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L'ambiente siamo noi

Come vivere sani e felici nel brodo tossico ambientale moderno, dribblando le malattie croniche in agguato. Tutte le soluzioni per diminuire il carico tossico corporeo.

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Fine stagione, fine esperimento

Inviato da il in Patrizia Marani
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Finita la stagione dell'impollinazione più prorompente, posso finalmente aggiornare le informazioni circa il mio esperimento partito alcuni anni fa, come ricordato nel primo post del mio blog, quando mi sono resa conto che trascorrere parte del mio tempo in un ambiente più incontaminato influiva positivamente sulla mia salute, migliorando l'allergia che mi assillava da anni e che mi aveva portato sull'orlo di uno shock anafilattico.

Da allora, non ho mai cessato di fare ricerca sull'inquinamento ambientale scoprendone una vastità MAI sospettata prima e arrivando a modificare completamente il mio stile di vita (vedi: Allergia bye bye? Cambiando l'ambiente cambiamo noi stessi). Ma sono riuscita a guarire dall'allergia? Sono riuscita ad eliminare la marea di medicinali che scandivano le mie giornate, permettendomi di sopravvivere, ma non certo di vivere? Ebbene, la risposta è quasi. Nella passata stagione pollinea ho assunto antistaminici dal 20 maggio al 5 giugno e l'antistaminico è l'unica medicina che non sono riuscita totalmente ad eliminare. Un successo, senza dubbio: da diversi spray, cortisonici, antistaminici per 10 mesi all'anno a un solo medicinale per 15 giorni, la mia qualità di vita è migliorata sino a divenire quasi normale. QUASI, però. Perché? 

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L'INQUINAMENTO Per quanto io abbia eliminato fonti d'inquinamento dalla mia vita, soprattutto nell'alimentazione e la cosmetica, mantenga un ambiente domestico privo di tossine e costantemente aereato - sì, anche d'inverno - l'aria di città rimane quella che è. E l'aria inquinata è un fattore potente alla base dello scoppio di allergie al polline!

Il particolato di diesel e di altre sostanze tossiche emanate dai tubi di scappamento delle automobili influiscono sul polline rendendolo più allergenico in diversi modi. In primo luogo, modificando il polline e rendendone le proteine più allergeniche. In secondo luogo, sminuzzandolo e moltiplicandone il numero.  In terzo luogo, l'anidride carbonica e gli altri gas serra, contribuendo ad aumentare le temperature, allungano la stagione dell'impollinazione e la quantità di polline nell'aria. Ci troviamo, pertanto, a dover fronteggiare quantità maggiori di polline e di un tipo 'nuovo', molto più aggressivo.

Sono questi i fattori che non ho potuto modificare e che solo una politica finalmente ispirata dalla ricerca scientifica e che mette al primo posto il perseguimento della salute delle persone - e non l'arricchimento a spese dell'ambiente - può riuscire a cambiare. E la politica possiamo guidarla noi cittadini consapevoli, dando il voto a chi VUOLE veramente cambiare le cose.  

IL GLUTINE Ho ancora delle cose da fare. La salute dell'intestino, ritenuto dal Dr Rau l'organo all'origine di gran parte delle allergie a causa di allergeni alimentari nascosti che si manifestano in allergie secondarie, non sono ancora riuscita a ristabilirla completamente e, dalle mie ricerche, la giusta flora intestinale è fondamentale per guarire totalmente dall'allergia. Pur avendo eliminato gran parte delle sostanze disinfettanti presenti nei prodotti di consumo e nell'acqua potabile che la danneggiano, potrei soffrire di allergie alimentari nascoste che distruggono la flora intestinale. I prodotti della panificazione e la pasta a base di grano moderno, a causa dell'elevato tenore di glutine e di lieviti di birra manipolati dall'industria, sono all'origine di un numero esorbitante d'intolleranze e sono, pertanto, i primi sospetti. Quasi tutti oggigiorno ne siamo in misura minore o maggiore dannneggiati. Inizierò, quindi, una dieta che li esclude, inserendo al loro posto prodotti integrali (importante la fibra) a base di cereali privi di glutine. Inizierò con amaranto, grano saraceno, mais, miglio, avena, quinoa.

