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Veleno, se mi baci ti do il mio veleno...

veleno 2 intro

Almeno 200 composti tossici in circolazione nel nostro corpo

di Patrizia Marani 

Ahhh, dopo una stressante giornata di lavoro, puoi finalmente abbandonarti alla navigazione sul web, sorseggiando un dito (o due) del tuo limoncello prediletto. Gioioso, il piccolo mastica con gusto il massaggiagengive di gomma e procede lesto gattoni sul tappeto, mentre tua moglie, pigramente allungata sulla sua poltrona recliner, sta divorandosi l’ultimo romanzo di Camilleri. In questo momento pare che tutto sia veramente perfetto: quale quadretto familiare potrebbe mai ispirare un maggiore senso di pace, comfort e sicurezza?

Eppure, se tu fossi dotato di una vista pari a quella di un microscopio elettronico e potessi vedere le particelle tossiche mischiate a cibo e bevande o emanate dal tuo computer, dalle vernici sul muro, dai mobili nuovi di zecca, dal parquet su cui ami tanto camminare a piedi nudi, dal tappeto, o dal massaggiagengive…

Che fai, ti alzi di scatto? Non ho mica finito! Bene, se tu potessi vedere come questi inquinanti tossici penetrano nel vostro spazio più intimo, il vostro corpo, attraverso la cute e la respirazione, depositandosi nei vostri polmoni o penetrando la barriera encefalica, questa scena perderebbe tutto il suo splendore e apparirebbe così com’è, avvolta da una minacciosa nuvola tossica. La tua casa, il tuo porto sicuro, il tuo sanctum sanctorum è più contaminato di una strada trafficata nell’ora di punta. Come è possibile?

Ebbene, vivere in questo brodo tossico è l’irrinunciabile effetto collaterale della vita moderna. Il problema è: ci sta danneggiando? Di sicuro sappiamo che la composizione chimica del corpo umano è cambiata. Secondo studi condotti da organismi scientifici sui tessuti umani in tutto il mondo industrializzato, per la prima volta nella storia umana, ognuno di noi può ospitare nel proprio corpo fino a 200 elementi tossici o più.

Si tratta di un miscuglio di metalli pesanti, conservanti, pesticidi, plastificanti, solventi, ignifughi, agenti impermeabilizzanti e sottoprodotti della combustione fossile che sono parte integrante dell'ambiente casalingo tradizionale. I bambini, nonostante un’ovvia minore permanenza nell’ambiente, sono quelli che, in rapporto al proprio peso corporeo, ne presentano una quantità maggiore, giacché nascono con un carico tossico assimilato dal corpo materno durante la gestazione. Molte di queste sostanze sono riconosciute dalle istituzioni sanitarie governative come noti cancerogeni, neurotossine, sostanze tossiche per il sistema riproduttivo e lo sviluppo, o come interferenti endocrini che imitano o bloccano l’azione degli ormoni umani. In passato si credeva però che, a basse dosi, la tossicità di questi composti chimici sintetici fosse irrilevante.

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La percezione del pericolo è, invece, aumentata a mano a mano che sono stati testati più accuratamente e si è osservato il parallelo incremento negli ultimi 60 anni di malattie in passato rare. A chi obbietta che l’attesa di vita non è mai stata così elevata, bisogna far notare che ben un terzo di noi, sotto la patina di benessere, soffre di una patologia cronica o di una disabilità fisica; che lo stato di salute nella vecchiaia è spesso tale da far desiderare di non arrivarvi mai; e che l’aspettativa di vita in salute sta scendendo a precipizio e un bambino nato nel 2008, già a 60 anni potrà contrarre una grave malattia. Ma da dove viene questa mole di composti chimici sintetici che ci troviamo in circolazione nel nostro corpo? Ed è possibile evitarla?

L'universo nascosto dei veleni chimici, se li conosci li eviti

Quali sono le sostanze più pericolose e i prodotti che li contengono? Chi è nato fra gli anni '50 e '60, ha visto il traffico crescere assieme a lui e il conseguente inquinamento atmosferico, segnalato da quel tipico odore pungente che c'accompagna ovunque negli spostamenti a piedi nei centri cittadini o se, fermi ad un semaforo, si aprono i finestrini della macchina. Ma l'inquinamento esterno, così ovvio, non è che la punta di un iceberg di cui solo ora gli scienziati stanno iniziando a calcolare l'impatto sulla salute umana. Sono ormai numerose le patologie che nascono e prosperano unicamente nelle società industrializzate. Perché mai? 

John Wargo della Yale University scrive nel suo “Green Intelligence, creating environments that protect human health”: “Il carico chimico sull’ambiente e sulla salute umana è oggigiorno enorme e cresce ad un ritmo sempre più accelerato.

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Il Chemical Abstract Service statunitense gestisce un registro al quale sono iscritte più di 32 milioni di sostanze chimiche organiche e inorganiche, 14 milioni delle quali sono in commercio, quasi 100.000 sono registrate negli USA e nell’Unione Europea e commerciate internazionalmente…

Nel 2000, sono state prodotte più di 453.000 tonnellate di 300 diverse sostanze chimiche, e più di 45.000 tonnellate di circa altre 2700.

Tale produzione rappresenta solo una piccola parte di un ben più ampio totale, giacché i composti sono, in seguito, mischiati per creare milioni di diversi prodotti di consumo che entrano poi nel ciclo dei rifiuti, producendo un’esposizione chimica che ha ormai superato sia la capacità di comprensione sia la facoltà dei governi di assicurarne la sicurezza”.

