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Là, dove scotta il sole

di Maurizio Marna

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Che fine ha fatto la tintarella quest'anno? Sono bastate poche giornate soleggiate e afose, dopo intensissime e durevoli precipitazioni, perché le spiagge dei nostri litorali venissero prese d'assalto. Almeno nei fine settimana. Il desiderio di abbronzarsi non è più limitato alla sola stagione estiva ma dilaga durante l'intero l'anno. Si vedono persone la cui pelle sembra 'cotta', riuscendo complicato distinguere se ciò sia frutto di reiterate vacanze, massiccio impiego di lampade solari o altrettanto ingente uso di creme autoabbronzanti. In tutti e tre i casi occorre fare molta attenzione.

 dove scotta foto 1  Il periodo estivo ci ricorda che la nostra pelle, già sottoposta quotidianamente alla virulenza degli inquinanti atmosferici, non può sopportare ulteriori aggressioni al suo delicato equilibrio. Di conseguenza un'esposizione prolungata e diretta ai raggi solari, secondo la moda dell'abbronzatura rapida, comporta grossi rischi. La pericolosità dei raggi ultravioletti è aumentata, nel corso degli anni, per i seri mutamenti climatici e le conseguenti riduzioni dello strato di ozono attorno alla Terra. Lo schermo protettivo offerto da quest'ultimo non basta più a contenere i dannosi effetti degli UV, con un'impressionante crescita del rischio tumorale sulla pelle. Il DNA delle cellule epiteliali subisce, infatti, mutazioni provocate dal maggior flusso di radiazioni ultraviolette non sufficientemente filtrate.I consigli degli esperti incominciano proprio dal buon senso di ognuno(ce n'è rimasto ancora?). Una corretta prevenzione deve tener conto del fatto che in estate aumenta il tempo passato all'aperto. La pelle tuttavia, essendo stata coperta durante parecchi mesi dall'abbigliamento invernale, non può certo sopportare un'intensa esposizione ai raggi solari. La parola d'ordine diventa dunque una sola: gradualità. Il passo successivo sarà indossare - PERCHE' BIO vi esorta a farlo - tessuti estivi di pura derivazione naturale ovvero BIO tessuti in grado di far traspirare la pelle, senza alterarne l'equilibrio naturale. E poi, una volta raggiunta l'agognata meta vacanziera o magari una piscina della propria città, cercare, nei primissimi giorni, la protezione dell'ombra evitando il sole di mezzogiorno. Inevitabile l'impiego di creme solari, rigorosamente a contenuto biologico (meglio non rischiare con la chimica...), salutari prodotti di difesa contro gli UV. E nemmeno ci si dimentichi, mentre si è 'ultraviolettizzati', di salvaguardare la vista - le pupille non si abbronzano... - il che equivale a indossare occhiali da sole. "Sette/otto giorni di villeggiatura e ne spreco almeno un paio all'ombra, bardato come un guerriero ninja!". Pur con le esagerazioni espresse in questa ipotetica affermazione, sono comprensibili le obiezioni di quanti hanno le ferie contate. La pausa estiva del villeggiante medio, nel corso degli ultimi anni, si è davvero assottigliata, eppure l'esposizione graduale al sole rimane l'approccio migliore per l'inizio di una salutare BIO abbronzatura. Identico comportamento dovranno adottare i 'forzati' della città, alla ricerca della tintarella ma oggettivamente privi di scadenze temporali.

I mass media, 'ogni maledetta estate', ci rovesciano addosso una miriade di consigli sull'abbronzatura rapida, sicura e alla moda. Lo fanno attraverso pareri scientifici di esperti, sottoposti a domande di rito. Pur essendo le dinamiche relative all'argomento sempre le stesse, lo staff di PERCHE'BIO si propone di fornire al lettore informazioni essenziali e chiarificatrici.                                                              

dove scotta foto 4'Conosci te stesso' è un motto greco scritto sul tempio dell'oracolo di Delfi ed è senz'altro applicabile - ci perdonino i puristi classici - all'abbronzatura. Il temerario accostamento si svolge mediante il termine fototipo: cosa vuol dire? Siamo noi o meglio è la nostra risposta all'azione dei raggi solari, quella particolare capacità della pelle di adattarsi alla luce ultravioletta producendo melanina. Quest'ultima altro non è se non il colore scuro dell'abbronzatura. Conoscere il fototipo risulta fondamentale in funzione delle protezioni da adottare e diversi elementi lo caratterizzano ossia il tipo di carnagione, il colore dei capelli, la presenza/assenza di efelidi. Le efelidi sono minuscole macchie cutanee che si trovano solo nelle parti del corpo naturalmente esposte alla luce(viso, scollatura), a differenza delle lentiggini, concentrazioni assai superficiali di melanina formatesi su zone sempre coperte agli UV. Dei sei fototipi categorizzati i primi tre sono quelli più bassi (I,II,III), con pericolo di ustioni senza adeguati filtri protettivi, mentre i rimanenti possiedono una certa adattabilità alla luce solare(IV,V,VI). Differenti saranno allora le precauzioni da scegliere, tassative comunque per qualsiasi tipologia. Il fototipo VI, insomma, non è immune dai raggi solari. La crema gli serve eccome...

