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Alimento biologico, le regole e come leggere l'etichetta

di Patrizia Marani

spighe di grano

I metodi dell'agricoltura biologica sono stati regolamentati in una legge comunitaria (il Regolamento Cee n. 2092 del 24 giugno 1991) 
che prevede in estrema sintesi il rispetto dei seguenti parametri:


- I prodotti devono essere coltivati in terreni dove, da almeno due anni è stato sospeso l'uso si prodotti chimici di sintesi. Il pere albicocche bio periodo di transizione dalla coltivazione convenzionale a quella biologica viene chiamato "periodo di conversione";
- I terreni dove è praticata l'agricoltura biologica devono essere nettamente separati dagli appezzamenti con produzione non biologica;
- E' proibito ogni concime chimico. La fertilità del suolo si mantiene attraverso la rotazione dei raccolti, l'uso di concime animale e altro materiale organico consentito;
- E' proibito ogni antiparassitario chimico. Le malattie delle piante e gli insetti dannosi si combattono con metodi naturali;
- La salute degli animali si tutela con un ambiente sano e prevalentemente con rimedi omeopatici.
- Vanno adottate procedure particolari per impedire la contaminazione dei cibi durante il confezionamento, il trasporto e la vendita;
- Ogni fase della produzione (coltivazione, trasformazione, confezionamento ecc.) è sottoposta a controllo.
- Vietata la produzione e contaminazione con OGM (organismi geneticamente modificati): l'IFOAM, (International Federation campo di granoOrganic Agricoltural Movement) l'organismo internazionale in cui si riconoscono i produttori, gli enti di controllo ed altri operatori del settore, li ha ufficialmente messi al bando. All'interno del movimento biologico e biodinamico è iniziata da anni la sperimentazione e la produzione di sementi ottenute con metodi che escludono il ricorso all'ingegneria genetica, mentre forniture di sementi e materie prime sono sottoposte a controlli severi.

- I prodotti BIO non possono essere stati sottoposti a radiazioni ionizzanti per bloccare la germogliazione di patate e cipolle, come è invece è permesso nell'agricoltura tradizionale;

- E' vietato l'uso di additivi (con alcune regolamentate eccezioni, quindi, leggere sempre le etichette).

CHI SONO I CONTROLLORI

I controlli sono effettuati da Organismi autorizzati dal Ministero delle Risorse Agricole in base al Regolamento Cee, attraverso tecnici specializzati e laboratori accreditati.


Ogni Organismo di controllo ha un proprio codice, che deve essere presente sull'etichetta dei prodotti controllati.
 In Italia esistono nove organismi riconosciuti dal Ministero: Aiab, Codex, Bioagricoop, Ecocert, Suolo e salute, Ccpb, Imc, QC&I, Bios. 
Si sta, inoltre, gradualmente diffondendo il marchio adottato dalla Commissione Europea.

I controlli sono la vera tutela del consumatore. Sappiamo, infatti, che anche la coltivazione dei prodotti tradizionali è oggetto di pane integraleregolamentazione da parte dell'UE, ma la scarsità di controlli efficaci fa sì che sostanze proibite come gli ormoni o gli anabolizzanti possano essere surretiziamente e illegalmente presenti negli alimenti, giacché si assiste a un'epidemia di disregolazione ormonale. La qualità e frequenza dei controlli da parte degli enti certificatori è dunque fondamentale.

I controlli fatti alle aziende biologiche sono seri e garantiscono il consumatore?

Come abbiamo già ricordato i controlli possono essere esercitati solo da appositi Organismi autorizzati dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali. Presso lo stesso Ministero è istituito inoltre il Comitato di valutazione degli Organismi, per cui gli Enti di certificazione sono sottoposti a vigilanza e periodiche visite ispettive da parte del Ministero.

Inoltre tutti gli organismi di Controllo in attività sono accreditati dal SINCERT (sistema nazionale per l'accreditamento degli organismi di certificazione e ispezione); gli accreditamenti non sono concessi una tantum, ma soggetti a verifiche e conferme periodiche. Tutto ciò lascia pensare ad una buona affidabilità degli Enti preposti ai controlli.

Cosa cercare sulle etichette?

Solo i prodotti certificati possono riportare in etichetta la scritta: "da agricoltura biologica".
 Tale dicitura è la conditio sine qua non del prodotto biologico, in sua assenza, il prodotto NON lo è.

Esistono altresì prodotti con il marchio "Genuino clandestino", dicitura che designa la produzione agricola di un vasto gruppo di produttori autocertificati biologici "ribelli" verso gli alti costi delle certificazioni che, giocoforza, vanno ad accrescere il prezzo al consumo del prodotto biologico, rendendolo inaccessibile alla massa dei consumatori. Sta al consumatore la scelta di concedere la propria fiducia a questo genere di prodotti. A nostra tutela si può chiedere di visitare la fattoria e vedere con i propri occhi quali tecniche agricole vengono utilizzate. La conoscenza personale del produttore e di come questi opera è sempre un'ottima garanzia della qualità dei prodotti.  Noi di Perché Bio la caldeggiamo anche per i prodotti certificati.

Nel caso di prodotti con ingredienti di diversa provenienza, perché la dicitura "da agricoltura biologica" possa essere riferita al prodotto nel suo complesso, occorre che almeno il 95% dei suoi ingredienti siano certificati bio. Il restante 5% deve essere compreso in un elenco di ingredienti autorizzati dal regolamento CEE 2092/91, Allegato VI Parte B. 
Inoltre sulle etichette deve comparire:
- la scritta "regime di controllo CEE";
- chi esegue il controllo ("controllato da...") e il suo numero di autorizzazione ministeriale;
- il codice dell'Organismo di controllo;
- il codice dell'azienda produttrice;
- il n. di autorizzazione alla stampa di quella specifica etichetta.

etichetta prodotti biologici

Non è ammessa la miscela biologica e non biologica di un singolo ingrediente (es. farina).

Nel caso di prodotto con un unico ingrediente, questi deve essere al 100% biologico.

Esiste inoltre un marchio unico europeo per l'agricoltura biologica che contraddistingue gli alimenti prodotti nei paesi dell'Unione Europea. L'utilizzo di tale contrassegno è facoltativo e in etichetta deve comunque comparire il riferimento ad uno degli Organismi di Controllo, anche in presenza del marchio europeo.

Quando il prodotto è costituito almeno al 70% da ingredienti di origine biologica NON può ottenere la dicitura "da agricoltura biologica", ma gli ingredienti di tale provenienza sono specificati in etichetta, nonché il nome dell'ente certificatore. 

Leggete il post sul blog dell'autrice "Che direbbe mai Caravaggio se visitasse un supermercato odierno...?" sull'aspetto degli alimenti biologici rispetto a quelli tradizionali

Leggete gli altri articoli sul tema dell'alimentazione e del biologico: IOMANGIOBIO