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La fabbrica dei vaccini

di Patrizia Marani

Vaccines Dawn Huczek intro

TOSSICO E' BELLO  Quante sostanze e residui tossici vengono iniettati assieme al virus nel deltoide dei nostri infanti e perché? Senza voler essere esaustivi per motivi di spazio, vi proponiamo un'utile carrellata attraverso il processo di fabbricazione dei vaccini, al fine di comprendere perché i residui di sostanze potenzialmente tossiche possano essere tanti.

ADIUVANTI: POTENZIAMENTO DELLA FORZA ANTIGENICA DEL VACCINO

La capacità del vaccino di stimolare una forte risposta anticorpale è un fattore chiave della sua efficacia: come far sì che germi o batteri attenuati o morti, per non parlare di frazioni di essi, generino quella produzione massimale di anticorpi da cui dipende la qualità e la durata stessa dell’immunizzazione?

Vaccini e siringhe

Per aumentare il potere antigenico di un antigene vengono usati degli adiuvanti d’immunità che contribuiscono ad incrementare la reazione immunitaria. Alcuni degli adiuvanti usati sono lo squalene e le anatossine (tossine depotenziate) del tetano e della difterite. Quest’ultime, aggiunte agli antigeni da meningococco nei vaccini specifici detti “coniugati”, danno luogo a una forte produzione di anticorpi anti-meningococco.

Un altro adiuvante utilizzato frequentemente è l’alluminio, un metallo pesante e notorio neurotossico che, se sottoposti a una bassa esposizione cronica, si accumula nei tessuti, nelle ossa e, soprattutto, nel cervello, portando alla demenza.

ALLUMINIO Sono numerosi gli studi che stabiliscono un collegamento fra la presenza di alluminio nei vaccini e un numero considerevole di “nuove” malattie designate da un acronimo ingannevolmente suggestivo, ASIA. “La ricerca sperimentale ha dimostrato come gli adiuvanti di alluminio abbiano una potenziale capacità di indurre gravi disordini immunologici negli esseri umani. E’ quindi necessario chiarire la potenziale minaccia costituita dalla presenza di alluminio nei vaccini” in forma di idrossido d’alluminio, una sostanza rilevata da numerosi ricercatori all’interno del muscolo in cui è stato inoculato il vaccino di persone colpite da miofascite macrofagica, una patologia dai sintomi persistenti e debilitanti, quali artromialgia, fatica cronica e difficoltà cognitive.

FOCUS SUL SISTEMA IMMUNITARIO Il nostro sistema immunitario adattivo, l’armata speciale di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente, di fronte ad un attacco esterno, può dispiegare due tipi diversi di eserciti: quello cellulare che ha origine nel timo e per questo viene detto T e quello anticorpale, detto B (bone marrow), fabbricato nel midollo spinale. L’esercito T si divide a sua volta in due truppe speciali dette Th1 e Th2, ognuna con compiti diversi: la Th1 è la truppa che combatte virus, funghi e batteri intracellulati; mentre la Th2 lotta contro parassiti e veleni, fra cui, come indicherebbero alcune delle più recenti scoperte in campo immunologico, xenobiotici ambientali, cioè sostanze tossiche provenienti dall’ambiente esterno.

 

L’alluminio, in quanto sostanza tossica, allerta la truppa Th2, la quale rileva la presenza di un elemento tossico estraneo all’organismo e si mobilita per eliminarlo. Un’iperattività di questo corpo speciale del nostro organismo induce malattie allergiche. Ma ricerche recenti hanno “suggerito che risposte Th2 indotte dall’alluminio possono essere deviate verso risposte Th1, in presenza di composti inducenti Th1”. E un’iperattivazione delle truppe Th1 porta la persona ad ammalarsi di patologie autoimmuni/infiammatorie. Sono state, infatti, correlate a vaccinazioni a base di alluminio, affezioni come la miofascite macrofagica (MMF), l'artrite, il diabete mellito di tipo I, la sclerosi multipla (SM), il lupus eritematoso sistemico (LES), la sindrome da stanchezza cronica (CFS) e la sindrome della guerra del Golfo, la sindrome di Guillain-Barré (GBS) e l’Alzheimer.

Un recente studio ha rivelato che 50 su 50 pazienti di una malattia neurologica – la miofascite macrofagica -  avevano ricevuto dei vaccini contro il virus dell’epatite B (86%), hepatite A (19%), la tossina del tetano (58%), 3-96 mesi prima della biopsia effettuata sul muscolo deltoide. I ricercatori concludono, pertanto, che la patologia deriva da un’iniezione intramuscolare di vaccini contenenti idrossido di alluminio, ed è dovuta ad una persistenza a lungo termine del metallo pesante nel muscolo, che comporta una reazione immunitaria locale, individuata in pazienti con sintomi sistemici apparsi a seguito della vaccinazione.

