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Il segreto dei Camminanti

camminanti hondoq intro
di Patrizia Marani

Ci sono molti buoni motivi per far visita ai luoghi naturali camminando, il primo dei quali è quello di assaporarne meglio ogni più piccolo dettaglio, entrare lentamente nella loro anima. Ma gli altri riguardano tutti il nostro benessere psicofisico. Ce lo dice la scienza.


“Ho una stanza tutta per me; è la natura”, scriveva Thoreau nel suo diario il 3 gennaio 1853. I poeti e i mistici lo sanno da sempre, ma ora la scienza sta trovando vieppiù Mount Agungconferme: il contatto con la Natura ci rende felici. Perché - crede il filosofo ed ecologista ante litteram americano - la natura è la nostra casa: l’essere umano ne è parte integrante e la pienezza di vita è solo realizzabile se viviamo in armonia con essa e circondati da elementi naturali. 

L’ambiente naturale è di per sé risanante. Un recente studio dell’Università di Exeter ha seguito per tre anni persone che si sono trasferite in aree urbane con maggiore vegetazione, scoprendo che lo spostamento “è associato a un miglioramento della salute mentale delle persone. Tale risultato suggerisce che politiche ambientali volte ad aumentare il numero di spazi urbani verdi possono avere notevoli benefici sulla salute pubblica”.

Anch’io, nel mio piccolo, l’ho sempre istintivamente saputo, una consapevolezza che mi ha portato a mettere su casa (con affaccio su un giardino) in un quartiere periferico ricco di vegetazione, vicino a un parco meraviglioso in cui quasi ogni giorno mi reco per fare una camminata veloce, attingendo alla cornucopia di doni che attività fisica e ambiente naturale ci porgono. Ogni difficoltà, dalle ansie per la malattia di alcuni miei cari al dolore per la perdita di una persona amata, l’ho sempre affrontata così, camminando in natura. Da sola, in compagnia di amici o della mia macchina fotografica e a ragione!

Anemoni al tramontRILASSAMENTO

Un recente studio pubblicato sul British Journal of Sports Medicine è riuscito persino a monitorare con inediti strumenti di elettroencefalografia mobile i mutamenti elettrochimici che hanno luogo nel nostro cervello quando passeggiamo in Natura. Lo stato in cui si entra sarebbe quello di “attenzione senza sforzo”, una condizione estremamente riposante per il cervello per l’intera giornata, impegnato in attività che richiedono “attenzione diretta”, ovvero una concentrazione molto selettiva.

Uno degli aspetti dell’attenzione senza sforzo che genera benefici rigenerativi è quello della fascinazione. Molte delle “fascinazioni” degli ambienti naturali si qualificano come “soft”, ovvero leggere: nuvole, tramonti, disegni della neve, foglie mosse dalla brezza – aspetti che catturano l’attenzione, ma senza sforzo, non in modo totalizzante, lasciando ampia opportunità per pensare ad altre cose”. La mente così vagabonda senza sforzo, passando da un pensiero all'altro, come ama tanto fare.

L’“attenzione senza sforzo” è una condizione profondamente risanante, simile a quella del gioco o dell’esplorazione, capace di sollevarci dall’affaticamento mentale dovuto a un Anemoni al tramontolungo sforzo di concentrazione o a rapporti stressanti vissuti durante la giornata, ristabilendone l’integrità. Non solo. Secondo vari studi, i momenti di rilassamento totali in cui si permette alla mente di vagare, “di ritornare sulle esperienze avute, solidificarle e trasformarle in ricordi a lungo termine e permanenti” sono necessari all’apprendimento di qualsiasi nuova nozione. Per assurdo, “quando stimoliamo costantemente il cervello, potremmo star impedendo questo processo di apprendimento”. Sarebbe, quindi, una pessima abitudine quella di passare da un’attività all’altra con l’aiuto degli onnipresenti Iphone o tablet, riempiendo tutti i momenti d’inattività.