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Meno di una briciola, il 3% delle sostanze commercializzate, è, infatti, stato regolarmente inventariato e L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che i fattori ambientali costituiscono circa il 30% del costo globale delle malattie.

Per di più, chi stabilisce per legge i dosaggi massimi di non tossicità di ciascuna sostanza chimica, non tiene conto dell’esposizione contemporanea dell’organismo umano ad una miriade di sostanze, che lungi dall’agire singolarmente, si associano ad altre, bioaccumulano nei tessuti adiposi del corpo umano nel corso della vita e interagiscono con i sistemi fondamentali del nostro corpo. Una valutazione realistica del grado d’esposizione di persone immerse in un cocktail tossico che possa stabilire dosaggi “sicuri” per ciascuna tossina pare impossibile. Le tecnologie attuali, per di più, non sono neppure in grado di rilevare un numero così elevato di sostanze.

MALATTIE IN AUMENTO  Gli scienziati hanno suonato l’allarme circa il fatto che il crescente carico tossico corporeo di sostanze chimiche ha comportato un esponenziale incremento delle vecchie patologie e l’insorgenza di numerose preoccupanti malattie in grado di minare le basi stesse della vita animale ed umana. Chi non ha nella propria cerchia più stretta di familiari e conoscenti persone infertili, allergiche o asmatiche, bambini dislessici, iperattivi, autistici o, bambine sviluppate precocemente?

Hanno avuto, infatti, un’impennata inspiegabile le malattie respiratorie, le anomalie dello sviluppo e del sistema riproduttivo maschile, i tumori infantili, i danni neurologici a carico di bambini ed anziani, le disfunzioni del sistema immunitario, il cancro al seno e alla prostata.

A partire dalla seconda guerra mondiale, l’incidenza complessiva del cancro è in crescita in tutto il mondo e in Italia la probabilità di ricevere una diagnosi di cancro nell’arco della vita è oggi di 1 persona su 2. Il dato più preoccupante riguarda l’aumento di cancro fra adolescenti e bambini. Fra 0 e 14 si è registrato nel nostro paese, nel periodo 1988-2002 un aumento medio percentuale annuo di incidenza per tutti i tumori del 2%, quasi il doppio della media europea che è dell’1,1%.

Se la teoria classica delle cause del tumore attribuisce l’insorgenza della malattia come un tributo da pagare all’aumentata speranza di vita e/o allo stile di vita degli individui (tabagismo, obesità, sedentarietà, dieta squilibrata), non riesce certo a spiegare compiutamente l’aumento di specifiche forme tumorali (testicolo, tiroide, mammella, colon retto e prostata) e, soprattutto, l’aumento dei tumori nei bambini e nei giovani.

Il fattore x va ricercato nell’ambiente e nel carico tossico che questi comporta per le persone

Le fonti di questi prodotti chimici sono tutte attorno a noi. Il cibo è una delle principali fonti d’esposizione a composti chimici pericolosi: pesticidi, erbicidi, fungicidi, ormoni, antibiotici per uso agricolo, cortisone, metalli tossici, diossine, composti nocivi che migrano dalle pellicole e dall’imballaggio delle confezioni. Nell’acqua (del rubinetto ed in bottiglia) possono essere presenti: metalli pesanti, pesticidi, residui di farmaci, xenoestrogeni che migrano dalle bottiglie di plastica, nitrati e nitriti derivanti dai fertilizzanti chimici o dagli allevamenti industriali e contaminanti vari.

Poco esplorata, ma potenzialmente dannosa, è l’esposizione ai farmaci dispersi nell’ambiente e che potrebbero rientrare nella nostra catena alimentare: pillole anticoncezionali, antidepressivi, disinfettanti, antibiotici, antistaminici ed altri medicinali che contaminano i corsi d’acqua.

Infine, l’aria che respiriamo è un cocktail di anidride carbonica (CO2), monossido di carbonio (CO), biossido di zolfo (SO2), metalli pesanti, polveri sottili, biossido d’azoto (NO2), benzene, idrocarburi, e la lista potrebbe continuare.

Che fare allora? Come evitare questi veleni? Se non è possibile eliminarli totalmente, si può almeno cercare di ridurne il numero.

Un cittadino consapevole può fare pressione sugli organismi pubblici affinché siano emanate leggi che obblighino l’industria 1. A non inquinare, 2. A pagare salato l’eventuale inquinamento 3. A non mettere sul mercato prodotti nocivi. Un consumatore informato circa le sostanze dannose presenti nei prodotti di consumo può richiedere prodotti privi di tali elementi ai negozi ove si reca per fare gli acquisti. Può rivolgersi, inoltre, a reti di distribuzione alternativa per ottenere merce della qualità desiderata. Così facendo può cambiare il mondo, un acquisto alla volta.

PER APPROFONDIMENTI:

LEGGI LA SECONDA PARTE: I PIU' POTENTI INQUINANTI AMBIENTALI

LEGGI LA TABELLA COMPLETA DEI COMPOSTI TOSSICI NEI PRODOTTI DI CONSUMO E COME EVITARLI

GUARDA IL VIDEO: IL MONDO SECONDO MONSANTO

Fonti bibliografiche:

Green Intelligence, creating environments that protect human health, John Wargo, Yale University

Our Stolen Future, Theo Colborn, Dianne Dumanoski & John Peterson Myers

The Toxic Consumer, Karen Ashton Elizabeth Salter Green

Progetto Ambiente e Tumori, Coordinatore Ruggero Ridolfi, Edito da Aiom - Associazione italiana di Oncologia  medica, Edizione 2011