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Il prezzo del Bio

di Patrizia Marani 
capra

IL BIOLOGICO/BIODINAMICO COSTA DI PIU'? NON PROPRIO SE FA RISPARMIARE SULLE MEDICINE, VEDIAMO PERCHE'

 

 

La perdita di qualità nutritive degli alimenti 'moderni', scoperta da Weston Price nei primi decenni del '900, si è in seguito aggravata, a mano a mano che le tecniche industriali di coltivazione e allevamento, nonché della lavorazione degli alimenti si “affinavano”, divenendo vieppiù massificate. Proprio nelle tecniche di coltivazione risiede, infatti, la causa della profonda differenza qualitativa fra prodotto ortofrutticolo/caseario convenzionale e quello biologico o biodinamico. Ma perché mai?

Un'importante relazione, realizzata per l'Organic Center, un centro di ricerca sulla coltivazione biologica, da Brian Halweil del Worldwatch Institute e co-direttore dello think tank alimentare Nourishing the Planet sulla base di una mole rilevante di studi e dati, risponde proprio a questa domanda. Halweil confronta i dati relativi alla qualità degli alimenti da agricoltura convenzionale attuali con quella dei prodotti agricoli degli anni '40 e '50 e, inoltre, con quella degli alimenti biologici.

PIU' ALTA E' LA RESA PIU'BASSA LA QUALITA'

L'agricoltura convenzionale è riuscita a raddoppiare, se non triplicare la resa delle principali colture cerealicole e di frutta e verdura negli ultimi cinquant'anni. C'è riuscita, da un lato, coltivando più piante per ettaro; dall'altro, selezionando piante che avessero una parte commestibile più elevata e delle specie con una maggiore resa, ma senza tenere conto alcuno del valore nutrizionale delle specie selezionate.

Studi comparativi, consultati da Halweil, effettuati su grano, mais e broccoli hanno riscontrato che le varietà moderne ad alta resa possiedono concentrazioni di vitamine, sali minerali e antiossidanti decisamente inferiori a quelle delle varietà più antiche a minor resa.

Prezzo bio small3Una selezione effettuata, negli ultimi 130 anni, con il solo fine di 'migliorare' le varietà di grano sempre privilegiando quelle a maggior resa ha avuto come risultato rese triplicate, ma con segno meno 28 per cento di ferro e meno 1/3 delle quantità di zinco e selenio. Tanto più è elevata la resa, quanto più basso è il contenuto di macro e micronutrienti. Il fenomeno è stato riscontrato anche per i pomodori: resa e concentrazione di vitamina C, livelli di licopene e beta-carotene sono inversamente proporzionali. Del resto il dato è intuibile: similmente, se un genitore deve dividere le proprie risorse fra 9 figli e un altro fra 3, i primi riceveranno meno risorse dei secondi.

"Studi governativi sia negli USA che in Gran Bretagna hanno evidenziato che, negli ultimi decenni, la concentrazione di microelementi nutritivi essenziali in una vasta gamma di alimenti comuni è diminuita con percentuali a doppia cifra per quanto riguarda il ferro, lo zinco, il calcio, il selenio ed altre sostanze preziose per la salute. In conseguenza di ciò, la stessa quantità di spinaci, patate, insalata o altro ci consegna ora meno ferro, zinco e calcio"*.

INFLAZIONE NUTRITIVA

"I successi dell'agricoltura industriale sono arrivati con un costo: può produrre moltissime più calorie per acro, ma ciascuna di Prezzo bio small4queste calorie fornisce meno nutrimento di quanto non facessero in passato" *. Il processo appare simile a quello dell'inflazione in economia: c'è più denaro in circolazione, ma quel denaro ha meno potere d'acquisto. Dal punto di vista alimentare, abbiamo sì più cibo a disposizione, ma dagli alimenti otteniamo meno nutrimento per caloria consumata. Dobbiamo, ad esempio, mangiare tre mele per acquisire la quantità di ferro di una mela degli anni '40, o diverse fette di pane per acquisire la quantità di zinco che era presente nel pane cento anni fa.

