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L'Isola della Gioia

di Patrizia Marani

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ECOEDEN A Gozo siamo arrivati al crepuscolo di un giorno dello scorso ottobre. La prima piacevole sorpresa riservataci dall'Isola della Gioia (Gozo sognifica 'gioia' o 'piacere' in Spagnolo) è che per il traghetto in servizio da Malta si paga il biglietto una sola volta - al ritorno - un primo indizio d'efficienza tutta anglo-sassone, eredità ancora ben presente e tenuta cara nell'arcipelago maltese, ex-colonia britannica baciata dal sole 300 giorni all'anno e proclamata miglior clima al mondo nell'Indice della Qualità di Vita 2011 del magazine International Living.

Gozo ci ha attratto perché è l'oggetto di un progetto del governo maltese e dell'UE di rendere l'isola una sorta di paradiso ecologico per la data assai imminente del 2020. A che punto è il progetto?Qual è la qualità di vita in questo ecoeden in itinere?

Il traghetto approda a Mgarr, un minuscolo villaggio sovrastato da ben due imponenti cattedrali, leit motif del paesaggio urbano gozitano e segno inequivocabile della scala di valori vigenti sull'isola abitata da circa 30.000 anime. Il taxi s'inerpica sulla prima collina di un'isola senza montagne, ma che è tutta un saliscendi spettacolare con perenne vista sul mare, per portarci all'antico villaggio di Gharb, nella parte occidentale, dove si trova Deep Forest, la casa che ci ospiterà.

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Di "foreste profonde" proprio non se ne vedono sull'isola dove gli alberi sono un bene raro e il terreno è, da secoli, strappato allo stato selvaggio dal duro lavoro dei gagliardi contadini gozitani che l'hanno addomesticato alla coltivazione creando dei terrazzamenti sostenuti da spessi muretti a secco.

TERRAZZAMENTI large

lettone smallEntriamo in una bassa palazzina di recente costruzione, attorno alla quale non v'è neppure, letteralmente, l'ombra di un albero. Il mistero del nome è subito svelato. L'albero è il filo conduttore del design interno: la zona pranzo è occupata da un tavolo con panche in legno massiccio che conservano la forma irregolare dell'enorme tronco da cui sono stati tratti. Un'ampia scalinata di legno ci porta ad una camera grande quanto un appartamento medio in Italia – una misura standard a Gozo - e dominata da un enorme letto a baldacchino, anch'esso in legno massiccio. La presenza costante del legno nella casa è un segno sicuro di distinzione, in un territorio a doppia insularità coperto da una bassa vegetazione mediterranea, dove il legname è interamente d'importazione.

Né vi sono materie prime o minerali preziosi; eppure i gozitani sono tutti benestanti, nel senso più vero del termine. La loro ricchezza risiede nelle proprietà immobiliari in un paese dove non esistono tasse sulla casa (se osassero metterle ci sarebbe una rivolta popolare, dato che la maggioranza di loro ne possiede diverse, tramandate di generazione in generazione), neppure quella sui rifiuti. Vi è, inolte, una fiorente agricoltura e industria delle costruzioni, nonché un turismo straniero attivo 12 mesi all'anno, con gli ovvi picchi estivi. E' un'economia che si sforza di armonizzarsi intelligentemente con le vocazioni del territorio, massimizzandone le potenzialità.

Un autista maltese ci dice: "I gozitani sono il popolo più ricco del Mediterraneo. Sono dei grandi lavoratori e accumulano ricchezza, anche perché le occasioni per spenderla sono rare a Gozo. Sono loro quelli che fanno credito al paese e che detengono la maggior parte delle obbligazioni governative. Noi maltesi dipendiamo da loro e dai prodotti della terra gozitani che sono i migliori".

Eppure è vero che la popolazione sta diminuendo e vi è un flusso migratorio lento, ma costante verso Malta e l'estero che preoccupa Martin, un funzionario di banca molto capace, professionale e dotato di una non comune capacità d'individuare i bisogni del cliente, da noi sperimentata in prima persona – una conferma delle statistiche che delineano un quadro di un sistema bancario maltese fra i più sani e forti dell'intera unione monetaria.

