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La bella strada

di Maurizio Marna

 

Foto 7  MICR

 "Basta seguire la strada e prima o poi si fa il giro del mondo. Non può finire in nessun altro posto, no?". Jack Kerouac, Sulla strada, 1949. Abbiamo scomodato Jack Kerouac per parlare di un qualcosa che è talmente scontato nella nostra vita da risultare quasi banale: le strade. Emblema del progresso economico di ogni nazione, le strade sono diventate, oggi, 'contenitori' troppo pieni di veicoli. Bella forza, si dirà, altrimenti come raggiungere le destinazioni?

Foto 1  MICRNon vogliamo qui aprire un dibattito sulla mobilità intelligente, se ce ne fosse di più gli spostamenti sarebbero meno complicati, ma vogliamo invece parlare di costruzioni stradali green. Sì, avete capito bene, perché ci riferiamo a strade ecologiche nonostante la definizione appaia, di per sé, contraddittoria. L'asfalto, uno dei simboli dell'inquinamento, può davvero essere ecologico? A questa domanda la città olandese di Hengelo, lo scorso Luglio, ha risposto attraverso la sperimentazione di un asfalto che, sotto la luce solare, trasforma gli inquinanti in residui innocui. A Hengelo infatti, su un'area del complesso urbano, è stata applicata una pavimentazione stradale fotocatalitica capace di ridurre gli ossidi d'azoto, durante giornate soleggiate e di bassa umidità (il top climatico per la fotocatalisi ), di circa il 45% e comunque, al di là delle condizioni ideali appena descritte, con una media del 19%. I dati emergono prendendo ad esempio le zone dove si trova il normale asfalto, limitrofe all'area trattata. Ricordiamo che gli ossidi d'azoto sono gas estremamente nocivi generati da vari tipi di combustione, motori dei veicoli inclusi, gas reagenti in modo assai dannoso poiché formano smog e piogge acide quando vengono a contatto con l'ossigeno. Anche la città di Chicago, negli Stati Uniti, ha posato circa 3 km dello stesso materiale su strade e marciapiedi, un prodotto, occorre rilevare, parecchio costoso. Le conseguenze del profondo inquinamento veicolare, urbano ed extraurbano, devono essere sommate a quelle dell'asfalto se ne consideriamo la posa e l'usura derivata con il passaggio dei mezzi. Ciò implica, quindi, la necessità di sperimentare asfalti ecologici aventi caratteristiche di compatibilità ambientale. Ecco allora il già citato manto catalitico, il polymix, la tecnologia warm-mix, la miscela senza bitume , ecco infine lo slurry seal o microtappeto a freddo, composto in grado di irruvidire la superficie stradale e impermeabilizzarne la sovrastruttura. L'asfalto nel nostro paese, sappiamo bene, richiede una continua manutenzione motivo per cui, una volta reperiti i fondi allo scopo (light, i tempi impongono...), la questione si sposta oltre il piano della sostenibilità ambientale vale a dire sul rapporto qualità-prezzo, efficacia dell'intervento, prestazioni del manto stradale sotto il profilo sicurezza e durata.  ( sopra a dx, l'asfalto fotocatalitico di Hengelo)

I lavori stradali hanno dunque avuto un forte impatto sull'ambiente, a causa dei materiali nocivi impiegati, mentre attecchiva il virus di costruire tratte viarie spesso legate a interessi politici. E' noto che, in diversi casi, sono state adoperate molte sostanze pericolose per lo strato-base delle tratte viarie, secondo quanto accertato dalla magistratura e come dimostrano le inchieste sulla variante di valico (versante toscano). Gli effetti? Avvelenamento del terreno, alterazione più o meno definitiva di eco sistemi naturali quando le opere, specialmente quelle imponenti, ne invadono l'habitat. Chi si occupa del settore, compresi i responsabili degli assessorati pubblici, cerca ora di adottare prodotti e metodologie lavorative a impatto ridotto. Ma non è solo l'ambiente, ripetiamo, la ragione di un simile cambiamento dovendosi sempre abbinare esigenze di risparmio costi, veloce ripristino della viabilità, sicurezza degli automobilisti.

Lo slurry seal, microtappeto a freddo, risponde a tali esigenze complessive? E anzitutto cos'è? Partiamo dalla fine: si tratta di un composto fluido, autolivellante (nel senso di facile posa e perfetta aderenza al terreno sopra il quale viene steso), ottenuto con il seguente impasto > miscele basaltiche di corretta granulometria,  leggi dimensioni; emulsioni rettificate di bitume e lattice; acqua di processo; cemento che funge da catalizzatore; eventuali fibre.