COLTURE 'VIZIATE'

Oltre alla resa, vi sono altri fattori all'origine del calo nutrizionale degli alimenti. I prodotti ortofrutticoli moderni, come un bambino cresciuto a fast food, sono coltivati su un terreno impoverito, alimentato com'è da tre soli macronutrienti principali - azoto, potassio e fosforo (NPK)- sul quale non è praticata la tradizionale rotazione dei raccolti per rimpinguarne gli elementi ceduti.

Per di più, la massiccia irrigazione d'acqua, pesticidi e fertilizzanti che caratterizza l'agricoltura convenzionale tende a "viziare" le piante, le quali crescono velocemente, ma senza radicare in profondità, non avendo bisogno di frugare nel terreno alla ricerca di acqua e nutrimento, il che comporta una scarsa assimilazione delle sostanze presenti. Le piante, inoltre, non dovendo difendersi dai parassiti e dalle malattie, crescono più fragili e producono meno polifenoli, micronutrienti protettivi per la pianta, preziosi per la salute umana. Più la pianta soffre, - entro certi limiti, ovviamente - per siccità, attacchi d'insetti, o altro, più, per difendersi, produrrà polifenoli. E', invero, scientificamente provato che, per ottenere ortofrutta più nutriente e massimizzarne il sapore e l'aroma un agricoltore deve limitare l'apporto d'acqua e fertilizzanti, anche quelli animali e organici usati dal biologico, per far sì che la pianta sviluppi un apparato radicale più robusto ed efficiente, uno stratagemma sfruttato, ad esempio, da alcuni viticoltori per ottenere vino particolarmente gustoso.

LA GRANDE DISTRIBUZIONE, PERCHE' A KM 0 Un altro fattore all'origine della diminuzione nutritiva del prodotto ortofrutticolo attuale sono i tempi lunghi di distribuzione che richiedono una raccolta precoce, quando solo il frutto pienamente maturo può raggiungere il massimo valore nutrizionale.

I grandi frutti lucidi, senza macchia e tutti uguali che ne risultano sono, quindi, progettati a tavolino e uniformati dalla chimica di sintesi, dalla produzione agricola industriale e dalla grande distribuzione per facilitarne la raccolta meccanica e l'imballaggio e attrarre ad arte il consumatore.

mucche al pascoloL'ALLEVAMENTO E LA PRODUZIONE CASEARIA: PERCHE' BIO E' MIGLIORE

Gli stessi principi valgono per l'allevamento animale: quello di cui si nutrono gli animali ha grande importanza per la qualità nutritiva dei prodotti finali, siano essi formaggi o carne.

La qualità nutritiva di latte, formaggi e carne, la bontà dei prodotti d'allevamento e caseari, saranno tanto maggiori quanto minore sarà l'apporto di antibiotici e ormoni della crescita, ossia di strumenti per massimizzare la resa.

Che l'animale conduca una vita dignitosa e felice e quanto più possibile libera conta non solo per l'animale, ma è importante per chi consuma carne e prodotti caseari. Egli sarà, infatti, più robusto e avrà bisogno di minor cure, in particolare di antibiotici, perché è ormai noto quanto lo stress indebolisca il sistema immunitario dell'animale, come china cheese showquello umano. L'allevamento biologico e la relativa produzione di prodotti caseari BIO tiene conto di tutti questi elementi, producendo prodotti privi di residui di antibiotici o di altre sostanze tossiche impiegate nell'allevamento industriale. In particolare, per quanto riguarda i prodotti caseari, si parla molto di tossicità per il sistema immunitario del latte e dei latticini, ma poco di quanto questa tossicità possa essere indotta dai residui tossici dovuti a un tipo di allevamento intensivo industriale.

Latte e formaggi, per il fenomeno del bioaccumulo, possono diventare nel caso della produzione casearia tradizionale, un concentrato di sostanze tossiche accumulatesi nell'animale e derivanti sia da mangimi industriali non puri, pieni di residui di pesticidi e fitofarmaci di ogni tipo, sia da medicinali e trattamenti cui viene sottoposto un animale in allevamento intensivo tradizionale.

L'allevamento biologico di animali lasciati al pascolo per gran parte della loro vita permette alle bestie di vivere una vita 'normale' e ai consumatori di mangiare prodotti caseari e carne puri e di alta qualità nutritiva.

