in questo sito vengono usati i cookies navigandonel sito accetti.

Amabili acque

di Maurizio Marna

Foto intro TERME

I Greci vi si immergevano ritenendole sovrannaturali. I Romani ne apprezzarono le virtù curative e rilassanti. Durante il Medioevo l'attenzione si concentrò sulle loro proprietà terapeutiche, assieme ad una serie di ricerche empiriche e credenze popolari riguardo presunti poteri magici. Col trascorrere dei secoli e fino all'età moderna rappresentarono momenti sia di cura sia di ritrovo mondano per le classi agiate. Le acque termali, insomma, hanno attraversato la storia dell'umanità in un mix di scienza, superstizione, svago, riposo. E oggi?

Oggi le acque termali fanno parte delle prestazioni a carico del Servizio Sanitario Nazionale, nell'ambito del welfare e di ben determinate regole, grazie al valore di supporto medico. Le terme pubbliche e quelle private hanno il comun denominatore di essere non solo luoghi dedicati alla cura delle malattie e al recupero dell'efficienza fisica, ma anche centri di benessere. Se le rilevazioni sondaggistiche hanno un peso, visti l'odierno uso e abuso delle stesse, il 70% degli intervistati ha espresso il desiderio di trascorrere alcuni giorni in un'azienda termale. I motivi? Presto detto: per recuperare o mantenere un buon stato di salute. E il campione coinvolto, si noti, non comprendeva soltanto persone anziane. Hanno risposto infatti giovani, nuclei familiari appena formatisi, gente di media età, in definitiva una platea lontana da certi stereotipi come il 'vecchietto' pieno di acciacchi e bramoso di terme miracolose...

Centinaia di stabilimenti sparsi sulla nostra penisola offrono una considerevole varietà di acque termali, le cui funzioni terapeutiche dipendono dalla composizione, temperatura, caratteristiche chimico- fisiche riscontrate. Tali fattori fissano l'efficacia dei trattamenti curativi, disintossicanti o riabilitativi, che i pazienti ricevono. Nella pratica la crenoterapia - dal greco kréne = "sorgente" e therapeìa ="cura" cioè metodo di cura termale - viene applicata mediante due tipologie, interna ed esterna. La prima vuol dire bere acqua minerale termale quindi assunzione per via orale mentre la seconda, forse più conosciuta, prevede bagni, fanghi, aerosol, sosta in grotte.

Foto introBIS TERME

La pubblicità delle acque termali, una volta diffusissima, propagandava verdi 'location' dove regnavano massima professionalità e tranquillità. Quest'ultime mettevano i soggiornanti nelle condizioni idonee a ricevere il trattamento e identica atmosfera si può trovare adesso, nonostante il drastico calo pubblicitario reclamizzi poco il settore.

Ma quali sono i tipi di acque termali? La classificazione delle acque termali avviene sulla base di criteri generali ovvero colore, odore, sapore, limpidità, colloidi  (esempi di sostanze colloidi sono latte, burro, maionese); sulla base di analisi chimico-fisiche relative, fra l'altro, a temperatura, densità, pH (misura l'acidità della soluzione acquosa), conducibilità elettrica; sulla base di esami chimici inerenti, qui scriviamo un elenco parzialissimo, residuo fisso a 100°C- 180°C, ammoniaca, ossigeno, idrogeno solforato, alcalinità (fonte Federterme).

Foto  5  TERMELe acque minerali termali, intendendo quelle bevibili durante cicli curativi, possono subire differenti classificazioni (ancora fonte Federterme) se teniamo conto degli effetti terapeutici e delle peculiarità chimiche, fisiche, chimico-fisiche.

 

Con riferimento alla concentrazione salina, in base al residuo fisso a 180°, si identificano (di nuovo sito Federterme) le

acque oligominerali con residuo non superiore a mg200/litro

acque mediominerali con residuo compreso tra mg.200/litro e 1/litro

 acque minerali (in senso stretto) con residuo superiore a 1/litro

ATTENZIONE > La legislazione italiana le considera tutte "acque minerali", per particolari qualità medicamentose, mentre la diversità riguarda esclusivamente il contenuto "in minerali".

