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L'ambiente siamo noi

Come vivere sani e felici nel brodo tossico ambientale moderno, dribblando le malattie croniche in agguato. Tutte le soluzioni per diminuire il carico tossico corporeo.

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Futuro rubato, bibbia ambientalista inedita in Italia (sarà un caso...)

Inviato da il in Patrizia Marani
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VELENI EREDITATI E IL FENOMENO DELLA BIOMAGNIFICAZIONE

Il 2° capitolo di "Il Nostro Futuro Rubato", "Hand-me Down Poisons" (veleni ereditabili, cioè trasmessi di generazione in generazione) ci fa ripercorrere il cammino scientifico intrapreso da Theo Colborn, la ricercatrice autrice del libro, che per prima ha scoperto l'azione degl interferenti endocrini, pericolosissimi inquinanti ambientali non ancora conosciuti negli anni '80 e di cui si parla ancora troppo poco.

Theo analizza prima i risultati della ricerca scientifica che ha tenuto sotto osservazione l'area dei Grandi Laghi americani per decenni. I ricercatori osservavano gravi anomalie riproduttive, dalla scomparsa dell'intera popolazione dei visoni, alle uova rotte o non covate degli uccelli, le anomalie dei nascituri con becchi deformi o occhi mancanti, o la strana indifferenza verso le uova di coppie solitamente solerti. Quali mai potevano esserne le cause? E quali le implicazioni per gli esseri umani che vivevano nella regione?

Per saperne di più, Theo si reca al 14° Workshop sulla Tossicità Acquatica, tenuto a Toronto. Gli interventi denunciano situazioni critiche in tutto il mondo. Come accade frequentemente per quanto riguarda la ricerca sugli inquinanti ambientali si dice che non ci sono le prove, che la cancerogenicità o altro negli animali non implica che lo sia per gli esseri umani, invece  di agire secondo il principio di precauzione. "Sebbene il buonsenso suggerirebbe che i problemi di salute degli animali e la contaminazione che era diventata pervasiva dovessero essere connessi, era spesso risultato impossibile collegare un'anormalità ad una singola sostanza chimica, in parte perché gli animali erano esposti a centinaia di sostanze chimiche, la maggior parte delle quali non ancora identificate." Un ricercatore dello Smithsonian Institution denuncia epidemie di cancro nei pesci dall'inizio della rivoluzione chimica, negli ultimi 50 anni, che "aveva rovesciato innumerevoli tonnellate di sostanze chimiche nell'ambiente"...."I composti incriminati paiono essere gli idrocarburi poliaromatici o PAHs, una classe di sostanze presenti nei derivati del petrolio o create dalla combustione incompleta di materiali che contengono carbonio, dalla benzina agli hamburgers cotti alla griglia nel giardino di casa"

Ma come esercitano la loro azione funesta all'interno del corpo i PAHs? "Gli animali ammalati presentavano mutazioni epatiche causate dal legame di sostanze chimiche a base di carbonio come i PAHs con il DNA nel nucleo delle cellule. Il fenomeno del legame fra sostanze chimiche estranee e il DNA, che contiene il modello genetico dell'individuo, è stato associato con la fase più precoce del cancro causato da agenti chimici."

Un ricercatore ha osservato nelle acque del Mar Baltico una riduzione delle dimensioni dei testicoli dei pesci, ma individuare le sostanze tossiche che potrebbero averlo causato si stava presentando come una sfida impari. I tossicologi e i loro strumenti analitici semplicemente non riescono a tenere il passo con il numero esorbitante di composti tossici immessi nell'ambiente acquatico. "Gli attuali metodi analitici erano in grado di d'identificare solo il 6 per cento degli organocloruri presenti nelle acque del Baltico. Le industrie chimiche stavano immettendo centinaia di nuove sostanze chimiche sintetiche sul mercato ogni anno - più veloci dei metodi di rilevamento a disposizione dei tossicologi e delle agenzie di controllo, avvertiva Bengtsson. Era già un miracolo che i ricercatori fossero riusciti a trovare alcuni collegamenti fra sostanze chimiche ed effetti.

Theo non riesce ancora ad individuare quale possa essere il collegamento fra tossicità e rimpicciolimento dei testicoli. Deve togliersi gli occhiali del pregiudizio per riuscire a leggere con chiarezza le prove. "Perché mai non c'aveva pensato prima? Sebbene la ricerca sul cancro fosse all'avanguardia, la maggior parte dei problemi riscontrati negli animali NON era il cancro. Ad eccezione di pesci presenti in aree molto contaminate, il cancro era estremamente raro. Eppure, una lunga lista di pesci e animali su tutto il bacino dei Grandi Laghi mostrava una cattiva salute tale da metterne in pericolo la sopravvivenza." Ma se il problema non era il cancro, che cos'era?

