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Natura chiama auto

Parte prima

di Maurizio Marna

 

Foto intro AUTO GPL MET


"La strada dell'inferno è lastricata di buone intenzioni", diceva qualcuno. Quella che ogni giorno percorrono gli automobilisti italiani, pure. Le buone intenzioni di chi guida (speriamo), nonostante il basso costo del petrolio, sembrano vanificate dai prezzi di benzina e diesel, ostaggio delle 'eterne' accise statali, i cui valori sono in proporzione più alti. Tutto ciò basta a bloccare un pieno di carburante?

Il serbatoio piange, nell'italico stivale, per quattro sostanziali ragioni:

1) il protrarsi della crisi economica col mercato nazionale delle auto nuove e usate, idem l'internazionale, da tempo penalizzato ma la sorpresa targata 2014 ha portato l'Europa (+5,4%), l'Italia (+2,4%), gli USA (+ 9%) - Gennaio e Febbraio 2015 hanno poi registrato ulteriori exploit - verso una decisa impennata delle vendite rispetto al 2013;

2) i provvedimenti sul traffico, effetto dell'inquinamento, ovverosia il divieto parziale/totale di attraversare determinate zone cittadine, esclusi il servizio pubblico e i mezzi elettrici;

3) il cospicuo prezzo dei carburanti, già citato, colpa delle fameliche accise;

4) i salassi finanziari procurati dal possesso di un'automobile (bollo, assicurazione, spese di mantenimento ecc.).

La macchina è diventata quasi un lusso, insomma, tuttavia non l'abbiamo certo sostituita col cavallo. Ci siamo invece rivolti - la necessità aguzza l'ingegno, dice il proverbio - all'autobus, alla bicicletta, alla vettura ecologica, comprata sfruttando gli ecoincentivi.

Oggi le case automobilistiche, proprio per i frequenti divieti di circolazione e il vecchio parco macchine in attività, puntano molto sull'oscillante mercato delle ECO CARS, l'intero automotive (= costruzione e commercializzazione di automobili) ha scontato, infatti, lunghi periodi negativi, mercato che mostra comunque segnali di vita. Ottobre 2014, a conferma dei notevoli risultati conseguiti durante l'anno, si era ricavato spazi monstre riguardo le auto elettriche e ibride - quest'ultime dotate anche di motore elettrico - con un +91%, le elettriche, e +30%, le ibride, di incremento vendite, se osserviamo Ottobre 2013. Subito dietro, ecco classificarsi le vetture a metano, + 47%, e le Gpl, +33%, sempre analizzate le cifre del mese-anno precedenti. Si tratta, ahinoi, di performance uniche quando parliamo del comparto auto ecologiche. Esse rappresentano solo il 7,5% dei mezzi circolanti in Italia, mentre il restante 92,5% viene coperto da macchine a benzina e gasolio. La minima percentuale di eco auto su strada appare legata a specificità come elevati costi d'acquisto, insufficiente autonomia di viaggio, scarsità delle reti di rifornimento, mancanza d'informazione circa il positivo impatto ambientale. Un insieme di elementi, facile capirne i motivi, penalizzante i potenziali compratori. Lungo le nostre strade sono quindi poche le auto a metano, Gpl, ibride, elettriche, ma le stime anticipano una rapida crescita del settore in particolare esaminando le prime due, meno pubblicizzate e conosciute nell'ambito commerciale. Per iniziare a comprendere le differenze fra carburante metano e carburante Gpl, Gas di petrolio liquefatto, occorre sapere due o tre cose: il Gpl, miscela costituita principalmente da butano e propano, viene custodito in serbatoi con pressione di 6-8 bar e il metano, gas naturale, si conserva dentro bombole ad una pressione di circa 200 bar. Presso le stazioni di servizio il Gpl lo trovate venduto al litro, il metano al kg.

Domanda: Il 2015 sarà l'anno delle macchine a gas? Risposta: Sì, a patto di superare alcune criticità.

 


Foto 1 AUTO GPL MET


Le case produttrici hanno realizzato, con modelli a doppia alimentazione benzina-metano, una significativa commercializzazione di veicoli se consideriamo il tipo di carburante, metano appunto, e il fatto che costi più del Gpl il quale subisce, tuttavia, le maggiori influenze dall'andamento dei prezzi petroliferi. Chi volesse rifornirsi di metano, può contare su un migliaio di distributori attivi nella penisola, dunque su una rete di indubbio livello europeo. Allo stesso tempo, però, la collocazione delle stazioni di servizio limita, in ambito nazionale, la massiccia diffusione di vetture a metano, dal momento che tali centri sono sparsi con disomogeneità sul territorio: l'Emilia Romagna ne ha 171, la Lombardia 140, due la Valle d'Aosta, quattro il Friuli Venezia Giulia, zero la Sardegna. Attenzione si deve prestare, inoltre, alle modalità di rifornimento prive in toto, da noi, del sistema self service mentre altri paesi europei lo praticano normalmente. Risulta indispensabile allora, nella ricerca dei distributori metano regionali, sapere gli orari di apertura e chiusura delle pompe, vista impossibilità di forniture senza addetti. Un'ulteriore questione, occhio eco guidatore!, va ponderata quando stai per acquistare un'auto a metano ed è quella della revisione delle bombole che, secondo la normativa europea R110 ECE/ONU, il proprietario del mezzo deve compiere ogni quattro anni, con tariffe variabili in funzione del numero di bombole da smontare e del successivo lavoro da effettuare.