I DICLOROFENOLI Un altra fonte tossica che non sono ancora riuscita ad eliminare e che è rilevante per l'allergia sono i contenitori classici di succhi di frutta vari e latte prodotti con la plastica (presenza di ftalati ecc.) e carta. Non riesco, infatti, a rinunciare ad una bevanda a base di soya che bevo golosamente tutte le mattine. Dal mio ultimo documentario, The Toxic Burden, è emerso che la parte di carta presente in queste confezioni è disinfettata con diclorofenoli, dei pesticidi tossici con un alto potere disinfettante che viene poi emesso negli alimenti in esse contenuti. L'allergologa ricercatrice da me intervistata ha realizzato uno studio che ha rilevato grandi quantità di diclorofenoli presenti nelle urine di soggetti allergici. Le fonti sono molteplici, in particolare, oltre ai contenitori sopramenzionati, estremamente diffusi, possono trovarsi nell'acqua potabile - a seguito dell'interazione fra cloro e sostanze organiche talvolta presenti nell'acqua - e gli alimenti trattati con questo tipo di pesticidi. 

L'allergia ha vinto ancora, anche se di poco, ma io non mollo. Vi darò ulteriori informazioni sul mio percorso di allergica, anche se il maggiore oggetto d'indagine per me diverrà un altro....nel prossimo post l'inizio di una nuova serie. Il tema è una sorpresa, continuate a seguirmi. 

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Patrizia, autoctona di Bologna, ha perseguito molteplici interessanti carriere (mamma, insegnante d'inglese e francese, traduttrice, fotografa, pittrice, scrittrice di testi e articoli in tre lingue per pubblicazioni turistiche e riviste culturali) prima di udire la chiamata della Vera Vocazione, quella di Filmmaker. Ciò che ha ingenerato la confusione originaria erano due grandi, apparentemente inconciliabili amori e talenti: quello per le Lingue (italiana inclusa) e quello per le Arti Visive. Una confusione aggravata dai suoi studi. Dopo aver conseguito una laurea di Traduttrice e Interprete alla Scuola per Interpreti e Traduttori di Bologna, (Inglese e Francese) dotandosi dello strumento principe del Giramondo, la Nostra inizia a viaggiare da un continente all'altro, più lontano era meglio era (il progetto: destinare agli anni maturi le mete più vicine), iniziando con un viaggio costa a costa degli States più varie permanenze americane, passando in Nord Africa e infine in Estremo Oriente, dove si ferma per qualche anno, per crescere la piccola Vittoria e studiare pittura all'Anaconda Art Studio di Bangkok. La straordinaria esperienza del soggiorno asiatico, le apre le porte della creatività. Di ritorno in Italia, dà sfogo all'altro suo più represso amore-talento e consegue il diploma dell'Accademia di Belle Arti, specializzandosi in Pittura, Fotografia e Storia dell'Arte. Ma la schizofrenia continua. E' solo più tardi che viene fulminata sulla via di Damasco: durante un lungo trekking attraverso l'Himalaya capisce che solo la telecamera avrebbe potuto documentare quel viaggio tanto faticoso quanto entusiasmante. Dirige così i suoi primi due documentari dedicati alla cultura estremo-orientale. E' una rivoluzione: la Nostra intraprende studi di giornalismo free lance alla London School of Journalism per affinare la scrittura in lingua inglese, di scrittura per il cinema e la televisione all'Accademia Nazionale di Cinema della sua città nativa, e di Film Documentario alla Rockport University con l'allora guru del documentario sociale, Mitchel Block, il tutto coronato da un battesimo di fuoco nel 2000: un lungo documentario girato in Zambia sulle cause dell'AIDS in Africa. Da allora si tuffa completamente nel film documentario e collabora alla realizzazione di film trasmessi da broadcasters nazionali e internazionali, fra cui "La società dipendente" (ricerca, scrittura e regia), in concorso al NYFV Festival 2007, distribuzione Expresso TV, UK, e acquisito per gli USA da Alexander Press, fornitore educational americano, il pluripremiato "Paradiso ritrovato, la parabola del giardiniere naturale", 2009, (scrittura e regia), vincitore in Italia di tre festival del documentario, "Caravaggio, il corpo ritrovato" per National Geographic Channel, 2010, (ricerca, co-scrittura, co-regia), "Artemisia Undaunted" per Sky Art, 2011 (ricerca). Infine, giacché il suo amore per l'Arte si estende all'ispiratrice dei grandi artisti rinascimentali, la Natura, co-fonda nel 2012-3 un magazine on line multimediale dedicato all'informazione ambientale e scientifica www.perchebio.com per il quale scrive regolarmente articoli e post. Nel 2014 dirige per ARTE GEIE e la TV belga RTBF ‘Allergia, il peso tossico’, un documentario sulle cause dell'attuale boom di allergie prodotto da GraffitiDoc e Iota Productions, in concorso a numerosi festival internazionali e vincitore del Premio della Giuria al Doc Scient Festival 2015 di Roma, e distribuito in più di 20 paesi in tutto il mondo.

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Ospite Lunedì, 16 Luglio 2018