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L'ambiente siamo noi

Come vivere sani e felici nel brodo tossico ambientale moderno, dribblando le malattie croniche in agguato. Tutte le soluzioni per diminuire il carico tossico corporeo.

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Ftalati addio! Acqua minerale nella bioplastica

Inviato da il in Patrizia Marani
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Rieccomi dopo una pausa un po' lunga, per lasciare decantare i cambiamenti apportati al mio stile di vita nello sforzo titanico di eliminare l'inquinamento dall'ambiente domestico e dal mio corpo.  Ho ottenuto risultati positivi sulla mia salute, in particolare, come vi ho scritto all'apertura del mio blog "L'ambiente siamo noi", sono riuscita a mettere un freno ai sintomi allergici che da anni mi fanno penare? Prima di tutto, che cosa ho cambiato e perché? 

ELIMINAZIONE DI TUTTO CIO' CHE DANNEGGIA LA FLORA INTESTINALE

Secondo il dr Rau della Paracelsus Klinik, guru mondiale delle cure complementari delle malattie croniche, è il malfunzionamento dell'intestino all'origine delle allergie, da lui definite "allergie secondarie" (quelle primarie sarebbero alimentari). E giustamente il mio intestino era decisamente malfunzionante, come quello della maggior parte di noi, con grande diletto delle industrie farmaceutiche che hanno creato una pletora di supplementi di fibre e altri prodotti per supplire alle nuove carenze dell'intestino umano di cui, per lungo tempo, sono stata avida consumatrice. In seguito sono passata alla schiavitù dello yogurt ai probiotici, sempre per nutrire quotidianamente di batteri benefici questo mio capriccioso padrone. La flora intestinale sarebbe, infatti, secondo Rau, quotidianamente sterminata da antibiotici e conservanti di tutti i tipi presenti negli alimenti, ma non solo, anche nei prodotti di consumo, tanto che - le ultime notizie che filtrano dai cimiteri - il cadavere umano odierno impiegherebbe veramente un sacco di tempo a decomporsi. Niente flora intestinale, niente detossificazione del nostro corpo - o quasi -, niente detossificazione = allergie o altre 'simpatiche' malattie croniche di 'sconosciuta origine'. 

Orbene, gli antibiotici li ho eliminati da tempo giacché mangio poca carne e unicamente biologica.  Ho poi iniziato a chiedermi quali fossero le fonti dei conservanti. Dai parabeni e la formaldeide, onnipresenti nei cosmetici e nei prodotti di cura per il corpo, ho eliminato uno ad uno i prodotti che li contenessero. I conservanti sono presenti nel cibo industriale: via, quindi, scatolette di TUTTI i tipi.  SOLO CIBO FRESCO E, PER QUANTO POSSIBILE, A CHILOMETRO ZERO!!! Fagioli e compagnia basta metterli a mollo la sera prima e cucinarli la sera dopo. Ho poi eliminato i disinfettanti: stop all'acqua con il cloro, stop ai dentifrici non biologici - ho adottato anzi un dentifricio ai microorganismi efficaci, flora batterica mon amour! - stop ai disinfettanti per le pulizie della casa, ora uso SOLO prodotti biologici o fatti in casa. 

ELIMINAZIONE DEGLI FTALATI

CHE COSA SONO? Un altro composto tossico - scusate, sospetto di essere tossico e sicuramente  cancerogeno SOLO per i topini - onnipresente nella nostra catena alimentare sono gli ftalati, usati per rendere morbide le plastiche. 

Mi sembrava impossibile e, quindi, l'ho chiesto a diversi scienziati che sto intervistando per il mio documentario attualmente in lavorazione "Vita spericolata di un'allergica": ma gli ftalati sono usati anche nelle bottiglie di plastica per l'acqua??????

Vi anticipo sull'uscita del mio documentario che Fiorella Belpoggi, la direttrice del Centro di Ricerca per il Cancro e le Malattie Ambientali Cesare Maltoni, un centro di ricerca indipendente (dall'industria) mi ha risposto: Sì, PET sta per polietilentereftalato. 