Theo ripercorre tutto il materiale che abbiamo visto nel 1° capitolo. Attira la sua attenzione un altro particolare curioso: nelle aree più inquinate dei Grandi Laghi, dei ricercatori avevano notato che nei nidi dei Gabbiani Reali vi era "il doppio delle uova, un segno che gli uccelli presenti nei nidi erano due femmine anziché coppie maschio-femmina" (mio il grassetto qui e anche in seguito nel testo).

Michael Fry, un tossicologo dell'Università della California a Davis, osserva un simile fenomeno nella California meridionale e sospetta vi sia un problema di contaminazione. "Numerosi report presenti nella letteratura sciendifica indicavano che un numero di composti chimici sintetici, fra cui il pesticida DDT, potevano in qualche modo agire nel corpo come gli ormoni femminili, gli estrogeni". 

Fry tenta un esperimento iniettando in alcune uova dei composti noti per avere un azione estrogenosimile, DDT, DDE e altri. "L'esperimento mostrava che i livelli di DDT riportati nelle areee contaminate distruggevano lo sviluppo degli uccelli maschi. Fry osservò una femminilizzazione dei tratti riproduttivi maschili, evidenti per la presenza di tipi di cellule tipicamente femminili nei testicoli o, in casi di dosi maggiori, per la presenza di un ovidotto, il canale atto alla deposizione delle uova normalmente rilevato nelle femmine. Malgrado tutta questa distruzione interna, i pulcini non avevano alcun difetto visibile e sembravano completamente normali".

A queste scoperte, si aggiungono ben presto i rilevamenti sugli embrioni e i pulcini dei Gabbiani dei Grandi Laghi inviati a Fry. Per quanto riguarda i tratti riproduttivi degli uccelli, Fry rileva che 5 su 7 maschi avevano tratti femminilizzati e 5 su 9 femmine presentavano segni di sviluppo fortemente alterato, quali due canali per deporre le uova...Tali alterazioni indicavano che gli uccelli erano stati esposti a sostanze chimiche che agivano come l'ormone femminile, gli estrogeni. Esperimenti precedenti di altri ricercatori avevano evidenziato che esporre uccelli maschi durante la fase di sviluppo ad estrogeni agiva sul cervello così come sull'organo riproduttivo, sopprimendo permamemtemente il comportamento sessuale. Quando le uova di galline e di guaglie giapponesi sono state iniettate con estrogeni, i maschi che rompevano le uova non cantavano e non esibivano alcun comportamento finalizzato all'accoppiamento in età adulta. Ad un esame della totalità delle prove, emergeva un quadro dei Grandi Laghi secondo il quale le femmine 'mettevano su nido insieme' per  scarrsità di maschi, che potevano essere assenti perché disinteressati all'accoppiamento o incapaci di riprodursi. Sebbene la maggior parte delle uova presenti in questi nidi fosse infertile, talvolta una femmina riusciva ad accoppiarsi con un uccello già 'coniugato' e a generare un pulcino....Nelle colonie del Lago Ontario, gli uccelli adulti mostravano un comportamento parentale aberrante, fra cui meno inclinazione a difendere i loro nidi o a covare le uova". 

Colborn nota quanto i ricercatori siano restii a trarre conclusioni di pericolo per la specie umana. "I risultati dei test fatti sui tessuti degli animali continuano a rilevare gli stessi composti chimici nelle specie in pericolo, fra cui i pesticidi DDT, dieldrin, chlordano e lindano, nonché una famiglia di sostanze chimiche industriali conosciute con la sigla PCB, usati nelle attrazzature chimiche e in molti altri prodotti....Qualsiasi fossero le ragioni della loro ripetuta comparsa, gli studi avevano riscontrato gli stessi composti chimici nel sangue umano e nell'adipe corporeo. Colborn fu particolarmente scioccata dal fatto che alte concentrazioni fossero rilevate nell'adipe del seno e nel latte materno"

Ma cosa avevano in comune tutti queste specie messe sotto osservazione, umani inclusi? 

"Certo! Ognuna era un predatore in cima alla catena alimentare che si nutriva del pesce dei Grandi Laghi. Sebbene le concentrazioni di contaminanti come i PCB siano così basse nell'acqua dei Grandi Laghi da non poter essere neppure rilevate tramite procedimenti di test standard dell'acqua, tali composti chimici persistenti si concentrano nei tessuti (adiposi) accumulandosi esponenzialmente a mano a mano che si spostano di animale in animale e salgono la catena alimentare. Attraverso questo processo di magnificazione, le concentrazioni di un composto chimico persistente che resiste alla scomposizione (da parte degli agenti atmosferici, NdB) e si accumula nell'adipe corporeo possono essere 25 milioni di volte maggiore nel predatore in cima alla catena alimentare come un Gabbiano Reale che nell'acqua circostante.

