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A proposito delle discariche...

di Maurizio Marna

foto intro   proposito discariche

Janez Potocnik, Commissario Ue all'ambiente, l'anno scorso ha dichiarato: "i rifiuti sono troppo preziosi per essere semplicemente buttati via e con una gestione oculata è possibile immetterne il valore nell'economia. In sei Stati membri uno smaltimento in discarica pari praticamente a zero si associa oggi a percentuali di riciclo elevate. In tal modo questi Stati non soltanto sfruttano il valore dei rifiuti, ma hanno contestualmente creato anche industrie fiorenti e numerosi posti di lavoro".

Potocnik prosegue poi rilevando che "... essi ci sono riusciti aumentando l'attrattiva economica della prevenzione, del riutilizzo e del riciclaggio mediante strumenti economici selezionati. Condividiamo oggi con gli Stati membri e gli enti locali la responsabilità comune di far sì che tali strumenti siano usati efficacemente e diffusi in tutta l'UE. È questo uno degli obiettivi centrali della Tabella di marcia verso l'impiego efficiente delle risorse". Chiaro il concetto, vero?
Nonostante i cittadini siano visivamente consapevoli di cosa sia una discarica, fornirne qualche breve nozione potrà aiutare a comprendere il perché si debba subito abbandonare un simile modello di smaltimento. E un suo primo, fatale effetto è quello di alterare il paesaggio dove risiede: chi ha il coraggio di sostenere il contrario, alzi la mano... La legislazione italiana ha individuato e definito tre tipologie di discariche, a seconda del tipo di scarto conferito. Avremo quindi un sito per i rifiuti inerti, uno per i rifiuti non pericolosi(in esso comprendendo anche i Rifiuti Solidi Urbani), uno per i rifiuti pericolosi dove vengono trasportate, tra l'altro, le ceneri ed i residui provenienti dagli inceneritori.foto 1   a proposito discariche  Le tre classificazioni citate, perciò, consentono ad ogni bacino di stoccaggio la possibilità di recepire solo un ben determinato tipo di scarto. Secondo quanto dispone l'Unione Europea, viene fatto assoluto divieto di utilizzare le discariche come deposito di rifiuti indifferenziati e si prevede che esse accolgano unicamente materiali non riciclabili, a scarso contenuto di carbonio organico. Il fulcro di tale legislazione, infatti, si basa sulla famosa sequenza RIDUZIONE - RIUTILIZZO - RICICLO. Purtroppo i residui di numerosi rifiuti, in particolare quelli solidi urbani a carattere organico, richiedono decenni per esaurire la loro carica attiva e, degradandosi, producono il cosiddetto percolato ovvero liquami con un alto tasso di inquinamento per il terreno e le sottostanti falde acquifere. Senza l'operare di diffusi controlli, la discarica raccoglie molti prodotti come plastica, ferro, alluminio, diverse leghe metalliche, insomma pericolosissimi materiali costituenti i vituperati, a ragione, rifiuti indifferenziati. E non si tratta di esagerazione bensì della fotografia di una situazione esistente in Italia.


foto 2  a proposito discaricheVi sono, poiché stabiliti, parametri di capienza onde conferire al sito una durata direttamente collegata al suo riempimento. Niente proroghe, niente deroghe oltre la massima portata e grande attenzione, in teoria, alla differenziazione dei rifiuti stoccati. Tuttavia i pericoli continuano ad evidenziarsi se la nocività delle esalazioni, provenienti dai prodotti in via di decomposizione, si traduce nella presenza di emissioni di gas serra quali il CH4(gas metano) e CO2 (anidride carbonica). Sarà indispensabile, allora, attuare la prevenzione di tali fumi mediante particolari dispositivi che, nell'ottica di una più generale tecnologia del settore, definiscono moderne le discariche su cui vengono impiantati. Cosa vuol dire esattamente 'modernità'? Vuol dire l'indispensabile realizzazione di una barriera geologica allo scopo di impedire che i rifiuti vengano a contatto con il terreno. Significa poi approntare un sistema idoneo sia a captare i biogas prodotti dagli scarti sia ad avvalersene come combustile(in genere metano) per la produzione di energia. Naturalmente le emissioni sono proporzionali a quanto viene selezionato alla fonte, separato e sottoposto a pretrattamento. Il problema di creare stoccaggi sicuri prevede dunque specifiche fasi preparatorie degli scarti conferibili e distinte fasi costruttive dei siti atti a contenerli. Vi è però un limite congenito, ineludibile nel sistema discarica ossia il raggiungimento della massima capienza. Obbiettivo facilmente raggiungibile, visto l'incessante aumento dei rifiuti. Quando si procede alla chiusura di un sito di stoccaggio deve intercorrere un periodo, equivalente ad almeno trent'anni, in cui esercitare uno stretto controllo e la zona su cui sorge, fatti salvi singoli divieti, può essere ricoperta di alberi mediante la piantumazione.                                                                             

Ha senso continuare a parlare di discariche moderne? Le soluzioni tecnologiche accennate bastano a giustificare l'esistenza di un siffatto impianto di smaltimento? Noi pensiamo di no proprio perché diverse modalità di gestione rifiuti, sotto l'ala rigeneratrice di una green economy amica, sono molto più efficienti e possiedono un maggior riscontro economico. Si attenuerebbe così anche il lucroso traffico illegale di rifiuti, gestito dalla criminalità organizzata con la complicità di settori politico-industriali. Le Ecomafie, finché ci saranno le discariche, sentitamente ringraziano...

                                                                                        foto 3   a proposito discariche

 

Leggete il precedente articolo:

Alla carica...della discarica!

ECO fatti ed ECO misfatti nei rifiuti

Riciclo dunque sono...BIO!

 

FONTI:

www.iswa2012.org/it/
ISWA,Congresso Mondiale Rifiuti Solidi, Firenze 17/19 Settembre 2012

www.educambiente.tv › Riciclare> Come funziona una discarica di rifiuti

BIBLIOGRAFIA

Sonia Gervasoni, Discariche controllate, Hoepli Editore, 2000