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Cronache mutanti

di Biosight

 

Foto intro SIogm

Occorre sempre partire dall'inizio quando vogliamo capire le cose. OGM è "la sigla di organismo geneticamente modificato, usata per indicare organismi il cui patrimonio genetico è stato modificato mediante ibridazione e selezione o mutagenesi e selezione, oppure con metodiche che prevedono manipolazioni del DNA e inserimento mirato di nuovi geni (transgeni) negli organismi. Gli OGM trovano applicazione soprattutto in campo alimentare, agricolo, zootecnico e medico, a livello vegetale e animale" (Dizionario Enciclopedico Treccani)

Foto 1bis SIOgmFatta chiarezza sul significato e continuando a seguire quanto ci dice l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, apprendiamo che le piante geneticamente modificate sono di due tipi ovvero Genetically Modified Herbicide Tolerance (GMHT) e Genetically Modified Insect Resistance (GMIR). Le prime tollerano determinati erbicidi con ampio spettro di azione, le seconde resistono ad attacchi di insetti specifici. Questa breve introduzione ha il pregio, fonte a parte, di mettere tutti d'accordo ma il terreno diventa subito minato se analizziamo le ragioni dei pro e contro gli OGM.

Al Festival della letteratura di Mantova, lo scorso Settembre, si è svolto un dibattito dove, oltre le generali posizioni favorevoli o contrarie, si è parlato di cosa le persone sappiano realmente a proposito di OGM. Uno spunto ideale per marcare le difficoltà, oggettive e soggettive, di offrire una corretta informazione sulle caratteristiche di tali organismi. La famosa manifestazione ha voluto esaminare attraverso un confronto in stile anglosassone - palco di un teatro, due coppie di relatori con opposte tesi, frequenti tests inerenti le opinioni del pubblico - l'effettiva disponibilità della platea a cambiare parere o a confermarlo, secondo le spiegazioni ricevute. Il dato conclusivo è stato sorprendente visto il passaggio dei pro OGM, fra i presenti in sala, da un iniziale 46% al 55% finale. I motivi di un così repentino cambiamento? Il percorso affrontato cioè l'avere sviluppato certi aspetti e molto meno certi altri, senza particolare colpa dei relatori, a causa dell'ovvia incompetenza scientifica dell'uditorio. Un uditorio, si badi bene, allo stesso tempo costituito da consumatori medi di prodotti agroalimentari magari non sempre ferrati sul versante acquisti consapevoli, stante la scarsità di informazioni a disposizione sia di carattere scientifico sia produttivo.   

                                           Foto 2 SIOgm

Il consumatore medio, quando compra un alimento, è solito farsi la domanda: "sarà buono"? Attenzione però, con l'aggettivo buono egli abbraccia l'intero profilo qualitativo del prodotto leggi gusto, prezzo, sicurezza/integrità, tracciabilità. Il sig. Rossi non si interroga, dunque, su come la scienza abbia cambiato il cibo appena comprato, non valuta le conseguenze positive o negative delle sue applicazioni mentre lo mangia. Sono dubbi estranei alla sua forma mentale, 'massimi sistemi' i quali combaciano con l'origine dei cibi e spesso, oggigiorno, con la questione OGM. Una questione dove occorre fissare alcuni punti fermi, riportando inevitabilmente le tesi scientifiche fondamento delle opinioni.

Foto 4 SIOgmChi promuove lo sviluppo di OGM sottolinea, innanzitutto, le conquiste raggiunte attraverso la creazione di topi transgenici e la loro grande utilità al fine di identificare, in svariate patologie, le funzioni delle proteine. I topi knockout, privati artificialmente di uno o più geni, durante la crescita consentono di monitorare gli effetti e l'eventuale comparsa di malattie, provocate dalla mancanza delle proteine inibite. E' un risultato assai importante che permette di giustificare, poi, la manipolazione del comparto agroalimentare i cui successi rappresentano la miglior risposta alle critiche. Gli esempi addotti sono numerosi: il mais Bt - modificato contro l'azione di taluni insetti e fitofarmaci, resistente quindi agli assalti naturali/chimici - la papaya thailandese, l'hawaiana e la mela a DNA ricombinato, il latte ricco di una maggiore quantità di caseina o quello senza lattosio. Qualora venga obiettata, fra l'altro, la perdita delle loro proprietà organolettiche, essi ribattono che sin dalle rese agricole 'OGM aumentate' si può individuare un alto profilo qualitativo. La genetica, proseguono, abbassa i consumi energetici (inerenti l'attività esercitata nelle colture tradizionali), salva l'ambiente poiché gli OGM resistono ai parassiti e fanno sensibilmente diminuire l'uso degli erbicidi - tollerano persino, se ne venissero a contatto, fitofarmaci usati in piantagioni differenti - supporta il fabbisogno alimentare legato al notevole incremento della popolazione mondiale.

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Le prove a favore degli OGM non sono certo finite e affrontano il controllo degli alimenti transgenici, circostanziando il fatto che sia sempre stato molto elevato con esiti di assoluta positività sul piano della salute umana. Addirittura il cibo transgenico, come riporta un articolo del Nature Biotechnology, implica un rischio minimo rispetto alle intossicazioni alimentari d'origine microbica. L'evidente contrarietà dell'opinione pubblica mondiale, si sostiene, ha reso ancora più stringenti le verifiche e incrementato le normative concernenti gli OGM. Si citano infatti, a mo' di esempio, le direttive UE sui cibi nonché l'istituzione dell' European Food Safety Authority (EFSA), ente preposto a monitorare gli eventuali pericoli (compresi quelli genetici) insiti negli alimenti: le responsabilità dei produttori OGM sono quindi ampie, dovendo essi provare la salubrità del prodotto per ottenere il via libera alla commercializzazione. Negli Stati Uniti, invece, la procedura è l'esatto opposto giacché il produttore si fa garante della sicurezza alimentare e la Food and Drug Administration (FDA) interviene post distribuzione, tramite il suo Center for Food Safety and Applied Nutrition.

