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Save the Man

di Patrizia Marani

Baby

E' l'uomo ora la specie a rischio di estinzione secondo il Report della Società Svedese per la Conservazione della Natura, nota l'oncologa Patrizia Gentilini - Colpiti in particolare i bambini, siamo il paese europeo con il più alto numero di tumori infantili.

Il 19 aprile, al Centro Civico Lame di Bologna è intervenuta la Dottoressa Patrizia Gentilini, oncologa e membro dell’ISDE, l’associazione dei Medici per l’Ambiente. Il tema proposto dal movimento della Transizione: Difendere l’ambiente per difendere la vita perché é ora nientepopodimeno che “ l’uomo la specie a rischio estinzione”, il succo dell’intervento dell’oncologa romagnola.

Il tema è caldo, ma forse siamo semplicemente saturi di cattive notizie, un’overdose che ci rende ormai insensibili a tutto. Mezzo busto del telegiornale: l’euro sta crollando, i partiti sono scappati con il bottino dell’intero budget italiano, uno tsunami sta per colpire il Mediterraneo….nulla ci può più scuotere. Ma forse è stata solo la gelida serata di un aprile uggioso a trattenerci in casa. Nella fredda sala, i pochi presenti si rigirano sulla sedia.

Copertina Save the ManI volti stralunati fissano le diapositive che scorrono. La corruzione e lo spirito da rapina imperanti nel Bel Paese non hanno certo risparmiato l’ambiente. La Pianura Padana è una delle aree più inquinate d’Europa, in un mondo orribilmente inquinato, tanto che la Società Svedese per la Conservazione della Natura, dopo quella per il falco pellegrino, lancia ora una nuova campagna: salviamo l’uomo, c’informa Gentilini, mostrando la copertina del rapporto stilato dall’organizzazione: Save the Man. “E’ la nostra specie ora che è a rischio d’estinzione per la quantità enorme di nuovi inquinanti introdotti nell’ambiente che non siamo assolutamente preparati a fronteggiare e che stanno interferendo con i nostri sistemi biologici. L’uomo sta tagliando l’albero sul quale è appollaiato. Voi sapete che il 25% dei mammiferi è in via d’estinzione? Ebbene anche noi siamo dei mammiferi”.
Possibile? Si scopre che i limiti fissati per legge per ogni sostanza tossica sono una burla. Mentre ci si ostina a stabilire i tetti di microgrammi ammissibili per kg corporeo di un composto tossico o l’altro, le sostanze chimiche sintetiche in commercio sono arrivate a 110.000, di cui solo il 2% è stato indagato per cancerogenicità dalle istituzioni preposte (ma a far che, a questo punto?). Siamo, insomma, come cavie immerse in un cocktail tossico di sostanze che interagiscono fra loro in modo sinergico, immersione di cui nessuno sa quale sarà l’esito. Gentilini, al contrario, ritiene che si sappia, eccome! Basta leggere i dati e interpretarli correttamente, basta togliersi la benda accecante dei finanziamenti dell’industria farmaceutica, che loro dell’ISDE, a rischio chiusura, certo non hanno. Basta, insomma, informarsi su chi paga per capire cecità e amnesie di certa scienza ufficiale. Il solito andazzo italiano, viene subito da pensare, guardando questa forte/fragile, Giovanna d’Arco che è scesa in campo - sì, anche lei – ma per “salvare l’uomo” e, non più giovanissima, si trova in un’algida sala bolognese in trasferta, a quell’ora tarda e a titolo gratuito.

Stiamo quindi rinunciando al nostro futuro e ce lo dicono le cifre. In Italia c’è il più alto numero di casi di cancro infantile da 0 a 14 anni, che aumenta ogni anno di una percentuale doppia rispetto alla media europea. Ma guarda, l’opposto del PIL! Non vi sarà un collegamento? Le malattie croniche nella società industriale, continua Gentilini, hanno sostituito quelle acute d’origine virale o batterica da cui si guariva o che portavano celermente alla morte. Il grafico che mette a confronto i dati epidemiologici delle due classi di malattie è chiarissimo. Nessuna nostalgia, certo, per pestilenze e carestie ma non si può non pensare, anche se si fa peccato, che la malattia cronica è una vera manna caduta dal cielo per l’industria farmaceutica e che i Signori dei Farmaci guadagnano di più quanto più ci ammaliamo, quanti più sono i caduti per cancro e i malati cronici. Rimuovere le cause delle malattie ed evitare che insorgano comporta un sicuro crollo del fatturato, mentre cronicizzarle grazie all’azione dei farmaci porta a picchi dei profitti.

save the man 2Basta, dice con forza la  piccola grande donna, la medicina deve cambiare strategia nella guerra al cancro, bisogna rimuovere le cause. Dobbiamo smettere di rincorrere sempre il nuovo sintomo, mettere un’altra pezza tecnologica, concentrare la ricerca scientifica e tutti gli sforzi e risorse per curare unicamente la malattia. La nuova parola d’ordine deve essere prevenzione, la stella polare il principio di precauzione. Se la gente si ammala sempre di più di cancro – e sappiate che ad uno su due di noi sarà diagnosticata questa terribile malattia, siamo ad una prevalenza del 50% - ci sono delle ragioni, delle cause. Noi riteniamo che le cause siano ambientali e che vadano rimosse. Si pensi solo all’incenerimento dei rifiuti, alle industrie chimiche, manifatturiere, i prodotti d’uso quotidiano per la pulizia della casa o la cosmesi personale. Tutte queste sostanze chimiche entrano nel nostro corpo attraverso la via cutanea, l’alimentazione, la respirazione, interferendo con i processi metabolici. L’aumento del diabete, delle patologie neurovegetative e del cancro va di pari passo con l’esposizione a sostanze chimiche estranee alla nostra specie.