Alla scuola elementare a Gozo si sono iscritti duecento bambini in meno l'anno scorso, ci dice con apprensione. Ma che fare per mettere il turbo all'isola? Cosa chiederebbe al Ministro di Gozo? Secondo Martin "la creazione di un ponte che unisca l'isola a Malta costituirebbe un forte incentivo per l'economia locale. Ora dei tre figli di una famiglia media gozitana uno diviene medico e l'altro insegnante a Malta, ma un terzo va nel Regno Unito e invece potrebbe fare l'agricoltore a Gozo, se i traffici con la madre patria fossero più vivaci".

George, un giovane agente immobiliare dal frequente sorriso e l'aria sveglia e dinamica del businessman non è d'accordo. "Un ponte ci farebbe diventare come Malta. La nostra forza è, invece, nella diversità. Se Malta è affollata, caotica e inquinata, Gozo è naturale, poco popolata e con un ambiente incontaminato. Noi dobbiamo puntare sui servizi – ecologia, turismo etico e rispettoso dell'ambiente – sull'agricoltura biologica, sulla cultura, la ricerca scientifica e l'istruzione superiore, creando, ad esempio delle scuole di specializzazione per studenti internazionali. Questo chiederei al ministro di Gozo.

malsanform smallE quella pare, sino ad ora, essere stata la direzione presa dalla classe politica maltese che sta utilizzando i fondi europei per rendere l'isoletta sempre più "eco". Il primo intervento - ci racconta ancora George - ha trasformato la discarica dell'isola in un parco pubblico. Ora i rifiuti gozitani sono tutti raccolti in modo differenziato con la modalità porta a porta e trasportati a Malta. Sull'isola non vi sono, dunque, né inceneritori né discariche e Gozo rimane per lo più straordinariamente vergine.

Il secondo intervento riguarda il trattamento delle acque di scolo che sono purificate e riutilizzate. Prima finivano in mare, seppur lontano dalla riva, e comportavano sempre dei piccoli disagi fisici per i bagnanti, in particolare per i più piccoli. Ora l'acqua marina è perfetta, tanto pura quanto è cristallina. I giovani lavorano duro qui a Gozo, come gli italiani degli anni '70 o '80. La nostra ambizione è quella di coniugare l'efficienza inglese con la qualità di vita italiana.

Non è un'ambizione da poco, ma i gozitani ce la possono fare.

zucche smallSarà tutta quella luce solare, quei colori saturi e i profumi inebrianti, sarà un governo illuminato che capisce quali sono i bisogni dei suoi cittadini e rende loro conto o che, come c'ha detto George, "Noi abbiamo poca burocrazia, un'amministrazione leggera..",  ma in giro si respira un'aria di grande efficienza, energia ed entusiasmo.

Una parte dei fondi europei è attualmente investita nel restauro dell'antica cittadella di Victoria, la capitale in miniatura di Gozo, che procede di gran lena. Non c'è un minuto da perdere, ci dice uno degli architetti responsabili del progetto Ecogozo, i fondi sono disponibili sino alla prossima estate e se non si finisce per la data stabilita, i lavori dovremo pagarli con le tasse dei cittadini. Cosa da evitare a tutti i costi.

Massimo, 26 anni, fa l'agente immobiliare per una grande società cinque giorni alla settimana e il cuoco nel fine settimana in una delle località più turistiche di Gozo, Marsalforn, uno dei pochi villaggi dove le alte costruzioni moderne si differenziano nettamente da un punto di vista architettonico dalle tradizionali case gozitane in pietra calcarea, generalmente a due soli piani.

TETTO COLLETTORE smallCi racconta che un giovane gozitano che vuole studiare all'università di Malta, naturalmente gratuita, riceve dal governo 1200 euro annui per le spese di viaggio (il costo del biglietto per il traghetto è di circa 1 €) - e eventuale alloggio al bisogno, oltre allo "stipendio" mensile che ricevono tutti gli studenti maltesi di 90 € per le piccole spese e 2400 € per i libri. Inoltre, il governo ha creato un campus universitario a Gozo, dove gli studenti possono dare alcuni esami, che viene potenziato di anno in anno ed è ora diventato quasi una mini-università.

La prima mattina a Gozo ci svegliamo attorno alle 7. Il silenzio è rotto unicamente dal canto di un gallo in lontananza e il tubare dei piccioni. Facciamo colazione sul tetto da dove godiamo della vista di gran parte della cittadina, pressoché interamente antica.

