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E' la bicicletta, bellezza!

di Maurizio Marna

 

Foto intro CICLOTUR

Chi scrive, è meglio confessarlo subito, non è appassionato di cicloturismo né amante della bicicletta: di ciò chiedo scusa ai ciclo lettori di Perché Bio. Uso i mezzi pubblici per muovermi in città, cammino a piedi, prendo la macchina se ho davvero bisogno. Andar sui pedali proprio no. Potrei addurre, a mia discolpa, una serie di ragioni come la mancanza di allenamento fisico, l'età, il traffico cittadino, l'insufficienza di piste ciclabili urbane. Scuse si dirà, può darsi è la risposta ma quando sento il mio migliore amico, che saluto da queste righe, raccontare le emozioni di un viaggio in bicicletta ne capisco il fascino. Mi sembra logico allora il suo entusiasmo, il suo orgoglio di essere cicloturista.

Foto 1 CICLOTURIl cicloturismo unisce la passione per il viaggio e quella per la bicicletta, sintesi perfetta del turismo responsabile. La mobilità a impatto zero ed il pieno rispetto dei luoghi attraversati sono l'esatto contrario delle vacanze  a trazione consumistica dove auto, cementizzazione alberghiera, spoliazione delle risorse, modificano l'ecosistema delle località turistiche. Una buona condizione fisica, assieme al diretto contatto con la natura, sono i presupposti indispensabili del cicloturismo un tipo di esperienza che, più di altri, sollecita il ritrovare se stessi nella quiete di paesaggi verdeggianti. Il fenomeno del 'turista sui pedali' segna un notevole aumento di appassionati. Sarà la maggior voglia di vivere ritmi consoni all'orologio biologico, nostro e dell'ambiente, sarà una maggiore coscienza di rispettare le aree di soggiorno, sta di fatto che molti scelgono le ciclo escursioni per le loro vacanze. Numerose agenzie di viaggio si sono organizzate allo scopo di poter offrire pacchetti, con percorsi cicloturistici e adeguate strutture ricettive. La montagna risulta una meta assai gettonata nei desideri del cicloturista, esperto scalatore o principiante, perché racchiude una vasta serie di tracciati, sentieri, strade, al cui interno ci si immerge nella bellezza della natura. Sottolineata, ancora, l'importanza di un buon stato fisico prima di montare sul sellino, non solo l'agenzia ma anche blog, circoli amatoriali, semplici gruppi di amici possono pianificare una ciclo vacanza. Esistono poi i ciclo solitari, temprati da anni di allenamento e trasferte, i quali amano pedalare senza 'colleghi' attorno. Un modo ugualmente sincero di provare l'esperienza bicicletta e natura.

