in questo sito vengono usati i cookies navigandonel sito accetti.

Sostenibilità ambientale

La sostenibile leggerezza dell’ambiente e l’insostenibile distruzione della natura.

di Maurizio Marna

sostenibilita intro

Quante volte abbiamo parlato,nella rubrica CITTA’INTELLIGENTI, di SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE e quante volte, di sicuro, ne parleremo ancora. Da scomoda testimone essa rimane sullo sfondo della nostra vita quotidiana, pur essendo l’anima pulsante del nostro pianeta. Parla, urla o rimane in silenzio,attonita, di fronte allo scempio della risorse naturali. Ma quale fondamentali implicazioni sottendono a questo termine? Per meglio capire di cosa stiamo parlando, dobbiamo porre sull’altro piatto di una immaginaria e‘vecchia’ bilancia il vocabolo SVILUPPO ECONOMICO. Quanto più il secondo - SVILUPPO ECONOMICO - pesa, tanto più la prima - SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE - corre il rischio di cadere giù nel complesso gioco degli equilibri.

Sviluppare la società e di conseguenza l’economia non è di per sé un male. Lo diventa, nel momento in cui la quantità e la qualità delle riserve naturali disponibili vengono brutalmente saccheggiate senza sosta. I predoni dell’ecosistema dovrebbero ricordare che, a forza di razziare, nessuno avrà più nessuna cosa. La Terra non riesce a sostenere oltre(leggi per un intero anno) uno sviluppo lanciato alla massima velocità. I ritmi di consumo sembrano inesauribili e solo l’attuale crisi economica globale sembra aver rallentato, un poco, la corsa verso il precipizio. Si tratta di un ‘tragico’,lo definiremmo, palliativo.

Nonostante le molteplici prese di posizione a livello sociale – movimenti di opinione,gruppi ecologisti, semplici cittadini – e nonostante i soggetti istituzionali abbiano iniziato a parlarne, in taluni casi elevandolo a livello di ‘mantra’, risulta tuttavia evidente che l’economia,quando cresce, lo fa in maniera dissennata e che,di conseguenza, la SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE va in frantumi. D’altronde se manca la coscienza

NELL’UTILIZZARE LE RISORSE RINNOVABILI NON OLTRE LA LORO CAPACITA’ DI RIGENERAZIONE

CHE L’AMBIENTE NON PUO’ ASSORBIRE LA MASSA DI INQUINANTI ATTUALMENTE IMMESSA IN ESSO

CHE LA QUANTITA’DI RISORSE NON RINNOVABILI DEVE ESSERE PRESERVATA DA DRASTICHE FLUTTUAZIONI E RIMANERE SEMPRE COSTANTE NEL TEMPO

il futuro è realmente appeso ad un filo. Si parla di un nuovo modello di sviluppo come appartenesse ad un futuro lontano o fosse una continua ricerca, senza limiti di tempo, di alchemiche composizioni. E’adesso che lo stato del pianeta Terra si trova in grave pericolo e tutti se ne dovrebbero rendere conto. Parlare, come fanno i paesi industrializzati nei confronti di quelli in via di sviluppo, di modelli sostenibili di produzione sa di presa in giro. Persino troppa.

                                                                       Sostenibilita f 2 small

I cosiddetti ‘nuovi ricchi’ ovvero i paesi che,nell’ultimo decennio, hanno cominciato a marciare a ritmi serrati in campo economico- Cina, India, Brasile, Russia, Sud Africa – rimangono sì forti inquinatori ambientali ma ancora non superano il ‘vecchio’ Occidente industrializzato. Questo non è un discorso a favore o contro assetti geopolitici. E’ una semplice constatazione di come nessuno possa dare lezioni, dall’alto di chissà quale virtuosità ambientale. Se gli Stati Uniti assieme all’Europa sono fra i maggiori produttori di inquinanti, non è poi così difficile vedere dove sta la contraddizione di essere ecologisti a casa degli altri. Certo le condizioni di utilizzo delle risorse in zone come l’Asia sono assolutamente devastanti, mancando tali interventi di una qualsiasi forma di protezione ambientale. Cionondimeno la perenne cappa di smog, ad esempio, su Los Angeles e Londra, i disastri petroliferi al largo delle coste statunitensi,la situazione del nostro Mar Mediterraneo ecc denotano che i problemi ci sono, eccome, anche in Occidente. Insomma potremmo definirla una tragicommedia in cui gli attori recitano lo stesso testo:’comincia tu, no tu, fallo tu, e perché tu no?’.

sostenibilita f 3 smallPer quale motivo non viene incrementata un’economia sempre più a impatto zero(o quasi)nei paesi maggiormente industrializzati? Perché non trasmetterne il know how ai paesi in via di sviluppo, nell’ambito di accordi ben definiti e sprovvisti di clausole ‘tagliola’? Ed in seguito a ciò, come incrementarne la sensibilità ambientale? Perché non far accedere questi stessi paesi alle proprie risorse naturali, eventualmente presenti nel territorio, frenando la grande speculazione finanziaria internazionale? Sono domande, a cui se ne potrebbero aggiungere diverse altre, in grado di generare parecchie perplessità nella gente comune. I dubbi derivano da una diffusa mancanza di informazioni al riguardo. Sia essa voluta o meno, ci troviamo a definire come imprescindibile lo sviluppo di una coscienza ambientalista globale. BASTA DARE LEZIONI DI CIVILTÀ AGLI ALTRI QUANDO SI È A PROPRIA VOLTA INCIVILI! E’ scontato che le cose non potranno mai funzionare con un simile atteggiamento- ci rivolgiamo ‘in primis’ alle nazioni- se non si hanno ben presenti i gravi effetti di uno sviluppo economico senza regole. Ormai è ben chiaro cosa fare e come farlo, a livello tecnico-scientifico. Tuttavia appare irrinunciabile mettere al primo posto la formazione delle coscienze ovvero diffondere intensivamente la comunicazione ambientale,iniziare ad educare le giovani generazioni nell’ambito scolastico,far sentire la voce delle comunità agli apparati pubblici. Insomma spargere a piene mani BIO CONSAPEVOLEZZA e formare così i cittadini del mondo prossimo venturo. Non pensiamo tocchi sempre agli altri,la campana suona anche per noi.