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12 additivi da evitare

 Additivi intro extranoise
di IlReE'Nudo

Quali sono gli additivi più nocivi, dove si trovano e come evitarli?

Per far ciò, bisogna prima di tutto imparare a leggere le etichette, impresa non facile, dato che sono sovente posizionate strategicamente sul retro o a lato delle confezioni e gli ingredienti stampati a caratteri microscopici!

Sebbene le quantità in cui gli additivi alimentari sono presenti negli alimenti non siano di solito segnalate, può essere utile sapere che gli ingredienti sono riportati sull'etichetta in ordine di dose decrescente. Il primo ingrediente è, pertanto, quello che è presente in maggior quantità e così via a scalare tutti gli altri.

Additivi terren in VirginiaVale, tuttavia, la pena di tentare, dato che ognuno di noi consuma sino a 7 kg per anno di additivi. Chi lo sa perché un numero sempre maggiore di bambini oggigiorno soffre di bronchiti a ripetizione, iperattività, aggressività o disturbi del sonno? Può essere utile, quindi, osservare se i nostri angioletti si trasformano in diavoletti nelle ore che seguono l'ingurgitamento di quelle attraenti e profumate gomme da masticare rosa shocking, sulle cui etichette figurano ai primi posti diversi tipi di coloranti, conservanti ed edulcoranti, fra cui l'aspartame. Comportamenti aggressivi, iperattività e deficit d'attenzione sono, infatti, sospettate di essere una delle possibili reazioni ad alcuni additivi alimentari tossici.

Vi sono diverse categorie di additivi riportati sulle etichette:

- I coloranti, segnalati con sigle dall'E100 all'E180 e utilizzati anche nei cosmetici e nei medicinali, sono particolarmente pericolosi per la molteplicità delle fonti di esposizione;
- i conservanti, E200-E297;
- gli antiossidanti, E300-E337,
- gli acidificanti, E338-E380

Vi sono, inoltre, gli aromatizzanti usati per restituire i sapori tolti al cibo dalle lavorazioni, che sono sostanze chimiche molto complesse. "Per riprodurre l'aroma della fragola è necessario miscelare piccolissime quantità di almeno 350 composti chimici", e tutti sintetici! La lista degli additivi è lunga e, fra gli altri, vi sono, addensanti, antiossidanti, emulsionanti, esaltatori di sapidità, come il famigerato glutammato monosodico indicato in etichetta con la sigla E621; edulcoranti sintetici e gelificanti.

Vengono, inoltre, utilizzati dall'industria alimentare ben "6000 aromi artificiali, oltre ad agenti di lavaggio, pelatura, trasformazione, solventi da estrazione, enzimi o agenti antischiumogeni, che non sono riportati sulle etichette e che si possono, pertanto, evitare solo mangiando alimenti non trattati e acquistati localmente.

La prima regola da seguire per evitare tutta questa chimica, non ci stancheremo mai di ripeterlo, è quella di mangiare cibo fresco e qualora si acquisti cibo confezionato o lavorato, controllare che gli ingredienti siano pochi e riconoscibili. In caso contrario, quello che acquistiamo NON è un alimento, ma un miscuglio creato ad arte in un laboratorio chimico (come accade per tante cosiddette 'bibite').

Conservanti alimentari (e non) I conservanti entrano dentro di noi mediante ingestione di alimenti industriali a lunga conservazione, di medicinali o tramite l'assorbimento cutaneo di creme e prodotti vari di cura per il corpo. Quest'ultima via d'accesso è considerata ancora più pericolosa di quella alimentare, perché fegato ed intestino riescono a filtrare e ad eliminare, almeno in parte, le sostanze tossiche ingerite, mentre quelle che penetrano nel corpo attraverso l'epidermide vengono assorbite direttamente, senza nessun filtro.

Uscite le donne dalla cucina, vi è entrata l'industria alimentare e la sua ampia gamma di alimenti a lunga conservazione o di Additivi small CarbonNYCpasti precotti, velocemente riscaldabili al microonde. Dei metodi di conservazione, preparazione e cottura di questi pasti si conosce, però, poco o nulla, né si conoscono gli ingredienti utilizzati siano essi riportati in etichetta con criptiche sigle, o non lo siano affatto e, di conseguenza, si sa sempre meno di ciò che entra a far parte del nostro corpo, e che dovrebbe alimentarlo ed accrescerlo.

I cibi confezionati devono innanzitutto durare nel tempo, non deteriorarsi per poter raggiungere i luoghi di distribuzione e avere una "vita" sugli scaffali utile al loro acquisto ed utilizzo. A tal fine, l'industria usa degli additivi speciali, i conservanti e ne usa in gran numero. Avete presente tutte quelle E seguite da numeri a tre cifre che vedete sulle etichette? Ebbene, da E 200 a E 290 si tratta di conservanti, usati negli alimenti d'origine industriale. Il carico che arriva nel nostro corpo per ingestione è, di conseguenza, assai rilevante: ne ingoiamo diversi chilogrammi all'anno.

