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Come vivere sani e felici nel brodo tossico ambientale moderno, dribblando le malattie croniche in agguato. Tutte le soluzioni per diminuire il carico tossico corporeo.

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Il cittadino al centro dell’azione politica: Parco della Chiusa ex Talon

Inviato da il in Patrizia Marani
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Vicino a casa mia, a quindici minuti a piedi, si estende uno dei parchi cittadini più belli al mondo, o almeno lo è sicuramente per me che l’ho fotografato in tutte, ma proprio tutte, le sue meravigliose vesti stagionali e fioriture. Si tratta di un parco di 110 ettari circa, non è roba da poco per un’area metropolitana bolognese di 980.000 abitanti, se si pensa che Central Park a New York è di circa 339. In questo enorme parco, negli ultimi anni, si è insediata la cooperativa Biodiversi che ha vinto un bando del Comune di Casalecchio. Il mandato ricevuto è quello di gestire il parco con un minuscolo budget, coltivando verdure davvero a km 0 e con tecniche biodinamiche, che ne garantiscono la maggiore purezza e qualità possibili.

b2ap3_thumbnail_AUTUNNO.jpgUn parco gestito con il metodo biodinamico mira a conservare le caratteristiche di biodiversità e di naturalezza dei diversi ecosistemi e, non utilizzando nessun composto chimico, crea un polmone verde cittadino ‘puro’, di valore inestimabile per i bambini e gli adulti che vi svolgono attività sportive o vi passeggiano.

Malgrado un calo esponenziale delle risorse messe a disposizione rispetto alla gestione precedente, la cooperativa è riuscita a gestire decorosamente il grande parco e a gettare le basi per la realizzazione di un progetto unico in Europa, quello di una ‘city farm’, una fattoria,  assolutamente a km 0, luogo di acquisizione di prodotti di qualità nutritiva eccezionale da parte dei cittadini e centro di cultura del Naturale per adulti e bambini. 

La cooperativa, infatti, ha trasformato l’unico casolare agibile all’interno del parco in un punto vendita delle proprie verdure, coltivate con il metodo biodinamico il quale, arricchendo fra l'altro il terreno di coltivazione attraverso varie tecniche, conferisce loro un prezioso apporto nutritivo.

Inoltre, ha fatto partire diverse sperimentazioni a livello familiare che potrebbero, con l'appoggio pubblico e di noi cittadini, diventare realtà messe a disposizione di tutta la comunità: la panificazione con farina di grano antico e galline da uova allevate veramente 'a terra', e persino libere e felici.

Nell’aia di Casa Margherita, le famiglie si riuniscono festosamente il sabato e la domenica a giocare con gli animali, due asini, tre caprette, un cavallo, diverse galline obese e un numero imprecisato di gatti, e potrebbero in futuro mangiare ‘merende’ biodinamiche, di qualità straordinaria sia per il gusto sia per gli aspetti nutritivi e salutistici.

Questo contatto con la realtà naturale e quella di produzione delle derrate alimentari nel cuore della città ha una grande importanza culturale, se si pensa che diversi bambini oggigiorno credono che ‘le uova le faccia il supermercato’ e non hanno quasi alcun contatto con gli animali, ma piuttosto con videogiochi o TV.

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b2ap3_thumbnail_pane_small2.jpgLa produzione di pane viene per ora realizzata in via sperimentale, nell'ambito dell'associazione OrTalon nata, con l'avvio dell'orto condiviso, per gestire ed organizzare le attività sociali e culturali all'interno del parco. Il pane, le pizze e le tigelle di Casa Margherita, che io ho avuto la fortuna di gustare più volte in veste di socia di OrTalon, sono creati, attualmente, da cuoche volontarie dell'associazione, donne straordinarie in possesso di una grande cultura di scienza dell’alimentazione e culinaria, ricercatrici appassionate di ricette antiche e moderne che utilizzano principalmente gli ottimi prodotti degli orti biodinamici del casolare e selezionano accuratamente le fonti degli altri ingredienti. Dice Dorotea modestamente: “La somma d’ingredienti d’alta qualità nutritiva e bontà non può che creare prodotti estremamente gustosi.” Ma, in realtà, è la loro magia culinaria che riesce ad esaltarli, dando vita ad un insieme nuovo armonioso.

Gli ingredienti principe usati per la panificazione sono: la farina di grano antico, ottenuta in virtù di una ricerca per il recupero dei semi antichi del grano seminati e coltivati nel parco, realizzata in collaborazione con l’Università di Bologna; la pasta madre usata nei prodotti da forno, a cui viene aggiunta un estratto di sambuco mescolato a microrganismi efficaci.

