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L'agricoltura del Fare Nulla

di Patrizia Marani

Paglia STRAW

"La rivoluzione del filo di paglia" di Masanobu Fukuoka, la Bibbia ambientalista della fine degli anni '70 e manuale agricolo che è sempre più urgente conoscere e applicare concretamente, anche nei nostri orti cittadini. Di seguito, una presentazione del libro e un video in cui Fukuoka descrive il proprio metodo di coltivazione.

Paglia filo smallFukuoka è uno dei grandi filosofi e scienziati agronomi del nostro tempo PRIMA ancora che un agricoltore rivoluzionario. Un giorno egli ebbe l’intuizione dell’unità dell’esistente e, pertanto, che tutta la conoscenza discesa dall’osservazione di un oggetto – la natura - da parte di un soggetto separato da essa – l’uomo - può essere solo errata. Da questa visione del mondo, che scardina le fondamenta stesse della civiltà occidentale gettate in Grecia nel IV secolo a.C., scaturisce il suo metodo “naturale” di coltivazione. Fukuoka, consapevole dell’enorme potenziale sovversivo per l’industria agroalimentare così come la conosciamo e la società consumistico-industriale, lo illustra in dettaglio in un bellissimo libro dal titolo “La rivoluzione del filo di paglia”.

Scrive Fukuoka: “Per diversi decenni, sono rimasto seduto ad osservare come coltiva e fertilizza la natura. E mentre osservavo, ho mietuto raccolti eccezionali di verdure, agrumi, riso e cereali invernali, doni della fertilità naturale della terra”. Il metodo, infine, è di tipo scientifico: parte dall’osservazione del processo di coltivazione della Natura, ma anziché agire come un elemento estraneo al processo naturale, il coltivatore 'secondo natura' ne diviene una parte integrante.

Le tecniche di coltivazione di Fukuoka possono essere riassunte nel principio: “Lascia sia la natura a coltivare, limita a zero o al minimo l’intervento umano”. Egli, infatti, azzera tutte le tecniche dell’agricoltura industriale, ree di devastare l’ambiente e alimentare le persone di veleni e cibo “morto”, ovvero dallo scarso valore nutrizionale. Scrive Fukuoka: “Gli alimenti e le medicine non sono cose diverse..” o almeno non dovrebbero esserlo, perché il cibo vero ha la capacità di resistituire la salute. E dimostra, con il suo esempio, che è possibile Paglia fresatura produrre raccolti altrettanto abbondanti senza arare, strappare le erbe infestanti, compostare e, tantomeno, usare fertilizzanti, pesticidi chimici e macchinari.

Scrive Fukuoka a proposito del bisogno di usare i fertilizzanti: “Se vuoi avere un’idea della fertilità naturale della terra, fai una passeggiata nelle foreste vergini delle nostre montagne e osserva i giganteschi alberi che crescono senza bisogno né di fertilizzanti né di coltivazione. La fertilità della natura, così com’è, è ben oltre ogni nostra immaginazione”.

E così fa Fukuoka, copia dalla Natura: praticando il sovescio (la coltivazione come copertura del campo e il successivo interramento di colture apposite) e restituendo alla terra i resti delle coltivazioni, paglia e pula (involucro dei chicchi dei cereali e di altre piante che si stacca durante la trebbiatura). Sul campo, poi, lascerà correre libere e felici 10 anatre per ogni 1000 m di terreno. Introdotte da anatroccoli, cresceranno assieme alle giovani piantine di riso, fertilizzandole e liberandole dalle erbacce. Un tale metodo agricolo, fondato sulla cooperazione con la Natura, non sulla sua conquista o il dominio al fine di “migliorarla”, non crea inquinamento e non richiede l’uso di combustibili fossili. “Le mie modeste soluzioni….non creano inquinamento. Sono efficaci perché eliminano il problema alla fonte. Sino a che la fede moderna in soluzioni tecnologiche sensazionali non sarà rovesciata, l’inquinamento può solo peggiorare”.

FukuokaLA SEMINA Fukuoka non semina il riso a primavera, ma in autunno, quando i semi sarebbero caduti naturalmente sul campo. L’idea gli viene allorché, passando accanto a un campo di riso, incolto da diversi anni, vede dei vigorosi germogli di riso fare capolino attraverso un groviglio di erbe di tutti i tipi. Da allora cessa d’inondare d’acqua i propri campi di riso. Invece di arare per eliminare le erbe infestanti, Fukuoka le tiene sotto controllo coprendo il terreno di trifoglio bianco e una pacciamatura di paglia del riso e dell’orzo. Non appena si rende conto che le condizioni volgono a favore del suo raccolto, limita il proprio intervento a poco o nulla, lasciando le comunità vegetali e animali che abitano nel suo campo compiere il lavoro al suo posto.

Egli ritiene che la cultura possa avere origine solo da un’alleanza fra l’uomo e la natura: “Ciò che nasce dalla superbia umana e dalla ricerca del piacere non può essere considerato vera cultura. La vera cultura nasce all’interno della natura ed è semplice umile pura. Priva di vera cultura l’umanità andrà solo a perire. Quando le persone hanno respinto il cibo naturale (integrale, NdA) e hanno iniziato a nutrirsi di alimenti raffinati, la società si è incamminata lungo un sentiero di autodistruzione. Perché quel cibo non è il frutto di una vera cultura. Il cibo è vita, e la vita non può allontanarsi dalla natura”.

Ma lasciamo parlare Fukuoka stesso del suo metodo e della sua filosofia in questa bella video-intervista (cliccate sulla foto in basso).

Straw bales

DIRITTI FOTOGRAFICI

FOTO INTRO di Barockschloss

FOTO 1 Patrizia Marani

FOTO 2 Patrizia Marani

FOTO 2 fotogramma tratto dal video

FOTO VIDEO Gordon M Roberts

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