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Bersaglio mobile

di Maurizio Marna

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Ancora una volta la UE ha promosso, dal 16 al 22 Settembre 2013, la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile. All'iniziativa possono - noi diremmo DEBBONO - aderire tutte le amministrazioni cittadine dell'Unione, con l'esplicito intento di favorire e successivamente stabilizzare una mobilità urbana sostenibile. Insomma un andamento smart, nelle modificazioni delle ECO CITTA', sarebbe perfetto...

Foto 1 Bersaglio mobileAi cittadini verrà (ri)proposta, per i loro spostamenti quotidiani, l'alternativa del traporto pubblico e comunque la scelta fra mezzi di trasporto eco compatibili (bici, auto elettriche, car sharing, car pooling). Le città italiane, nonostante adottino già iniziative concernenti l'eco mobilità, sembrano non riuscire a scrollarsi di dosso la cappa dell'inquinamento automobilistico(incluso quello acustico). Ripensare il contesto urbano dal punto di vista ambientale significa, evidentemente, riesaminare anche il sistema dei trasporti, sebbene le giaculatorie delle amministrazioni recitino lo stesso copione: non ci sono soldi, non ci sono soldi, non ci sono soldi.... I tagli sui fondi statali a Comuni e Province hanno condizionato, in effetti, le risorse finanziarie per il trasporto pubblico, penalizzando l'adozione di una valida mobilità sostenibile. A ciò si aggiungano le decisioni politiche, prese durante i decenni passati, rivelatesi deleterie per il settore citato. Siete contenti, voi pendolari, delle ferrovie regionali? I mezzi pubblici delle vostre città sono eco efficienti? La generale mobilità urbana è sviluppata secondo criteri ambientali? L'obbiettivo di attivare, entro le nostre aree municipali, una seria mobilità sostenibile viene perseguito mediante iniziative isolate, quasi 'spot pubblicitari', invece di strategie ad ampio respiro.
La scelta di trasporti ecocompatibili può diversificare il consumo energetico, ottimizzandolo, e parallelamente migliorare la salute di chi vive nei centri urbani. Tra i fattori che determinano la qualità della vita, secondo ogni classifica stilata, risulta sempre compresa la mobilità urbana. E qui si apre la grossa questione della partecipazione cittadina alle scelte di governance municipale, l'affermarsi della legittimazione popolare nei piani urbanistici. In tal caso, la macchina sarebbe o meno al primo posto per quanto concerne la mobilità? Da un lato, infatti, appare chiaro come le persone scelgano il mezzo di trasporto adatto a far risparmiare tempo e, qualora non ci sia o non sia competitivo, prendano inevitabilmente l'auto. Dall'altro lato, viceversa, complice la frammentazione territoriale e la pesante crisi, esse avvertono la necessità di cercare soluzioni economicamente vantaggiose negli spostamenti. Il costo dei carburanti e il mantenimento di una vettura rappresentano, oggigiorno, una forte voce di spesa. 

                                                                                                 Foto 2 Bersaglio mobile                                                                                                                                                                                                                                                                   

Foto 4 Bersaglio mobile Gli esperti urbanistici hanno introdotto il termine mobilità virtuale, contrapponendola a quella fisica. Tale terminologia indica una reale separazione nelle modalità di spostamento urbano e il vocabolo inglese usato, decoupling ovvero disaccoppiamento - sganciamento, significa, in gergo ferroviario, vagone sganciato da locomotiva o da altro vagone (per traslato include altresì separazioni in economia, politica ecc). Magnifico esempio di pragmatismo anglosassone...
Le tecnologie web permettono nuove modalità informative e lasciano spazio all'organizzazione personale, mettendo in condizione le persone di raccogliere notizie senza recarsi presso una struttura fisica. Stiamo parlando della digitalizzazione dei servizi amministrativi, dell'acquisizione dati come dove quando voglio (leggi articolo connesso). La necessità di recarsi presso uffici pubblici o privati, gli spostamenti per raggiungerli e il successivo ritorno a casa o al lavoro, creano un'indubbia mole di traffico. Interagire con il pubblico/privato via net dalle abitazioni, magari svolgendo lì anche il proprio lavoro, equivale a costruire un modello sostenibile di condivisione dati. Gli spostamenti allora saranno virtuali, seppur non sostituiranno integralmente la mobilità viaria.

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Fantascienza? No, solo un generale coinvolgimento della società, leggi cittadini - enti locali - imprese - amministrazioni centrali, mediante una validissima piattaforma di aggregazione competenze e know how, capaci di rispondere in tempo reale alle esigenze delle persone. Questa informatizzazione condivisa è probabile cancelli, noi ce lo auguriamo, l'univocità direzionale del rapporto fra ente pubblico e cittadino. Il traffico urbano è dunque una delle problematiche affrontabili con la rete, intendendo così diminuire il flusso e inquinamento automobilistici nonché migliorare la logistica dei trasporti. Il volume di dati fruibili offrirà al cittadino servizi più efficienti, gli consentirà di essere soggetto attivo nella gestione delle strategie pubbliche rivolte verso salubri condizioni ambientali.

Quale tecnologia si definisce innovativa, a proposito dei veicoli presenti sulle nostre strade urbane? Premesso che l'età media delle autovetture italiane è alta, le soluzioni a disposizione vedono l'impiego di:

- auto elettriche, già circolanti all'estero ma poco visibili in Italia

- motori a celle combustibili dove si genera la reazione dei gas idrogeno e ossigeno i quali, venendo a contatto l'uno con l'altro, producono energia elettrica

- sistemi di route guidance(guida dell'itinerario) per informare l'utente sulle difficoltà del percorso, a fronte delle condizioni viarie rilevate

- centraline computerizzate delle vetture, atte al controllo del consumo ed emissioni carburante.