Sulla "Guida tascabile agli additivi alimentari!" di Corinne Gouget (Macroedizioni) solo un conservante è contrassegnato dal rettangolo verde che indica innocuità, l'acetato di calcio, E263, di origine naturale o chimica. Nove sono etichettati come 'dubbi', tutti gli altri indicati, invece, come nocivi.

Vediamone alcuni dei più diffusi e pericolosi.

Formaldeide: un corpo molto ben conservato

Lo dobbiamo al nostro peso tossico corporeo di conservanti se un cadavere "moderno" impiega più tempo a decomporsi di quelli antichi. La formaldeide, non a caso usata dagli imbalsamatori, è uno dei conservanti più potenti e diffusi, impiegata dall'industria conserviera. Nelle etichette alimentari, la formaldeide è riportata con la sigla E 240. Da ricordare che anche l'aspartame è una fonte di formaldeide in quanto, una volta ingerito, una parte di esso si traforma in metanolo, il quale a sua volta si scompone in formaldeide.

Le fonti di esposizione alla formaldeide sono molteplici, in quanto questo composto è utilizzato in innumerevoli processi industriali per le sue spiccate doti antibatteriche. Ciò lo rende particolarmente pericoloso giacché le cosiddette dosi minime ammesse per legge si moltiplicano assieme alle fonti.

Composto chimico organico molto volatile, è fortemente irritante per gli occhi e le vie respiratorie, anche a seguito di una breve esposizione. A lungo termine, la formaldeide è stata collegata alle allergie, all'asma e a vari tipi di tumore. Già nel 2004, IARC – l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell'ONU – l'ha dichiarata sostanza cancerogena per l'uomo. Malgrado ciò, La formaldeide continua ad essere impiegata massicciamente "nella produzione delle resine usate come adesivi e leganti per prodotti legnosi, pasta di legno, carta, fibre di roccia o di vetro. La formaldeide è, inoltre usata estensivamente nella produzione di plastiche e rivestimenti, finissaggio tessile e nella produzione di composti chimici industriali. E' anche usata come disinfettante e conservante (formalina) in molte applicazioni." Di conseguenza, le fonti d'esposizione più comuni sono gli alimenti trattati, i pannelli di legno truciolato e altri prodotti similari (compensato e legno pressato, quale l'MDF), tappeti, vernici, disinfettanti a base di formaldeide, fumo di tabacco, e le emissioni delle automobili. I livelli di formaldeide sono generalmente molto più elevati all'interno delle abitazioni, a causa della formaldeide usata nell'arredo, che all'esterno. L'esposizione occupazionale alla formaldeide è molto estesa, soprattutto nelle cartiere, nelle industrie che la producono o che fabbricano fibre artificiali vetrose, resine e plastiche.

DOVE SI TROVA E COME PUO' ENTRARE DENTRO DI ME?
Alimenti: Aspartame, dolci, bibite, caramelle, gomma da masticare dolcificati con Aspartame, alimenti in cui è indicata la sigla E240.
Cosmetici, prodotti di igiene e cura personale: può essere presente nei disinfettanti, rossetti, dentifrici, shampoo, saponi liquidi, bagni schiuma per la doccia, anche in quelli per i bambini.
Arredamento: materiale d'isolamento acustico, pavimenti, tappeti, tende, mobili di legno truciolato, compensato o altri prodotti di legno pressato (MDF), lacche, vernici e pitture.
Fumo di sigaretta.

QUALI DANNI CAUSA ALLA SALUTE? Gravi danni al sistema immunitario e a quello nervoso, allergie, asma e vari tipi di cancro.

Additivi small yaybiscuits123Nitriti e nitrati

Sigh, per la nostra tradizione alimentare questa è forse l'informazione più tremenda perché riguarda anche - ainoi - i nostri amati prosciutti e non più o non solo i famigerati hot dogs o wurstel di lontane culture alimentari, dominate dal dogma del fast food. E' arrivato il momento di informarsi anche su di loro prima di acquistarli. E di mettere in discussione scene che siamo abituati a vedere sin dall'infanzia e che ci appaiono 'naturali'. Non è, al contrario, affatto naturale che carne fresca soggiorni per giorni e giorni sugli scaffali dei supermercati senza alterarsi. Tale fenomeno è possibile solo grazie all'uso di potenti conservanti che vengono spalmati sulla superficie delle carni rosse per prevenire la crescita batterica e mantenere il caratteristico colore rosso brillante, o mescolati alle carni lavorate e/o cotte che acquisirebbero un inappetibile colore grigio, mettendo fuori mercato il prodotto. 