Ad eccezione del tetto del nostro vicino di casa agricoltore, che è stipato di zucche, il tetto della casa che ci ospita e quelli circostanti sono quasi tutti occupati da pannelli fotovoltaici o collettori solari per l'acqua calda. Macchie azzurre che si stagliano sullo sfondo dorato delle architetture cubiche in pietra calcarea color ocra.

FOTOVOLTAICO intro

Una coppia emigrata a Gozo dal Sud Africa che incontriamo ad una fonte (come avveniva nell'antichità, le poche fonti naturali presenti sull'isola sono un luogo d'incontro) ci racconta con orgoglio di aver nientepopodimeno che eliminato tutte le bollette.

Hanno, infatti, installato i pannelli solari sul tetto condominiale, una parte del quale viene assegnata a ciascuna famiglia. Il governo maltese paga la metà del prezzo degli impianti e, ogni due anni, salda alle famiglie la somma dell'elettricità che hanno generato in eccesso. Inoltre, per soddisfare il loro fabbisogno idrico non alimentare, Susan e Tom fanno la raccolta dell'acqua piovana dentro cinque cisterne da mille litri l'una. E poiché da bere consumano l'acqua pura della fonte, raccolta in taniche e bottiglie, non pagano neppure più la bolletta dell'acqua, assai cara e che il governo ha insegnato a risparmiare. Rimane solo il gas, distribuito sull'isola in bombole, di cui tengono monitorati con facilità sia i consumi che i costi. Ora, infine, invece dell'abbonamento in palestra, hanno appena acquistato un minuscolo appezzamento di terreno sul retro del loro appartamento posto al piano terra e stanno iniziando a coltivarlo per integrare il loro fabbisogno alimentare. Non che ne abbiano veramente bisogno, ma è un hobby che consente loro, assieme alle passeggiate per raggiungere le spiagge - sempre da conquistare a Malta - di stare all'aperto per diversi mesi all'anno. 

bici smallTutto ciò, ci rivelano felici, contribuisce a far provare loro un senso d'autosufficienza, sicurezza e libertà senza pari.

Per stimolare l'acquisto di mobilità elettrica, ci racconta ancora George, il governo ha installato nella maggior parte dei villaggi colonnine di ricarica. L'energia elettrica viene erogata gratuitamente! Ci rendiamo presto conto che la transizione sarà lunga, quando a cavallo delle bici elettriche che abbiamo noleggiato dal nostro B&B decidiamo di andare a trovare degli amici che abitano all'altro capo dell'isola, a Qala, sede anche di una minuscola ma ben fornita galleria d'arte.

Lungo la via principale che attraversa la città capitale di Gozo e conduce verso gli altri villaggi, c'imbattiamo in un traffico sostenuto di automobili a benzina e, ahimé, diesel (100 volte più inquinanti di un'auto a benzina munita di catalitica). Per raggiungere le nostre mete sia sui nostri destrieri elettrici sia a piedi, ben presto impariamo ad evitare le poche vie trafficate, percorrendo la fitta rete di sentieri e stradine che attraversa tutta l'isola.

Itinerario verso baia

Il terzo giorno, usciamo con il fresco per un trekking verso la montagna INIZIO SCALATA small "più alta" che domina Gharb. Il sentiero diparte da un vicoletto affollato da sgargianti bougainvillee ed ibiscus e passa attraverso campi coltivati ed uliveti. Dalla cima, coperta da un fitto manto di piantine di origano dall'intenso profumo e altra bassa vegetazione, vediamo in lontananza il faro antico e la moderna basilica di Ta' Pinu, luogo di culto molto frequentato dai gozitani che, in seguito, raggiungiamo.

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FARO low

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Via Crucis 6 smallNon potendo visitare la basilica perché vestiti in modo inadeguato, imbocchiamo il sentiero di fronte che conduce in cima alla collina di Ghammar.  Il percorso, al tramonto estremamente suggestivo, ripercorre tutte le tappe della Via Crucis. Ai lati del sentiero, gruppi marmorei moderni di notevole bellezza narrano la storia evangelica sino al lieto fine, la Resurrezione.