 

Con riferimento allo stato termico

acque fredde, con temperatura di sorgente inferiore a 20°C

acque calde o termali, impiegate nei bagni/fanghi/aerosol ecc, con temperatura superiore a 20°C. Fra esse distingueremo le acque termali

Ipotermali, temperatura tra 20° e 30 °C

Omeotermali, temperatura tra 30° e 40°C

Ipertermali, temperatura superiore a 40°C.

 

La composizione salina permette di individuare  (Federterme perdoni la semplificazione dei termini chimici, n.d.r.)

acque sulfuree, quando prevale l'acido solfidrico (derivato dallo zolfo)

acque salse, se predomina il cloruro di sodio

acque solfate, qualora abbia prevalenza lo zolfo

acque bicarbonate, in caso di preminenza appunto del bicarbonato

 

Marotta e Sica ne hanno stilato una classificazione completa, adottata in Italia, tenuto conto degli elementi sia quantitativi sia qualitativi. Cliccate e guardatela qui

Le acque minerali termali infine, secondo la concentrazione/tipologia di minerali disciolti, vengono definite:

Acidule, con chiare tracce di anidride carbonica - Alcaline, aventi cioè un pH (grado di acidità) superiore a 7 - Bicarbonate, ricche di bicarbonato di sodio - Calciche, grazie all'abbondanza di calcio - Carboniche, ad elevato contenuto di CO2 - Clorurate, alta quantità di cloruro sodico - Ferruginose, ricche di ferro o arsenico - Magnesiache, con notevoli percentuali di magnesio - Radioattive, segnate da una consistente dose di radon - Solfate, leggi 'zolfo derivate' - Sulfuree, con forte presenza di acido solfidrico

Foto 1 TERME

Foto  3  TERMEA questo punto immaginiamo che il lettore sia disorientato nel leggere 'oscure' tabelle chimiche e sia stanco di classificazioni scientifiche. Vorrebbe conoscere subito le patologie curabili mediante i trattamenti termali. Il Servizio Sanitario Nazionale, su input legislativo del Ministero della Salute  , eroga prestazioni termali rivolte a contrastare malattie reumatiche, otorino laringoiatriche, respiratorie, gastroenteriche, vascolari, dermatologiche, dell'apparato urinario, ginecologiche. Un'ampia lista, incluse le voci riabilitazione e benessere termali, le cui specifiche modalità applicative potete consultare qui. Ogni prescrizione termale dev'essere necessariamente legata a valutazione medica e quindi i soggetti coinvolti non scelgono la terapia che più gli aggrada, magari sulla spinta di esperienze fatte da amici. Tuttavia sorge spontanea la domanda: meglio le terme, le pillole del dottore o entrambe? Rimane infatti il dubbio che l'idroterapia non svolga reali funzioni mediche bensì rappresenti un rimedio apparente. Per rispondere all'interrogativo occorre sottolineare la sua caratteristica di rimedio naturale, assolutamente complementare alla farmacologia, pur mancando, proprio nel settore medico, una conoscenza generalizzata dell'efficacia terapeutica. A livello universitario la disciplina chiamata idrologia medica, dove si studiano la composizione e gli effetti delle acque minerali sull'organismo, rientra nelle materie facoltative. Esiste inoltre una Scuola italiana di specializzazione in idrologia, climatologia e talassoterapia (ambiente marino= metodo curativo), ma priva dell'omologazione UE. I benefici delle acque, dei bagni, dei fanghi, sono dunque confinati entro un ristretto ambito medico e da ciò discende una scarsa informazione ai pazienti. Diversi centri termali, comunque, pubblicizzano acque capaci di attenuare una vasta serie di patologie, davvero in grado di alleviarne pochissime. Un simile 'multitasking' termale finisce per confondere i pazienti e li induce a scegliere, considerate le numerose offerte, gli stabilimenti con le maggiori risorse turistiche: bellezza paesaggistica, svaghi, occasioni di socializzare, comodità logistica. Può succedere che l'interessato soggiorni nel luogo termale durante stagioni sfavorevoli alle cure da fare, estate piuttosto dell'inverno, se ad esempio soffre di reumatismi o rinite cronica. Talvolta, invece, il periodo di soggiorno è troppo breve per avere risultati adeguati, poiché le singole terapie sviluppano un'iniziale reazione d'intolleranza, la cosiddetta fase negativa, alla quale subentra la fase di assestamento con esiti positivi. Una buona tempistica significa almeno 15 giorni di permanenza presso un centro termale.