REALIZZAZIONE E VANTAGGI APPLICATIVI. La miscela finale si ricava dopo una fase di amalgama, sviluppata mediante appositi macchinari per la produzione e stesura in sottilissimi strati, quest'ultima a temperatura ambiente, attrezzature montate su telai o semirimorchi trainati da un solo camion. La rapidità delle operazioni svolte comporta un notevole risparmio di tempo giacché non bisogna 'rompere' la strada, togliere la vecchia copertura, farla trasportare altrove e generare così inquinamento sia di materiali, vedi il relativo smaltimento, sia di smog originato dai numerosi viaggi dei mezzi. Un'ulteriore circostanza gioca a favore del microtappeto a freddo: viene eliminata, infatti, gran parte dei lunghi spostamenti atti a reperire l'asfalto presso cantieri di miscelazione-impasto, fissi e lontani, dove avviene la produzione. Ricordiamo che l'asfalto deve essere steso a caldo, attività di indubbio degrado ambientale, richiedendo un approvvigionamento distante non oltre gli 80 km dai lavori cioè la massima distanza utile entro cui mantenere alte, per una valida posa, le temperature; la sua preparazione necessita, comunque, di ampi spazi e strutture spesso decentrate, come appena descritto, rispetto al luogo d'intervento. L'asfalto impiega poi grandi quantità di energia e provoca sia combustione di idrocarburi sia emissione di gas e particolati nell´atmosfera. Per il microtappeto a freddo, invece, occorrerà individuare un'area di adeguata grandezza, vicinissima al cantiere dei lavori, onde posizionare in semplici cumuli i materiali vergini da usare, le cisterne di stoccaggio dei leganti bituminosi, quelle dell´acqua, tutte sostanze trattate a temperatura ambiente e senza combustioni/emissioni di fumi o gas.

Foto 2  MICR                                                                      

PREPARAZIONE E POSA DEL MICROTAPPETO. Il confezionamento si svolge dentro il macchinario montato sul semirimorchio da trainare, dopo aver rifornito d'acqua-emulsione di bitume-lattice naturale-ghiaia inerte basaltica i serbatoi. Giunto il camion di preparazione e posa nella zona d'intervento, si attiva il dispositivo di miscelazione materiali, presente sul mezzo, fino ad ottenere un composto successivamente convogliato da nastri trasportatori verso il banco di posa. Questo dispositivo, agganciato al complesso semovente, è un insieme di strutture di contenimento, alberi dotati di piccole pale, apparati idraulici di azionamento, capace di effettuare un corretto dosaggio del flusso ed una stesa omogenea della malta. Il banco di posa, nella sua parte posteriore, ospita parti in gomma speciale che possono 'pettinare' la pavimentazione e, se necessario, il banco stesso può accogliere lame metalliche regolabili per un'esatta profilatura della strada. Le operazioni sono condotte, senza il classico rullo di spalmatura, da un paio di addetti al banco(uno alla stesa, uno alla finitura). L'esecuzione dei lavori si dimostra veloce durante la giornata, quindi i tratti coperti possono essere molto estesi e i tempi di riapertura al traffico, con buone condizioni atmosferiche, possono variare da mezz'ora a un'ora. Il passaggio dei veicoli sopra il nuovo manto stradale diventa fattore di estrema importanza per fissare il microtappeto, visto che permette all'acqua di processo di uscire completamente. E i costi? Sono circa un terzo di quelli inerenti una normale pavimentazione in conglomerato bituminoso.

  Foto 4 MICR   banco di miscelazione e posa         Foto 5 MICR  posa

CONSIDERAZIONI RIASSUNTIVE E FINALI. Il microtappeto a freddo, dunque, ha un basso impatto sull'ambiente mentre porta una cospicua serie di benefici alla circolazione :

1. irruvidisce il manto stradale, lo impermeabilizza e al contempo rappresenta un eccellente antiscivolo. Ripristina lo stato di efficienza della pavimentazione risultando ideale per la manutenzione preventiva e curativa, escluso il consolidamento stradale, delle vie urbane/extraurbane;

2. una volta aumentata la ruvidezza della superficie, il pneumatico aderisce meglio e sostiene la frenata, assieme al controllo delle traiettorie impostate dal guidatore. La rugosità del microtappeto, con la garanzia di aderenza al fondo stradale, supporta anche il traffico pesante ed è indicata per specifici tratti dove l'auto ha bisogno della massima stabilità (incroci, caselli autostradali, corsie di decelerazione ecc.);

3. dura almeno cinque anni e offre bassa rumorosità, compattezza = nessun rigetto degli aggregati nella miscela e nessun filtraggio di bitume, persino ottimizzazione estetica della strada trattata.

 Quando la natura è perduta, ci accorgiamo solo allora dei danni provocati e se la visione strategica delle aziende, in ogni settore, non guarderà all'ambiente, il già compromesso stato del nostro pianeta peggiorerà. Se metà dei lavori stradali fossero fatti col microtappeto, si risparmierebbero 15 milioni di tonnellate di inerti vergini (=600.000 autotreni) e 3,5 milioni di tonnellate di bitume (significa 140.000 autotreni). Ma in Italia, nei lavori pubblici, non esiste l´obbligo della stima dei costi-benefici ! Cliccate qui per un brevissimo report tecnico. 

Diceva il grande Andy Warhol  "Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d'arte che si possa desiderare." Ed è, aggiungiamo noi, la più bella strada da percorrere.


FONTI

Si desidera ringraziare il geometra Brenno Marmiroli per l'indispensabile apporto fornito nella stesura dell'articolo e delle dispense

 

LEGGETE ORA , SE VOLETE,  UN  PICCOLO GLOSSARIO TECNICO DELLE COSTRUZIONI STRADALI