Ridiscendiamo lentamente sotto un terso cielo stellato; le luci dei villaggi illuminano a chiazze il buio territorio sottostante. Intravvediamo in lontananza una basilica, illuminata a intermittenza dai fuochi artificiali per la festa del santo patrono. Il silenzio è rotto solo dai richiami degli uccelli migratori. Silenziosa Gozo.

Mentre siamo diretti in bici elettrica alla Finestra Azzurra e alla Baia di Dwejra facciamo tappa alla solita fonte, dove incontriamo una coppia di maltesi in vacanza a Gozo. I due si avvicinano per offrirci gentilmente consigli su come usare in cucina il finocchio selvatico che stiamo raccogliendo ai lati del sentiero.

Ben presto si inizia a parlare dei reciproci paesi... la coppia è scontenta per il fatto che il loro primo ministro è andato recentemente a far visita al papa portandosi dietro tutta la famiglia, un costo superfluo che i cittadini maltesi hanno dovuto finanziare. Il debito pubblico è enorme, ci hanno detto allarmati, un miliardo di euro. A noi non pare per nulla spaventoso, ma questo ci dà la misura della nostra assuefazione al rischio. Hanno sicuramente ragione loro a temere l'indebitamento dello stato. Per di più, nei terribili quattro anni della crisi 2008/11, il Pil maltese è cresciuto di oltre il 10 per cento.

Inbici smallLungo il tragitto godiamo praticamente ovunque dello spettacolo del mare essendo l'isola lunga soli 14 km e larga 7. A pochi chilometri da Gharb, verso nord, giungiamo ad una stretta insenatura dove ci fermiamo per rinfrescarci e sottrarci alla canicola ottobrina del mezzogiorno. Più tardi, inforchiamo le nostre bici e proseguiamo lungo la baia Xwejni, dominata da promontori rocciosi e rilievi in tenera roccia calcarea cui mare e vento (altra potenziale risorsa energetica dell'isola) hanno conferito fogge stravaganti, quasi lunari.

Nei pressi della località marina di Marsalforn, si distendono le geometrie regolari delle saline. Ci fermiamo per assorbire l'incanto cromatico, la sinfonia del mare che si frange contro l'alto promontorio, l'aria odorosa di piante aromatiche e di rucola selvatica.

Silvio non perde l'occasione di gettare l'amo, ma non conoscendo i trucchi dei pescatori locali, che interpellerà troppo tardi, rimane ancora una volta a bocca asciutta.

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Superata la spiaggia di Marsalforn, proseguiamo verso Victoria.

Ci fermiamo per la spesa al Green Market, un mercato dove si acquista frutta e verdura direttamente dagli agricoltori locali per pochi euro. A Gozo, il biologico certificato si trova solo in alcuni negozi specializzati a Victoria e a Qala. Sospettiamo sia d'importazione. Essendo gli appezzamenti di terreno piccoli e stipati gli uni accanto agli altri, ci pare difficile che un campo possa essere coltivato con il metodo biologico, senza ricevere gli spruzzi di fitofarmaci del campo vicino.

Secondo informazioni tratte dal sito www.ecogozo.com, in questa fase, il governo sta compiendo uno sforzo per educare gli agricoltori all'uso responsabile dei fitofarmaci. Noi, pertanto, preferiamo privilegiare la freschezza degli alimenti al biologico certificato: sicuramente questa verdura e frutta sono a km 0 e zeppe di elementi nutritivi.

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Gozo è anche detta l'isola di Calipso, la ninfa che tenne ostaggio d'amore per sette anni l'eroe omerico Ulisse in una caverna a RAMLA small2sovrastante la meravigliosa spiaggia dorata di Ramla, meta di un'altra nostra escursione.

La caverna è, in realtà, poco visibile e merita una visita solo per la vista stupefacente della baia di Ramla che vi si gode. 

La via che porta alla spiaggia di Ramla è tappezzata d'automobili anche a metà ottobre, ma la sabbia color albicocca e il mare trasparente ci compensano pienamente della lunga pedalata.

Notiamo una Harley Davidson parcheggiata con le chiavi inserite nel cruscotto e ci vengono in mente le tabelle sulla criminalità maltese e gozitana: numero di auto rubate su 1000 auto nel 2011: Malta 1,3, Gozo 0,2; numero di furti in appartamenti su 1000 appartamenti nel 2011: Malta 5,3, Gozo 2,3 ecc.