Foto  2  TERMEL'idroterapia, lo abbiamo detto, non può sostituire la somministrazione farmacologica. Al massimo Foto  4  TERMEpuò affiancarla o diventare, nel corso di brevi periodi, unico presidio medico. Il suo compito si traduce in prevenzione e recupero di uno stato fisico indebolito, al proposito ricordando che il principio curativo termale si fonda su un complesso di elementi chimici e fisici come temperatura, pressione idrostatica - leggi pressione di un liquido verso tutte le direzioni di una superficie - composizione. Ricerche e studi, affinatisi negli scorsi decenni, hanno rilevato la diminuzione dei ricoveri ospedalieri, assieme all'uso di farmaci, dopo un ciclo di sedute termali. Vuol dire meno prestazioni sanitarie. E' però evidente la grossa difficoltà a dimostrare la validità scientifica dell'idroterapia, con analisi clinico-statistiche rigorosamente condotte negli istituti termali. Gli stessi istituti, secondo disposizioni fissate dal Ministero della Salute, debbono provare l'efficacia dei trattamenti sulla base di appositi dati scientifici, inerenti l'epidemiologia/climatologia del sistema curativo termale, onde avvalersi della convenzione con il Servizio Sanitario. Tale abilitazione implica che i centri adeguino gli strumenti di rilevazione motivo per cui, complice la crisi economica degli ultimi anni, si sono trasformati in Centri benessere, fitness, beauty farms. Malgrado un certo scetticismo scientifico, sia in Italia sia all'estero, studi clinici hanno stabilito la piena rispondenza della definizione coadiuvante sanitario, riferita alle acque termali, nella prevenzione e riabilitazione di alcune malattie croniche tipo insufficienza venosa, artrosi lombo-sacrale, colon irritabile. Restano da identificare esattamente i benefici ascrivibili alle peculiarità delle acque termali e i vantaggi conseguenti a un soggiorno ricco di serenità ambientale, panorami gradevoli, atmosfera rilassante. Bisognerà allora chiedersi: l'unione di questi due fattori è l'effettiva causa del successo terapeutico? O magari contano solo le proprietà del fluido termale?

Per gli antichi le terme avevano virtù taumaturgiche, frutto della loro origine divina, mentre adesso, scomparso ogni alone magico, la scienza ne ha constatato il valore di supporto medico nel mantenimento e recupero della salute. I bagni d'acque termali, senza false promesse di guarigioni lampo, possono realmente proteggere il nostro organismo. Cosi hanno fatto sempre da millenni, accompagnando la storia dell'uomo.


Foto  6  TERME   

 

FONTI

http://www.federterme.it/

http://www.salute-italia.it/01882

http://www.mednat.org/cure_natur/idroterapia.htm

 

BIBLIOGRAFIA

Emilio Becheri - Nicola Quirino, Rapporto sul sistema termale in Italia 2012, Collana Scienze e professioni del turismo, Ed. Franco Angeli, 2012

L'Italia delle Terme - Guida Benessere - 490 centri termali in 131 località. Tutte le cure e le terapie più innovative per ritrovare la salute e il benessere, curato ed edito dal Touring Club Italiano, 2011

Gianluca Bruttomesso - Umberto Solimene, Medicina termale, Red Edizioni, 2010