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I colori dell'inquinamento, i toni del riciclo

di Giorgio Montanari

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Parte I: Metalli L'obiettivo di questa rubrica, che si articolerà in alcune puntate, è rendere il lettore più informato sui materiali utilizzati nel confezionamento dei prodotti, in modo da aiutarlo a meglio differenziare i rifiuti che ne derivano preservando, così, l'ambiente per noi e i nostri figli.

Si può osservare facilmente come esista, ancora, una fascia di cittadini che non ha sviluppato la dovuta sensibilità ecologica. Passeggiando per le strade constatiamo che i rifiuti collocati fuori dagli appositi contenitori si declinano in vari colori, assumendo combinazioni cromatiche non proprio artistiche tanto da attirare l'attenzione anche di chi scrive. Ci siamo attivati, dunque, per modellare un'inchiesta ad hoc: vorremmo fornire quante più informazioni possibili e sensibilizzare maggiormente circa l'importanza di riciclare bene i rifiuti, trasformandoli in tal modo in una risorsa anziché in un passivo per la collettività. E' un modo per ritrarre, attraverso le parole, l'ambiente che vorremmo.

Il viaggio, sostenuto da Perché Bio, toccherà le principali categorie di materiali (plastica, vetro, carta, metalli, ...). Interrogheremo i rispettivi consorzi di recupero, faremo chiarezza su come imparare a distinguere le sottocategorie di ogni materiale, suggeriremo infine modi per il riutilizzo o il riciclo.
L'evoluzione tecnologica, oggigiorno, permette di reperire informazioni nel modo che preferiamo: sul web, ad esempio, ci sono persone che imparano grazie all'approccio "ludico" dei social networks, altre invece prediligono aspetti più tecnici (consoni ai siti specializzati). Noi vorremmo offrirvi una proposta dinamica e stimolante, lungi dal risultare noiosi (tutt'altro!), mentre vorremmo suscitare curiosità verso temi che, ormai, sono imprescindibilmente legati alla vita del pianeta.
Abbiamo sfruttato il pretesto di pubblicare scatti fotografici sui "colori dell'inquinamento", causati dai rifiuti mal collocati, per illustrare le caratteristiche di alcune loro categorie. Tutti noi li produciamo ed ecco perché non abbiamo scusanti, dobbiamo gestirli al meglio! Basta solo un po' di attenzione e un minimo di costanza per interiorizzare un'abitudine utile e necessaria.

Nell'ampio panorama del packaging vi sono materiali che, per natura intrinseca, risultano più virtuosi nella catena del recupero. Gli imballaggi metallici, ad esempio, hanno pregi osservabili sia nel breve sia nel lungo periodo. In primis sono riciclabili al 100% e per un numero infinito di volte, senza che ne vengano perse le caratteristiche. Questa perpetua "rinascita" della materia permette di avere un impatto più soft nei confronti dell'ambiente, in quanto il metallo ha i tassi di recupero più alti fra tutti i materiali di imballaggio. La quantità di anidride carbonica generata è modesta, specie se si impiega acciaio riciclato: ogni contenitore "recuperato" permette di risparmiare CO2 per una quantità pari al doppio del proprio peso. Il packaging in materiali metallici, oltre ad essere particolarmente resistente, è in grado di preservare il contenuto dagli agenti esterni come ossigeno, gas, luce e batteri. I prodotti inscatolati mantengono le peculiarità più a lungo rispetto agli altri contenitori.
Ma le confezioni metalliche, nella conduzione del calore, non sempre forniscono prestazioni ottimali e tendono a surriscaldarsi con più facilità, facendo sì che il bene contenuto all'interno possa risentirne.

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Quali tipi di imballaggi metallici vediamo, durante la spesa quotidiana? La lista include un po' di tutto: barattoli, scatolette, coperchi per la chiusura ermetica, tappi corona (anch'essi destinati alla chiusura), bombolette spray, fustini/ fusti e via discorrendo. In commercio esistono sei tipi di packaging in metallo, eccone una breve descrizione:

1. "open top" > si tratta delle comuni confezioni cilindriche con apertura a strappo, ad esempio usate per passate di pomodoro, legumi, frutta sciroppata, conserve, tonno. La loro capacità massima è di 5 kg.

2. "general line" > sono i contenitori, sovente a forma di parallelepipedo, adoperati prevalentemente per vernici, smalti, pitture, oli alimentari (oliva e semi). Sono solitamente più capienti rispetto alle "open top" (arrivano fino a 40 kg circa) e possiedono, altresì, forma di contenitori cilindrici, conici ecc.

3. "chiusure" > con questa etichetta identifichiamo i tappi corona per bottiglie in vetro, diverse capsule di chiusura adatte a sigillare bottiglie e vasetti di vetro (i 'classici' sottoli e sottaceti), coperchi a strappo cioè quelli che si aprono parzialmente o totalmente, tramite il conosciutissimo anello applicato sopra, utilizzati in stretta correlazione con la produzione di confezioni "open top".

4. "scatole fantasia" > possono avere numerose forme, personalizzazioni, capacità di contenuto, tant'è che solitamente sono usate, ad esempio, per custodire dolci, specialità alimentari, liquori.

5. "fusti" > grandi contenitori (fino a 250 litri) comuni nel settore petrolifero e chimico, adesso vengono largamente impiegati nel settore alimentare. Accanto al più diffuso fusto in lamierino grezzo sono reperibili quelli laccati, zincati o con otre in polietilene: tali soluzioni permettono il trasporto sicuro di beni che, altrimenti, non possono stare a diretto contatto con l'acciaio.