Foto 2BIS AUTO GPL METFoto 2 AUTO GPL METLe auto a metano e Gpl (Gas di petrolio liquefatto) potrebbero diventare protagoniste della green economy italiana, generando decine di migliaia di posti di lavoro entro i prossimi quindici anni. Diversi studi di settore, pubblicati recentemente, prevedono consistenti sviluppi sia economici sia occupazionali, una volta implementate misure idonee ad aumentarne la fetta di mercato. Viene poi affermato che il miliardo e passa di veicoli, circolante sul pianeta, provoca un quarto delle emissioni globali di CO2, anidride carbonica, così da imporre l'urgenza di far muovere, al posto del tradizionale benzina/diesel, anche più vetture con trazione gas. Durante la crisi interna dell'automotive tradizionale, le automobili non ecologiche hanno sofferto robuste perdite al contrario delle vetture a gas, orgoglio della tecnologia nazionale, la cui variante a metano raggiunge il 77% della corrispondente quota europea, coprendo la Gpl, invece, il 26% della dotazione continentale. Le auto a gas di produzione italiana coinvolgono una poliedrica struttura industriale, formata da piccoli e grandi centri per la riconversione pari a oltre 6.000 officine d'assistenza/manutenzione; riguardo l'approvvigionamento di carburante, aspetto di preminente importanza, esiste una valida rete che totalizza circa 4.000 distributori - 3.000 Gpl, 1.000 di metano (con i problemi sopra descritti) - i quali supportano le potenzialità d'espansione sul mercato di questi mezzi. La loro diffusione abbasserebbe l'inquinamento del traffico urbano, efficace prospettiva per tutelare l'ambiente, in virtù della tecnologia sostenibile applicata e, contemporaneamente, determinerebbe grosse ricadute economiche cominciando proprio dalla sfera occupazionale. La green economy della trazione gas necessita, comunque, di incentivi statali e privati (leggi case automobilistiche), in grado di favorire l'acquisto delle vetture, facilitare la sostituzione dei modelli benzina/diesel con modelli a gas, consentire, per chi lo voglia, interventi d'efficientamento energetico mediante montaggio dell'impianto gas sull'auto. Non appena si incrementasse la circolazione delle 'quattroruote' Gpl/metano, il nostro paese eliminerebbe, fino al 2030, 3,6 mln di tn di CO2, 67 tn di particolato (polveri sottili) e qui la cifra sarebbe uguale alle emissioni mediamente prodotte, in un anno, da 4 mln di automobili diesel, infine cancellerebbe 21 mila tn d'ossido d'azoto.

Ottimizzare l'impatto ambientale dei veicoli a gas, già modesto, appare concreta realtà grazie ad una tecnologia capace di esprimere le alimentazioni ibride, Gpl-elettrico, metano-elettrico, metano-gasolio, Gpl-gasolio ma parecchio interessante si rivela il biometano, rivoluzionario carburante che deriva dai rifiuti, compresi gli scarti d'allevamento, o da specifiche coltivazioni agricole (grano, mais, sorgo ecc.). E' una sostanza, quanto a composizione, priva di differenze con il gas naturale estratto e permette di avere miscele dosate in qualsiasi percentuale, utilizzabili senza rovinare i motori delle auto. Un secondo vantaggio risiede nella convenienza del trasporto e distribuzione, tramite le reti del gas naturale, nonostante le accuse di inquinamento, sfruttamento territoriale, odori sgradevoli. Al proposito guardate l'articolo "La vera storia delle biomasse".
Oggigiorno la tecnologia sta lavorando per dare un futuro sostenibile alle auto, malgrado ciò avvenga sotto la spinta di pressanti tornaconti economici. I BIO cittadini, d'altro canto, desiderano una mobilità dove operino il mezzo pubblico, la bicicletta, il car pooling/car sharing, la macchina ecologica, perché la Terra, mai come ora, ha bisogno di ritrovare gli equilibri ambientali profondamente alterati dall'uomo. Natura chiama auto, il titolo dell'articolo, ci ricorda solo che la tecnologia deve o dovrebbe, visti i tempi in cui viviamo, servire il bene comune.

 

                       Foto 3 AUTO GPL MET                   Foto 4 AUTO GPL MET

 

FINE PRIMA PARTE


FONTI

http://www.corriere.it/economia/15_gennaio_16/auto-mercato-ue-crescita-54percento-torna-positivo-6-anni-bf3985e2-9d61-11e4-b018-4c3d521e395a.shtml

http://www.panorama.it/scienza/green/lauto-a-gas-volano-per-la-green-economy-fino-a-66mila-posti-di-lavoro-in-piu-nel-2030/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/29/auto-a-metano-boom-di-vendite-e-cresce-il-consumo-di-gpl-i-pro-e-contro-delle-bifuel/825366/

BIBLIOGRAFIA

Roberto Rizzo, Guida all'auto ecologica. I prodotti di oggi e le idee per il futuro, Collana Tascabili dell'ambiente, Edizioni Ambiente, 2010

NON MANCATE DI LEGGERE LA SECONDA PARTE