A causa della crisi economica e di provvedimenti amministrativi-tampone, in Italia il traffico privato sembra destinato a calare all'interno del perimetro cittadino. Tuttavia il flusso veicolare rimane ancora sostenuto, privo com'è di una programmazione intelligente, mentre le municipalità, quando sono 'ispirate' e finanziariamente in condizione, attivano sistemi di sorveglianza elettronica degli accessi, pedaggi telematici, informazioni viarie per gli utenti, controllo automatico della velocità. Troppa grazia se consideriamo la generale situazione degli enti suddetti ma ciò non basta certamente. Eppure sarebbe possibile implementare ulteriori strutture gestionali, qualora si introducano apposite centrali operative, dotate di localizzatore satellitare, tecnologia in grado di ottimizzare, ad esempio, i percorsi dei veicoli commerciali e le attività ad essi collegate (carico-scarico merci).
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Gli impatti negativi di un modello urbano improntato alla dispersione territoriale, leggi il continuo crescere dell'hinterland dipendente dal capoluogo, hanno determinato una forte domanda di mobilità che le nostre amministrazioni pubbliche fanno fatica a soddisfare. Il pendolarismo delle persone, non solo a fini lavorativi, si trova senza servizi soddisfacenti e impone l'uso del veicolo privato ma il futuro, persino in Italia..., avanza inesorabile: il trasporto sostenibile sarà protagonista delle prossime politiche municipali. Le trasformazioni negli spostamenti di persone e merci dovranno tener conto di importanti fattori, quali una politica rifondativa del tessuto urbano, le differenziazioni reddituali (vagliare le necessità dei meno abbienti), il superamento del 'totem' automobile, la valorizzazione delle informazioni on line e della rete wi fi, la scelta di veicoli eco sostenibili.


Foto 9 Bersaglio mobileQuanto appena detto si rileva nello studio Megacities on the Move a cura della ONG inglese Forum for the Future - www.forumforthefuture.org › Projects - in collaborazione con FIA FOUNDATION, www.fiafoundation.org. Lo stesso studio delinea quattro possibili evoluzioni metropolitane, entro il 2040, studiando l' effetto della domanda/approvvigionamento energetico e della governance sulla mobilità. I bisogni energetici coinvolgono i combustibili fossili e le rinnovabili, le regole della guida pubblica interessano gli sviluppi dei processi decisionali dal basso(cittadinanza) verso l'alto(pubblica amministrazione). Vediamo brevemente cosa viene prospettato.

Si parte con la Sprawl-ville ossia contesti urbani ad alta disgregazione e suddivisione territoriale, dove esistono immense periferie urbane collegate da reti autostradali. Si tratta di un'eventualità assai negativa poiché le auto rappresenterebbero la soluzione prevalente, comportando enormi volumi di traffico e pesanti costi del carburante senza strutture viarie razionalizzate.

La Planned-opolis pianifica uno scenario urbano in cui il trasporto pubblico diventa l'opzione favorita, a fronte di una insostenibilità finanziaria del mezzo privato (acquisto, gestione, manutenzione). I centri cittadini sono free zone per gli abitanti, che possono al massimo utilizzare le biciclette elettriche, mentre l'intera mobilità è sotto stretto vincolo ambientale così come l'edilizia urbana.

L'evoluzione più ottimistica si chiama Renew-abad. I cittadini lavorano e organizzano il tempo libero tramite la rete: la mobilità diventa virtuale. Il sistema economico si basa prevalentemente sui servizi e non sui prodotti, eliminando le problematicità relative(concentrazione energetica, logistica, urbanistica). Sia il trasporto pubblico sia quello privato, ridotto all'essenziale, sono ecologici e le persone si spostano privatamente solo con piccoli veicoli elettrici, avendo già soddisfatto prima le proprie esigenze di mobilità.

Communi-city sovverte il concetto di città. Ciascun quartiere, attraverso la comunità che lo popola, diventa fulcro urbano a sé stante. Gli abitanti sono autonomi perché hanno tutto ' a portata di mano' e la città perde la sua identità strutturale per acquisire la dimensione articolata dei distretti residenziali. Viene eliminato il sistema di trasporto pubblico e privato, sostituito da un apparato mobile personalizzato nonché completamente automatizzato in grado di ottimizzare i flussi di traffico.
Foto 10 Bersaglio mobile

La trasformazione del contesto urbano dovrà essere legata alle esigenze degli city users, promotori e non più soggetti passivi delle politiche amministrative urbane. Le ambizioni di avere alti standard di vita esigono crescita delle tecnologie nei servizi, resa energetica, eccellente mobilità urbana, edilizia non invasiva. Le comunità locali, prima di ogni altra cosa, chiedono la sostenibilità ambientale dei provvedimenti pubblici e il diritto di partecipare alla formazione di tali scelte. Troppe volte nelle città sono stati chiusi spazi di eco sviluppo, impedendo agli abitanti una vita ambientalmente sostenibile. Dobbiamo cambiare tale approccio, anzi RIVOLUZIONARLO, per costruire la possibilità di un futuro a IMPATTO ZERO.

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Leggete anche Breve glossario sulle smart cities

FONTI
www.minambiente.it/menu/.../giornata_europea_mobilita_sostenibile

Ricerca di Retecamere per Ecopolis, Trasformazioni urbane e mobilità sostenibile, scaricabile on line in pdf

BIBLIOGRAFIA

Marcel Robert, "NoAuto. Per la fine della civiltà dell'automobile", Ed. Asterios, Trieste
Mariagrazia De Castro, Mobilità Sostenibile - Approcci mentali e strumenti di governance, Ed. Altravista,