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Plastiche, un rapporto molto intimo

di IlReE'Nudo

riconoscere plastiche intro edkohler

Negli ultimi 60 anni la plastica è entrata silenziosamente, ma inesorabilmente, nella nostra vita, nel nostro stesso corpo e in tutti gli ecosistemi del pianeta. E' un colossale giro d'affari, una vera e propria manna per di chi la produce, ma noi consumatori conosciamo davvero questo materiale e gli ingredienti che lo compongono, con cui entriamo in un contatto così intimo e continuo?

Alcune di queste sostanze sono da decenni l'oggetto di studio di scienziati in Europa e Nord America, nonché di allarme per gli effetti ormono-mimici da loro osservati. Le denunce degli studiosi hanno sortito pochi effetti sulle decisioni politiche che ammettono o escludono l'accesso al mercato dei prodotti, dato l'enorme potere di lobby che possiede l'industria dei plastificatori. E', dunque, importante imparare a scegliere oculatamente la plastica per indirizzare con decisione l'industria verso le esistenti alternative 'verdi'.

cleanup intro mikebaird

Impatto sul pianeta

Nel mondo, ogni anno, sono fabbricati milioni di tonnellate di plastica, per dare vita ad un'infinita serie di prodotti che, a fine vita, hanno troppo spesso invaso i vari ecosistemi del pianeta, dato il solo parziale riciclo, provocando notevoli danni, in particolare, alla fauna marina. Negli USA, solo il 5% della plastica viene riciclata, mentre una grande quantità viene spedita in Cina, "attualmente la più vasta destinazione di rifiuti plastici.... Inoltre, bisogna essere consapevoli che nella più parte dei casi, il riciclo della plastica ne estende la vita per non più di una generazione – è solo una questione di tempo prima che il prodotto secondario sia scartato come rifiuto, finendo in una discarica o in un inceneritore, da cui rilascerà sostanze chimiche pericolose."(*Green Intelligence, John Vargo, p. 267).

La plastica non riciclata, tuttavia, a seguito di un trattamento di selezione e triturazione, può essere trasformata in un combustibile alternativo e utilizzata nei processi industriali e per la produzione termoelettrica, recuperando, almeno in parte, l'energia spesa per la produzione dell'oggetto. Il destino finale di tutti i rifiuti plastici sarà sempre la termovalorizzazione, purché non siano dispersi nell'ambiente, nel cui caso l'impatto è davvero devastante. E' ormai noto che gli oceani sono pieni di frammenti plastici, regolarmente trovati nel corpo di cetacei morti. La degradabilità della plastica, infatti, si calcola in termini di secoli: i contenitori in polietilene o in cloruro di polivinile impiegano dai 100 ai 1000 anni, mentre rifiuti sottili o minuscoli, come i sacchetti o i bancomat, richiedono almeno 1000 anni.

La produzione della plastica, quindi, è molto dispendiosa per l'ambiente, giacché viene generata da prodotti petrolchimici ad alto contenuto di carbonio. L'energia richiesta per produrla, la contaminazione ambientale causata dalla sua eliminazione, l'impatto sulla salute ed i costi di riciclo e di distruzione finale – non si riflettono nei prezzi delle merci.

La nostra giornata assieme alla plastica

Ciascuno di noi vive a stretto contatto con la plastica. Non è esagerato dire che mangiamo, beviamo e ci vestiamo di plastica: l'esposizione ai materiali che la compongono è inevitabile e continua.