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Questi due ingredienti rendono i prodotti da forno di Casa Margherita eccezionali per virtù salutistiche, gusto e fragranza. La farina di semi di grano antico, infatti, è caratterizzata da una percentuale e tipologia di glutine che non genera allergie o intolleranze, particolare non insignificante dato il boom di queste patologie. Inoltre, la farina, essendo veramente integrale – si elimina solo la parte più indigesta del chicco - e ottenuta da macine a pietra, conserva tutta la qualità nutritiva del grano stesso. Infine, i diversi ceppi di microrganismi utilizzati rendono i prodotti unicamente digeribili, ricostituendo altresì la flora batterica benefica dell’apparato digestivo e dell’intestino, risultato che posso testimoniare in prima persona.

Si tratta, insomma, di un recupero importante del senso ippocratico degli alimenti (“Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”), totalmente perduto nella nostra società, dove cibo povero di vitamine e sali minerali, ma ricco di pesticidi e sostanze chimiche, è piuttosto diventato fonte di malattia.

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Ultima virtù che posso testimoniare di questi prodotti da forno è la loro capacità saziante. Ricchi di tutte le sostanze nutritive della farina integrale di grano antico e del sambuco, saziano prima e, non solo, mantengono sazi più a lungo, permettendomi di perdere gli agognati due o tre chili, da sempre la mia spina nel fianco.

Ebbene, questa sperimentazione  è avviata a divenire realtà concreta a beneficio di tutta la comunità già nella prossima primavera, se il sostegno pubblico continuerà e si rafforzerà, trasformandosi in un vero e proprio laboratorio di panificazione, che sarà realizzato all'interno della corte Margherita con il restauro della stalla fienile, co-finaziato dalla cooperativa, dal comune di Casalecchio di Reno, dalle Fondazioni Carisbo e Del Monte. La produzione del laboratorio avrà ovviamente le caratteristiche sopraricordate.

Un’altra sperimentazione fatta partire dalla cooperativa che potrebbe in futuro essere ampliata e divenire un servizio per la comunità è stata la creazione di un minuscolo allevamento familiare di galline da uova, che ora i visitatori, adulti e bambini, osservano razzolare gioiosamente in una zona erbosa ‘privata’ dell’area cortiliva. Le pingui galline, nutrite dalle cuoche con le ottime rimanenze della cucina, producono uova di un valore nutrizionale unico – testimoniato dal tuorlo di un arancione intenso, quanto mai raro oggigiorno – di cui sono stata omaggiata ancora una volta in veste di 'fan'.   

In passato, la cooperativa ha condiviso con i cittadini la coltivazione di appezzamenti di terreno (OrTalon), attività che potrebbe essere ripresa in futuro e che può costituire una fonte di diffusione della cultura agronoma e delle tecniche biodinamiche in città presso adulti e, soprattutto, bambini e di messa a frutto di terreno incolto a favore della comunità.

Inoltre, l’eccezionale biodiversità presente nel parco potrebbe essere valorizzata e messa a fruizione di tutti creando dei giardini terapeutici e delle aree esemplari per la formazione botanica dei cittadini.

PER CHI VUOLE APPROFONDIRE I TEMI DELLA TOSSICITA' DEI PRODOTTI DELLA PANIFICAZIONE INDUSTRIALI E DI FARINA RAFFINATA DI GRANO MODERNO, NONCHE' LE CARATTERISTICHE DEL BIOPANE DEL TALON, GUARDATE IL VIDEO "BIOPANE, DA SOSTANZA TOSSICA AD ALIMENTO"

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Ebbene, se vogliamo che questa realtà – come altre di valore sui nostri territori – prosperi, continui, sia potenziata,  e diventi magari la prima di altre simili in tutta Italia, perché non farci sentire presso l’amministrazione che l’ha promossa, complimentandoci con lei per l’iniziativa intrapresa - davvero all’avanguardia in Europa e nel mondo (che io sappia non esiste altro grande parco cittadino che ospiti al suo interno un’azienda agricola che produce alimenti di alta qualità a km 0 per la comunità) - testimoniando attraverso email il motivo o i motivi per cui essa vale per ognuno di noi?

Io ho elencato in questo post i motivi a me cari, ma voi ne potete avere altri e totalmente diversi.

Questa iniziativa può anche servire a rammentare ai nostri amministratori che il cittadino deve essere sempre posto al centro della loro azione, la quale deve servire al maggior bene – benessere e felicità – della comunità da loro amministrata e che li stipendia. Perché se non glielo rammentiamo, potrebbero anche scordarselo, come accade regolarmente a livello nazionale. 

