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L'Arte, Maestra di Bellezza

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Postato l'8 luglio da Patrizia Marani

Che direbbe mai Caravaggio, il pittore che tanto amo, se visitasse un supermercato odierno?Potrebbe mai dipingere ancora le splendide nature morte che dipinse quattrocento anni fa? Sicuramente, quei frutti monotamente uguali, perfettamente puliti, persino lustrati con cere chimiche, che possiamo toccare solo indossando guanti, privi di foglie, per non parlare dei peduncoli da cui pendevano, non potrebbero ispirargli nulla di lontamente vicino - l'ossimoro è voluto - a questa splendida natura morta.

Da notare che, al centro del quadro, Caravaggio ha messo una minuscola mela dai vivaci e attraenti colori, ma deliziosamente bacata. Quello è il suo Manifesto, la firma di un pittore realista che della realtà consegna tutto al fruitore del suo quadro: la mela e l'opera del baco sulla mela.

b2ap3 thumbnail madonna dei pellegrini madonna di loretoCosì facendo ti mostra che la mela è bella proprio perché c'è il baco, che REALE è = a Bello, perché quella è la legge della Natura. Del pari, in tutti i suoi quadri, ci mostra quanto la realtà naturale sia immensamente bella e quanto la Bellezza dipenda da fattori 'interiori' molto più che esteriori. E' questo il significato dei piedi insudiciati dal lungo cammino dei pellegrini che pregano di fronte alla Madonna e messi provocatoriamente in primo piano. Allora il grande pittore suscitò scandalo, ma neppure oggi la sua lezione è compresa, malgrado la fascinazione quasi ossessiva per i suoi quadri.

Ho voluto scrivere di Caravaggio e del suo gusto per la realtà naturale perché alcune settimane fa ero riuscita ad attrarre ad un mercatino biologico un amico e a fargli acquistare la sua prima frutta e verdura biologica. Ma di fronte alle foglie bucate dei ravanelli, ecco che oppone un netto rifiuto: no, non li prendo. Ma come, gli dico, quella è la tua garanzia che non c'è alcun prodotto chimico su questi ravanelli! Ma nulla da fare. Bacato è brutto, quindi potenzialmente pericoloso.

Di fronte alle piccole pere e mele lo vedo sorridere e devo fargliene assaggiare una per vincere le sue resistenze ad acquistarne. Con riluttanza, ammette che la piccola pera imperfetta dai colori unicamente vivaci - segno inequivocabile di una presenza massiccia di flavonoidi, pigmenti preziosi per la salute umana - è un condensato di sapore che nessuna grande pera perfetta da lui mangiata ha mai raggiunto. Si rende anche conto di quanto questo sapore sia complesso, cangiante, intenso rispetto al monocorde sapore zuccherino della frutta dell'agricoltura tradizionale. Se ne va tuttavia scuotendo la testa, con un'aria furtiva, da cospiratore, così come era arrivato . Tanto è radicato in noi questo senso del Bello come perfezione. Di monotono ripetersi di forme tutte uguali sugli scaffali e nelle vetrine dei negozi.

Il fatto è che la Natura è imperfetta, è varia, ci porge infiniti tipi di bellezza, un po' per tutti i gusti, ma proprio perché è tale è bella nel senso più profondo del termine, di  una bellezza interiore che si riflette all'esterno. Perché quel piccolo frutto biologico coltivato su un terreno 'pulito', senza chimica, ricco di vita animale - insetti, batteri benefici e, of course, bachi - nonché di micronutrienti sarà, da un punto di vista nutritivo, dati alla mano, molto più nutriente di una grossa, perfetta pera tradizionale, oltre che immensamente più sano (senza additivi chimici). E, a mio avviso, anche infinitamente più bello.

Un grande storico dell'arte, Ernst H. Gombrich, nel suo intramontabile libro, "Il senso dell'ordine", infatti, ci spiega che per l'essere umano l'estrema regolarità e ripetitività delle forme è del tutto inappettibile. Del pari lo è il caos. La Bellezza è qualcosa d'intermedio, di regolare nella sua diversità, proprio come il variopinto cesto di frutti estivi biologici che ho fotografato ieri e caricato per voi più in basso.

Al contrario, i grandi casermoni novecenteschi costruiti nelle periferie delle città italiane e nell'est europeo sono 'brutti'. E' l'estrema, tediosa regolarità e ripetitività di forme che il nostro cervello rigetta. E' la mancanza di informazione nuova, di novità, di cui l'intelligenza umana ha bisogno costantemente di nutrirsi.

frutta estiva blog intro

Eppure nei negozi noi chiediamo grandi frutti, tutti uguali, tutti puliti e, possibilmente, lucidi. Già se ne lamentava il guru dell'Agricoltura Naturale, Masanobu Fukuoka, nel suo best seller "La rivoluzione del filo di paglia". E' colpa nostra per cui vi è tanto scarto alimentare: tutti i frutti troppo piccoli, di forma diversa, con leggere imperfezioni vengono scartati. In parte è questo senso comune che respinge la mela bacata che ha spinto gli agricoltori ad applicare tanti pesticidi e, persino,cere chimiche per conferire alla frutta e alla verdura un aspetto lucido. natura morta dett low

Questo principio governa ormai ogni aspetto, dal viso femminile - inventato dal chirurgo plastico o dallo stilista, più simile ad una maschera teatrale livellatrice, che rende tutte uguali - agli alimenti. Il potere dei media!

Forse sarebbe meglio visitare qualche galleria d'arte in più, raccomando in particolare Michelangelo Merisi da Caravaggio, per rinfrescarci la memoria e farci rammentare che cos'è veramente la Bellezza.

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