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Alle porte della Mongolia

Inviato da il in BioAvventura
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Che ogni esploratore , aviatore o giramondo abbia incontrato disavventure di ogni genere, se non addirittura la morte, dopo aver visto anche per un solo istante questa cosiddetta montagna sacra, non significa necessariamente una fatalità per coloro che accetteranno la sfida dell’Amne Machin, non escluso, chissà qualche lettore di questo libro

Per approfondimenti, libro consigliato: “Alle porte della Mongolia”, di Leonard Clark.



PREFAZIONE DI LEONARD CLARK AL SUO LIBRO “ALLE PORTE DELLA MONGOLIA”
Desidero entrare in argomento senza tanti preamboli.
Non tutti sono disposti ad accettare la mia valutazione dell’altezza della catena dell’Amne Machin, e l’intero sistema di misurazione è stato criticato in un articolo apparso su Life nell’ottobre del 1949.Questo libro è la relazione completa, raccontata con parole semplici, della mia spedizione su quelle montagne misteriose. Il principe Dorje, Salomon Ma, ed io abbiamo accertato l’esistenza del Picco dell’Amne Machin , una montagna già considerata rivale dell’Everest dal generale Pereira, dal dottor Rock, da Reynolds, da vari aviatori, nessuno dei quali ha lasciato un rapporto dettagliato. Ad alcuni lo ha impedito la morte; agli altri l’accanimento con cui molti esperti ed esploratori da tavolino li hanno tacciati di bugiardi e di altri epiteti non meno severi e ingiusti. A mio avviso erano uomini degni di fede quando affermavano di credere all’esistenza della montagna e alla sua altezza straordinaria. Spero che altre spedizioni potranno confermare ciò che io stesso penso in proposito.
In questa nota introduttiva non intendo fare la storia della spedizione, che è contenuta nel libro, ma precisare alcuni punti.
Per il materiale, oltre ad affidarmi alla memoria, mi sono servito delle note da campo, degli schizzi di mappe, fotografie e lettere salvati a Lanchov dall’occupazione comunista, a spedizione conclusa, e riordinati nel miglior modo possibile.
Per i nomi di località, di persone, per i termini locali ecc., un punto scabroso per gli studiosi, ho adottato la comune ortografia inglese e in casi dubbi ho introdotto altri termini in uso presso gli europei, gli americani e alcune mappe cinesi dell’esercito mussulmano, ho usato nomi cinesi, tibetani, mongoli, il cantonese romanizzato e alte lingue cinesi. E se ciò potrà suscitare discussioni sulla denominazione esatta delle località, penso tuttavia che non darà luogo a confusione sui punti geografici stessi.
A causa della successiva occupazione comunista dei punti strategici delle regioni da me esplorate, non mi è stato possibile controllare in seguito le note da campo. Inoltre, molte cose della spedizione le appresi attraverso gli interpreti e qui le ho riferite con la maggior accuratezza possibile.
tutti i personaggi appaiono nel libro con il loro vero nome. Poiché sono state omesse quelle informazioni di carattere politico militare non assolutamente necessarie per spiegare gli scopi della spedizione, essi non hanno nulla da temere né dai nazionalisti né dai comunisti, benché io stesso abbia nemici anche tra le file dei nazionalisti.
Questo libro non è un libro per gli studiosi, ma per il pubblico, ed è diretto soprattutto a quei giovani che un giorno penetreranno, nel cuore dell’Amne Machin, e potranno così confermare o confutare le scoperte fatte da me e dai precedenti esploratori.
Ho scritto questa relazione in perfetta buona fede e con la speranza che gli esperti i quali si prenderanno la briga di leggerla si serviranno delle informazioni in essa contenute con la stessa buona fede.
Molte cose inesatte sono state dette a proposito di questa spedizione. Si è levato un coro di proteste da parte dei geografi esperti di montagna, i quali affermano che qualcosa di falso circonda la mia persona e questa dichiarata spedizione nel Tibet e in particolare dell’Amne Machin, di cui negano l’altezza basandosi sulla linea delle nevi quale appare nelle mie fotografie.
In un recente autorevole libro di montagna ( Storia delle montagne di Ferdinand C. Lane ) l’autore afferma che il mio viaggio è stato da Sining all’Amne Machin è stato compiuto su autocarri, e riporta altre inesattezze del genere. Mi giungono fantastici racconti di ogni specie, tra i quali uno che vuole dimostrare come io stessi svolgendo dei piani segreti per gli Stati Uniti, intesi a distruggere i comunisti nell’Asia centrale e a formare una quinta colonna in Siberia e in Russia. Non avevo affatto l’intenzione di pubblicare questo mio diario, ma dopo simili leggende ho deciso di fare conoscere una volta per tutte la storia vera della spedizione, di sciogliere il “ mistero “ e, potrei aggiungere, l’effettiva avversione nei miei riguardi, ora evidentemente diffusa.
Devo dichiarare, e mi sembra questo il luogo più adatto, che il governo degli Stati Uniti non era minimamente informato del modestissimo aiuto che portavo al governatore Ma Pu-Fang, il promotore della spedizione ,nella sua lotta contro i comunisti e in particolare contro Lin Pao, per il controllo dell’Asia centrale, e che ho sempre agito come privato cittadino americano sotto la mia piena responsabilità.
A causa della mancanza di scalea graduata in secondi sullo strumento usato dal topografo, il principe Dorje, e secondo le conclusioni dell’Istituto Ricerche Geografiche degli Stati Uniti ( riportata da Life ) le misurazioni eseguite sono da considerarsi approssimate ai 750 metri; perciò l’altezza delle montagna potrebbe essere maggiore o minore di quella stabilita dai calcoli di Lanchow minacciata dall’avanzata comunista, da dove avevo inviato a mio fratello Laaurence in California il primo rapporto della spedizione, non conoscevo questo particolare. Fossi stato a conoscenza dell’inadeguatezza del nostro strumento, preso a prestito dai tugani di Sining, molto probabilmente al mio ritorno negli Stati Uniti non avrei mai fatto menzione alla altezza delle montagne. A mio avviso quindi le scoperte riguardanti l’altezza di queste montagne non sono da considerarsi decisive ma si dovranno attendere altre misurazioni da parte di qualche spedizione meglio equipaggiata e dotata di strumenti più precisi. Questo libro è semplicemente una guida agli accessi occidentali alle montagne dell’Amne Machin. Gli auguro ogni bene e la miglior fortuna; che egli possa confermare la straordinaria altezza dell’Amne Machin, sostenuta da tutti coloro che hanno visto da lontano la grande montagna ai cui piedi soltanto Dorje, Salomon ed io siamo giunti.

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Commenti

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    Smitha610 Giovedì, 04 Settembre 2014

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