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Belle da morire

Il lato oscuro della Toilette di Venere

di Patrizia Marani

IL MITO DELLA BELLEZZA  Nella mia famiglia la bellezza, maschile e femminile, è sempre stata un pizzico troppo apprezzata. Ricordo ancora quanto, nei coloriti racconti di mamma e zia, l'aspetto estetico guidasse incontrastato le loro scelte amorose. La seducente iconografia giovanile in bianco e nero di mamma, papà, zii e zie, infatti, ritrae un elegante e fascinoso gruppo di famiglia che sembra appena uscito da un film di Hollywood.

Non a caso, penso, data la loro passione per il cinema del tempo. Così per me, è stato normale da giovinetta perseguire questo ideale di bellezza e di farlo dispiegando il corposo arsenale che la cosmetica mi offriva.

Ma i Clark Gables o le Marylin Monroe che hanno incarnato per le generazioni del secondo dopoguerra il mito della Bellezza, rappresentavano una novità per la tradizione iconografica occidentale? Se si crea una galleria d'arte ideale delle opere più rappresentative della nostra cultura, almeno dal 4° secolo a.C. a tutto l''800, e le si confronta con opere d'arte orientali o africane, salta agli occhi la maggiore tensione verso la riproduzione realistica del corpo umano e, soprattutto, la ricerca costante della perfezione del corpo sia maschile sia femminile.

 

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Il mondo greco ci ha lasciato in eredità meravigliose icone marmoree d'atleti o divinità d'ambo i sessi. Per i greci, la bellezza esteriore era un riflesso di quella interiore, di un equilibrio psicofisico perfetto. I soggetti erano appunto divinità o atleti che, era sottinteso, raggiungevano quell'abbagliante perfezione corporea attraverso la dura disciplina dell'attività ginnica, la costanza e una volontà ferrea.

belle da morire 4 smallIn pieno Rinascimento, ritroviamo il collegamento fra bellezza esteriore ed interiore. Il David, l'eroe biblico michelangiolesco, è rappresentato in tutto il suo fulgore estetico nell'attimo di concentrazione assoluta che precede la lotta impari contro il gigante Golia: la bellezza è nuovamente latrice di valori che la travalicano. Decrittando la simbologia che la circonda, la tizianesca Venere di Urbino non è che una giovane sposa cui sono rivolti alcuni moniti. Ai piedi della venusta fanciulla dorme, infatti, acciambellato, un cagnolino, personificazione della fedeltà, e sullo sfondo del travolgente nudo è riprodotta una scena di domesticità del tempo: una domestica che apre una cassapanca accanto ad una giovane donna, verosimilmente la "Venere" stessa in primo piano.

Nell''800 si consuma, invece, la rottura: l'Olympia di Manet accosta per la prima volta la bellezza del nudo femminile alla prostituzione, accostamento ripreso nel '900 da Picasso con le sue Demoiselles. Il mito della bellezza rimane sì come costante della nostra cultura, cui fanno da martellante cassa di risonanza i media del ventesimo secolo - cinema, televisione e stampa scandalistica -, ma è ormai un mito separato da elementi valoriali. Si tratta di una bellezza solo esteriore da perseguire fine a se stessa, seppur accanitamente.

Il lato oscuro dei cosmetici

belle da morire 5 smallL'accanimento è manifesto nella quantità di prodotti cosmetici utilizzati in media da una giovane donna del 21imo secolo: un'indagine inglese indica fino a 26 prodotti diversi per giorno. Ciò fa sì che ciascuna donna assorba, grazie ai cosmetici e ai prodotti di cura per il corpo, circa 2 kg di composti chimici l'anno che andranno ad influire sui suoi sistemi corporei.

In particolare, nel delicato momento dell'adolescenza, la chimica naturale del corpo femminile in piena tempesta ormonale dovrà interagire con l'ingresso massiccio dei cosmetici che la giovane usa quotidianamente. In seguito, durante la gravidanza, quella stessa giovane passerà ignara al feto quei composti chimici, condizionandone lo sviluppo, per non parlare del periodo dell'allattamento al seno, quando nel latte confluirà tutta la chimica corporea materna, nel bene e nel male….

Tutto ciò che viene assorbito attraverso la pelle dovrebbe, quindi, poter anche essere ingerito, perché ha un pari impatto sul corpo, sui suoi sistemi e sulla vita cellulare. Ma è veramente così?