Foto introBIS CICLOTURA parte il carnet viaggi delle agenzie, sempre più località turistiche si sono dotate, autonomamente, di servizi idonei ad accogliere ciclo turisti: parcheggi riservati, zone di sosta attrezzate, assistenza meccanica tramite piccole ciclo officine, rifugi-alloggio qualora si frequentino strade di montagna. Inoltre parecchi alberghi, pensioni, bed and breakfast, dislocati nelle aree raggiunte dal cicloescursionismo, sono in grado di fornire il supporto necessario.
Certo l'Italia non è oggi all'altezza di paesi come Svizzera, Austria, Francia, Germania, Olanda - la solita storia - eppure possiede un'ineguagliabile patrimonio geo naturalistico dove condurre ogni ciclo avventura. L'elenco è presto fatto, include Alpi, Appennini, laghi, mare, campagna, e funge da ulteriore richiamo l'altrettanto straordinaria varietà di città artistiche poste sulle rotte seguite. L'approccio, secondo il cicloturista pensiero, deve dimostrarsi pro ambiente e il medesimo rispetto riguarderà il mezzo usato. Anzi quest'ultimo viene trasformato in esaltazione, amore, idolatria, un sentimento comprensibile visto il profondo legame del ciclista con la bicicletta. Mountain bike, da corsa, ibrida (un mix fra le prime due), a pedalata assistita, sono i modelli 'cavalcati' sui ciclo percorsi e se un automobilista li incrociasse, probabilmente direbbe: frase 1 > Poveretti, quanta fatica. Io non lo farei mai; frase 2 > Matti! Una sfacchinata del genere al sole, al caldo; frase 3 > Sprecare le giornate così invece di godersi le vacanze, boh! e via discorrendo. A meno che l'automobilista in questione sia esso stesso ciclista, con bici caricata sopra o dentro la vettura. Inevitabile, allora, rivolgere un colpo di clacson e un saluto al collega di sellino. Chi non è cicloturista si chiede dunque, quando ne scruta uno compiere faticose performance, i motivi di simili imprese. Un pazzo? Un eroe? Un martire? Il ciclo escursionista accetta la sfida del viaggio dopo un'accurata preparazione fisica. Conosce o dovrebbe conoscere bene i limiti personali. Egli ama il territorio in cui si trova e rifiuta di sfruttarne le risorse ambientali, si adatta ai vari contesti locali mentre ne rispetta gli usi e costumi. Un celebre detto recita "La parte migliore è il viaggio, non la destinazione", praticamente la perfetta fotografia del ciclo gitante che si compiace dell'itinerario scelto. Nessuno di loro congestiona le infrastrutture turistiche, la fretta di arrivare viene bandita ed i ciclo turisti, pur rispettando un minimo di programma nelle diverse tappe, pedalano senza l'assillo dell'orologio.


Foto 2 CICLOTUR


Foto 4 CICLOTURIncontriate cicloturisti magari lungo la Loira o le rotte dell'italico stivale vi domanderete, immaginando siate 'quattroruotisti' (=automobilisti), quanti siano gli appassionati. Moltissimi a giudicare dal fatturato europeo e da quello nazionale. Viene citato, al proposito, lo studio del 2012 "European Cycle Route Network EuroVelo", a cura della Direzione Generale delle Politiche Interne del Parlamento Europeo . Le cifre del rapporto sono, per certi aspetti, sorprendenti: 44 miliardi d'euro l'anno, legati al comparto economico, e 2,295 milioni di viaggi cicloturistici. Solo il pernottamento, 20,4 milioni, registra 9 miliardi d'euro su base annuale. I dati riportati mostrano comunque una crescita diseguale del cicloturismo in Europa, con aumenti parecchio significativi al centro-nord del continente. Svizzera, Francia, Belgio, Olanda, Germania, Danimarca, i paesi leader mentre altre realtà europee, Italia compresa, hanno sensibili ritardi sotto il profilo dell'offerta infrastrutturale. Il cicloturista cerca, almeno entro un raggio di 150-200 km dicono le statistiche, proprio un tragitto sicuro e privo di interruzioni dove la segnaletica risulti chiara. Sono condizioni imprescindibili per gustare appieno la natura dei luoghi visitati. I tour operator del settore indicano la Francia come principale meta d'attrazione, dietro c'è l'Austria, ma i flussi più intensi di cicloturisti sono di nazionalità tedesca e inglese verso cui, assieme all'intera ciclo platea comunitaria, si indirizza il progetto EuroVelo, coordinato dalla European Cyclists Federation, un nuovo complesso di piste ciclabili, 15, in grado di unire i paesi UE mediante agevoli collegamenti. L'organizzazione e la fattibilità di tali tracciati coinvolgono, ovviamente, soggetti quali agenzie di viaggio, strutture ricettive, reti di mobilità viaria, a ciò dovendosi sommare servizi di promozione turistica che rendono possibile scoprire anche zone, fuori dai circuiti abituali, ricche di patrimonio culturale e ambientale.

