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Le BioVacanze

di Maurizio Marna

RICERCARE SE’ STESSI NELLA NATURA: LE BIO VACANZE

Vi ricordate gli anni del boom economico in Italia quando durante l’estate, di solito in Agosto, le città erano deserte e le spiagge affollatissime ? Tranquilli, non vogliamo annoiarvi con le ennesime frasi fatte sui favolosi anni sessanta e su come era l’Italia di allora.

Vogliamo però ricordare come, per decenni, l’andare in vacanza sia stato considerato, oltre che una sacrosanta forma di distacco dalle quotidiane attività, una conquista ed una successiva ‘cannibalizzazione’ del luogo di villeggiatura. Richiamare folle di turisti nelle città d’arte, nelle località marine ed in quelle montane ha portato indubbi vantaggi economici. Tuttavia questi ultimi non sono stati indolori per l’ambiente, dovendo esso fare i conti con cementizzazioni, distruzione di habitat naturali, sprechi e quant’altro potesse depredare la natura. Si è trattato,dunque, di una mentalità presente per decenni sia nei turisti che negli operatori del settore vacanze.

 

 Da decenni in Europa e in altre parti del mondo una nuova coscienza si è formata in chi viaggia per turismo e in chi ne offre i corrispondenti servizi. In Italia, al solito, ci è voluto maggior tempo perché una tale cultura si diffondesse. Cionondimeno, finalmente, le BIO VACANZE riscuotono grande consenso come forma non invasiva, non 'predatoria' ma rispettosa delle peculiarità ambientali, culturali e di tradizione presenti nelle varie località. L'idea di vivere in modo eco-sostenibile abbraccia una gamma di comportamenti che vanno, appunto, da un approccio più assennato verso l'ambiente alla conseguente scelta di prodotti alimentari biologici – rigorosamente a Km zero, quindi appartenenti alle coltivazioni locali - dalla produzione di energia elettrica attraverso i pannelli solari, montati su case e alberghi di villeggiatura, alla raccolta differenziata, dalle costruzioni in materiali eco-compatibili all'eco-architettura nell'urbanistica cittadina. Parliamo di Turismo Sostenibile e Responsabile, quest'ultimo equivalente ad un concetto esaustivo di rispetto verso i luoghi, le persone, le risorse del territorio.Saranno perciò bandite le vacanze di massa a Venezia, Firenze, Roma ecc. ?

Riscoprire noi stessi, nella naturaOvviamente no, pur se le relative amministrazioni si sono rese conto che mandrie 'imbizzarrite' di turisti, 'scavallanti' in lungo e in largo, portano problemi maggiori rispetto ai benefici degli introiti economici. A Venezia, per esempio, il turismo da crociera rappresenta da tempo un serio pericolo. Il costante flusso di gigantesche navi ed il successivo sbarco di tantissimi passeggeri, a mo' di locuste sciamanti, assieme al fatto che le rotte dei suddetti natanti passano di fronte a S. Marco, nel Canal Grande, hanno fatto suonare moltissimi campanelli d'allarme per una città di soli 59.000 abitanti. Una marea umana, infatti, è solita riversarsi nelle calli fra Rialto e S. Marco allo scopo di fotografarne gli scorci più caratteristici. La stabilità di questi importantissimi luoghi storici è messa così in serio pericolo. Un solo dato fra i tanti a disposizione: nel 2012 si sono imbarcati a Venezia, per le crociere, oltre 1.700.000 passeggeri. E che dire, poi, di sempre possibili errori umani nel condurre questi transatlantici in spazi assai ristretti? Vi ricorda forse qualcosa avvenuta l'anno scorso nel Tirreno?

