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Organismi Già Minacciati

di Biosight

 

Foto intro NOGM 

Le posizioni di chi si batte contro gli OGM non sono 'a prescindere' e coniugano il massimo scrupolo degli equilibri naturali con una solida base scientifica. Scienza e natura, infatti, possono benissimo convivere quando la prima lavora a fianco della seconda. Gli OGM supporters rovesciano, invece, tali equilibri ed il loro ragionamento appare indebolito dai fortissimi interessi commerciali delle corporation. PERCHE'BIO, non dubitino i lettori, si schiera nelle fila dei no cercando, come sempre, di far riflettere le persone 'al di là della barricata'.

Lo spunto dell'articolo Cronache mutanti è stato il particolare dibattito tenutosi a Mantova, lo scorso Settembre, in occasione del Festival della letteratura. Un teatro cittadino ha visto fronteggiarsi due coppie di relatori, pro/versus OGM, nonché lo svolgersi di tests inerenti le opinioni del pubblico per valutare, oltre al grado di conoscenza, anche il grado d'influenza delle informazioni ricevute. Il risultato è stato singolare poiché i favorevoli sono passati da un iniziale 46% ad un 55% finale: le ragioni di ciò, ricordiamo, si possono imputare al maggiore o minore approfondimento di certi argomenti rispetto ad altri causa l'ovvia, insufficiente preparazione scientifica della platea. Ripartiamo da lì, adesso, nella disamina delle opinioni sfavorevoli ai cibi transgenici.
Foto 2  NOGMLe preoccupazioni verso gli OGM si basano, principalmente, sul concetto di insostenibilità delle colture transgeniche sia sotto il profilo ambientale sia sotto quello della salute umana. Numerosi studi hanno invero attestato l'impossibilità di coesistenza fra campi OGM e terreni BIO, considerata l'altissima probabilità di contaminazione dei secondi. E se vogliamo davvero parlare di sviluppo tecnologico agroalimentare, assieme alle relative implicazioni, perché ignorare la Mas (Marker Assisted Selection) leggasi selezione assistita da marcatori? Si tratta di un metodo di selezione genetica che accelera l'incremento di determinate caratteristiche presenti in piante e animali (produttività, resistenza ad attacchi chimici e biologici), perfezionandole mediante ripetuti incroci. La Mas ha come principio di fondo le differenze biologiche esistenti all'interno di una medesima forma vivente, in grado di esser riconosciute, potenziate ed utilizzate per offrire molteplici soluzioni ai fabbisogni dell'uomo. La storia stessa, durante migliaia di anni, ha testimoniato l'uso di questa tecnica quando si voleva incrementare la riproduzione degli animali e vegetali meglio adattatisi all'habitat locale, specie idonee, quindi, a garantire alte rese produttive. La Mas rappresenta, oggigiorno, uno strumento fondamentale nel miglioramento sostenibile delle varietà, siano esse 'vecchie' o nuove, dipendendo solo dalla natura i tempi di maturazione delle peculiarità oggetto di selezione. Tempi, affermano gli OGM fans, troppo lunghi...

Le normative sulla Mas sono chiarissime giacché la considerano una normale coltura, senza bisogno di permessi esclusivi o corsa ai brevetti (OGM docet..): evidentemente ha dimostrato di non alterare gli ecosistemi dove risiede, di rispettarne il ciclo naturale, di tutelare la salute umana, di essere molto competitiva sotto l'aspetto economico se paragonata agli OGM. E' il più significativo esempio di BIOTECNOLOGIA 'buona', la potremmo chiamare, implementata in Africa dalla Food and Agriculture Organization of the United Nations (www.fao.org).

SONO QUI RIPORTATI, CASOMAI SI DESIDERASSE LEGGERLI, BREVISSIMI CENNI SULLA BIOTECNOLOGIA E LA STORIA DEGLI OGM.

