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La fitoterapia: storia e leggenda delle piante utili all'uomo

a cura della Dottoressa Sara Brugnoli, tecnico -erborista

 

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Riceviamo e pubblichiamo volentieri il contributo scritto della Dottoressa Sara Brugnoli, tecnico erborista, per sensibilizzare i lettori, soprattutto quelli neofiti in materia, sui tanti benefici delle piante come presidi della nostra salute.

La fitoterapia è la cura di patologie tramite l'utilizzo di piante officinali ossia organismi vegetali, impiegati dalla farmaceutica per la creazione di specialità medicinali. Questa pratica, per parecchi secoli, ha rappresentato la medicina tradizionale.

Foto 1 FitLo studio di molte civiltà preclassiche, infatti, ha testimoniato, ancor prima d'Ippocrate, l'organizzazione della fitoterapia e addirittura, in un papiro risalente al 1500 a.C. , si trovano elencate 700 piante medicinali usate dai medici egizi: alcune di esse vengono ancora utilizzate poiché inserite nel patrimonio di conoscenze della nostra tradizione. Il ricino ne è un esempio e tanti lo conoscono grazie ai racconti dei genitori costretti, durante la crescita, a ingerirne l'olio quando sorgevano i primi sintomi di malesseri.
La fitoterapia, nel periodo medievale, è stata contaminata da superstizioni di ogni tipo come l'astrologia, la magia, l'occulto in genere, trattandosi di una contaminazione foriera di confusione ed erronee attribuzioni. I monasteri dell'epoca hanno comunque rappresentato vere e proprie officine farmaceutiche, dove venivano preparati parecchi rimedi, ricchi di benefici effetti, chiamati "semplici" in quanto si adoperavano parti delle piante come fiori, foglie, frutti. In Inghilterra sotto il regno di Enrico VII (XV secolo) il parlamento riconobbe, con un atto ufficiale, la fitoterapia ma essa rimaneva tuttavia legata alle superstizioni risultando, quindi, poco credibile. Solo nella seconda metà del XIX secolo essa ebbe una significativa rinascita: gli Stati Uniti d'America ne furono gli artefici mediante un nuovo approccio alla materia, basato sulla forza vitale come fondamento della disciplina.
La scienza riconosce pienamente l'importanza dell'erboristeria e l'impiego delle piante officinali, con funzioni di presidio sanitario visti i molteplici principi ricavati (chinino, caffeina, ecc.). Esse rivelano, altresì, proprietà medicamentose e di conservazione - trattamento dei cibi.

La fitoterapia annovera, lo ripetiamo, numerose piante tramandateci dal passato:

* la camomilla di cui viene testimoniato l'impiego da parte degli Egizi, i quali l'avevano consacrata al dio Sole per via delle sue svariate proprietà benefiche.
* il rabarbaro usato a scopo alimentare o medicinale, in epoche remote, da alcune popolazioni asiatiche mentre l' Occidente ne scoprirà l'uso alimentare non prima dell'espansione coloniale europea.
* la genziana alla quale venivano attribuiti poteri magici e di guarigione su svariate malattie, grazie a leggende come quella risalente al lontano 1500 a. C. dove un re chiese a Dio di donargli una pianta, in grado di guarire i sudditi dalla peste ; la risposta fu che la prima pianta colpita da una sua freccia, scoccata verso l'alto, sarebbe stato il rimedio contro la pestilenza
* la cannella, citata nella Bibbia, veniva adoperata dagli egizi durante le fasi d'imbalsamazione dei corpi. All'epoca medioevale fu poi importata in Occidente ed entro la prima metà del 1600 gli Olandesi ne divennero gli iniziali importatori, stabilendo rapporti commerciali con lo Sri Lanka.
* il papavero, conosciuto come "pianta della gioia", era impiegato dagli Egizi sotto forma di oppio per calmare il dolore; Ippocrate ne affermava le indubbie proprietà di rimedio per numerose malattie e, allo stesso tempo, parecchi studiosi dell'epoca cominciavano a studiarne gli effetti nonché descriverne i pericoli dovuti all'abuso.
* il rosmarino secondo la tradizione ermetico-alchimistica rappresenterebbe il terzo decano dei Gemelli e servirebbe a contrastare i dolori artritici alle mani, assieme ad altre patologie ad esse collegate. Ecco spiegato il motivo per il quale, durante i riti di purificazione, chi li officiava si lavava con il rosmarino.

Le ricerche nel settore piante medicinali si sono evolute, al pari delle loro possibilità di utilizzo, incrementando i campi di applicazione sino a comprendere la cosmetica: qui è fondamentale la profonda conoscenza dei principi naturali contenuti nelle piante. La fitoterapia ha dunque ritrovato, oggigiorno, una nuova "giovinezza" sull'onda dei mass media che diffondono una nutrita serie di informazioni al riguardo, parlandoci di preparati e composti vegetali per la cura/bellezza del corpo. Fortunatamente l'università ha creato, durante gli ultimi anni, corsi specifici idonei a formare personale specializzato e in grado di fornire prestazioni professionali fitoterapiche di elevato profilo medico. Attraverso la multidisciplinarietà dei corsi, i prodotti naturali e il loro impiego vengono studiati analizzando le tradizioni e le discipline mediche: l'Ayurveda, medicina tradizionale dell'India, ne è una dimostrazione. Si pensa infatti che abbia un'origine storica antichissima, risalendo le prime testimonianze scritte a 3000 anni fa anche se, prima del loro ritrovamento, la conoscenza dei principi di questa pratica veniva trasmessa, oralmente, di padre in figlio. Il fine dell'Ayurveda non era solo quello di "guarire le malattie", nel senso inteso dalla medicina classica, bensì quello di creare una società in salute. La medicina tradizionale cinese è una sua pari grado poiché si fonda sulla lingua e cultura del popolo cinese, molto distanti dalla cultura e medicina occidentale a causa di una diversità di pensiero nel rapporto uomo-natura.


Foto 2 Fit A sinistra, preparati ayurvedici   Foto intro Fitoterapia


Col passare dei secoli gli studi e le conoscenze di fitoterapia, in qualche caso davvero generici, si sono modificati notevolmente . Alcuni esempi sono oltremodo significativi come quello della camomilla a cui erano attribuiti "imprecisati effetti" curativi, venendo adesso impiegata quando vi sono problemi gastrici, intestinali, infiammazioni. La cosmesi, poi, la impiega in prodotti schiarenti i capelli e di trattamento della cute. La genziana, una volta ritenuta "magica", oggi è un liquore di cui ci si può servire per stimolare l'appetito ed il rosmarino, protagonista di antiche cerimonie di purificazione, ora è, oltre un ottimo ingrediente da cucina, un tonico per trattare reumatismi in presenza di febbre. L'antico sapere fitoterapico è rimasto, tuttavia, intatto ovvero non 'contaminato' dalla modernità in casi come il papavero, capace sia di calmare il dolore sia di essere chiamato "pianta della gioia" per i ben noti poteri allucinogeni.