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L'ambiente siamo noi

Come vivere sani e felici nel brodo tossico ambientale moderno, dribblando le malattie croniche in agguato. Tutte le soluzioni per diminuire il carico tossico corporeo.

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Amianto, reso innocuo dai microrganismi

Inviato da il in Patrizia Marani
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MA IL MINISTERO PER L'AMBIENTE SE NE ACCORGERA' MAI?

Prendi da una parte un killer silenzioso che miete ogni anno nel nostro paese migliaia di vittime - una sostanza terribilmente tossica come l'amianto utilizzata massicciamente in tutto il mondo per decenni e che costituisce, quindi, uno dei maggiori problemi sanitari esistenti - e, dall'altra, un microbo "buono" - il lactobacillus casei -  presente nel siero del latte, uno scarto industriale dei caseifici, e mettili insieme. 

Si produrrà una reazione chimica che rende le temibili fibre di amianto, non solo innocue, ma addirittura riciclabili, riutilizzabili dall'industria per produrre vari prodotti di consumo, come idropittura, concime, metalli preziosi e biodiesel, ma come?

Il punto di partenza sono, quindi due rifiuti che, fatti reagire, producono CO2  la quale viene inserita in un impianto a biomassa per generare del biodiesel. Da questo processo si ottiene anche una soluzione di ioni di calcio, cui basta aggiungere della soda per ottenere dell'idropittura per dipingere le pareti degli edifici. Infine, l'amianto è composto al 50% di magnesio, un metallo prezioso che può essere generalmente acquisito solo dall'acqua del mare, dove è presente in piccole quantità, mediante un processo elettrochimico. Sciogliendo l'amianto in una soluzione, è possibile ottenere grandi quantità di magnesio e, cambiando il voltaggio del processo elettrochimico, anche manganese e nichel. Lo scarto di tutto questo processo è un composto di batteri "amici" e silicati, che può essere utilizzato come fertilizzante. 

lastre di amianto

Le attuali tecniche di smaltimento delle balle di amianto - riposte in discariche speciali avvolte in sacchi di plastica e, in seguito, pressate (e pertanto, frammentate e sminuzzate) - non fanno altro che rimpallare il problema ai nostri figli, in quanto fra 20-30 anni la plastica che avvolge le fibre frantumate a seguito della pressatura si sarà deteriorerata, liberando le velenose molecole nel terreno da dove, diffondendosi, potranno raggiungere le falde acquifere. 

Il professore Norberto Roveri, del Dipartimento di Chimica dell'Università di Bologna e la sua equipe universitaria hanno messo a punto questa soluzione su cui da anni stanno cercando di attrarre l'attenzione del Ministero dell'Ambiente affinché proceda a fare le dovute verifiche e a dare le proprie valutazioni sul sistema, ma senza risultato.

Eppure, non bastassero i morti ammazzati dal mesotelioma, si profila all'orizzonte anche una scadenza europea da rispettare - l'obbligo di chiusura delle discariche per il 2020 - mentre le operazioni di smaltimento sul territorio nazionale procedono a rilento, si parla di 85 anni per riuscire a mettere in sicurezza il paese. E se ci facessimo sentire anche noi al ministero? I lactobacilli rappresentano una possibilità naturale - priva di solventi chimici, ugualmente tossici - per risolvere una pesante minaccia ambientale che ha già causato tante sofferenze: che si valuti almeno se è valida o no!

 

CONTATTI MINISTERO DELL'AMBIENTE

Via Cristoforo Colombo, n. 44

00147 - Roma (Italia)

Tel. Centralino: (+39) 0657221

Ufficio Relazione con il Pubblico: URP@minambiente.it

 

PER APPROFONDIMENTI:

L'amianto si può smaltire con il siero di latte: http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&ved=0CCIQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.chemicalcenter.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2013%2F10%2Fchemical-articolo.pdf&ei=IBsZVaKQM8j5UMWfgoAJ&usg=AFQjCNFXV47y3PT-yD98XQli4_3EWq2G7A&sig2=rvtEQWtd6DE0IOMMifTZTQ&bvm=bv.89381419,d.d24

