esempio lampante, l'ultimo di una serie rovinosa quando un territorio viene industrialmente contaminato e poi lasciato a se stesso. Si doveva agire in tempo e non cadere nel burrone dell'inerzia dove, peraltro, sono cadute tante buone idee: quelle, per intenderci, che l'amministrazione politica si è ben guardata dall'applicare. Cose non fatte, coscientemente ed incoscientemente (VERGOGNA,IN ENTRAMBI I CASI!), hanno tolto un'importante fetta di futuro all'ecosistema nostrano si tratti di esseri umani o di animali/piante. L'etica delle decisioni serviva ieri e l'altro ieri, non oggi. La soluzione non potrà che essere di emergenza, al solito, proprio quello che l'ambiente non vuole sia fatto dall'uomo.


                                                                 b2ap3_thumbnail_foto_4_-tempo_decidere.jpg



0

Commenti

  • Nessun commento ancora fatto. Sii il primo a inserire un commento

Lascia il tuo commento

Ospite
Ospite Domenica, 29 Marzo 2020