L'operatività del cicloturismo nazionale palesa, lo si è appena detto, una serie di lacune. Esiste scarsità di itinerari a media percorrenza e, nonostante la pagina italiana di EuroVelo propagandi la buona gastronomia bianco, rosso, verde come premio per le ciclo fatiche, questo tipo di svago non riscontra il successo francese, austriaco, olandese.... In Italia arrivano o passano tre ciclo vie EuroVelo, tratte che la attraversano longitudinalmente(due) e trasversalmente (una): la EV5 Via Romeo Francigena  - la EV7 Sun Route, entrambe direzione nord > sud -  la EV8 Mediterranean Rout , direzione ovest > est. Il versante italiano copre un totale di circa 6.600 km. Da noi, giova ricordare, la cultura dell'auto ha sempre avuto la meglio su quella del pedale. Oggi, però, la seconda sembra guadagnare posizioni a scapito della prima in costante crisi commerciale. La ciclo vacanza genera infatti un reddito, stima riferentesi alle tratte italiane di EuroVelo, uguale a 2,05 miliardi d'euro (1,51 miliardi riguardano i pernottamenti).                        Foto 6TER CICLOTUR

Foto 6 CICLOTURLe politiche UE della mobilità sostenibile includono il cicloturismo e sappiamo che riconoscono laFoto 6BIS CICLOTUR necessità di allestire tracciati idonei alle esigenze di chi sale in bicicletta. Le difficoltà sorgono, malgrado le buone intenzioni comunitarie, quando i cicloturisti non iniziano il loro tour da casa. Manca l'armonizzazione, su base continentale, del ciclo trasporto via treno, pullmann, traghetto, i classici mezzi di linea, e manca un SISTEMA turistico dedicato. I treni sono il vettore più usato dai ciclisti UE per raggiungere le località di partenza, purché ci siano carrozze riservate alla bicicletta. Al contrario il numero dei ciclisti che scelgono il pullmann è assai basso, visto il problema del trasbordo bici. Le compagnie di traghetto, infine, esprimono sì la volontà di incrementare i cicloturisti trasportati ma latitano al momento di pubblicizzare diffusamente l'opzione del ciclo passaggio. I collegamenti ferroviari degli stati membri UE dovrebbero intercettare le maggiori direttrici cicloturistiche, il condizionale qui è d'obbligo, e fondamentale sarebbe avere una profonda sinergia treno-corriera, treno-traghetto, traghetto-corriera a favore dei ciclisti. L'offerta di ciclo servizi da parte delle compagnie ferroviarie europee si rivela insufficiente, specialmente nei treni ad alta velocità e lì alcune regole d'imbarco sono d'intralcio. Emblematico l'esempio italiano, malgrado la gratuità del servizio: Trenitalia ammette biciclette sul Frecciarossa a patto che siano smontate e messe dentro una sacca 80x110x40; Italo (NTV), invece, non dà dimensioni prestabilite mentre vincola il trasporto bici al riporla esclusivamente in una custodia. I prezzi delle pieghevoli, sanno bene i ciclisti, sono proibitivi. Al di là delle Alpi, comunque, le cose stanno cambiando perché la compagnia francese TGV, la tedesca ICE, l'austriaca Railjet, hanno aumentato le tratte ferroviarie ad alta velocità dove viene ammesso il carico biciclette e progettano di concedergli ulteriore spazio.

Egregio Ing. Elia, nuovo Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato, vogliamo potenziare i ciclo servizi non solo del Frecciarossa ma anche delle linee regionali-interregionali? Ce la facciamo a migliorare il viaggio dei pendolari su rotaia e finalmente ad incentivare lo spostamento persone/merci con il treno? Un sentito GRAZIE per l'interessamento.

 

FONTI

http://www.ciclonatura.it/index.html e voci correlate

http://fiab-onlus.it/bici/ e http://fiab-onlus.it/bici/turismo-in-bici.html con voci correlate

http://www.tekneco.it/ambiente/cicloturismo-44-miliardi-di-motivi-per-viaggiare-in-bicicletta/

 

BIBLIOGRAFIA

Athos Turchi, La bicicletta e l'arte di pensare. Cicloturismo filosofico in val d'Orcia, ed. C&P Adver Effigi, collana Microcosmi, 2013

Russel Murphy - Daniel Ford, Ciclismo. Dalla poltrona alle gare in 12 settimane, Ed. De Vecchi, 2013

Autori vari, ITALIA IN BICICLETTA N.E., Libreria dello Sport, 2013