Foto 6 SIOgmProprio partendo dalle analisi dell'americana Food and Drug Administration(FDA), oltre 120 colture transgeniche, in un arco temporale di quasi vent'anni (1995-2012), hanno subito il giudizio dell'ente. Nessuna ha evidenziato una qualsiasi difformità biologica con le piante senza geni, dopo accurate osservazioni sulla loro principale composizione leggi proteine, fibre, grassi, amminoacidi ecc. Qualora, poi, coltivazioni transgeniche abbiano mostrato la presenza di nuove sostanze proteiche, la concentrazione delle stesse si è rivelata infinitesimale e priva di conseguenze sotto il profilo sanitario. Chiaro il concetto? Sì ma rimane la grande inquietudine verso il possibile insorgere di allergie sconosciute.

Molteplici studi hanno cercato di fornire le giuste risposte, impiegando una semplice e prudente metodologia anche se viene riconosciuta, ahi ahi ahi..., non risolutiva. Essa indica allergenica una nuova proteina - da testarsi, una volta scoperta, solo in vitro - quando fra gli 80 amminoacidi, suoi componenti, esiste una corrispondenza ovvero omologia superiore al 35% con gli amminoacidi di una proteina allergenica già nota. Tale metodologia, si ribadisce, possiede un'indeterminatezza di fondo vista l'impossibilità di avere un unico criterio regolatore: gli allergeni nei cibi infatti, siano quest'ultimi transgenici o meno, sono in continuo aumento e non sempre risultano simili a quelli conosciuti, dunque occorrerà procedere mettendo assieme le certezze acquisite dagli studi di omologia e di alimenti OGM/no OGM. Un procedimento inevitabilmente 'sperimentale', diremmo, il quale si palesa inadatto nel garantire la costante salubrità degli OGM. Sono le prime crepe strutturali?

Rimane un ultimo, spinosissimo problema: la tossicità. La prassi tossicologica fissa in 90 giorni il termine massimo per appurare la nocività di un cibo sui roditori, un periodo che ha innescato numerose polemiche considerata la temporalità di alcuni danni neurologici sugli organismi, vedi morbo di Parkinson, individuabili dopo anni e anni. Chi ha ragione? Appare chiaro come la questione posta sia lungi dall'esser risolta, mancando un esatto limite di tempo a cui far riferimento (mesi, anni, decenni?). Qualora sia richiesto un monitoraggio scientifico durevole, si precisa, devono essere affrontati alti costi, l'utilità di fissare - a priori - un preciso arco temporale di analisi, l'indeterminatezza nell'imputare eventuali alterazioni fisiologiche agli OGM o a sostanze diverse. Si tratta, insomma, di una serie di variabili che è complicato gestire, assemblare e rendere funzionali al 100%, proprie di una ricerca scientifica particolareggiata.
                                                                                                 Foto 7 SIOgm

Il sistema di controllo sugli alimenti, sono le osservazioni finali, non è mai perfetto nonostante gli indubbi e numerosi progressi delle tecnologie di rilevazione. Il rischio derivante da un cibo transgenico, viene ripetuto, si conferma molto minore rispetto alla frequenza delle intossicazioni alimentari per batteri e virus, messe in conto nonché 'accettate' a livello di opinione pubblica. Le persone sanno di doverci convivere, al di là di ogni spiegazione scientifica, mentre continuano a rifiutare gli OGM. Le ragioni di un simile atteggiamento vanno trovate, si spiega, nei modi di veicolare le corrette informazioni - guarda un po'... - quando si parla di cibi transgenici e nella mole di implicazioni tecnico-scientifiche ad essi legate, comunque estranee al sapere generale. PERCHE'BIO, registrato ciò, tuttavia si chiede: è solo un'insufficiente comunicazione la causa del rifiuto verso i cibi transgenici o è, piuttosto, il pericolo di una scienza sotto l'egida di enormi interessi commerciali a preoccupare la gente? Lo vedremo Organismi GMinacciati.

 

Se volete saperne di più, leggete Organismi GMinacciati e....

.....Leggi contro: UE e Italia 'ballano' sugli OGM

In IOmangioBio potrete trovare, poi, molti consigli su un'alimentazione più sana

 

FONTI
Settegreen, supplemento settimanale ambiente del CORSERA > Pro o contro: sugli Ogm è facile cambiare opinione, a cura di Valeria Dalcore, 13 Settembre 2013

Prof. Antonio Giordano, Ogm sì, Ogm no: una questione aperta, su it.doctormag.com

www.lescienze.it - edizione italiana di Scientific American - Il paradosso della sfiducia negli OGM, Settembre 2013


BIBLIOGRAFIA
Jacques Testart, A Chi Convengono gli OGM?, Lindau Edizioni, 2009

Dario Bressanini, OGM tra leggende e realtà. Chi ha paura degli organismi geneticamente modificati?, Ed. Zanichelli (collana Chiavi di lettura), 2009

Francesco Sala, Gli ogm sono davvero pericolosi?, Ed. Laterza (collana Universale Laterza. Punti interrogativi), 2005