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I più potenti inquinanti ambientali

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di Patrizia Marani

LA SPORCA DOZZINA   "POP", e viene in mente la musica: quali emozioni evoca ancora in noi questa breve parola! Il sapore di un periodo storico "innocente", ricordi in bianco e nero della rinascita post-bellica, degli anni ruggenti in cui la radio diffondeva per la prima volta, per le nuove masse di giovani, i baby boomers che sorgevano dalle ceneri del vecchio mondo, quella musica travolgente. Nel nuovo millennio, POP, questa sillaba schioccante e asciutta è un acronimo di notorietà internazionale che designa, invece, i 12 più potenti e pericolosi inquinanti ambientali.

POP sta per Persistent Organic Pollutants ovvero inquinanti organici persistenti e sono alcuni tra i più pericolosi inquinanti tossici mai rilasciati nell'ambiente da attività umana perché riuniscono in sé tre caratteristiche letali: tossicità, persistenza e propensione ad accumulare nei tessuti animali e umani. L'ONU ha individuato 9 composti e tre classi di composti chimici sintetici, 12 in tutto - perciò anche noti come la sporca dozzina -, con queste caratteristiche letali.

TOSSICI, PERSISTENTI E CAPACI DI BIOACCUMULO E BIOMAGNIFICAZIONE

Crediti minds eye

Una sostanza è tossica quando è nociva per l'uomo e l'ambiente; è persistente se non si scompone e reintegra nell'ambiente, ma al contrario vi persiste per anni o decenni; il bioaccumulo è una conseguenza della persistenza e della lipofilia. Una sostanza è detta lipofilica quando essendo letteralmente amante dei lipidi non si scioglie facilmente in acqua, peculiarità che la rende persistente. Inoltre, una sostanza lipofilica si accumula nei tessuti adiposi degli animali e delle persone, aumentando esponenzialmente a mano a mano che sale lungo la catena alimentare.

Sostanze lipofiliche, i POPs sono grandi viaggiatori e non disdegnano davvero nessun mezzo di trasporto. Portate da correnti d'aria od oceaniche, dai grandi pesci o sulle ali degli uccelli migratori come sorte di parassiti annidati nei depositi lipidici del loro corpo, attraversano intere regioni terrestri. La loro destinazione preferita? Le aree più fredde della terra – l'artico e le alte zone montagnose – dove le temperature fredde ne favoriscono la conservazione eV 2 f 3 small l'accumulo. Tendendo ad accumularsi nei tessutiadiposi corporei e si moltiplicano (biomagnificazione) a mano a mano che salgono la catena alimentare dal predatore più minuscolo fino a quello più temibile che si nutre di tutti gli altri. In cima alla catena vi sono i grandi orsi artici e, per ultimo, l'uomo, che si nutre di tutti gli altri esseri viventi.

Siamo noi umani, di conseguenza, coloro che accumulano le dosi più letali di POPs, che un ignaro bebé succhierà avidamente, assieme al latte, dalla lipidica morbidezza del seno materno. Il loro impatto sull'ambiente e sulla salute umana è potenzialmente devastante: sono cancerogeni, provocano danni neurologici, al sistema riproduttivo, al sistema immunitario e a quello endocrino. Danni tanto maggiori e duraturi, quanto più l'organismo è giovane, in formazione, come quello di un feto, di un neonato o di un bambino. La maggior parte dei POP sono anche interferenti endocrini, vale a dire, hanno la capacità di alterare gli equilibri ormonali del nostro organismo. Il che si traduce, ad esempio, in alterazioni dell'apparato riproduttivo maschile e femminile in formazione o, più tardi nella vita, in tumori ormono-dipendenti, come quello al seno o alla prostata.

Ciliegina finale, passando di madre in figlia o figlio, la tossicità dei POPs è transgenerazionale.

I POP sono definiti organici perché sono sostanze sintetiche create sulla base dell'atomo di carbonio. Il carbonio è il mattone stesso con cui la natura ha costruito la nostra casa terrestre. Avendo una capacità infinitaV 2 F 4 small d'unione con altri atomi, è all'origine dell'inesauribile diversità d'esseri viventi che popola il nostro pianeta, dal microbo all'elefante. Nei laboratori chimici, invece, l'atomo di carbonio dà vita ad alcuni dei più insidiosi veleni mai visti, capaci di accumularsi nel tessuto adiposo degli organismi viventi, di persistere per decenni nell'ambiente e di diffondersi su scala globale.

Nel 1995 un Programma per l'Ambiente dell'ONU ha deciso d'indagare sui POP mettendo, infine, a punto la lista di 12 sostanze, le più biologicamente potenti e pericolose per la vita animale ed umana, che sono messe fuori legge nel maggio 2004, quando entra in vigore la Convenzione di Stoccolma (POPs' Convention).
I POPs possono essere suddivisi in tre categorie: pesticidi, prodotti industriali (PCB ed esabromobifenile) e sottoprodotti non desiderati dei processi industriali (diossine, furani e alcuni IPA).