Ma migreranno davvero dalla bottiglia di plastica all'acqua?Un recente e assai interessante studio tedesco, il cui ricercatore principale è stato Martin Wagner, un biologo dell'Università Goethe di Francoforte, ha riscontrato che il 78% dell'acqua contenuta in bottiglie di PET - 7 marche su 10  - e due campioni di acqua contenuta in pacchetti di Tetra Pak, contenevano interferenti endocrini (ftalati e altri composti). I plastificanti e i catalizzatori utilizzati per ottimizzare le proprità del materiale di confezionamento migrano dalla plastica all'alimento, non ci sono dubbi. b2ap3_thumbnail_plastic-pizza-wrap.jpg

Gli scienziati credono, inoltre, che la loro ricerca abbia scoperto solo la punta di un iceberg: a loro avviso i materiali per il confezionamento degli alimenti possono essere un'importante fonte di contaminazione da xenoestrogeni (leggi: composti chimici di sintesi che imitano l'azione degli estrogeni, gli ormoni 'femminili') della maggior parte dei prodotti confezionati.  

Un altro ricercatore tedesco, Karl Gunther, del Forschungszentrum Jülich ha, invece, rintracciato nonilfenoli, un alro interferente endocrino, in una grande quantità di cibo acquistato nei supermercati tedeschi, dalla marmellata alle salsicce alle gocce di cioccolata e al formaggio alla doppia panna.  

DANNI ALLA SALUTE DEGLI FTALATI

E' un problemino non piccolo, dato che gli ftalati danneggiano il metabolismo e l'apparato riproduttivo umano. Particolarmente colpito è quello maschile, poiché gli ftalati sono xenoestrogeni. Se non verranno eliminati dai prodotti di consumo più diffusi, assieme alla pletora di altri interferenti endocrini introdotti in quegli stessi prodotti dalla chimica di sintesi negli ultimi 60 anni, gli scienziati credono che ci si prospetti un futuro da incubo popolato da persone obese e dal sesso indifferenziato.

Hmmm, mica male! Gli ftalati, lo dimostrano i topolini, ma vi sono anche studi americani fatti sui neonati, colpiscono la riproduzione umana e possono essere all'origine di una lunga teoria di malattie, dall'infertilità al tumore al seno. Ma tornando all'allergia, ora ho scoperto, sempre grazie ad altri studi, questa volta svedesi, che danneggiano anche il SISTEMA IMMUNITARIO, causando asma (quando si annidano nella polvere casalinga perché emessi, ad esempio, dal pavimento in PVC) e allergie di vario tipo. Se voglio liberarmi dall'allergia, dovrò eliminare anche gli ftalati dalla mia vita, per quanto possibile, ovviamente. 

b2ap3_thumbnail_Ftalati_addio_intro.jpg

ACQUA MINERALE SENZA FTALATI

Era con un senso di sconfitta, pertanto, che giorno dopo giorno bevevo acqua dalle bottiglie di plastica. BENE, ora ho trovato finalmente un'alternativa: un'acqua minerale italiana, di grande qualità, giacché in possesso di tutte le caratteristiche idriche già segnalate nel mio articolo "Come leggere le etichette", confeziona la propria acqua naturale in bottiglie di bioplastica creata con zuccheri fermentati! Lo sapevo da tempo, ma non la trovavo nei supermercati da me frequentati, sino a che, colpo di scena, l'ho vista davanti a me e l'ho FINALMENTE acquistata.

Udite, udite, la bottiglia si decompone in poco più di due mesi e al massimo rilascia tracce di sostanze zuccherine...buona per noi umani e per l'ambiente. Non riuscirò ad eliminare totalmente i maledetti ftalati dalla mia vita, ma sicuramente una bella quantità sì, considerando che si bevono circa due litri d'acqua al giorno e che io ho totalmente eliminato l'acqua del rubinetto al cloro anche per fare tè, caffè e cuocere i legumi o la minestra di verdura.  

Non posso dirvi di quale marca si tratta, perché sarebbe pubblicità, ma vi consiglio di sgranare bene gli occhi o lucidare gli occhiali quando andate a fare la spesa. Scrutare le etichette è ormai una precauzione salvavita. 

Riuscirò a guarire dall'allergia o almeno a ridurre ulteriormente il periodo in cui devo assumere antistaminici? La prova del nove primaverile s'avvicina....Sul mio prossimo post, una tabella di come eliminare gli inquinanti dalla vostra vita in 30 mosse....