 

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Invito pertanto chiunque apprezzi come me le iniziative della Cooperativa Biodiversi ad inviare una email al Comune di Casalecchio all’attenzione del Sindaco

sindaco@comune.casalecchio.bo.it

e dell’Assessore all’Ambiente

ambiente@comune.casalecchio.bo.it

O se preferite, copiate e incollate il seguente messaggio:

Grazie Assessore all'Ambiente e Sindaco di Casalecchio di Reno per l’iniziativa di agricoltura biodinamica al meraviglioso Parco della Chiusa e per sostenere il progetto di panificazione. I prodotti del laboratorio, capaci di coniugare l'elevato valore nutritivo alla bontà, recuperano il senso ippocratico perduto dell'alimento come medicina e hanno un grande valore esemplare, nonché per la comunità che potrà goderne. State sostenendo un progetto ad un tempo culturale e concreto che pone l'area metropolitana bolognese all'avanguardia in Europa. Vi preghiamo di potenziarlo e permettergli di crescere perché la cooperativa sta lavorando a favore di noi cittadini.

FIRMA

 

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PER CHI VUOLE APPROFONDIRE I TEMI DELLA TOSSICITA' DEI PRODOTTI DELLA PANIFICAZIONE INDUSTRIALI E DI FARINA RAFFINATA DI GRANO MODERNO, NONCHE' LE CARATTERISTICHE DEL BIOPANE DEL TALON, GUARDATE IL VIDEO "BIOPANE, DA SOSTANZA TOSSICA AD ALIMENTO"

 

 

 

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Patrizia, autoctona di Bologna, ha perseguito molteplici interessanti carriere (mamma, insegnante d'inglese e francese, traduttrice, fotografa, pittrice, scrittrice di testi e articoli in tre lingue per pubblicazioni turistiche e riviste culturali) prima di udire la chiamata della Vera Vocazione, quella di Filmmaker. Ciò che ha ingenerato la confusione originaria erano due grandi, apparentemente inconciliabili amori e talenti: quello per le Lingue (italiana inclusa) e quello per le Arti Visive. Una confusione aggravata dai suoi studi. Dopo aver conseguito una laurea di Traduttrice e Interprete alla Scuola per Interpreti e Traduttori di Bologna, (Inglese e Francese) dotandosi dello strumento principe del Giramondo, la Nostra inizia a viaggiare da un continente all'altro, più lontano era meglio era (il progetto: destinare agli anni maturi le mete più vicine), iniziando con un viaggio costa a costa degli States più varie permanenze americane, passando in Nord Africa e infine in Estremo Oriente, dove si ferma per qualche anno, per crescere la piccola Vittoria e studiare pittura all'Anaconda Art Studio di Bangkok. La straordinaria esperienza del soggiorno asiatico, le apre le porte della creatività. Di ritorno in Italia, dà sfogo all'altro suo più represso amore-talento e consegue il diploma dell'Accademia di Belle Arti, specializzandosi in Pittura, Fotografia e Storia dell'Arte. Ma la schizofrenia continua. E' solo più tardi che viene fulminata sulla via di Damasco: durante un lungo trekking attraverso l'Himalaya capisce che solo la telecamera avrebbe potuto documentare quel viaggio tanto faticoso quanto entusiasmante. Dirige così i suoi primi due documentari dedicati alla cultura estremo-orientale. E' una rivoluzione: la Nostra intraprende studi di giornalismo free lance alla London School of Journalism per affinare la scrittura in lingua inglese, di scrittura per il cinema e la televisione all'Accademia Nazionale di Cinema della sua città nativa, e di Film Documentario alla Rockport University con l'allora guru del documentario sociale, Mitchel Block, il tutto coronato da un battesimo di fuoco nel 2000: un lungo documentario girato in Zambia sulle cause dell'AIDS in Africa. Da allora si tuffa completamente nel film documentario e collabora alla realizzazione di film trasmessi da broadcasters nazionali e internazionali, fra cui "La società dipendente" (ricerca, scrittura e regia), in concorso al NYFV Festival 2007, distribuzione Expresso TV, UK, e acquisito per gli USA da Alexander Press, fornitore educational americano, il pluripremiato "Paradiso ritrovato, la parabola del giardiniere naturale", 2009, (scrittura e regia), vincitore in Italia di tre festival del documentario, "Caravaggio, il corpo ritrovato" per National Geographic Channel, 2010, (ricerca, co-scrittura, co-regia), "Artemisia Undaunted" per Sky Art, 2011 (ricerca). Infine, giacché il suo amore per l'Arte si estende all'ispiratrice dei grandi artisti rinascimentali, la Natura, co-fonda nel 2012-3 un magazine on line multimediale dedicato all'informazione ambientale e scientifica www.perchebio.com per il quale scrive regolarmente articoli e post. Nel 2014 dirige per ARTE GEIE e la TV belga RTBF ‘Allergia, il peso tossico’, un documentario sulle cause dell'attuale boom di allergie prodotto da GraffitiDoc e Iota Productions, in concorso a numerosi festival internazionali e vincitore del Premio della Giuria al Doc Scient Festival 2015 di Roma, e distribuito in più di 20 paesi in tutto il mondo.

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Ospite Lunedì, 16 Luglio 2018