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Molto piccole, sporche e cattive

di Maurizio Marna

 

Molto piccole foto  intro bis

Rappresentazione grafica catena molecolare diossina

Nell'articolo CHI AMA NON BRUCIA abbiamo scritto sull'estrema pericolosità delle micro particelle, immesse nell'atmosfera dagli inceneritori/termovalorizzatori. Vogliamo al proposito ricordare che un terzo circa dei rifiuti in ingresso rimane sotto forma di cenere, una volta giunti alla conclusione del processo di combustione, e che gli altri due terzi vengono diffusi nell'aria durante la combustione stessa.

Perché le definiamo sostanze inquinanti? Lo facciamo secondo una serie distintiva comprendente la struttura chimica del rifiuto sottoposto a trattamento, le modalità di incenerimento, l'operatività relativa ai sistemi di eliminazione delle particelle rilasciate. Quanto l'inceneritore/termovalorizzatore diffonde nell'atmosfera è un vero e proprio bollettino di guerra ambientale: diossine, idrocarburi, composti organici volatili, tracce di metalli pesanti (cadmio, piombo), acido cloridrico, ossidi vari ecc. Vanno poi aggiunte sia le polveri atmosferiche già presenti, con cui le sostanze suddette vengono mischiate, sia le ceneri della combustione e quelle comunque non trattenute dal filtraggio dell'impianto. Insomma una 'malefica' rete chimica in grado di alterare l'equilibrio ambientale, poiché tali composti si rivelano:

- non biodegradabili, persistendo e resistendo all'interno di un qualsivoglia ecosistema;
- bioagglomerabili, se consideriamo il loro accumularsi nell'organismo degli esseri viventi ed il successivo passaggio da uno all'altro di essi, mediante la catena alimentare, fino all'uomo;
- tossici, una volta inalati/ingeriti/venuti a contatto con la pelle così che l'organismo venga colpito da malattie acute o croniche capaci di provocare anche la morte.

Un quadro a tinte fosche, lo sappiamo, tuttavia senza esagerazioni di carattere pregiudiziale.


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Gli studi scientifici concordano sulla profonda nocività, per gli organismi viventi, del cosiddetto particolato fine (leggasi micro particelle) derivante, fra gli altri, dagli impianti di incenerimento/termovalorizzazione. Le suddette mini particelle hanno una forte influenza sulla mortalità cardiovascolare e cerebrovascolare, via via comprendendo particolati ancora più sottili in aggiunta ad ulteriori inquinanti della stessa provenienza. Ricordiamo che il particolato atmosferico, in base a quanto scientificamente determinato, è costituito sia da particelle solide sia da particelle liquide disperse nonché sospese in atmosfera. Lo si designa con il termine aerosol. Ricordiamo poi la differenziazione di tali corpuscoli a seconda della forma, superficie, densità, composizione, volume e ne rammentiamo, di nuovo, la dimensione rilevabile in un range compreso fra nanometri e micron.

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 Chi sostiene la necessità di fondare le politiche di smaltimento rifiuti sugli inceneritori ragiona per 'non certezze' ovvero si rifà alla mancanza della cosiddetta 'pistola fumante' (eppure di fumi ne escono da questi impianti...). Si afferma, appunto, non esserci la prova definitiva capace di condannare, senza dubbio alcuno, gli inceneritori/ termovalorizzatori come propagatori di dannosi effetti sulla salute. Il ragionamento è semplice: gli esseri umani sono già sottoposti ad una lunga serie di esposizioni ed è obbiettivamente difficile scindere - MA NON IMPOSSIBILE, affermiamo noi - la causa dall'effetto. Servirebbero parecchie risorse economiche, una migliore ed altresì massiccia formazione di esperti in medicina ecologica, una tecnologia espressamente dedicata(aggiornabile 'in fieri') a siffatto tipo di rilevazioni. Se consideriamo che in atmosfera si possono diffondere particelle derivanti da fenomeni naturali(eruzioni vulcaniche, erosioni delle superfici ad opera di agenti atmosferici ecc.) e fenomeni generati dall'uomo(vedi traffico, attività industriali fra cui impianti di produzione energia), non si può attribuire una provenienza precisa ai corpuscoli presenti in aria i quali si mescolano, a loro volta, con tantissimi altri composti. Avremmo dunque quel reticolo chimico prima citato, essenzialmente indistinguibile per quanto riguarda le origini.( a fianco si veda un agglomerato di particolato carbonioso)                                       