V 2 f 5 smallI pesticidi - aldrin, clordano, DDT, dieldrin, endrin, eptacloro, mirex e texafene - segnarono una vera rivoluzione del modo di fare agricoltura in Occidente. Fra il terzo e il quarto decennio del ventesimo secolo, per la prima volta nella storia umana, su vaste aree agricole cala una pioggia di morte: potenti insetticidi, gli idrocarburi clorurati che, oltre a colpire il bersaglio desiderato, fanno strage d'uccelli, d'animali domestici, s'intrufolano nel corpo umano e nel suolo, perdurandovi per decenni. Come mirabilmente descritto in "Primavera silenziosa" di Rachel Carson, così come sonnecchiano nel tessuto adiposo umano in attesa del momento giusto – ad esempio, una perdita cospicua di peso - per scatenare i loro letali effetti, nel suolo percorrono lentamente, ma inesorabilmente l'immensa rete della vita, raggiungendo falde acquifere, fiumi, laghi e mare.

I nuovi insetticidi sono fondamentalmente diversi dai pesticidi inorganici del periodo prebellico che erano elementi minerali o vegetali certamente tossici, ma naturali e in grado di reintegrarsi nel ciclo chiuso della natura. Si tratta di sostanze inedite per il pianeta Terra. Da quel momento, gli alimenti che arrivano nel nostro piatto, come un cavallo di Troia, insinuano nel corpo umano i residui di questi insetticidi sintetici, veleni di grande e distruttivo potere biologico.

Paradossalmente, la straordinaria abilità di dare la vita del carbonio tramuta, in mani umane, in enorme efficacia nel sopprimere la vita stessa. Ma perché preoccuparci ora, se i POP sono già stati banditi?
Intanto il bando è parziale e riguarda soprattutto i paesi industrializzati, mentre nelle aree in via di sviluppo, dove la crescita economica è al primo posto rispetto alla protezione dell'ambiente e della salute umana, l'economicità e la durata dell'efficacia pesticida dei POPs costituiscono ancora una forte attrattiva. Infatti, una delle P dell'acronimo sta per persistenza. A causa della loro lentissima degradazione nell'ambiente, questi composti chimici sono presenti come contaminanti del terreno in tutta Europa e nel mondo e possono quindi ancora insinuarsi dentro di noi, veicolati da sode zucchine o altri fragranti prodotti agricoli. Alternativamente, data la loro tendenza ad accumulare nei tessuti adiposi degli animali, attraverso il consumo di prodotti caseari e di carni di animali che si cibano di erba, fieno o cereali contaminati.

Fra i POP non vi sono solo pesticidi. Altri POP sono usati nella produzione di un'ampia gamma di prodotti, quali solventi, prodotti farmaceutici e PVC. Appartengono alla lista della sporca dozzina anche l' esaclorobenzene, sottoprodotto di pesticidi, e tre classi di composti: i 209 Policlorobifenili (PCB), sostanze chimiche industriali, e le 75 policlorodibenzodiossine (PCDD, più comunemente dette diossine) e i 135 policlorodibenzofurani (PCDF o furani).

Alcuni POP, per le loro proprietà d'uso industriale, sono emessi nell'ambiente per volatilizzazione, perdite ed eventi accidentali nel corso del ciclo di produzione o al momento dello smaltimento finale. Altri infine si formano in piccole quantità come sottoprodotti indesiderati di processi di produzione ad alta temperatura.
Il Mirex, ad esempio, armato del suo duplice ruolo d'insetticida ed ignifugo nella produzione dei polimeri, è divenuto un contaminante straordinariamente diffuso sia sui terreni coltivati sia nell'ambiente in cui è stato riversato tramite gli effluenti di produzione.

Nel 2009 sono state aggiunge altre 9 sostanze alla sporca dozzina, e fanno così 21 POPs: si tratta di altri pesticidi (clordecone, a-esaclorocidoesano, b-esaclorocidoesano) - tutti finiti ovviamente nelle nostre viscere con danni che si cominciano ora a calcolare – di ignifughi, detergenti e sottoprodotti di processi industriali e dell'incenerimento (PAH - idrocarburi aromatici policiclici) e il tributiltino (TBT).

Numerosi scienziati, tuttavia, ritengono che la lista dovrebbe essere molto più lunga e comprendere diverse altre sostanze sintetiche dalle caratteristiche ugualmente nefaste. Noi le tratteremo tutte nella nostra serie "Veleni". 

Leggete l'Episodio 1 di Veleni, "Almeno 200 composti tossici in circolazione nel nostro corpo"

Leggete l'episodio 4 di Veleni, "SOS ormoni"

Consultate la Tabella dei veleni nei prodotti di consumo - se li conosci li eviti

Scheda Convenzione di Stoccolma: lista aggiornata dei POPs e dei loro effetti - Link a sito ASEIC in inglese:
SCHEDA CONVENZIONE DI STOCCOLMA

FONTI:

The Toxic Consumer – Elizabeth Salter GreenSilent Spring – Rachel Carson
Our Stolen Future – Theo Colborn et al.
Inquinanti Organici Persistenti - Pasquale Spezzano, ENEA, UTS Protezione e Sviluppo dell'Ambiente e del Territorio, Tecnologie Ambientali

Convenzione di Stoccolma

Creative Commons -  CC BY 2.0

Foto intro: Silhouettes at Agamon Hahula, by Flavio

Foto airone: by minds_eye

Foto 3: Svalbard by Billy Lindblom