Nel 2005 un importante studio congiunto dell'Università della Southern California e dell'Università di Hawaii ha mostrato che il consumo di carni rosse e carni lavorate è un forte fattore di rischio nello sviluppo del micidiale cancro al pancreas. Lo studio indica le metodologie di conservazione come il possibile colpevole e non il maggior contenuto di grassi saturi presente in questi alimenti.

Com'è possibile? Crolla un mito degli anni '80?

I nitrati e i nitriti sono composti utilizzati per la conservazione delle carni che possono trasformarsi nelle pericolose nitrosammine, noti agenti cancerogeni nei test sugli animali. Secondo uno studio dei ricercatori dell'American Cancer Society, un consumo elevato per più di 10 anni di carni lavorate (processed) è associato con un aumento del 50% di cancro del colon inferiore e del retto. "Per alto consumo lo studio indica circa 28 grammi al giorno, 5-6 volte alla settimana per gli uomini e 2-3 giorni alla settimana per le donne ". Non molto davvero!

L'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro collega invece il consumo d'insaccati CON CONSERVANTI al cancro dello stomaco. L'ambiente acido di questo organo favorirebbe, infatti, la formazione di nitrosammine.
Uno studio della Columbia University di New York collega il consumo d'insaccati conservati con nitriti ad una riduzione del 3% delle funzioni respiratorie. Nitriti e nitrati, infatti, attaccherebbero le proteine che favoriscono l'elasticità dei polmoni.

COME RICONOSCERLI? Le sigle sono E249, E250, E 251, E252.
DOVE SI TROVANO? Possono essere aggiunti come additivi ad insaccati di tutti i tipi, prosciutto incluso, wurstel, carni in scatola e altri prodotti a base di carne, pesci marinati e talvolta anche in prodotti caseari. Nitrati e nitriti sono veramente molto diffusi, bisogna controllate le etichette. Al banco, è necessario chiedere al salumiere. Fra le poche eccezioni, il Prosciutto di Parma. Anche gli insaccati artigianali possono non esserne esenti

Additivi small JeepersMediaI parabeni

Sono i conservanti sintetici più economici e diffusi al mondo, usati per impedire il proliferare dei batteri in innumerevoli prodotti alimentari, farmaceutici e di cura personale sin dagli anni '20. Velocemente espulsi dal corpo, si è sempre ritenuto che la loro tossicità fosse innocua, sino a che numerosi studi recenti hanno messo in evidenza che i parabeni sono dei distruttori endocrini in quanto si legano ai recettori degli estrogeni, alterando l'equilibrio endocrino.

I principali parabeni che si possono trovare nelle formulazioni in commercio nell'industria alimentare sono: metilparabene, etilparabene, propilparabene, e benzilparabene, contraddistinti dalle sigle E214, E215 E218, E219. Sono stati di recente proibiti E216, E 217 a base di propilparabene.

Le altre industrie, fra cui quella dei cosmetici, utilizzano inoltre l'isobutilparabene e butilparabene. I parabeni, già in passato collegati ad allergie cutanee e sensibilizzazioni della pelle occasionali, sono secondo l'Enviromental Working Group presenti in almeno 3559 prodotti cosmetici.

DOVE SI TROVANO E COME POSSONO ENTRARE DENTRO DI ME?
L'utilizzo prevalente è quello di conservante nell'industria alimentare e nei prodotti di cura personale: ciprie, fondotinta, creme idratanti per il viso e il corpo, creme anti-età e non, shampoo e balsami, bagni schiuma, creme e latti solari, deodoranti e antitraspiranti, acqua di cologna e profumi, prodotti per le unghie, dopobarba, saponi, prodotti per l'igiene dei bambini e dentifrici. Alle volte vengono anche impiegati come additivi nei preservativi e nei giocattoli tipo gel.

QUALI DANNI CAUSANO?
I danni tipici dei distruttori endocrini. Data la pervasività dei parabeni nei prodotti di cura personale, sono costantemente presenti nel corpo. Uno studio condotto dalla dott.ssa Dabre e da un team di ricercatori dell'Università di Reading, ha scoperto la presenza di parabeni nel tessuto mammario di 18 su 20 pazienti che soffrivano di tumore al seno, dimostrando fra l'altro la capacità di accumulo di queste sostanze nei tessuti umani. I parabeni sono tanto più sospetti in quanto i tumori crescono nell'area del seno più vicina all'ascella e sono più comuni nel seno sinistro, alla cui ascella la maggioranza delle persone "destre" applica più prodotto. Come misura preventiva è meglio evitare l'applicazione di prodotti per le ascelle e deodoranti che contengono parabeni e, in genere, cercare prodotti alternativi che usano conservanti totalmente naturali. Un altro studio è stato condotto per verificare la relazione fra parabeni e danneggiamento cutaneo. Alcuni ricercatori giapponesi hanno studiato gli effetti del metilparabene (methylparaben), comunemente usato come antisettico in molte preparazioni cosmetiche, scoprendo che non metabolizza nello strato corneo, lo strato più esterno dell'epidermide e che, paradossalmente, la presenza di questo parabene accelera l'invecchiamento cutaneo.

