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Video condiviso da il in Maurizio Marna

VIDEO IN INGLESE – Questo video ci ricorda cosa successe l’11 Marzo 2011 nel Giappone orientale e le conseguenze scaturite da allora. La furia distruttrice di un terremoto magnitudo 9, ricordiamo, distrusse diciottomila vite e devastò ogni forma di insediamento umano. Una massa impressionante d’acqua, frutto di un’onda anomala alta oltre 10 metri, travolse anche la centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi aggiungendo disastro al disastro. Le radiazioni fuoriuscite, tuttora presenti, hanno contaminato persone e cose nel raggio di circa 30 Km mentre i loro tragici effetti si protrarranno per decenni.

Al di là delle rievocazioni giapponesi, il resto del mondo sembra essersene dimenticato. Il tempo corre troppo veloce? Oggigiorno non guardiamo più al passato? Sia come sia, cittadini e pubbliche autorità dovrebbero operare una scelta definitiva fra nucleare ed energie alternative. Noi speriamo optino per le seconde... Ma è stato un avvenimento eccezionale, gridano i paladini dell’atomo, ovvero una concomitanza di fortissimo terremoto-tsunami-devastazione di Fukushima. Eppure la situazione presenta il drammatico conto di una crescita esponenziale di tumori, soprattutto alla tiroide e nei bambini, lo stesso prezzo pagato da Chernobyl nonostante fosse meno popolata rispetto all’area giapponese. Intanto le pubbliche autorità e la Tepco, società proprietaria dell’ancora mortale impianto, hanno via via ammesso errori, omissioni, lentezze ed il campionario di miserie umane che nessuno vorrebbe mai vedere o sentire. Rimane senza risposta, all’interno di un mondo privo di memoria, la domanda: cosa si aspetta a dare alle energie alternative uno sviluppo costante e diffuso?

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Inviato da il in Maurizio Marna
L'inverno delle Olimpiadi

Indovina... indovinelli: a quale città della Russia meridionale, situata sul Mar Nero, sono stati destinati l'equivalente di 50 miliardi di euro e perché? Sochi è la risposta, sede delle attuali Olimpiadi invernali, il cui nome è stato largamente citato durante gli ultimi tempi. La peculiare finalità di un simile budget finanziario ha suscitato, comunque, grosso clamore e legittime perplessità.

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Video condiviso da il in Maurizio Marna

Chi l’ha detto che l’economia deve crescere a ritmi sostenuti e i consumi pure? Siamo proprio sicuri che la turbo produzione sia sempre la base su cui fondare il nostro benessere? Dopo tanti anni di crisi occorre ritrovare un vero equilibrio fra le risorse consumate e l’ambiente, se non vogliamo smettere di crescere: questo video ci fa vedere come.

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Video condiviso da il in Maurizio Marna

E' difficilissimo, oggigiorno, trovare la luce della storia in una persona, ancora vivente, protagonista della vita civile e politica nel proprio paese. Aung San Suu Kyi, l'Orchidea d'acciaio birmana, è questa persona, forgiatasi nelle proprie sofferenze e in quelle del suo popolo attraverso l'armonia di pensiero e la non violenza.

Orchidea d'acciaio è stata ribattezzata Lady Aung San Suu Kyi, nata in Birmania nel 1945. Non è una lady di ferro, come lo fu Margaret Thatcher, ma ha resistito fieramente, con l'arma della dolcezza e della lotta civile non violenta, alle tragiche persecuzioni del regime militare. La sua colpa, assieme a quella di tutto il popolo birmano, è la ricerca della democrazia e la conseguente fine della dittatura dopo mezzo secolo di leggi marziali.  
Solo tre anni fa Aung San Suu Kyi ha riacquistato la libertà, nonostante la Birmania non sia ancora emancipata, e adesso può, finalmente, viaggiare all'estero. Nel 2012, a Oslo, ha ritirato il premio Nobel per la Pace mentre lo scorso Ottobre è venuta in Italia, su invito di molte nostre autorità che, in passato, Le avevano assegnato onorificenze. A Lei, donna di infinita dolcezza e carattere fermo, non interessano i premi quanto (ri)affermare il concetto di dignità umana. L'Università di Bologna, anni fa, l'aveva insignita della laurea honoris causa in Filosofia e a fine dello scorso mese Aung San Suu Kyi l'ha potuta ritirare. Seguitene, qui, il discorso post laurea e osservate questo 'esile' GIGANTE DELLA STORIA: non c'è odio o disprezzo verso i carcerieri militari, solo la ricerca di una pacificazione nazionale. Aung San Suu Kyi ci dà una lezione di etica, d'amore e compassione verso il prossimo, ci dice cosa sia la politica anzi la Politica(con la P maiuscola). E a proposito di quest'ultima il suo discorso dovrebbe essere trasmesso, ciclicamente, dentro il parlamento italiano a scopo didattico. Molti deputati e senatori arrossirebbero di vergogna, se mai ne avessero conservato la capacità....

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Inviato da il in Maurizio Marna
Fine pena mai

Secondo un recente rapporto inglese sul proprio sistema carcerario, tre sono le domande principali che bisogna porsi: 1) quante sono le persone rinchiuse? 2) si tratta di un sistema idoneo? 3) quanto costa ai contribuenti? I dati forniti e le successive analisi dimostrano una sostanziale inefficacia, sotto tutti gli aspetti, di un apparato pensato e realizzato attraverso criteri non più consoni all'evoluzione storico-sociale ed economica dello stato britannico.

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