In un viaggio a ritroso nel tempo digito nella banca dati dei cosmetici di Skin Deep i nomi dei prodotti da me utilizzati da adolescente e scopro che, prima della corsa mattutina a scuola avevo già applicato al mio corpo, da brava sacerdotessa di Venere, 19 prodotti, per un totale di 230 composti chimici.

Non c'è da stupirsene perché, se nel Registro Europeo delle Sostanze Chimiche in Commercio (EINECS) sono elencati più di 100.000 elementi chimici, circa 30.000 dei quali attualmente in uso (seppur mai testati o solo in maniera superficiale quanto a pericolosità per gli esseri umani e l'ambiente), le dieci maggiori multinazionali dei cosmetici ne usano, da sole, più di 10.000.

I cosmetici non sono, inoltre, un esclusivo interesse femminile, o lo sono sempre meno. Nel Regno Unito nel 2006, il settore dei prodotti maschili per la cura della persona è cresciuto del 5,2% arrivando a ben 881 milioni di sterline (Toxic Beauty, Dawn Mellowship) evidenziando quanta attenzione i nostri lui dedichino al proprio look.

Alla luce di questi dati, non credete sia vitale capire che cosa esattamente introduciamo nel nostro corpo e come esso influisca sulla nostra salute?

Ebbene, tenetevi ben stretti, perché composti chimici presenti nei rossetti, nelle creme per il viso e per il corpo, nei coloranti per capelli, nei fondo tinta, nei bagni schiuma - e la lista comprende ogni prodotto cosmetico e per la cura del corpo - sono stati collegati alla formazione di tumori, alla mutazione cellulare, alle alterazioni genetiche, alle allergie, ai disordini dello sviluppo, all'infertilità, all'interferenza con il sistema endocrino e al cancro.

Il cosmetico tossico è, infatti, particolarmente pericoloso perché, a differenza del cibo, non è 'depurato' dai filtri del fegato e dell'intestino, ma entra direttamente nel nostro corpo. Se è vero che sono rispettati i limiti di legge previsti per ciascuna sostanza o che si tratta di presenza in traccia, è altresì vero che nessuno può prevedere l'effetto di un cocktail di sostanze nocive, seppur entro i limiti di legge. Inoltre, alcune sostanze, gli interferenti endocrini, esercitano un'azione di alterazione dell'equilibrio ormonale del nostro corpo in quantità infinitesimali. Per apprendere come muoverci su questo terreno minato dobbiamo, quindi, porre attenzione agli ingredienti dichiarati sulle etichette dei prodotti, almeno allorché siano indicati.

Quando si parla di cosmetici, si parla del mare magnum di prodotti chimici di sintesi di cui sono composti. Richiamiamo il numero indicato in precedenza: 10.000 composti usati da sole 10 aziende. Un altro dato che può far comprendere la vastità del fenomeno è che ben 3100 diversi ingredienti sono usati per creare le sole cosiddette "fragranze", utilizzate, oltre che nei profumi e nelle acque di cologna, per conferire una profumazione intensa (stomachevole, a mio avviso) agli innumerevoli prodotti di cura per il corpo e per la pulizia degli indumenti o della casa.

Test condotti da importanti associazioni ambientaliste hanno, infatti, trovato una pletora di composti tossici non indicati in etichetta nelle "fragranze", nonché piombo e altre sostanze tossiche presenti in una miriade di rossetti di famose marche, formaldeide e ftalati nei prodotti per unghie e, nelle creme solari, interferenti endocrini come l'ormai notorio oxibenzone (da evitare assolutamente sui bambini) e via dicendo.

Come orientarsi, allora, in una simile giungla? Scegliere prodotti cosiddetti "naturali" è in parte protettivo, perché la qualità lì è, mediamente, buona o, almeno, migliore. La cosa saggia da fare, tuttavia, è controllare le etichette di tutti i cosmetici. Giacché i composti potenzialmente nocivi sono tanti, è necessario conoscere il nome di quelli più pericolosi e frequenti ed evitare accuratamente i prodotti che li contengono.