I 6 coloranti identificati dallo studio cosiddetto Southampton

I coloranti alimentari sono identificati dalle sigle E100-199. Come regola generale, è meglio evitare i coloranti sintetici. Particolarmente controversi sono i 6 coloranti identificati dallo studio cosiddetto Southampton nel 2007 pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Lancet che rilevava un collegamento fra iperattività e somministrazione di sei coloranti presenti in bibite consumate regolarmente da bambini:

Tartrazina (E102), vietato in Svizzera;
Giallo chinolone (E104), osservati anche effetti cancerogeni;
Giallo Tramonto, (E110), possibile cancerogeno;
Carmoisine (E122) possibile cancerogeno;
Ponceau 4R (E124), presente di frequente in salse ketchup, ciliegie candite, caramelle, yogurt, oltre che bevande;
Rosso Allura (E129).

L'agenzia europea per la sicurezza alimentare, Efsa, non ritenne nel 2008 di dover modificare le dosi giornaliere consigliate, non rilevando un collegamento conclamato fra iperattività e assunzione dei sei coloranti, ma in seguito abbassò quelle di tre dei sei additivi e, infine, nel 2013, ha richiesto la realizzazione di ulteriori test su 5 dei 6 coloranti "Southampton".
Si consiglia, quindi, di applicare il principio di precauzione.

Glutammato monosodico (MSG)

Avete mai notato che nell'aprire l'agognato sacchetto di fragranti patatine vi proponete sempre di mangiarne solo la metà, ma Additivi small Ruocaledpoi non riuscite a chiuderlo sino a che non avete raschiato l'ultima briciola sul fondo della busta? No, non si tratta di debolezza della vostra forza di volontà, ma è la forza del glutammato monosodico che, eccitando le vostre papille gustative, è capace di agganciare il frequente consumatore e dar luogo ad una vera e propria dipendenza patologica, paragonabile a quella da nicotina.

E621 è la sigla da tenere d'occhio. Si tratta di un esaltatore di sapidità e si cela dietro 30-40 designazioni diverse (per la lista completa leggere "Guida tascabile agli additivi alimentari, di Corinne Gouget).

Quali danni causa? Cancerogeno, allergenico e neurotossico.

Dove si trova e come evitarlo? Si può nascondere dietro a denominazioni come 'aromi artificiali', 'aromi naturali', 'estratto di spezie', 'oli o grassi vegetali idrogenati'....Si può trovare in dadi per il brodo, salse varie, sciroppi di mais, pasta precotta in busta....la lista è troppo lunga. Ancora una volta, essendo onnipresente nel cibo industriale e difficilmente individuabile sulle etichette, evitare quanto più possibile gli alimenti trasformati, precotti, disidratati e mangiare cibo fresco.

Additivi Steve SnodgrassAspartame

Presente in più di 6000 prodotti in commercio: bibite, gomme da masticare, caramelle, gelati industriali, medicinali ecc. ecc.

Quali sono danni per la salute? Potente cancerogeno e neurotossico, dimostrato da innumerevoli studi scientifici europei e nord-americani, non ritenuti ancora sufficienti dall'Agenzia per la Sicurezza Alimentare Europea, né per la FDA americana. Per star dalla parte dei bottoni, io preferisco utilizzare piccole quantità di zucchero integrale, più nutriente e meno calorico di quello raffinato e, soprattutto, sicuro. E voi?

Per approfondire tutte le nefandezze imputate all'aspartame, due video:

 

Aspartame, il servizio di Report

Video sullo studio dell'Istituto Ramazzini 

FONTI

Meat and Fat Intake as Risk Factors for Pancreatic Cancer: The Multiethnic Cohort Study
Ute Nöthlings , Lynne R. Wilkens , Suzanne P. Murphy , Jean H. Hankin , Brian E. Henderson , Laurence N. Kolonel

The Scientific Panel on Food Additives, Flavourings, Processing Aids and Materials in
Contact with Food has been asked to provide an opinion on the safety of paraben (E 214-219)
usage in foods by 1 July 2004

BIBLIOGRAFIA

Guida tascabile agli additivi alimentari! di Corinne Gouget, Macoedizioni

The Toxic Consumer, di Elizabeth Salter Green