La sperimentazione della Mas (Marker Assisted Selection= selezione assistita da marcatori), nel continente africano, serve a fronteggiare gli irrisolti problemi di nutrizione delle popolazioni locali. Le persistenti siccità e le conseguenti scarse risorse idriche, la successiva desertificazione dei territori, una mancata diffusione di tecniche agricole adatte ai luoghi di semina, hanno reso improrogabili interventi risolutori. Ecco allora sorgere, dopo accurate procedure Mas, colture capaci di resistere agli 'shock' termici ed assicurare una certa resa produttiva; ecco comparire piante che richiedono un limitato consumo d'acqua per la crescita e sviluppo; ecco coltivazioni funzionali alla sostenibilità dei terreni d'impianto e sementi non destinate a diventare subito sterili; ecco, infine, la formazione-aggiornamento degli addetti ai campi agricoli, nell'ottica di una migliore qualità della vita. Gli OGM e le loro case produttrici possono garantire tutti questi risultati? La risposta è no.
                                                                                                       Foto 3  NOGM

Dubbi, dubbi e ancora dubbi. Le coltivazioni transgeniche ne lasciano parecchi mentre la percentuale di risposte dirimenti è solo parziale, qualora si vada a impostare un semplice esercizio statistico. Fra le questioni di rilievo si segnalano, nell'ambito sostenibilità ambientale, gli effetti delle piante OGM sugli 'antagonisti' naturali ovvero le specie predatorie di singola pertinenza. Un caso manifesto sono i semi di colza resistenti al pesticida glucofusinato perché, nonostante la pianta modificata possa avere maggiori rese e talvolta necessitare di meno prodotto chimico, gli insetti attuano una selezione biologica di esemplari neutri al medesimo pesticida. Inoltre un'eventuale fecondazione delle erbacce, ad opera della colza transgenica, farebbe nascere nuove piante infestanti su cui la chimica non avrebbe effetto, piante apportatrici di danni colturali.

La 'celeberrima' Monsanto produsse, nel 1995, una soia transgenica in grado di tollerare il Roundup (suo marchio, si badi bene), erbicida contenente il velenosissimo composto di sintesi chiamato glifosato: la modifica avvenne, inizialmente, con l'impianto di un gene codificato, proveniente dalla noce del Brasile, nel genoma della soia (il genoma, ricordiamo, è l'intero patrimonio genetico di un organismo). Tuttavia la stessa noce del Brasile provocò, in organismi umani sensibili, seri fenomeni allergici rendendo tassativo eliminarne il gene. Oggi la soia Monsanto è composta da parti di genoma appartenenti al batterio del cavolfiore, dell'Agrobacterium tumefaciensis, della Petunia hybrida e la pianta ottenuta consente un uso 'più tranquillo ' dell'erbicida Roundup. Il problema sopra citato si è dovuto risolvere, al di là delle implicazioni sanitarie, proprio per i massicci interessi economici coinvolti ossia i prezzi inferiori rispetto alle colture OGM free. Tale sua competitività la rende 'apprezzata', dunque, nel campo agricolo e ne allarga incisivamente l'impiego fino al mangime da allevamento.
Foto 4  NOGM colza Piantagione di colza                                              Foto 5  NOGM