Nella regione emiliano-romagnola c’è un proliferare d’inceneritori per i rifiuti, d’inceneritori a biomassa, a biogas perché l’incenerimento alimenta un business enorme. Pensate che l’allevatore guadagna di più dalla pollina delle galline, considerata biomassa, che dalle galline stesse, l’agricoltore dalla paglia che dal grano. Se bruciando una sigaretta si producono tutte le sostanze tossiche indicate sul pacchetto, immaginate la quantità di gas immessi nell’aria a seguito della combustione di migliaia e migliaia di tonnellate di rifiuti. Ebbene, tutte queste sostanze alimentano un “peso tossico corporeo”. Ognuno di noi porta dentro di sé circa 200 sostanze chimiche di sintesi, neonati inclusi.

save the man 3E’ il regalo che una madre non vorrebbe mai fare al proprio figlio, soprattutto nella fase più delicata, quello dello sviluppo embrio-fetale, ma biomonitoraggi eseguiti in tutto il mondo dimostrano che il cordone ombelicale è carico di sostanze tossiche. Durante la gestazione, il feto assorbe le tossine chimiche in circolazione nel corpo materno che abilmente s’insinuano nella fragile trama placentare che la natura ha ordito a protezione della nuova vita penetrandola. Ciò crea un terreno fertile per aborti spontanei e nascite precoci. Inoltre, è in questo delicato periodo che importanti giochi per l’organismo umano si compiono: ciò che è compromesso non potrà mai più essere riparato. Un aspetto, in particolare, fa inorridire Gentilini e sciocca il già raggelato - in tutti i sensi - uditorio. Le più potenti tossine, grazie ad armi micidiali come persistenza e liposolubilità, travalicano la vita individuale e aumentano esponenzialmente di generazione in generazione, annidandosi proprio nelle morbidezze adipose del corpo materno da dove tessono le loro trame funeste, sia per la madre, sia per il neonato. Dopo la nascita, il bebé succhierà dal seno materno, regione adiposa per eccellenza, assieme al latte, la maggior quantità di sostanze tossiche della propria esistenza, perché l’uomo è in cima alla catena alimentare e accumula dentro di sé il peso tossico di tutti gli esseri viventi di cui si nutre, vegetali e animali. E non sognatevi che il latte artificiale possa costituire un’alternativa, aggiunge Gentilini perentoria.save the man 4 Oltre ad essere, a sua volta, carico di tossine, non possiede i preziosi ed insostituibili elementi nutritivi necessari al pieno sviluppo della nuova vita in formazione.

Che succede allora ai bebé paradossalmente avvelenati dalla loro stessa ignara madre? Uno dei maggiori problemi sottolineati da Gentilini è l’impatto che questi veleni hanno sul sistema nervoso, in particolare sul cervello, notoriamente formato in gran parte di lipidi. Lungi dall’avere quel corpo armonioso, da piccolo uomo che siede compostamente in grembo alle madonne delle icone bizantine, il bebé ha un capoccione enorme rispetto al resto del corpo. Il suo cervello in formazione è come una grande spugna. Una spugna che ora assorbe una miriade di tossine. Da qui la crescita esponenziale delle anomalie del cervello infantile: dalla dislessia e il disturbo di attenzione dei bambini iperattivi al più grave autismo. Nel complesso, si rischia una pesante diminuzione del quoziente intellettivo umano e la speranza di vita in salute si è ridotta dal 2004 al 2008, per ogni individuo nato appunto nel 2008, di una decina d’anni. Ciò significa che, a 60 anni circa, un bambino nato da quella data in poi, incorrerà in una grave patologia.

campagna difesa latte maternoNon abbiamo forse noi donne lasciato un po’ troppo fare agli uomini? Gentilini lancia la provocazione, fra il serio e il faceto. Implicita in questa domanda un riconoscimento di diversità, tutta biologica, fra uomo e donna: con la sua Campagna in Difesa del Latte Materno, chiama a raccolta le donne come guardiane biologiche della vita. Portandola in grembo, dandole corpo con il proprio sangue e la propria carne, una donna sa nel più profondo di sé che cos’è la vita e non farebbe mai prevalere interessi che la contaminano o, addirittura, la distruggono. Non arriverebbe mai ad inquinare l’ambiente ad un livello tale da trasformare il latte materno da linfa vitale, in alimento tossico, seppur necessario. Soluzioni: l’agricoltura biologica, la diminuzione e il riciclaggio dei rifiuti, l’energia verde e, come diceva Lorenzo Tomatis, un grande scienziato che tanto ha ispirato l’azione di Gentilini e di altri eminenti ricercatori: “Bisogna evitare che si consideri la specie umana come un insieme di cavie sulle quali sperimentare tutto quanto la tecnologia può inventare”.

ADERISCI ALLA CAMPAGNA IN DIFESA DEL LATTE MATERNO

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