 I favorevoli agli inceneritori/termovalorizzatori si sentono tranquilli, quindi, mancando la prova 'regina'. NOI INVECE NO. Hanno mai sentito parlare di valutazione del rischio? Dobbiamo ancora ripeterci quando sottolineiamo i risultati di ricerche dove si evidenziano assai rilevanti emissioni di diossina, avvenute nel corso dell'accensione-spegnimento di inceneritori. Particolare attenzione deve essere data alla circostanza che esse non vengano individuate da quegli specifici monitoraggi, utilizzati durante la piena operatività dell'impianto. La presunta sicurezza rivela allora una falla significativa, considerando il funzionamento a regime un presupposto abituale in grado di fornire dati non allarmanti sulle emissioni propagate. Il termine 'non allarmanti' implica comunque la presenza di elementi chimici nocivi, seppur aventi effetti di minor impatto nell'immediato. E' col passare del tempo, proseguono i ricercatori, che gli effetti innescano le varie patologie.

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L'ormai famoso, perché assai citato come esempio di profondo rigore scientifico, 4°Rapporto della Società Britannica di Medicina Ecologica - INCENERIMENTO DEI RIFIUTI ED EFFETTI SULLA SALUTE (2008)- definisce responsabilità precise. Non ci si lasci fuorviare dalla data: le affermazioni ivi contenute non sono purtroppo ancora state né smentite né cronologicamente superate, in virtù di progressi tecnologici o di un drastico cambiamento delle politiche di smaltimento rifiuti. Gli studi successivi, a cura di altre associazioni mediche internazionali, confermano le evidenze sotto riportate. Ragioni di spazio e di leggibilità ci inducono a rielaborarne un parzialissimo sunto. Ecco alcuni punti fermi, di carattere medico- sanitario.

Un'estesa ricerca ha confermato il manifestarsi, vicino all'area dove sorgono gli inceneritori/termovalorizzatori, di un sensibile innalzamento delle malformazioni congenite nelle nascite, oltre alla comparsa di malattie tumorali nella popolazione adulta ed in quella infantile. Quanto emesso con l'incenerimento equivale a particolato fine, metalli tossici e tutta una serie di composti chimici organici fra i quali ve ne sono alcuni mutageni(provocano mutazioni genetiche), cancerogeni, interferenti con il sistema endocrino(leggi ormonale). Il rapporto causa (emissioni)- effetto(patologie) è stato monitorato solo riguardo alle affezioni appena descritte. Diverse sostanze, è bene ricordarlo anzi memorizzarlo, non sono state individuate e si tratta di nuovi aggregati chimici la cui pericolosità è ignota: l'elenco delle malattie indotte, pertanto, potrebbe essere molto più lungo. (A fianco si veda quanto particolato, range min/max, viene trattenuto dal sistema polmonare)

I sistemi di filtraggio, principio cardine della sicurezza, dovrebbero immediatamente prevenire le conseguenze di un'estrema tossicità nei pressi degli impianti di combustione. Eppure - si ricordi il primo punto - proprio a ridosso degli inceneritori/termovalorizzatori, parecchi inquinanti vengono assorbiti dagli organismi. Alterare l'equilibrio fisiologico sarà una conseguenza inevitabile, provocherà malattie e, col passare del tempo, intaccherà la catena alimentare per diffondersi in aree sempre più vaste. La sensibilità degli organismi a tali composti dipende, invero, dai singoli fattori genetici ma occorre rilevare, altresì, quanto il feto subisca l'effetto massimo ad opera del particolato post combustione.