 Un buon atteggiamento, fototipo di appartenenza a parte, è sottoporsi a non più di 20/30 minuti di esposizione nei primissimi giorni, eludendo, ovviamente, il soleggiamento delle ore centrali (12-15). Il prosieguo della vacanza vedrà aumentare, con cadenza progressiva, il tempo di esposizione a patto che sia stata applicata, in entrambi i casi, una corretta protezione solare. Non si trascuri di reintegrare i liquidi persi, pare scontato dirlo, con un'efficace idratazione ricca di sali minerali. Una seria consulenza medica, dermatologica sarebbe l'ideale, vi indicherà il fototipo al quale siete abbinati e vi informerà sui migliori prodotti da usare. Se parliamo di eccellenza, la BIO cosmesi assume un ruolo preminente aggiungendo, magari, una corretta BIO alimentazione. In estate un giusto livello nutrizionale, veicolante un'abbronzatura priva di inconvenienti, deve iniziare con l'assunzione di vitamina A. Tale micro-nutriente favorisce l'elasticità dell'epidermide, non permettendo ad essa di seccarsi quando viene esposta alla luce del sole. La sua azione antiossidante - esclude la formazione dei radicali liberi, protagonisti di una reazione a catena nefasta per le cellule - è ugualmente presente nelle vitamine C/E. La vitamina C facilita la formazione del collagene(ricordate le pubblicità di tanti cosmetici?), le cui fibre assicurano una consistenza bilanciata alla nostra cute. Da non trascurare nemmeno, di fronte ai nocivi raggi UV, l'apporto di biotina(la 'vecchia' vitamina H) e di minerali come ferro, zinco, rame, selenio: essi preservano anche la cheratina nei capelli e nelle unghie, impedendone profondi squilibri.

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La regola delle cinque porzioni giornaliere, cardine di una sana cultura alimentare, aiuta la tintarella BIO, occorrendo tuttavia definire cosa e quanto mangiare. Il consiglio medico torna di nuovo essenziale poiché i dati, nel caso in esame, variano da persona a persona.

Qualche ulteriore informazioni sui cibi contenenti le vitamine citate, la potete trovare cliccando qui.

dove scotta foto 7Ma l'alimentazione non basta certo a tutelare la pelle sotto l'intensa luce solare. Nonostante tanti alimenti racchiudano un alto livello di sali minerali e liquidi, preziosi alleati davanti alle temperature estive, dobbiamo invero usare filtri equilibrati. Si tratta di una precisa raccomandazione scientifica. Bloccare completamente il passaggio dei raggi solari, mediante prodotti specifici, determina, infatti, un grave danno per l'organismo umano allorché inibisce la produzione di vitamina D. Essa aiuta il calcio a fissarsi nelle ossa e ne rafforza la struttura, aumenta le difese del sistema immunitario, diminuisce i fattori di rischio concernenti patologie tumorali come cancro al seno, al rene, al colon. Sempre la vitamina D, infine, svolge funzioni regolatrici di circa un migliaio di geni che controllano tutti i tessuti corporei. Diverse sono le quantità di vitamina D richieste dall'organismo e ciò si deve all'età, alla sensibilità della pelle, al grado di irraggiamento subito, al tempo trascorso in spazio aperto. Ancora l'ausilio medico sarà prezioso onde conoscere i reali fabbisogni personali di vitamina D.
Un BIO filtro solare: ecco cosa ci vuole! Questi eco protettori, nati-cresciuti-coltivati BIOLOGICI, provengono da coltivazioni senza additivi chimici, non hanno composti di origine sintetica(cosiddetti derivati del petrolio) o sostanze geneticamente modificate, non sono di provenienza animale, risultando anche ipoallergenici e anti irritanti. La loro efficacia, rispetto ai prodotti 'industriali', è superiore proprio per l'origine vegetale e la conseguente presenza di numerosi principi attivi, patrimonio delle piante di estrazione. Chi garantisce tutto questo? Appositi marchi riportanti le peculiarità biologiche, a cura dei maggiori enti certificatori italiani ed europei. Tali indicazioni non possono evidentemente tralasciare, a norma di legge, la scadenza del prodotto, laddove si viene informati riguardo al periodo susseguente l'apertura della confezione: privo di conservanti industriali(meno male...), un buon prodotto dura solo pochi mesi periodo oltre il quale se ne pregiudicano le caratteristiche connaturate.                                     