Foto 7  NOGM  Dott. Seralini La BIOTECNOLOGIA 'buona' si serve degli incroci al fine di migliorare gli organismi vegetali ed animali, cercando, non è sempre detto che ci riesca, di capirne i meccanismi naturali. Quando un DNA viene invece manipolato artificialmente, le conseguenze diventano assai temibili come uno studio targato 2012, a cura dell'università di Caen (nord della Francia), ha confermato. L'equipe scientifica francese ha evidenziato, infatti, un esponenziale aumento di tumori e mortalità, dopo aver nutrito centinaia e centinaia di topi mediante cibi OGM. Essi sono stati suddivisi in 9 gruppi da 200 elementi ciascuno mentre, durante un paio d'anni, venivano così alimentati: tre gruppi di roditori hanno assunto mais OGM a sigla NK603; altri tre hanno mangiato mais OGM trattatocon il diffusissimo erbicida Roundup( vedi sopra); agli ultimi tre si è distribuito mais normale trattato con un pesticida diverso. La miscela di chimica e genetica è stata micidiale, secondo i risultati del Dottor Seralini capo del progetto, poiché la mortalità riscontrata ha causato perdite elevatissime e incrementato di oltre il 60% il rischio di gravi patologie tumorali. Al primo roditore è occorso solo un anno per cessare di vivere, malgrado il differente dosaggio alimentare somministrato ai vari gruppi, e persino la quantità più bassa di Roundup ha ampliato l'incidenza di cancro mammellare nelle femmine dei topi. I ricercatori accusano il suddetto pesticida di alterare il sistema endocrino ovvero quel complesso di ghiandole che producono gli ormoni, regolatori di fondamentali funzioni corporee quali metabolismo, crescita, maturazione e riproduzione sessuali. La fine è già segnata sia per i roditori sia per l'uomo, dice Seralini, se gli OGM entrano a far parte della loro alimentazione e lo dice a pieno titolo, proprio sulla base di uno studio capace di trovare la classica 'pistola fumante'. Essa consiste nell'aver mostrato chiaramente, sotto il profilo medico, gli esiti mortali dell'erbicida Roundup e del mais NK603 posti in stretto collegamento (anche produttivo, vista la comune provenienza Monsanto). Le polemiche sorte, a seguito dei riscontri citati, sono state violentissime e proseguono tuttora, registrando l'intervento delle maggiori istituzioni del settore sanitario, pro o contro questo studio, assieme alla massiccia ostilità delle OGM corporation. ( in alto a sinistra, il Dott.Seralini)


                                                                                                   Foto 8  NOGM                                                                                            

La modificazione genetica su alimenti di larghissimo uso, dietro lo schermo di nobili intenti verso l'umanità, ha abbandonato le iniziali prudenze e si è avventurata lungo un funesto percorso scientifico. Contano molto, invero, i fattori economici da cui la ricerca è dovuta via via dipendere, affossatori di un'etica scrupolosa rivolta alla salute dell'uomo e dell'ambiente. L'ingegneria genetica, pur meritandosi tante lodi quando opera nella cura di malattie letali, cambia qui volto: il mondo perfetto sognato potrebbe diventare, alla fine, un museo degli orrori dove nessuno vorrebbe certamente stare.

 

Per conoscere le posizioni pro OGM si consiglia la lettura di Cronache mutanti

Un'analisi legislativa è invece possibile leggerla in Leggi contro: Ue e Italia ballano sugli OGM

Quali sono i vantaggi di mangiare BIO? Leggete tutti gli articoli di IomangioBio

 

FONTI
Settegreen, supplemento settimanale ambiente del CORSERA > Pro o contro: sugli Ogm è facile cambiare opinione, a cura di Valeria Dalcore, 13 Settembre 2013

Prof. Antonio Giordano, Ogm sì, Ogm no: una questione aperta, su it.doctormag.com

www.aiol.it, Ogm: il dibattito sullo studio del professor Gilles-Eric Seralini

www.fondazionedirittigenetici.org, I ratti di Seralini e l'approccio scientifico sugli Ogm, di Fabrizio Fabbri Direttore scientifico

BIBLIOGRAFIA
Jacques Testart, A Chi Convengono gli OGM?, Lindau Edizioni, 2009

Jeffrey M. Smith, OGM: i Rischi per la Salute - Perché non comprare e mangiare cibi geneticamente modificati. Sterilità, allergie alterazioni genetiche, malattie croniche: quali sono i veri rischi causati dalle biotecnologie e dagli OGM? Ed. Arianna, 2012