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Coltivare come Madre Natura

di Patrizia Marani

Sulle dolci pendici dell'Appennino Tosco-Emiliano si distendono, lussureggianti, i Giardini del Casoncello, un "wild garden" di un ettaro coltivato con metodi rigorosamente naturali, santuario di specie spontanee e magnifiche piante da giardino .

Casoncello maggio smallGli originali metodi di coltivazione di Maria Gabriella Buccioli assumono la natura a modello, emulandone la capacità infinita di autofertilizzarsi e regolarsi. Applicando scrupolosamente le ricette di Madre Natura, Gabriella ricrea gli equilibri sottili che governano i rapporti fra le diverse specie, che per lei sono tutte, indistintamente, benefiche.

Termini come lotta, fitofarmaci, piante infestanti, insetti sgraditi sono banditi dal vocabolario della giardiniera: in natura non vi sono "guerre" o specie "cattive" da sterminare, ma solo equilibri necessari che reggono il grande mosaico della vita.

Se ogni giardiniere applicasse i metodi di coltivazione del Casoncello, sarebbe una vera rivoluzione ecologica ed è questa la missione che la giardiniera ha scelto per sé e i suoi splendidi giardini. Condividendo le sue tecniche e la sua visione con i tanti appassionati che, da ogni parte del mondo, visitano ogni anno il Casoncello, Gabriella porta avanti una battaglia tenace di protezione dell'ambiente e di "conversione" di migliaia di giardinieri alla dottrina della coltivazione naturale.

OPERA D'ARTE VIRTUOSA Abile pittrice e consumata fotografa, Gabriella crea quadri naturali mescolando umili piante spontanee a sofisticate ornamentali. Ma dietro all'incantevole facciata, vi è un universo di concetti. I Giardini del Casoncello sono un'opera d'arte vegetale che materializza l'antico ideale greco del Bello come manifestazione visibile del Buono. Non è, infatti, secondario l'impegno ambientalista della giardiniera che, rinunciando alle facili fioriture "chimiche" ha, al contrario, intrapreso la strada delle colture complementari e del riciclo virtuoso d'ogni filo d'erba, corolla appassita o foglia caduta. Giorno dopo giorno, ha così dato vita ad un giardino rigoglioso che, come l'ecosistema boschivo, si fertilizza naturalmente, rigenerandosi all'infinito, in un ciclo chiuso in cui, come in natura, nulla si crea né si distrugge, ma tutto si trasforma.

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Paradiso RitrovatoUN GIARDINO IN QUATTRO ATTI

Lo spettacolo del Casoncello si dipana cangiante in quattro atti, nell'arco dell'intero anno.

I grafismi minimali e i quadri monocolori del riposo invernale si risvegliano in un tripudio di tinte pure a primavera, per formare macchie di toni saturi nell'estate e scomporsi, infine, nella tavolozza calda dell'autunno.

Gli annuali quattro atti del Casoncello sono stati ripercorsi in un film multipremiato dedicato al giardino e alla lotta ambientalista di Gabriella Buccioli.

 

Autunno, ovvero la fertilizzazione e il diserbo naturali 

In autunno, si prepara il terreno. Le aiuole e l'orto biologico di Gabriella non sono vangati: un notevole risparmio d'energia! La vangatura è, infatti, rea di disperdere, rivoltando il terreno, il prezioso terriccio fertile di superficie, che la giardiniera nutre ad arte, e di distruggere i microrganismi, attivi specialmente nello strato superficiale . Al posto della vangatura, si pratica, prima della semina o della piantagione, l'aerazione del terreno attraverso il tridente foraterra.

Imitando l'ecosistema boschivo, ogni foglia che cade è raccolta, ammucchiata e distribuita scrupolosamente sul terreno, alla base delle piante, per proteggerne le radici dai geli imminenti. Una volta decomposte, le foglie creano humus, offrendo copioso nutrimento al risveglio della vegetazione.

Allo stesso scopo, nell'orto, sono seminate senape e facelia per mantenere il terreno soffice e coperto in attesa della semina degli ortaggi. "Mai il terreno nudo" comanda, infatti, l'esempio di Madre Natura.