Le BIO VACANZE rappresentano l'esatto contrario di quanto appena detto, sono una vera e propria soluzione salva ambiente e fanno riscoprire, nella natura, il centro di noi stessi. Il viaggiatore – preferiamo tale termine a quello di 'turista' – diventa saggio interprete di itinerari locali dove potrà trovare tesori culturali nascosti, fuori dai percorsi turistici di massa, ristoranti e mercatini biologici, strutture di ricezione ad impatto zero, negozi destinati allo scambio di prodotti. Egli si porrà in modo rispettoso verso le persone del luogo e le loro multiformi tradizioni onde riscoprire, da persona consapevole, i ritmi del territorio soprattutto sotto l'aspetto dell'ambiente che lo comprende. Niente preclusioni, dunque, ad abitudini diverse dalle nostre anzi massima apertura nei confronti di quelle originarie. E si dovrà pure riconsiderare l'intera filiera organizzativa del viaggio: se non lo si progetta personalmente, fissando determinati criteri - prediligere i mezzi pubblici per arrivare nei luoghi di villeggiatura, lì muoversi con sistemi di trasporto a minimo impatto ambientale, produrre consumi sostenibili - si cercheranno agenzie in grado di predisporre vacanze etico-ambientali. Esse offriranno, quindi, una BIO VACANZA partendo magari dalla scelta, quando le lunghe distanze richiedono l'aereo come vettore imprescindibile, di compagnie che offrono "carbon offset credits" ovvero CREDITI DI COMPENSAZIONE PER LE EMISSIONI DI ANDIDRIDE CARBONICA. Il relativo acquisto compensa le emissioni di CO2 prodotte in volo e può consentire, ad esempio, il rimboschimento di aree soggette a deforestazione o la partecipazione a progetti concernenti fonti energetiche rinnovabili. Il sito della Air France fornisce, addirittura, i dati su quanta anidride carbonica verrà emessa dal volo che si sta per prenotare e consente, perciò, di deciderne o meno la conferma.

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Ovviamente c'è chi fiuta il 'business' nel settore delle BIO VACANZE. Onde evitare il proliferare di 'cialtroni pataccari', esiste da qualche tempo una certificazione denominata Luxury Eco Certification Standard – LECS - idonea a garantire il "cuore ecologico" delle strutture ricettive. Pur riferendosi ad hotels di categoria lusso, superlusso e via dicendo, tale attestazione ha rimarcato un percorso già intrapreso da altre realtà operanti nell'accoglienza turistica: una semplice casa-vacanza può avere le proprie eco certificazioni, quando se ne dimostri la corrispondenza ai requisiti di basso impatto energetico, di raccolta differenziata, di riutilizzo dei materiali interni di consumo ecc.
Il turismo sostenibile, secondo la UE, significa "turismo che regge dal punto di vista economico e sociale senza depauperare l'ambiente e la cultura locale", confermandone la rilevanza delle funzioni sia economico-sociali sia culturali sia, principalmente, ambientali. Le zone turistiche debbono svilupparsi in maniera intelligente, secondo parametri privi di sfruttamento intensivo del territorio e capaci di privilegiare, appunto, un rapporto SOSTENIBILE fra le persone e l'area di residenza. Un bene pubblico dotato di ricchezze naturali, culturali, patrimoniali, se è a diposizione di tutti, non significa debba essere gratuito e sottoposto ad un consumo sregolato. La sua perdurante attrattiva si modificherebbe nel tempo, verrebbe poi deturpata irreversibilmente. Il viaggiatore rispettoso, anzi il BIO viaggiatore, si assume la responsabilità di lasciare intatto il luogo visitato, esige armonia e conservazione delle risorse a disposizione, si impegna per una buona qualità del rapporto fra lui e la comunità locale. Sono regole basilari, di buon senso innanzi tutto.

Si è sempre detto che organizzare le proprie vacanze sia uno 'stress' e che il trascorrerle non sia da meno, finendo per fare le stesse cose negli stessi posti. Tuttavia la riscoperta delle piccole cose, in un luogo a misura d'uomo, ci aiuta a fermare la centrifuga della vita e ad uscire dal 'cestello' della frenesia. Questo è il vero senso di una BIO VACANZA.

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FONTI
www.wikipedia.org> ecoturismo
www.Corriere della Sera, Gian Antonio Stella, Le navi che violentano Venezia, sezione Archivio - Giugno 2012
www.europa.eu › ... › Sintesi della legislazione dell'UE › Imprese › Industria, Agenda per un turismo europeo sostenibile e competitivo


BIBLIOGRAFIA
Maurizio Davolio - Chiara Meriani, Turismo Responsabile. Che cos'è, come si fa, a cura dell'Associazione Italiana Turismo Responsabile, Touring Editore
Armando Montanari, Ecoturismo - Principi, metodi e pratiche , Editore: Mondadori Bruno, reperibile anche su la Feltrinelli on line