ALTRI POST DI QUESTO BLOG

La salute di ognuno dipende dalla salute dell'ambiente in cui viviamo

Tutte le sostanze tossiche emesse dal PET, la plastica che contiene tutte (ad eccezione di una) le acque minerali, in "Conoscere le plastiche" 

Per saperne di più sugli interferenti endocrini, leggi gli articoli:

SOS ormoni

Il grande inganno

L'azione degli ftalati è spiegata magistralmente da una grande scienziata americana nella sua TED talk in inglese

Sull'intestino, sede di gran parte del sistema immunitario, e la sua salute:

Detossificati: intestino e alimentazione

Per informazioni sui microrganismi efficaci

Per ulteriori approfondimenti sull'acqua minerale:

Come leggere le etichette

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Patrizia, autoctona di Bologna, ha perseguito molteplici interessanti carriere (mamma, insegnante d'inglese e francese, traduttrice, fotografa, pittrice, scrittrice di testi e articoli in tre lingue per pubblicazioni turistiche e riviste culturali) prima di udire la chiamata della Vera Vocazione, quella di Filmmaker. Ciò che ha ingenerato la confusione originaria erano due grandi, apparentemente inconciliabili amori e talenti: quello per le Lingue (italiana inclusa) e quello per le Arti Visive. Una confusione aggravata dai suoi studi. Dopo aver conseguito una laurea di Traduttrice e Interprete alla Scuola per Interpreti e Traduttori di Bologna, (Inglese e Francese) dotandosi dello strumento principe del Giramondo, la Nostra inizia a viaggiare da un continente all'altro, più lontano era meglio era (il progetto: destinare agli anni maturi le mete più vicine), iniziando con un viaggio costa a costa degli States più varie permanenze americane, passando in Nord Africa e infine in Estremo Oriente, dove si ferma per qualche anno, per crescere la piccola Vittoria e studiare pittura all'Anaconda Art Studio di Bangkok. La straordinaria esperienza del soggiorno asiatico, le apre le porte della creatività. Di ritorno in Italia, dà sfogo all'altro suo più represso amore-talento e consegue il diploma dell'Accademia di Belle Arti, specializzandosi in Pittura, Fotografia e Storia dell'Arte. Ma la schizofrenia continua. E' solo più tardi che viene fulminata sulla via di Damasco: durante un lungo trekking attraverso l'Himalaya capisce che solo la telecamera avrebbe potuto documentare quel viaggio tanto faticoso quanto entusiasmante. Dirige così i suoi primi due documentari dedicati alla cultura estremo-orientale. E' una rivoluzione: la Nostra intraprende studi di giornalismo free lance alla London School of Journalism per affinare la scrittura in lingua inglese, di scrittura per il cinema e la televisione all'Accademia Nazionale di Cinema della sua città nativa, e di Film Documentario alla Rockport University con l'allora guru del documentario sociale, Mitchel Block, il tutto coronato da un battesimo di fuoco nel 2000: un lungo documentario girato in Zambia sulle cause dell'AIDS in Africa. Da allora si tuffa completamente nel film documentario e collabora alla realizzazione di film trasmessi da broadcasters nazionali e internazionali, fra cui "La società dipendente" (ricerca, scrittura e regia), in concorso al NYFV Festival 2007, distribuzione Expresso TV, UK, e acquisito per gli USA da Alexander Press, fornitore educational americano, il pluripremiato "Paradiso ritrovato, la parabola del giardiniere naturale", 2009, (scrittura e regia), vincitore in Italia di tre festival del documentario, "Caravaggio, il corpo ritrovato" per National Geographic Channel, 2010, (ricerca, co-scrittura, co-regia), "Artemisia Undaunted" per Sky Art, 2011 (ricerca). Infine, giacché il suo amore per l'Arte si estende all'ispiratrice dei grandi artisti rinascimentali, la Natura, co-fonda nel 2012-3 un magazine on line multimediale dedicato all'informazione ambientale e scientifica www.perchebio.com per il quale scrive regolarmente articoli e post. Nel 2014 dirige per ARTE GEIE e la TV belga RTBF ‘Allergia, il peso tossico’, un documentario sulle cause dell'attuale boom di allergie prodotto da GraffitiDoc e Iota Productions, in concorso a numerosi festival internazionali e vincitore del Premio della Giuria al Doc Scient Festival 2015 di Roma, e distribuito in più di 20 paesi in tutto il mondo.

Commenti

  • Ospite
    Liliana Domenica, 09 Marzo 2014

    Grazie per quello che fai...le tue ricerche sono molto interessanti!!!

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