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PERCHE'BIO vi esorta a leggere bene le etichette, qualunque filtro solare decidiate di acquistare. Se trovate scritto Avobenzone, Methylbenzylidene camphor, Padimate-O, Esulizole, Octinoxate, ad esempio, riponete subito la confezione e cercate altro. PERICOLO CHIMICO! E' difficile essere a conoscenza - ahiahiahiahi, l'informazione ufficiale latita...- del fatto che tali sostanze penetrano profondamente negli strati cutanei e lì si accumulano. Secondo accurati report scientifici quei composti, innescando mutazioni del DNA, si sono dimostrati cancerogeni e di conseguenza bisogna prestare molta attenzione. Quando il consumatore sceglie solari certificati BIO, cosa leggerà sulle etichette? Ecco un brevissimo elenco di componenti adoperati.


dove scotta foto 10Il germe di grano, da cui si estrae un olio ricco di vitamina E, assieme a pigmenti organici vegetali chiamati carotenoidi, possiede proprietà antiossidanti, anti radicaliche e riepitelizzanti(leggi: formano nuovi strati di cellule cutanee).
L'olio di carota serve a idratare il corpo e riesce a veicolare l'abbronzatura esposizione dopo esposizione, mantenendola altresì col passare del tempo.
Una volta trattati, i semi dell'albero di karité producono un grasso detto burro di karité, prezioso rimedio cutaneo idratante e lenitivo. Quindi la sue proprietà sono davvero benefiche sia nel caso di abbronzatura progressiva sia nel mantenimento del tipico colore.
L'aloe vera è una pianta equatoriale avente foglie carnose, da cui si ricava una sorta di gel denso di polisaccaridi. Dotato di effetti emollienti, lenitivi, idratanti, il gel assicura l'abbronzatura e la contemporanea difesa dell'epidermide.
Il frutto tropicale dell'avocado, se lavorato per estrarne i principi attivi, fornisce un eccellente olio cosmetico in grado di aiutare la pelle a non perdere idratazione, tono elastico e 'last but not least' la tintarella. L'olio di jojoba, di largo utilizzo nel settore cosmetico, possiede anch'esso le caratteristiche di idratazione e di emollienza sopra ripetute, contenendo molecole capaci di proteggere il corpo dai raggi UV.

dove scotta foto 11Quando parliamo di eco abbronzanti, diventa inevitabile ricordare i doposole. Gli estratti vegetali che li compongono sono, in parecchi casi, gli stessi visti prima ovvero burro di karité, aloe vera, germe di grano(tanto per citarne alcuni). Ulteriori sostanze, a titolo puramente esemplificativo, sono l'azulene dal particolare colore azzurro(il termine è di derivazione spagnola azul= azzurro): quest'ultimo si estrae mediante distillazione a vapore della camomilla e serve per attenuare gli effetti della luce solare sulla pelle, il più visibile dei quali è il rossore.  La stessa camomilla aggiunge, estratta come olio essenziale, il bisabololo alle funzioni di protezione doposole. La pianta americana di hamamelis, nelle derivazioni di estratto/ acqua distillata, esercita uguali proprietà disinfiammanti e gli estratti vegetali, con vitamine A, C, F, raggiungono il medesimo risultato.

 

PERCHE'BIO non smette mai di consigliare BIO filtri solari, sicuro di veder riconosciute le loro innumerevoli qualità. Il consumatore si è già accorto che al BIO 'way of life' non ci sono alternative, tranne l'intossicazione chimica nemico numero uno del nostro pianeta.

 FONTI:

www.ewg.org

glossario SIDAPA(SOCIETA'ITALIANA DI DERMATOLOGIA ALLERGOLOGICA PROFESSIONALE E AMBIENTALE), prontuario allergologico scaricabile on line in PDF

www.intesa.unifarm.it/public/monografie/prodotti_solari, Progetto INTESA, Prodotti solari, a cura della Scuola di Specializzazione in Scienze e Tecnologie Cosmetiche - Università di Ferrara - Dott. Mario Zappaterra, Coordinamento scientifico a cura Associazioni Titolari di Farmacia di Belluno, Bergamo, Bolzano, Pavia, Trento e Vicenza, scaricabile on line in PDF

www.centroconsumatori.it e www.centroconsumatori.it Alto Adige, Alimentazione e salute - 5 porzioni al giorno

Ministero della Salute, 5 porzioni a tavola, scaricabile in PDF on line

BIBLIOGRAFIA:

Giulia Penazzi, La pelle e i cosmetici naturali - Guida Pratica, Editore Tecniche nuove

Gianni Proserpio, Gli ingredienti cosmetici - Guida alla lettura delle etichette dei prodotti cosmetici, Editore BCM