Non tutti gli ambienti naturali sono creati uguali: c'è differenza di effetti fra un parco cittadino stretto fra alti palazzoni e un trekking in Himalaya, dove la natura fa letteralmente i fuochi d'artificio. Ma se si sa guardare, anche un brandello di prato primaverile può rivelarci forme, luci e colori inediti. E ogni uscita in un ambiente naturale ha effetti con sfumature diverse.

prugni in fioreANTIANSIA

La camminata veloce, seppur sempre efficace, è per me il livello minimo di beneficio che se ne può trarre perché si usa il parco un po’ come una palestra, ottenendo l’aumento dei livelli di endorfine che generano un senso di euforia e di distacco dai problemi. Uno studio della Princeton University ha addirittura scoperto che l’esercizio fisico modella diversamente il cervello dello sportivo rispetto a quello del sedentario, generando un numero più elevato di neuroni atti a rilasciare “il neurotrasmettitore della serenità” detto GABA. I benefici non si mietono, quindi, solo subito dopo aver praticato l’attività fisica, ma in modo durevole, perché questa plasma addirittura il nostro cervello, che rilascerà quantità maggiori di neurotrasmettitori GABA, permettendoci di gestire meglio le situazioni angoscianti o ansiogene. Rispetto alla palestra, io preferisco, però, il parco in quanto presumibilmente meglio ossigenato, più sano e con la salutare presenza del sole, fonte di vitamina D, di ormone della felicità (la luce solare stimola la produzione di serotonina) e di bellezza. 

percorso a GozoMEDITAZIONE

Un livello di beneficio e piacere più sublime lo conseguo, a mio parere, quando fotografo o riprendo con la telecamera delle scene naturali. La macchina fotografica diviene come una protesi che acuisce i sensi, o addirittura un sesto senso che rende più vivi tutti gli altri, concentrando la mia attenzione su ogni corolla che fa capolino fra i fili d’erba, sulle campiture cangianti dei prati o del cielo, su ogni luce e ombra di una tersa mattinata di primavera, sulla tavolozza di un tramonto, su ogni sonata d’uccello o fruscio di foglie. Gli psicologi trascendentali potrebbero leggerla come un’“esperienza delle vette”, attraverso la via della bellezza naturale. Scrive Piero Ferrucci nel suo classico libro “Esperienze delle vette”: “Quando siamo impauriti o disperati la bellezza ci riporta al Centro. Con la sua spontaneità imprevedibile, ci rinnova e reinventa la vita. La bellezza è una sfida alla forza di gravità, la promessa di un mondo in cui tutte le contraddizioni e il dolore sono scomparsi. Nel momento in cui il bello è percepito, sparisce l’avidità. C’è una positività completa e senza condizioni, un sì totale alla vita.” E la bellezza della natura è maestra di tutte le bellezze.

Spettacolare passeggiata col cane a Gozo

Questo tipo di esperienza è assai diversa da quella di “attenzione senza sforzo” precedentemente descritta. Si tratta piuttosto di uno stato meditativo, di “presenza mentale” - direbbe un esperto della mindfulness meditation -, di assorbimento totale nel momento presente che è estremamente rigenerante, poiché anch'essa non genera alcun sforzo. Per citare ancora Thoreau: “Devi vivere nel presente, lanciarti su ogni onda, trovare la tua eternità in ogni campo di senape al tramontomomento”, per rendere la vita più profonda, più “pesante” e rallentarne la corsa verso la meta finale.

MAGGIORE CREATIVITA'

