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Esaurite le risorse annuali del Pianeta: Earth Overshoot Day

di Giorgio Montanari

Montana Heat .

Il 13 agosto 2015 sono giunte a esaurimento le risorse della Terra previste per l’intero anno. Il nome tecnico di questo spiacevole fenomeno è “Earth Overshoot Day”: si tratta della data in cui la domanda annuale di risorse da parte della popolazione umana supera il limite che, nello stesso periodo, la Terra può rigenerare. Questo monito arriva dal Global Footprint Network, un importante centro di ricerca internazionale che da anni coordina studi ed elabora tesi volte al miglioramento dell’economia mondiale (in chiave di sostenibilità).

Nel 2015, dopo soli otto mesi, la bilancia pende dalla parte sbagliata. Da agosto possiamo quindi parlare di sovrasfruttamento della Terra: la popolazione mondiale ha già consumato tutte le risorse stimate per il 2015 (acqua, frutta, verdura, carne, pesce, legna, …) quindi, da ora in avanti, la Terra verrà giorno dopo giorno depauperata senza potersi difendere.

Riuscireste ad immaginare l’umanità che “trattiene il respiro” senza consumare risorse fino a Dicembre? Per il calcolo dell’Earth Overshoot Day sostanzialmente si rapportano la biocapacità globale (vale a dire le risorse naturali che il Pianeta rigenera annualmente) e l’impronta ecologica (la quantità di risorse e di servizi necessari all’intera umanità per vivere sulla terra), il tutto moltiplicato per il numero di giorni dell’anno (365). L’ultimo “pareggio” è datato 1970: da allora l’Earth Overshoot Day è arrivato sempre più in anticipo, registrando ritmi decisamente inquietanti.

Rispetto all’anno scorso, la data dell’Earth Overshoot Day si è presentata con quattro giorni di anticipo. Nel 1990, ad esempio, questo “break even ecologico” si presentava il 13 ottobre, mentre soli dieci anni fa era il 3 settembre. Le conseguenze di questo sforamento si traducono in danni ecologici quali siccità e carenza di acqua dolce, erosione del suolo, deforestazione, scomparsa di biodiversità, maggiore immissione di anidride carbonica nell’atmosfera.

Namibia desert

Si stima che, per soddisfare le esigenze degli esseri umani, oggi servirebbero 1,6 Terre; se si continuasse con i medesimi ritmi di consumo, fra quindici anni sarebbero ipoteticamente necessarie addirittura due Terre.

Lo scenario globale si differenzia però a seconda delle nazioni (1): gli italiani necessiterebbero delle risorse presenti in quattro “Italie” per equilibrare la bilancia; parimenti, per soddisfare le richieste dei giapponesi servirebbero 7,1 “Giapponi”, ai cinesi occorrerebbero 2,5 “Cine”, mentre per gli statunitensi sarebbero “sufficienti” 1,9 volte le risorse generate dagli U.S.A.

Così come le banche registrano le entrate e le uscite, così come le automobili indicano quando sta terminando il carburante, allo stesso modo l’Earth Overshoot Day segnala cheterreno arido il budget di capitale naturale per l’anno in corso è già sforato. Stiamo depredando il Pianeta più velocemente rispetto a quanto esso riesca a rigenerarsi. E’ come se ogni anno prelevassimo metaforicamente denaro da un conto corrente già esaurito.

Fenomeni come il cambiamento climatico (inverni meno rigidi, estati più calde), l’aumento di prezzi di alcune materie prime ormai difficilmente reperibili, la progressiva estinzione di specie animali o vegetali sono sotto gli occhi di tutti.

Cosa possiamo fare noi, giorno dopo giorno, per arrestare questi processi e dare un piccolo contributo al miglioramento del Pianeta?

Bastano pochi semplici gesti, alcune abitudini virtuose come, ad esempio, ridurre drasticamente gli sprechi di cibo (è necessario comprare nuovi alimenti quando nel frigorifero altri hanno la data di scadenza ravvicinata?), ottimizzare gli spostamenti in automobile (perché non preferire i mezzi pubblici o rispolverare la bicicletta e servirsi dell'automobile solo se piena di passeggeri?), scegliere prodotti dal packaging minimo indispensabile (avete mai provato i detersivi “alla spina”?), razionalizzare i consumi energetici a livello domestico (vi ricordate di spegnere il computer o il tablet se prevedete una pausa dal loro utilizzo?).

E’ inoltre basilare il corretto riciclo dei materiali, tant’è che PerchéBio sta pubblicando utili informazioni in proposito nella serie di articoli I Colori Dell’Inquinamento”, sempre a cura di chi scrive, uno dedicato al riciclo della carta, l'altro a quello dei metalli.

Nel summit internazionale sul clima, previsto a Parigi il prossimo dicembre, le Autorità tratteranno di temi ambientali, uno di questi riguarderà l’impatto dei combustibili fossili, il cui progressivo abbandono porterebbe a miglioramenti significativi a livello ecologico.

L’ingordo metabolismo degli umani incide sul debito ecologico il quale, come tutti i debiti, va pagato. Purtroppo a farne le spese è la popolazione terrestre stessa (umana, animale, vegetale): il cibo scarseggia o è di pessima qualità a causa delle coltivazione industriale (2) e l’anidride carbonica aumenta nell’atmosfera. Mathis Wackernagel, presidente del Global Footprint Network, segnala che l’impronta di CO2 è più che raddoppiata dall’inizio degli anni ’70.

Le economie crescono, la popolazione mondiale aumenta e, con essa, la domanda di risorse …ma la Terra è sempre una sola!
Quanti di noi potrebbero permettersi di spendere il proprio stipendio annuale in soli otto mesi, erodendo i risparmi accumulati anno dopo anno? Forse è arrivata l’ora della responsabilità generazionale: per smettere collettivamente di depredare il Pianeta e razionalizzare l’uso delle risorse presenti, ciascuno di noi dovrebbe fare la sua parte, un piccolo risparmio di risorse terrestri alla volta.


1. Dati forniti nel 2013 da www.footprintnetwork.org

2. In difesa del cibo, Michael Pollan

Fonti e sitografia:
www.footprintnetwork.org
www.overshootday.org
www.independent.co.uk
www.greenreport.it
www.huffingtonpost.it
www.ilfattoquotidiano.it
www.confinionline.it
www.centrometeoitaliano.it

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