Infine, negli appezzamenti ove sono coltivate le piante più golose, come il rabarbaro, o quelle da fiore, viene aggiunto il compost. L'aiuola, uno strato dopo l'altro, assume così un aspetto bombato.

Accanto al cumulo del compost maturo, sono ammassate le pile di scarti vegetali del giardino e dei rifiuti organici della cucina, la cenere ricavata dai falò del secco, i mucchi degli ultimi sfalci e diserbi che, uno strato sopra l'altro, daranno vita a primavera al nuovo cumulo di compost. Non vi è rifiuto nel ciclo perenne del Casoncello. Tutto ciò che cresce dalla terra, ad essa ritorna, trasformato.

In cucina, la zucca fa da regina con i suoi passati dal sapore eccezionalmente intenso, assieme a mille gustose altre ricette che utilizzano i raccolti dell'orto.

Inverno, ovvero l'elogio del secco  

E' il momento del riposo, del "secco decorativo", delle mille sagome sfiorite, delle infinite sfumature di castano. Capolini secchi di fiori, volutamente non tagliati dopo la fioritura, spargono ovunque, autonomamente, semi sul terreno accogliente.

Lasciare che si completi il ciclo naturale, accogliendo una miriade di nuove piante portate dal vento a primavera, è parte dell'originale disegno di coltivazione di Gabriella che in tal modo "vive anche di rendita" . Ai doni spontanei di Madre Natura, accosterà aristocratiche piante da giardino, creando quadri vegetali sempre nuovi e sorprendenti .

Solo a fine inverno vi è, infine, il taglio del secco che potrebbe in quel momento ostacolare il germoglio delle nuove piantine.

In questo periodo, Gabriella, conoscitrice botanica senza eguali, pratica un diserbo certosino, da lei definito "selettivo" .

Si tratta di un diserbo che, riconoscendo ogni più piccolo germoglio nella sua individualità, tiene a bada alcune delle piante più esuberanti (comunemente dette infestanti – altro termine tabù) per lasciar spazio a quelle che servono ai disegni pittorici e di coltivazione della giardiniera.

Anche l'inverno ha i suoi acuti: l'intensa fioritura dorata dei cornioli, quella delicata degli Ellebori o del nocciolo.

L'inverno è anche il momento dei grandi lavori, come la cimatura degli alberi morti, che spesso Gabriella non abbatte perché le loro vestigia sono necessarie all'ecosistema del giardino naturale, organismo vivo ed interdipendente: i tronchi secchi si offrono ai becchi dei picchi, che li frugano in cerca di cibo, e vi trova rifugio tutto un microcosmo animale. Quando cadranno, saranno lasciati decomporre lentamente e ritornare alla terra da cui sono sorti.

Rosa Banxiae smallPrimavera, ovvero il trionfo floreale 

Nella sinfonia vegetale del Casoncello, dall'inizio della primavera alla fine, si ha come un crescendo d'intensità cromatica che si spegne, come per un giro d'interruttore, all'inizio dell'estate.

Ogni singola tessera dei giardini trova in questo periodo il suo trionfo, il suo assolo cromatico. Marzo debutta con le grandi fioriture bianche dei frutteti.

Precoci, spuntano i narcisi, poi il Giardino Giallo, il Giardino delle Erbe, la distesa enorme della Rosa Banxiae che viene da lontano, ma si è naturalizzata colonizzando un intero pendio; il vialetto dei Lillà che riserva la sorpresa finale del roseo ombrello floreale del Cornus Florida e il bosco-giardino, ricoperto degli alti fusti delle digitali.

La fioritura raggiunge il suo apice d'intensità con l'apertura delle rose antiche, che fioriscono una sola volta – a differenza di quelle moderne - ma in un modo che non ha eguali. Accanto alle protagoniste "classiche", vi sono sempre nuove sorprese. Arazzi di piante spontanee e coltivate, le aiuole del Casoncello sono "vive" e "camminano", perché accolgono i suggerimenti del vento, che manda nel giardino ogni anno nuovi abitanti vegetali.

