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Expo 2015: le speranze, le promesse, le vanità

Inviato da il in Maurizio Marna
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l Presidente della Repubblica e quello del Consiglio hanno partecipato, la scorso 7 Luglio, alla presentazione di "World Expo Tour", prossima rassegna itinerante nelle capitali mondiali per far conoscere i temi dell'Expo milanese 2015.

L'esposizione è stata rispettivamente definita come "un'occasione straordinaria per un nuovo sviluppo dell'Italia"(Napolitano),"... l'obiettivo della ripresa economica del nostro Paese"(Letta). Insomma lo scatto di orgoglio di una nazione, sempre alle prese con le proprie debolezze strutturali e adesso in piena recessione. Si tornano a diffondere dati su importanti ritorni economico-sociali(indotto finanziario, creazione di nuovi posti di lavoro), auspicando un nuovo 'rinascimento' italiano veicolato dall'evento suddetto. Le opinioni comunque divergono se molti addetti ai lavori parlano di una rassegna anacronistica, priva di reali motivazioni che ne giustifichino l'esistenza, al contrario delle edizioni targate XIX e XX secolo. La prima esposizione planetaria, ricordiamo, si tenne a Londra nel lontano 1851.

 

b2ap3_thumbnail_Foto-3-EXPO-2015.jpgL'Expo 2015 ha già accumulato annosi ritardi, purtroppo imprescindibili quando si parla di nostre opere pubbliche, e provocato guasti urbanistici nelle aree di insediamento. Cionondimeno stimolare la realizzazione di un nuovo sistema Italia, attraverso un'esposizione mondiale, non deve rappresentare una chimera qualora alle intenzioni seguano i fatti. Ma è questo il principale problema del nostro paese...
Il sito www.expo2015.org chiarisce il tema sul quale verterà la manifestazione: "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita". Gli intenti vengono descritti come "diritto ad un'alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutto il pianeta". L'alimentazione sostenibile, la vera sfida globale dei prossimi anni, torna a dominare la scena mentre gli abitanti sulla Terra sono oltre 7 miliardi. Le stime concernenti la sovrappopolazione umana -  ma anche ora non si scherza, considerato quanti siamo - il riscaldamento globale, le coltivazioni intensive destinate alla  produzione di BIO combustibile(mais, ad esempio), sottratte quindi al consumo umano, la basilare gestione delle risorse idriche, equivalgono, nel complesso, a una serie di criticità da affrontare subito. Il futuro del pianeta dipende dal modo in cui le questioni appena poste verranno affrontate, avendo grande valenza strategica per la gestione del patrimonio ambientale.

L'Expo 2015 vuole rimarcare i concetti di filiera agroalimentare sostenibile, sicura per la salute umana. La massificazione produttiva, chimicamente sviluppata, ha tanti costi sociali che sono diventati insopportabili per l'habitat globale. Le stesse tecnologie scientifiche, sciaguratamente impiegate nella standardizzazione alimentare, possono, mediante il loro sviluppo applicativo durante l'Expo, contribuire a mantenere le BIO diversità, incrementare i parametri di sicurezza e qualità alimentare, preservare le coltivazioni e dunque l'approvvigionamento di cibo. Quanto ciò sia essenziale nelle zone sotto violenti mutamenti climatici, lo si può facilmente comprendere. Saprà l'Expo 2015 aprire nuove eco frontiere, senza diventare una manifestazione dell'apparire più che dell'essere?

b2ap3_thumbnail_Foto-2_Expo-2015-.jpg

La protezione ambientale dell'habitat, nell'ottica di una futura produzione alimentare a impatto zero, rappresenta solo un particolare passaggio verso la concezione generale di ECOSISTEMA. Questa diventa perciò la Missione(con la M maiuscola) dell'Expo ovvero divulgare e far implementare politiche sostenibili. Tali principi sono stati rispettati nell'esecuzione delle opere cantierate? Assolutamente no. Terreni adibiti a colate cementizie(leggi mega palazzi sedi di uffici), delibere pubbliche condizionate da interessi speculativi, costi lievitati, gravi ritardi esecutivi nelle infrastrutture la cui necessità, peraltro, è dubbia. Il solito corollario dei lavori pubblici italiani, oggetto di varie inchieste della magistratura. La stampa nazionale ne ha parlato diffusamente, stigmatizzando il fatto che si predichi bene e si razzoli male(strano...vero?). I buoni propositi di sostenibilità ambientale valgono fuori dal confine meneghino, mentre al suo interno vengono ignorati. Gli 1,7 mln di mq, a nord ovest di Milano, saranno completamente occupati dalle strutture(eco compatibili?) della rassegna. La storia di come sono stati reperiti nonché utilizzati, assieme all'esigenza di ricuperare i seri ritardi - il  Commissario unico per l'Expo adotterà poteri speciali (significa assegnare i lavori senza bandi)- ci fanno venire forti brividi lungo la schiena. E non solo a noi di PERCHE'BIO.

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Ospite Domenica, 29 Marzo 2020