MA IL MINISTERO PER L'AMBIENTE SE NE ACCORGERA' MAI?

Prendi da una parte un killer silenzioso che miete ogni anno nel nostro paese migliaia di vittime - una sostanza terribilmente tossica come l'amianto utilizzata massicciamente in tutto il mondo per decenni e che costituisce, quindi, uno dei maggiori problemi sanitari esistenti - e, dall'altra, un microbo "buono" - il lactobacillus casei -  presente nel siero del latte, uno scarto industriale dei caseifici, e mettili insieme. 

Si produrrà una reazione chimica che rende le temibili fibre di amianto, non solo innocue, ma addirittura riciclabili, riutilizzabili dall'industria per produrre vari prodotti di consumo, come idropittura, concime, metalli preziosi e biodiesel, ma come?

Il punto di partenza sono, quindi due rifiuti che, fatti reagire, producono CO2  la quale viene inserita in un impianto a biomassa per generare del biodiesel. Da questo processo si ottiene anche una soluzione di ioni di calcio, cui basta aggiungere della soda per ottenere dell'idropittura per dipingere le pareti degli edifici. Infine, l'amianto è composto al 50% di magnesio, un metallo prezioso che può essere generalmente acquisito solo dall'acqua del mare, dove è presente in piccole quantità, mediante un processo elettrochimico. Sciogliendo l'amianto in una soluzione, è possibile ottenere grandi quantità di magnesio e, cambiando il voltaggio del processo elettrochimico, anche manganese e nichel. Lo scarto di tutto questo processo è un composto di batteri "amici" e silicati, che può essere utilizzato come fertilizzante. 

lastre di amianto

Le attuali tecniche di smaltimento delle balle di amianto - riposte in discariche speciali avvolte in sacchi di plastica e, in seguito, pressate (e pertanto, frammentate e sminuzzate) - non fanno altro che rimpallare il problema ai nostri figli, in quanto fra 20-30 anni la plastica che avvolge le fibre frantumate a seguito della pressatura si sarà deteriorerata, liberando le velenose molecole nel terreno da dove, diffondendosi, potranno raggiungere le falde acquifere. 

Il professore Norberto Roveri, del Dipartimento di Chimica dell'Università di Bologna e la sua equipe universitaria hanno messo a punto questa soluzione su cui da anni stanno cercando di attrarre l'attenzione del Ministero dell'Ambiente affinché proceda a fare le dovute verifiche e a dare le proprie valutazioni sul sistema, ma senza risultato.

Eppure, non bastassero i morti ammazzati dal mesotelioma, si profila all'orizzonte anche una scadenza europea da rispettare - l'obbligo di chiusura delle discariche per il 2020 - mentre le operazioni di smaltimento sul territorio nazionale procedono a rilento, si parla di 85 anni per riuscire a mettere in sicurezza il paese. E se ci facessimo sentire anche noi al ministero? I lactobacilli rappresentano una possibilità naturale - priva di solventi chimici, ugualmente tossici - per risolvere una pesante minaccia ambientale che ha già causato tante sofferenze: che si valuti almeno se è valida o no!

 

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PER APPROFONDIMENTI:

L'amianto si può smaltire con il siero di latte: http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&ved=0CCIQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.chemicalcenter.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2013%2F10%2Fchemical-articolo.pdf&ei=IBsZVaKQM8j5UMWfgoAJ&usg=AFQjCNFXV47y3PT-yD98XQli4_3EWq2G7A&sig2=rvtEQWtd6DE0IOMMifTZTQ&bvm=bv.89381419,d.d24

L'intervista allo studioso: corriere.it/inchieste/reportime/ambiente/amianto-rifiuto-tossico-risorsa-utile-il-siero-latte/2b03249c-d311-11e4-9209-9dd80f8535a2.shtml

Altra intervista a Norberto Roveri: http://www.chemicalcenter.it/2013/10/dallamianto-ai-metalli-preziosi-video-intervista-a-norberto-roveri/

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