Camminare offre altresì la possibilità di meditare in modo diverso. Secondo un recentissimo studio della Stanford University, il pensiero diviene più creativo mentre la persona cammina e subito dopo, permettendogli di trovare soluzioni inedite. Che si cammini in una stanza, sul tapis roulant di una palestra o lungo l'abituale facile passeggiata al parco pare non fare alcuna differenza: si genera più del doppio di pensieri creativi che stando seduti. I filosofi dell'antichità lo sapevano, da Aristotele, fondatore della scuola dei Peripatetici, a Socrate che camminava per Atene discutendo con i propri concittadini e provocandoli per stimolare in loro punti di vista nuovi, soluzioni creative. Un imprenditore notoriamente creativo come Steve Jobs pare tenesse riunioni camminando, e l'inventore di Facebook, Mark Zuckerberg, lo fa immancabilmente. Come sottolinea la ricerca della Stanford, deve essere qualcosa che richiede un punto di vista inedito, una prospettiva nuova che scompagini un po' le carte affinché la camminata sia efficace. Anche i risultati di questo esperimento mi sono familiari: nel mio solito parco percorro l'itinerario più facile, in modo da concentrarmi al massimo sul problema spinoso da risolvere, ripetendo il prcorso sino a che non sono giunta ad una soluzione creativa, che arriva senza fallo.    

trekkeristiANTIDEPRESSIVO

Un altro studio, con mia sorpresa, mi ha fornito una chiave di lettura di un’altra esperienza da me provata: addirittura i dolori più forti, come quello del lutto, sono resi più tollerabili camminando in natura, soprattutto se in gruppo, richiamando alla mia memoria che quando persi mio padre reagii nelle settimane successive unendomi ad un gruppo di trekkeristi per fare camminate di 20 chilometri o più, un modo per andarmene “via”, di sfuggire al luogo del dolore, ma non solo. Secondo lo studio, la camminata in gruppo è estremamente potente perché unisce ai benefici della natura gli effetti dell’esercizio fisico e quelli della socializzazione.

In un'altra occasione, quando ebbi forti preoccupazioni per la salute di una persona molto cara, riuscii a mantenere la calma e ad affrontare l’emergenza salvandole la vita, anche grazie a un po’ di tempo dedicato quotidianamente ad una passeggiata nel mio parco preferito con la mia amica del cuore. Natura, movimento e rapporto affettivo empatico creano un mix ineguagliabile: raccontandole ogni momento della tragedia che stavo vivendo e facendolo in un ambiente naturale che favoriva il nostro rilassamento, tenevo a bada l’angoscia, riuscendo a concentrarmi sulle soluzioni pratiche. Non per nulla, gli scienziati hanno scoperto che l’azione sinergica di esercizio fisico e ambiente naturale possono addirittura curare la depressione, sostituendo o potenziando quella dei farmaci.

FONTI ON LINE

Published on Environmental Science and Technology: Longitudinal Effects on Mental Health of Moving to Greener and Less Green Urban AreasLongitudinal Effects on Mental Health of Moving to Greener and Less Green Urban Areas

THE RESTORATIVE BENEFITS OF NATURE:TOWARD AN INTEGRATIVE FRAMEWORK STEPHEN KAPLAN Department of Psychology, University of MichiganTOWARD AN INTEGRATIVE FRAMEWORK STEPHEN KAPLAN Department of Psychology, University of Michigan

J Neurosci. 2013 May Physical exercise prevents stress-induced activation of granule neurons and enhances local inhibitory mechanisms in the dentate gyrus. Schoenfeld TJ1, Rada P, Pieruzzini PR, Hsueh B, Gould E.Schoenfeld TJ1, Rada P, Pieruzzini PR, Hsueh B, Gould E.

Br J Sports Med. 2015 Feb;49(4):272-6. doi: 10.1136/bjsports-2012-091877. Epub 2013 Mar 6. The urban brain: analysing outdoor physical activity with mobile EEG. Aspinall P1, Mavros P2, Coyne R3, Roe J1.
Ecopsychology, Examining Group Walks in Nature and Multiple Aspects of Well-Being: A Large-Scale Study To cite this article:
Marselle Melissa R., Irvine Katherine N., and Warber Sara L.. Ecopsychology. September 2014

BIBILIOGRAFIA

Esperienze delle vette, Piero Ferrucci, Casa Editrice Astrolabio

The Essential Thoreau, Wilder Publications

The End of Illness, David B. Agus

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Diritti fotografici

Foto 2 Roberto Trm

Foto 9 Mount Agung di Adam Baker

Altre foto: P. Marani