 

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A quale tipo di verifiche vengono sottoposti gli inceneritori? Nonostante le caratteristiche degli impianti in questione, i controlli non hanno ancora raggiunto un soddisfacente grado di attendibilità. Rigore, frequenza, sostanze chimiche valutate e relativi livelli, monitoraggio dei loro dosaggi negli organismi esposti: esiste tutta una serie di adempimenti privi di sistematicità e manca, inoltre, una seria indagine attraverso cui ricostruire cosa viene immesso nell'atmosfera. Abbattere gli inquinanti impedirebbe la diffusione del particolato fine e ultra fine ma ciò non avviene nemmeno con i più aggiornati sistemi di filtraggio. Chi parla di inceneritori moderni 'mette il carro davanti ai buoi'...    Per rilevare le patologie indotte dall'attività degli inceneritori servono controlli rigorosi e metodici, viene ribadito, implicanti un vasto arco temporale: solo così potrà prodursi una rimarchevole raccolta statistica di dati. Le patologie tumorali negli adulti necessitano di un'osservazione lunga almeno dieci/venti anni mentre assai più corta è la temporalità riscontrabile nel feto e nel neonato, organismi in corso di formazione dunque maggiormente esposti. Insomma, secondo l'arida statistica, il breve periodo non offre significative certezze imponendo un'osservazione spalmata su molteplici anni. Nel frattempo, però, le persone si ammalano.

 Lo studio persevera - autorevole voce che si unisce a milioni di altre - nel porre l'alternativa green come unica soluzione quando si debbano trattare i rifiuti. Le migliori tecniche di smaltimento, economicamente assai vantaggiose e soprattutto 'salva vite', sono la vera risorsa anti inceneritori. I parecchi casi clinici riportati, frutto di ricerca scientifica, rappresentano un pesante fardello di conseguenze per la salute dei residenti in zone di impianti combustione rifiuti. Concedere nuove autorizzazioni o prorogare quelle vecchie equivale a pura e semplice follia. Fra gli squilibri sociali esistenti, questo non ce lo possiamo più permettere.

Cliccate qui per leggere anche 'Chi ama non brucia'

FONTI:

INCENERIMENTO DEI RIFIUTI ED EFFETTI SULLA SALUTE - 4° Rapporto della Società Britannica di Medicina Ecologica - Seconda Edizione, Giugno 2008 - Moderatori: Dr. Jeremy Thompson e Dr Honor Anthony - Traduzione a cura di Anna Rosa Biagioni, Marco Marcucci , Giorgia Ottani e Nadia Simonini. Scaricabile in pdf su rete

Rapporto ISDE, Associazione Medici per l'ambiente Italia, 2011, Effetti degli inceneritori sulla salute umana, anche su sito www.isde.it

Il particolato atmosferico, inquinanti vecchi e nuovi - Arpa, regione Emilia Romagna - scaricabile in pdf su rete

BIBLIOGRAFIA

A cura dell'Associazione Medici per l'ambiente Italia, Isde, "Gestione dei rifiuti e rischi per la salute", C.G. Edizioni Medico Scientifiche, 2012, pag.224, in versione cartacea o su ebook (Libreria Rizzoli ebook)

Paolo Rabitti, Ecoballe Tutte le verità su discariche, inceneritori, smaltimento abusivo dei rifiuti. Testimonianza shock su Napoli e Campania, Editore Aliberti, Giugno 2008 ma modificato in data 25 Febbraio 2013
Gianluca Ferrara, Incenerire i Rifiuti? No, Grazie! - Termovalorizzatori: costi, danni alla salute e impatto ambientale,
Edizioni Creativa, 2008

Federico Valerio, Inceneritore? No! Tutto quello che non vi hanno mai detto sugli inceneritori di rifiuti e che molti di voi cominciano a chiedere, Andromeda Ed. (collana Reprint n.21).