I conservanti, per loro stessa natura di killer di microorganismi, sono una categoria a rischio. Quelli da schivare sono la formaldeide, il quaternium-15 che rilascia formaldeide, e i parabeni (i più comuni: propylparaben e methylparaben). Evitare con cura i deodoranti e gli anti-traspiranti che riportano in etichetta parabeni e sali di alluminio. Fra gli anti-ossidanti segnaliamo l'Idrossianisolo Butilato o BHA. Infine, gli Ftalati - Dibutilftalato o DBP, Di-2-Etilesilftalato o DEHP, Butilbenzil ftalato o BBP – e il Bisfenolo A, che spesso però non sono indicati in etichetta.

Attenti alle fragranze! Dietro quel termine si cela una miriade di sostanze non dichiarate in etichetta e sovente tossiche, cancerogene o nocive per il sistema nervoso centrale (potenzialmente all'origine di depressione, iperattività, irritabilità) o dannose al sistema immunitario e all'origine di allergie o insidiose malattie autoimmuni. I muschi sintetici, che servono ad accrescere l'intensità e la durata dell'aroma dei profumi e dei prodotti in genere, persistono nell'ambiente, bioaccumulano nell'adipe corporeo e sono tossici per l'apparato riproduttivo. Non esattamente sexy, quindi! Due tipi di muschio sono già stati banditi, ma è in corso una rivalutazione di altri, precedentemente considerati solo leggermente tossici. Recenti studi hanno avanzato il sospetto che i muschi policiclici, quelli più diffusi nei prodotti di consumo (tutto, ma proprio tutto che emana odore), possano agire come moltiplicatori di tossicità, debilitando la capacità naturale delle cellule di espellere le sostanze tossiche. Comprometterebbero, quindi, il sistema di difesa dagli xenobiotici - ovvero le sostanze nocive presenti nell'ambiente - del corpo che non riuscirebbe più a detossificarsi, con conseguenze devastanti per la salute. La scelta dovrà ricadere, quindi, sui prodotti privi di profumi o con fragranze composte d'oli essenziali naturali (fare attenzione che sia espressamente indicato, perché ve n'è una miriade di sintetici).

Utilizzate Skin Deep, l'immensa banca dati di Environmental Working Group, per controllare gli ingredienti, almeno quelli presenti in etichetta.  La banca dati vi fornisce anche il grado di tossicità e gli effetti sulla salute. E' in inglese, ma di facilissima interpretazione per chiunque.

Forte di tutte queste informazioni, l'ex devadasi della bellezza che è in me si è convinta che la vera salvezza sta, come spesso accade, in un cambiamento di stile di vita. Ho quindi ridotto il numero di cosmetici a pochi prodotti essenziali: sapone naturale (non bagnoschiuma) all'olio d'alloro e oliva, privo delle troppo oscure e dubbie fragranze; matite colorate naturali; poche creme naturali, prive di profumo, prodotte e distribuite in zona e, pertanto, con basse dosi di conservante naturale (come la vitamina C). Per il corpo, solo oli biologici (olio di mandorle o di argan) e creme naturali, biologiche e con fragranze composte d'oli essenziali naturali.

Ho, infatti, scoperto che l'avvenenza fisica è il frutto di uno stile di vita equilibrato, che una dieta alimentare ricca di frutta e verdura bio, tanta acqua, poco alcol, niente fumo e moderata attività sportiva all'aria aperta, sono il vero elisir di bellezza e gioventù, molto più efficace di qualsiasi costosissima crema dalla criptica etichetta. Esercitando un pizzico di saggezza, al sole mi espongo con moderazione e solo nelle ore in cui non è nocivo, oppure proteggo il corpo con abiti bianchi di cotone leggero.

Insomma, gli antichi greci avevano già capito tutto, non vi pare?

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FONTI (per approfondimenti):

The Toxic Consumer – Karen Ashton, Elizabeth Salter Green

Not Just a Pretty Face – Stacy Malkan

Toxic Beauty – Dawn Mellowship

Not so Sexy – The health risks of secret chemicals in fragrance – Environmental Working Group – Campaign for Safe Cosmetics.

Profumi – indagine sulle sostanze chimiche contenute in 36 eaux de toilette e eaux de parfum – Rapporto Greenpeace

LINK UTILI:

11 marche di rossetto senza piombo per baci sicuri

La banca dati di Skin Deep per ricercare gli ingredienti in etichetta e conoscerne la tossicità o meno

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