L'intervista allo studioso: corriere.it/inchieste/reportime/ambiente/amianto-rifiuto-tossico-risorsa-utile-il-siero-latte/2b03249c-d311-11e4-9209-9dd80f8535a2.shtml

Altra intervista a Norberto Roveri: http://www.chemicalcenter.it/2013/10/dallamianto-ai-metalli-preziosi-video-intervista-a-norberto-roveri/

Diritti fotografici: nicksarebi

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Patrizia, autoctona di Bologna, ha perseguito molteplici interessanti carriere (mamma, insegnante d'inglese e francese, traduttrice, fotografa, pittrice, scrittrice di testi e articoli in tre lingue per pubblicazioni turistiche e riviste culturali) prima di udire la chiamata della Vera Vocazione, quella di Filmmaker. Ciò che ha ingenerato la confusione originaria erano due grandi, apparentemente inconciliabili amori e talenti: quello per le Lingue (italiana inclusa) e quello per le Arti Visive. Una confusione aggravata dai suoi studi. Dopo aver conseguito una laurea di Traduttrice e Interprete alla Scuola per Interpreti e Traduttori di Bologna, (Inglese e Francese) dotandosi dello strumento principe del Giramondo, la Nostra inizia a viaggiare da un continente all'altro, più lontano era meglio era (il progetto: destinare agli anni maturi le mete più vicine), iniziando con un viaggio costa a costa degli States più varie permanenze americane, passando in Nord Africa e infine in Estremo Oriente, dove si ferma per qualche anno, per crescere la piccola Vittoria e studiare pittura all'Anaconda Art Studio di Bangkok. La straordinaria esperienza del soggiorno asiatico, le apre le porte della creatività. Di ritorno in Italia, dà sfogo all'altro suo più represso amore-talento e consegue il diploma dell'Accademia di Belle Arti, specializzandosi in Pittura, Fotografia e Storia dell'Arte. Ma la schizofrenia continua. E' solo più tardi che viene fulminata sulla via di Damasco: durante un lungo trekking attraverso l'Himalaya capisce che solo la telecamera avrebbe potuto documentare quel viaggio tanto faticoso quanto entusiasmante. Dirige così i suoi primi due documentari dedicati alla cultura estremo-orientale. E' una rivoluzione: la Nostra intraprende studi di giornalismo free lance alla London School of Journalism per affinare la scrittura in lingua inglese, di scrittura per il cinema e la televisione all'Accademia Nazionale di Cinema della sua città nativa, e di Film Documentario alla Rockport University con l'allora guru del documentario sociale, Mitchel Block, il tutto coronato da un battesimo di fuoco nel 2000: un lungo documentario girato in Zambia sulle cause dell'AIDS in Africa. Da allora si tuffa completamente nel film documentario e collabora alla realizzazione di film trasmessi da broadcasters nazionali e internazionali, fra cui "La società dipendente" (ricerca, scrittura e regia), in concorso al NYFV Festival 2007, distribuzione Expresso TV, UK, e acquisito per gli USA da Alexander Press, fornitore educational americano, il pluripremiato "Paradiso ritrovato, la parabola del giardiniere naturale", 2009, (scrittura e regia), vincitore in Italia di tre festival del documentario, "Caravaggio, il corpo ritrovato" per National Geographic Channel, 2010, (ricerca, co-scrittura, co-regia), "Artemisia Undaunted" per Sky Art, 2011 (ricerca). Infine, giacché il suo amore per l'Arte si estende all'ispiratrice dei grandi artisti rinascimentali, la Natura, co-fonda nel 2012-3 un magazine on line multimediale dedicato all'informazione ambientale e scientifica www.perchebio.com per il quale scrive regolarmente articoli e post. Nel 2014 dirige per ARTE GEIE e la TV belga RTBF ‘Allergia, il peso tossico’, un documentario sulle cause dell'attuale boom di allergie prodotto da GraffitiDoc e Iota Productions, in concorso a numerosi festival internazionali e vincitore del Premio della Giuria al Doc Scient Festival 2015 di Roma, e distribuito in più di 20 paesi in tutto il mondo.

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