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Il mondo senza memoria

Video condiviso da il in Maurizio Marna
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VIDEO IN INGLESE – Questo video ci ricorda cosa successe l’11 Marzo 2011 nel Giappone orientale e le conseguenze scaturite da allora. La furia distruttrice di un terremoto magnitudo 9, ricordiamo, distrusse diciottomila vite e devastò ogni forma di insediamento umano. Una massa impressionante d’acqua, frutto di un’onda anomala alta oltre 10 metri, travolse anche la centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi aggiungendo disastro al disastro. Le radiazioni fuoriuscite, tuttora presenti, hanno contaminato persone e cose nel raggio di circa 30 Km mentre i loro tragici effetti si protrarranno per decenni.

Al di là delle rievocazioni giapponesi, il resto del mondo sembra essersene dimenticato. Il tempo corre troppo veloce? Oggigiorno non guardiamo più al passato? Sia come sia, cittadini e pubbliche autorità dovrebbero operare una scelta definitiva fra nucleare ed energie alternative. Noi speriamo optino per le seconde... Ma è stato un avvenimento eccezionale, gridano i paladini dell’atomo, ovvero una concomitanza di fortissimo terremoto-tsunami-devastazione di Fukushima. Eppure la situazione presenta il drammatico conto di una crescita esponenziale di tumori, soprattutto alla tiroide e nei bambini, lo stesso prezzo pagato da Chernobyl nonostante fosse meno popolata rispetto all’area giapponese. Intanto le pubbliche autorità e la Tepco, società proprietaria dell’ancora mortale impianto, hanno via via ammesso errori, omissioni, lentezze ed il campionario di miserie umane che nessuno vorrebbe mai vedere o sentire. Rimane senza risposta, all’interno di un mondo privo di memoria, la domanda: cosa si aspetta a dare alle energie alternative uno sviluppo costante e diffuso?

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Commenti

  • Ospite
    Burelli Irno Franco. Mar del Plata (Bs.As.) Argentina Sabato, 17 Maggio 2014

    Nessun commento, caro Maurizio. Che triste! Ma non nuovo!
    Non so perchè Marna, mi è sempre suonato a "un luogo tra presente e passato: era l'ambiente dove si svolgeva la trama di uno dei miei tanti temi d'italiano, proprio per un racconto fantastorico e che finiva inevitabilmente su un quaderno raccolta, dove lo stesso professore di lingua, faceva trascrivere le migliori composizioni. Innamorato anch'io della scrittura "esatta" ed invecchiato correttore di strafalcioni, anche in lingua non mia.
    Siamo ritenuti "nostalgici" e non c'è bisogno di dichiarazioni pubbliche. Quando invece tutti dovrebbero vedere che il nostro inchiostro è sangue che esce dalle vene di chi sente la vita e di chi vuol viverla così intensamente da innondare il terreno adiacente...et ultra. Si vive distratti, oggi,e non c'è tempo da dedicare a chi punta i talloni per richiamare alla riflessione.
    Ed intanto il progresso che avvelena (soldi senza salute) colpisce ogni volta di più la vita fino alle sue radici, fin dal suo concepimento.
    Quanto bisognerà studiare per poter tornare indietro...e non so se ce la faremo... Dai, Maurizio! Un abbraccio.

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