"Un altro fatto sorpendente che emergeva dalla ricerca è che gli animali adulti apparivano in perfetta forma. I problemi di salute erano riscontratti primariamente nei piccoli...ora le tessere del puzzle stavano iniziando a comporsi in un quadro chiaro. Se la colpa era dei composti chimici rilevati nel corpo dei genitori, tali composti agivano come veleni ereditati, passati da una generazione all'altra, che vittimizzava i feti o i pulcini appena nati"...

"I veleni ereditati rilevati nell'adipe degli animali selvatici avevano tutti una cosa in comune: in un modo o nell'altro, agivano tutti sul sistema endocrino, che regola i processi vitali interni del corpo e guida le fasi critiche dello sviluppo prenatale. I veleni ereditati distruggono gli equilibri ormonali". 

Leggi la prima parte, Il nostro futuro rubato


Per saperne di più sui 'veleni' che venivano rilevati in quegli anni e sulla loro azione

 

 

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Patrizia, autoctona di Bologna, ha perseguito molteplici interessanti carriere (mamma, insegnante d'inglese e francese, traduttrice, fotografa, pittrice, scrittrice di testi e articoli in tre lingue per pubblicazioni turistiche e riviste culturali) prima di udire la chiamata della Vera Vocazione, quella di Filmmaker. Ciò che ha ingenerato la confusione originaria erano due grandi, apparentemente inconciliabili amori e talenti: quello per le Lingue (italiana inclusa) e quello per le Arti Visive. Una confusione aggravata dai suoi studi. Dopo aver conseguito una laurea di Traduttrice e Interprete alla Scuola per Interpreti e Traduttori di Bologna, (Inglese e Francese) dotandosi dello strumento principe del Giramondo, la Nostra inizia a viaggiare da un continente all'altro, più lontano era meglio era (il progetto: destinare agli anni maturi le mete più vicine), iniziando con un viaggio costa a costa degli States più varie permanenze americane, passando in Nord Africa e infine in Estremo Oriente, dove si ferma per qualche anno, per crescere la piccola Vittoria e studiare pittura all'Anaconda Art Studio di Bangkok. La straordinaria esperienza del soggiorno asiatico, le apre le porte della creatività. Di ritorno in Italia, dà sfogo all'altro suo più represso amore-talento e consegue il diploma dell'Accademia di Belle Arti, specializzandosi in Pittura, Fotografia e Storia dell'Arte. Ma la schizofrenia continua. E' solo più tardi che viene fulminata sulla via di Damasco: durante un lungo trekking attraverso l'Himalaya capisce che solo la telecamera avrebbe potuto documentare quel viaggio tanto faticoso quanto entusiasmante. Dirige così i suoi primi due documentari dedicati alla cultura estremo-orientale. E' una rivoluzione: la Nostra intraprende studi di giornalismo free lance alla London School of Journalism per affinare la scrittura in lingua inglese, di scrittura per il cinema e la televisione all'Accademia Nazionale di Cinema della sua città nativa, e di Film Documentario alla Rockport University con l'allora guru del documentario sociale, Mitchel Block, il tutto coronato da un battesimo di fuoco nel 2000: un lungo documentario girato in Zambia sulle cause dell'AIDS in Africa. Da allora si tuffa completamente nel film documentario e collabora alla realizzazione di film trasmessi da broadcasters nazionali e internazionali, fra cui "La società dipendente" (ricerca, scrittura e regia), in concorso al NYFV Festival 2007, distribuzione Expresso TV, UK, e acquisito per gli USA da Alexander Press, fornitore educational americano, il pluripremiato "Paradiso ritrovato, la parabola del giardiniere naturale", 2009, (scrittura e regia), vincitore in Italia di tre festival del documentario, "Caravaggio, il corpo ritrovato" per National Geographic Channel, 2010, (ricerca, co-scrittura, co-regia), "Artemisia Undaunted" per Sky Art, 2011 (ricerca). Infine, giacché il suo amore per l'Arte si estende all'ispiratrice dei grandi artisti rinascimentali, la Natura, co-fonda nel 2012-3 un magazine on line multimediale dedicato all'informazione ambientale e scientifica www.perchebio.com per il quale scrive regolarmente articoli e post. Nel 2014 dirige per ARTE GEIE e la TV belga RTBF ‘Allergia, il peso tossico’, un documentario sulle cause dell'attuale boom di allergie prodotto da GraffitiDoc e Iota Productions, in concorso a numerosi festival internazionali e vincitore del Premio della Giuria al Doc Scient Festival 2015 di Roma, e distribuito in più di 20 paesi in tutto il mondo.

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