E', infatti, da una scatola di tetrapak, composta in parte di plastica, o da una bottiglia di plastica che ci versiamo il latte per il caffellatte la mattina, nel quale intingeremo la brioche o i biscotti, estratti anch'essi da sacchetti di plastica.
Additivi tossici detti agenti plastificanti, generalmente aggiunti alle plastiche per renderle più morbide o più rigide, possono essere altresì aggiunti ai cosmetici e ai prodotti di cura per il corpo, che utilizzeremo sotto e dopo la doccia, assimilandone i composti per via cutanea. Per via inalatoria, invece, assorbiremo le esalazioni di sostanze provenienti dalla tenda doccia in PVC, a fortissima emanazione.
Per andare al lavoro, la maggior parte di noi trascorrerà parecchio tempo nell'abitacolo, in gran parte di plastica, della propria automobile (quel caratteristico odore pungente di 'nuovo' tipico di una vettura appena acquistata e che si attenua lentamente col passare del tempo). Una permanenza ad alta tossicità, dato che i composti rilasciati dai componenti della plastica si miscelano con i gas provenienti dai tubi di scarico, generando un cocktail micidiale che tenderà a ristagnare all'interno della vostra automobile (basta lasciare sempre uno spiraglio di apertura del vetro, per cambiare l'aria rendendo l'abitacolo piùteflon small WordRidden salutare).
In ufficio, lavoriamo alla tastiera di plastica di un computer, stringendo frequentemente in mano un cellulare, entrambi muniti di rivestimento esterno in plastica. E come snack? Uno yogurt contenuto in un vasetto di plastica.
A pranzo, ci nutriamo d'alimenti impacchettati in sacchetti di plastica o in contenitori di materiali plastici sigillati da pellicole di plastica, o conservati in scatole e scatolette metalliche rivestite internamente di materiale plastico (Bisfenolo A).
Berremo acqua da bottiglie di plastica, cuoceremo la pasta nell'acqua potabile, talvolta trasportata da tubature di plastica PVC (il cloruro di polivinile, noto anche come polivinilcloruro, una delle materie plastiche di maggior utilizzo al mondo).
polistirolo small ausserirdische sind gesundLa bistecca, estratta da un contenitore in polistirolo sigillato da una pellicola in PVC, la cuoceremo dentro quei comodi tegami antiaderenti rivestiti di politetrafluoroetilene (PTFE), un polimero tossico soffice che può essere facilmente graffiato e migrare nel cibo cotto.


Utilizzeremo, infine, servizi igienici le cui acque di scolo scorrono in condotte sempre di plastica PVC, le quali saranno poi trattate e riutilizzate, ad esempio, in agricoltura.
La sera, dopo una cena ugualmente all'insegna della plastica – dal cibo precotto e confezionato in contenitori per microonde al formaggio o agli affettati avvolti nelle pellicole - guarderemo la tv su uno schermo racchiuso in una "scatola" di plastica o ascolteremo CD in materiale plastico, su divani di tessuti sintetici e imbottiti di materiale plastico. Andremo, infine, a letto su materassi con un'imbottitura di materiali plastici, con coperte di tessuti sintetici, indossando pigiami in poliestere. Nostro figlio, parimenti, riordinerà prima di dormire i giocattoli di plastica con cui ha giocato – e che ha forse ciucciato -, berrà il latte da un biberon di plastica e indosserà un pannolino di plastica.
Nelle nostre abitazioni imperversa incontrastato il re dei materiali da costruzione, il PVC. Dai rivestimenti dei muri, ai pavimenti e agli infissi, conferisce quel look moderno tanto attraente ed è veramente pratico: si pulisce con facilità ed è un ottimo isolante.
I miliardi di video games, MP3, macchine fotografiche, cellulari, cambiati ogni anno, usano un'ampia varietà di resine di plastica.

Il problema è che tutte queste plastiche rilasciano, con l'uso, alcune delle sostanze che le compongono, ed è quindi fondamentale per la nostra salute imparare a limitare l'utilizzo della plastica a quelli più innocui e meno 'intimi' possibili. Ma come? Innanzi tutto, chiedendo a gran voce ai negozianti e ai supermercati i prodotti confezionati con la bioplastica e riconoscendo la plastica dannosa.

Leggi il seguito: Come riconoscere le plastiche, tutte le sigle, cosa significano e i report scientifici su ogni materiale plastico

Leggi sul blog di Patrizia "Ftalati addio, acqua nella bioplastica"

Leggete "Bioplastica, speranza o realtà?" per impare a riconoscere le bioplastiche e acquistare i prodotti che usano quelle davvero valide per l'ambiente e la salute umana