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A metà pomeriggio decidiamo di lasciarci alle spalle la folta e rumorosa comitiva di ragazzini veneti che aveva invaso l'area in cui avevamo piantato l'ombrellone (noleggiato a 5 euro sulla spiaggia) e di affrontare la salita verticale dalla spiaggia per proseguire la nostra esplorazione verso Ggantija, nei pressi d Xaghra.
 
Arrivati sul posto, siamo sopraffatti da un'emozione quasi mistica - malgrado i numerosi turisti provenienti da malta - mentre ci guardiamo attorno in silenzio, cercando di ricreare nella nostra mente gli arcaici rituali celebrati in quelli che sono forse i due luoghi sacri più antichi al mondo, eretti fra il 3600 e il 3200 A.C. e dichiarati patrimonio mondiale dell'UNESCO. La loro costruzione è avvolta nel mistero e la leggenda vuole che furono dei giganti a costruirli.
 
Rientriamo in gran fretta ormai con il buio e andiamo a mangiare in un piccolo ristorante di Gharb dove gustiamo un piatto di tortelloni ripieni di ricotta e funghi porcini, conditi con salsa di pomodoro, che nulla ha da invidiare ai tortelloni nostrani.

Ggantija smallLa giovane coppia italiana che ci ospita si è stabilita a Gharb per la vicinanza all'asilo che, ci raccontano i due giovani, è gratuito se la mamma autocertifica di lavorare almeno per metà giornata, una misura ovviamente presa per incentivare l'occupazione femminile. La famiglia deve unicamente provvedere a fornire i pasti del bambino, ma Giovanna ne è felice perché in tal modo riesce meglio a controllarne la qualità.

Efficienza, forte senso di libertà e possibilità individuali, libertà economica – il denaro può essere tassato una sola volta secondo la legge dello stato maltese –, rispetto delle tradizioni e un tessuto famigliare tenuto stretto da una religiosità intensa, questa la pozione magica che rende lo stato maltese e la piccola Ecogozo irresistibili, turisticamente e non solo.

Il divorzio, ci racconta George, l'abbiamo ottenuto da un solo anno, ma subito dopo è stato approvato anche il matrimonio gay! Da quando siamo entrati nell'Unione Europea le riforme hanno avuto un'accelerazione esponenziale. Ma tu sei religioso? gli chiediamo. Ci risponde: "Non sono un santo...ma ci provo!"

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PER ARRIVARCI: Ryan Air, con un po' di anticipo e date flessibili, a 50€. In aeroporto, bus per Cirkewwa, la località dove si prende il traghetto che parte ogni 45 minuti a 2.60 € . L'attraversata dura circa 25 minuti e il costo del traghetto 4.65 € andata e ritorno. 

COME MUOVERSI A GOZO? NOLEGGIARE UNA MACCHINA è sconsigliabile. L'isola è minuscola, può essere girata tutta a piedi, in mountain bike o bici elettrica o sui bus locali, che sono economici, veloci e puntuali. Tutti i luoghi più suggestivi sono raggiungibili da sentieri percorribili a piedi. Il paesaggio, per la bellezza dei luoghi e i profumi intensi, si presta ad un'assaporamento lento, idealmente camminando. Nei mesi più caldi, portare sempre con sé borracce per l'acqua e indossare cappelli a larghe tese per proteggersi dal sole, perché l'ombra è in genere scarsa.

COSA EVITARE Evitare di camminare sotto il sole nelle ore estive più calde senza protezioni adeguate e riserve d'acqua.  

LA CUCINA Molto buoni i piatti di pesce che raccomandiamo. I piatti di pasta sono in genere buoni. Ottimi i vini e i formaggi locali. L'olio di oliva è molto forte e aromatico, non viene usato nei ristoranti per turisti. Lo si trova nei supermercati dove è molto caro, e ad un prezzo accettabile a GOZITANA, sede anche del Green market con la verdura e frutta locale appena colte, nei pressi di Victoria. Il melone bianco maturo appena raccolto è straordinario. 

ALTRE AREE D'INTERESSE NATURALISTICO: i promontori e la riserva naturale di Ta Cenc, una delle aree più incontaminate dell'isola, dove nidificano numerose colonie di uccelli e crescono specie botaniche rare. 

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