IL CONFRONTO CON L'ORTOFRUTTICOLO BIOLOGICO

Tutte queste tecniche 'sbagliate' sono state eliminate dall'agricoltura biologica che il Rodale Institute definisce "un sistema agricolo che non usa chimica di sintesi e che imita le modalità della natura. Tale metodo può includere realtà agricole di diverse dimensioni, pratiche e filosofie, ma unite da un denominatore comune: il rifiuto dell'uso dei prodotti chimici tossici di sintesi".
L'agricoltura biologica è l'unico sistema di coltivazione sostenibile, perché non inquina l'ambiente e, lungi dall'impoverirlo, è "capace di mantenere o migliorare la fertilità del suolo indefinitamente".

Oltre ad essere 'buono' per l'ambiente, l'alimento biologico lo è per noi perché non porta con sé nei nostri piatti residui tossici di pesticidi e fitofarmaci vari, nonché batteri resistenti agli antibiotici (da un recente studio, invece, riscontrati negli alimenti convenzionali). Ma lo è anche dal punto di vista nutrizionale?

Secondo uno studio trentennale del Rodale Institute che ha coltivato fianco a fianco ortaggi ottenuti con metodi tradizionali e verdure coltivate con le tecniche biologiche, oltre a rilevare che la materia organica fertile presente nel terreno, anziché esaurirsi, era cresciuta del 30 per cento, ha riscontrato una superiorità nutrizionale del biologico sia dal punto di vista dei principali macronutrienti (N, P, K, Ca and Mg) – dal 6 al 27 per cento – che dei micronutrienti (Mn, Fe, Cu, B, Al, and Na) – dal 17 al 287 per cento. Tanti minerali in più, vitamine ed elementi fitochimici, come i già citati polifenoli.

pomodori neri e gialli3

IL COLORE IN NATURA CONTA: COME RICONOSCERE L'ALIMENTO BIOLOGICO AL DI LA' DELLE CERTIFICAZIONI

Unicamente preziosi per la nostra salute, fra l'altro, in virtù delle loro proprietà antiossidanti, anticancerogene e antinfiammatorie, i polifenoli, concentrati in particolare nella buccia, sono composti secondari simili alle vitamine che donano alla frutta e alla verdura biologica quelle colorazioni d'intensità unica che le sono tipiche, giacché sono presenti nell'alimento biologico fino al 50 per cento in più. L'alimento biologico recupera la perduta capacità nutritiva tipica dell'orto-frutta di 60-70 anni fa, quando si mangiava forse meno, ma molto meglio.

Un modo sicuro per riconoscere l'ortofrutticolo biologico, al di là delle certificazioni, è imparare a individuarne le caratteristiche visive: in genere è più piccolo proprio perché cresce più lentamente (vedi "prezzo del BIO, 3a parte), ma dal gusto molto più carico, le forme sono diverse, i colori più vivaci ed intensi, il profumo e il sapore sono unicamente forti e presenta in genere delle piccole imperfezioni.

Leggete "Il prezzo del BIO" 2a PARTE

Leggete "Il prezzo del BIO" 1a PARTE

Leggete il blog di Patrizia: il cittadino al centro dell'azione politica: l'iniziativa di coltivazione biodinamica in un parco cittadino

Leggete "Che direbbe mai Caravaggio se visitasse un supermercato odierno...?"

Guarda il video Tutta la verità sull'ASPARTAME

FONTI:
*Still no Free Lunch, Brian Halweil, The Organic Center
Breeding the Nutrition Out of Our Food, Jo Robinson, The New York Times 
Hortscience, Declining Fruit and Vegetable Nutrient Composition: What Is the Evidence? Donald R. Davis, HortScience February 2009 44:15-19
XI° Rapporto nazionale sulle politiche della cronicita', A cura di Tonino Aceti, Maria Teresa Bressi.

Annals of Internal Medicine 4 September 2012 Are Organic Foods Safer or Healthier Than Conventional Alternatives?: A Systematic Review, Crystal Smith-Spangler et al.

BIBLIOGRAFIA

In defense of Food, Michael Pollan