Le attività si susseguono frenetiche per Gabriella e per la sua creatura. La primavera inoltrata è la stagione della grande esuberanza vegetale e Gabriella mantiene il giardino in un equilibrio sottile fra il "selvaggio" e il "coltivato", per imbrigliare e mettere al proprio servizio il potere auto-organizzativo della Natura. Nel momento della grande abbondanza, pratica un diserbo "scultoreo" . E', infatti, tramite una rimozione mirata che crea nuovi equilibri formali, dipinge altri quadri vegetali o ricama arazzi preziosi.

Estate, ovvero la raccolta 

La fioritura primaverile lascia il posto alle macchie più sommesse dei frutti estivi. Il Casoncello si trasforma in un grande frutteto, grazie ad una formula originale di coltura che unisce elementi della coltivazione biodinamica e di quella naturale di Fukuoka alle regole d'oro desunte dall'esperienza diretta. Le monocolture non esistono in natura e Gabriella le evita accuratamente, favorendo le piante che amano stare in compagnia: mai da sole, è il diktat di Madre Natura. Gli accostamenti di specie diverse e la differenziazione vegetale sono i pilastri di un orto-giardino-frutteto naturale sano e "felice".

Le coltivazioni di specie singole, infatti, sono più fragili, facili prede di voraci insetti, poiché l'equilibrio naturale è stato rotto. Nel Giardino-Fruttetto piante erbacee, aromatiche e superbi roseti tengono compagnia ai concupiti alberi da frutto, dando vita a connubi stravaganti e scorci insoliti: rose che fanno capolino fra rami carichi di mele, od ortensie che occhieggiano sullo sfondo di un'incredibile cornucopia di pendenti prugne vellutate.

insetto su settembrinoE' il momento del trionfo della raccolta che continua per tutta l'estate e con essa, la creazione di marmellate e gelatine di frutta senza alcun conservante, grazie alle tecniche di cottura e chiusura ermetica dei vasetti utilizzate da Gabriella - delle torte alla frutta o dei frutti essiccati naturalmente. I menù del Casoncello utilizzano sempre i prodotti appena colti del giardino, fragranti d'elementi nutritivi.

Nella prima estate inizia il taglio dell'erba alta, ma lo sfalcio viene tutto riportato sulle aiuole. In mezzo ai prati Gabriella lascia le cosiddette "isole madri", zone non falciate dalle quali nuove piante potranno andare a seme, diffondendo la loro progenie e, aspetto non secondario, oasi di rifugio per gli insetti.

Gli insetti, infatti, sono preziosi, del pari alla differenziazione vegetale, e "devono esserci tutti, ma armoniosamente dosati. Nella monocoltura sono sgraditi perché arrivano in massa. TanteOrto giardino in giugno piante diverse rendono inutile l'uso dei pesticidi perché l'eventuale "controllo" è naturale, tramite la catena alimentare", spiega Gabriella.

Ed è così che l'estate è anche l'apice floreale e di raccolta dell'orto-giardino, straordinariamente bello, oltre che produttivo. A guardia dell'orto presidiano dunque i pungenti profumi emanati dai capolini solari dei tageti e da quelli violacei delle erbe aromatiche. Gli alberi da frutto e le viti, invece, sono circondati da un profumato e multicolore baluardo di roseti, lamponi e gialli tanaceti.

Nell'orto-giardino il principio della differenziazione vegetale è portato all'ennesima potenza. Le verdure, infatti, sono gelosamente custodite da un mare di speronelle multicolori, di rutilanti papaveri, di salvia sclarea e di alte achillee. Sul limitare dell'orto-giardino, si slanciano algidi i gigli, accanto ai rutilanti steli coronati di larghe foglie del rabarbaro. Fa da quinta a tutto l'orto una fitta parete ombrosa di bambù, con un effetto "Primavera del Botticelli".

I Giardini del Casoncello sono a Scascoli, in provincia di Bologna. Per informazioni e prenotare una visita telefonare ai numeri 051 928100 -928281

Per sostenere I Giardini del Casoncello cliccate qui

SERIE VIDEO "IL CASONCELLO IN PILLOLE"                               

 


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