6. "aerosol" > bombolette di frequente impiego nel comparto dei beni per l'igiene personale e la cosmesi (deodoranti spray, lacca per i capelli) oppure degli insetticidi. Chi usa siffatti contenitori può iniziare a rasserenarsi poiché l'evoluzione tecnologica favorisce, oggi, l'impiego di sostanze (butano, propano) in grado di generare l'effetto a spruzzo; la tendenza va quindi nella direzione di composti meno inquinanti, se paragonati a quelli un tempo adoperati.

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Nascita, vita, morte e risurrezione del metallo

Il suo ciclo, definiremmo inesauribile, ha come punto di partenza gli stabilimenti produttivi, scatolifici, al cui interno il metallo viene lavorato per fabbricare barattoli, scatolette, tappi corona, bombolette spray, fusti ecc. ecc. Una volta realizzati gli imballaggi e spediti alle aziende -clienti, dove saranno immessi i prodotti, i packaging in metallo arrivano sugli scaffali della distribuzione e successivamente nella disponibilità dei consumatori. Quando li acquistiamo, li apriamo, ne sfruttiamo poi il contenuto, essi perdono la relativa funzione diventando rifiuti da smaltire correttamente. E' compito di noi cittadini, mediante la raccolta differenziata, attivare il processo di smaltimento fino al Consorzio Nazionale Acciaio: qui gli imballaggi verranno trattati e portati in acciaieria, dove fonderanno per essere di nuovo utilizzabili. Semplice, vero?

Foto 5 RMIn alcune province è attiva la raccolta differenziata porta a porta: il cittadino non deve fare altro che esporre sotto casa, a giorni prestabiliti, il contenitore con la specifica categoria di rifiuti. Per dissolvere ogni dubbio residuo su come riciclare un materiale (in questo caso un oggetto metallico) è possibile, con una semplice telefonata o una richiesta via e-mail all'Ufficio Ambiente del proprio Comune, ricevere informazioni puntuali da informati referenti. La provincia di Parma, ad esempio, ci ha fornito in tempi rapidi un "rifiutologo" semplice ed efficace. Si tratta di un prontuario in cui sono abbinate tipologie di materiale e contenitori per accoglierle. Grazie a tale strumento, ad esempio, impariamo che lattine per alimenti e tappi corona vanno sciacquati prima di essere riposti nell'apposito bidone (spesso si tratta di quello dove si ricicla la plastica o il vetro). In molti casi è comunque necessario verificare la situazione nella propria zona di residenza. Le bombolette spray non infiammabili vanno gettate nel sacco della plastica, idem parecchi rifiuti metallici di piccole dimensioni (tappi di barattoli, vaschette in alluminio, chiusure metalliche per vasetti di vetro)

Per smaltire oggetti metallici ingombranti (arredamento in legno o in ferro come armadi e sedie, biciclette, cestini portarifiuti) e residui potenzialmente nocivi per l'ambiente (bombolette spray infiammabili, pile/batterie esauste), è sempre consigliabile rivolgersi ad un centro di raccolta. Questi ultimi sono importanti pedine nel sistema di recupero: il cittadino in prima persona può recarsi presso queste apposite strutture per consegnare i rifiuti che non rientrano nelle casistiche abituali (ritiro "porta a porta" o conferimento nei cassonetti stradali). I centri di raccolta sono dotati di contenitori di grandi dimensioni (cassoni, vasche, compattatori) che, collocati in specifici punti urbani, offrono vantaggi a livello ambientale e igienico. In alcuni casi il sistema dei centri di raccolta o delle isole ecologiche è impreziosito da servizi suppletivi, pensati soprattutto per le aziende (ritiro a domicilio di materiali ingombranti).

Foto 4bis RMForse non tutti sanno che il contenitore alimentare d'acciaio fu brevettato da due lungimiranti inglesi nel 1810. Sono dunque poco più di 200 anni che questo tipo di confezione fa parte delle nostre abitudini quotidiane. Destinato al food & beverage, ma non solo, la sua diffusione è capillare in tutto il globo (ne sono prodotti miliardi di esemplari ogni anno), per un giro d'affari stimabile in circa 15.000.000.000 di dollari. Idealmente destinato a cibi in scatola o a bibite gassate, il classico contenitore di latta ha un alto grado di personalizzazione. Questa caratteristica innata lo rende un potente veicolo comunicazionale e, a volte, anche un oggetto di design o da collezione: basti pensare alla recente idea della Coca-Cola di incidere una serie di nomi propri sulle celeberrime lattine rosse. Tutti questi tipi di contenitori possono comunque essere recuperati, se collocati nell'apposito raccoglitore.

Nel 2009, in Italia, furono avviate al riciclo 356.000 tonnellate di acciaio (77,8% del totale immesso sul mercato nazionale) e si trattò di un ottimo risultato, che superò orgogliosamente il target fissato dall'Unione Europea (55%). Nel 2013 invece, dati alla mano, sono state immesse al consumo 435.149 tonnellate di imballaggi in acciaio (pari al peso di 54 Tour Eiffel). Da questo totale sono state raccolte quasi 368.575 tonnellate (84.7 %) e ne sono state riciclate oltre 320.231 tonnellate (73,6%, percentuale in linea con l'ultimo quinquennio seppur in calo di due punti rispetto al 2012)

Ora sta a noi cittadini essere "virtuosi". Basta davvero poco per evitare che un barattolo di alluminio o una lattina, invece di finire nel giusto contenitore e venire poi inviato alla trasformazione (magari in un telaio da bicicletta oppure in una panchina), possa diventare l'ennesima fonte di inquinamento tragicamente accompagnata da connotazioni pseudoartistiche.

 

FONTI

ANFIMA

Consorzio Nazionale Riciclo e Recupero Imballaggi Acciaio (Ricrea)

CIAL

Provincia Di Parma

Osservatorio Provinciale Rifiuti

Greenbiz