ANTIGENI ARTIFICIALI Un’altra tecnica utilizzata per rinforzare il potere antigenico dei vaccini (ad es. del vaccino anti-epatite A EPAXAL) usa il guscio proteico di virus dell’influenza, fatti moltiplicare con l’aiuto di una coltura cellulare, inattivati e spogliati del loro materiale genetico. A tali gusci - rinforzati con una doppia membrana composta da diverse molecole di fosfolipidi – vengono appesi i virus dell’epatite A, anch’essi inattivati, dando luogo a una costruzione fortemente antigenica. Di fronte ad antigeni così complessi e diversi dal virus che provocherebbe la malattia sorge spontanea una domanda: gli anticorpi che si sviluppano a seguito di una vaccinazione con un vaccino di questo tipo non potrebbero finire con l’essere mirati contro gli antigeni ‘artificiali’ del vaccino, piuttosto che contro quelli della malattia reale? Questo potrebbe essere un altro motivo all’origine delle epidemie che scoppiano in popolazioni con alta copertura vaccinale.Vaccines

FABBRICA DI VIRUS

I PROBLEMI INERENTI ALLE COLTURE CELLULARI Per fabbricare vaccini in laboratorio, c’è bisogno di una quantità enorme di virus e batteri i quali, come ogni essere vivente, per vivere e moltiplicarsi hanno bisogno di tessuti animali o umani, vale a dire di cellule da colonizzare, ed elementi nutritivi quali minerali, zuccheri, aminoacidi e vitamine di cui nutrirsi. Questo processo presenta diversi problemi cui la scienza delle vaccinazioni ha cercato di trovare risposte.

Le cellule hanno anch’esse bisogno di sostanze nutritive nonché di fattore della crescita, presente, ad esempio, nel siero di vitello (una parte del sangue dell’animale), che viene quindi aggiunto alle colture cellulari. Le cellule, inoltre, si dividono in genere non più di 30 volte, finendo con l’invecchiare e morire. E se vengono a mancare le cellule, vengono a mancare i virus, per cui si rende necessario reperire nuovi tessuti. Ogni virus ha un tessuto animale preferito. Quello della polio, ad esempio, prospera sulle cellule dei tessuti renali di scimmia e per fabbricare i vaccini antipolio è stato sterminato un numero incredibile di scimmie. Ma come superare il problema della morte cellulare e del bisogno continuo di reperire nuovi tessuti per gli “allevamenti” di germi per fabbricare nuovi vaccini?

Una soluzione è trovata nell’utilizzo di tessuti prelevati da embrioni umani abortiti: queste cellule, se scelte giovani, possono dividersi sino a 50 volte e conservare nel corso di tutte le divisioni cellulari il loro carattere diploide (46 cromosomi), sovente perso dalle cellule normali. Per quanto più longeve, anche queste cellule finiscono col perire. Per cui è stata trovata un’altra soluzione estremamente astuta: utilizzare delle cellule cancerogene, capaci di dividersi all’infinito, prelevate da tessuti tumorali o cellule con caratteristiche simili – caratterizzate, ad esempio, da aberrazioni cromosomiche - “rese ‘immortali’ grazie all’azione di agenti virali o chimici”. Il tutto prelevato da tessuti come i reni di scimmia verde africana o le ovaie di criceto cinese.

Un’altra strategia è quella di utilizzare delle cellule OGM inserendo un gene, ad esempio, di un virus nel patrimonio genetico del lievito. I vaccini risultanti, come quelli anti-epatite B, vengono detti “ricombinanti”.

Oltre all’antigene, agli adiuvanti e ai residui delle colture cellulari, nei vaccini vi sono dei sali minerali, necessari per rendere più alcalino o più acido il vaccino che deve uniformarsi al pH del sangue umano, generalmente attorno a 7,4.

Vaccines RESIDUI DI FABBRICAZIONE E LORO PURIFICAZIONE

Questa moltitudine di sostanze utilizzate per produrre i vaccini dà origine a dei residui dai quali i vaccini vengono purificati prima di essere commercializzati. Tuttavia, anche nei vaccini più altamente purificati sono sempre presenti dei residui di fabbricazione. Alcuni produttori segnalano l’esistenza di elementi in traccia estranei alla dose vaccinale. In caso di reazioni allergiche, in tal modo, non saranno ritenuti responsabili.

Inoltre, i vaccini, come abbiamo visto, sono sostanze composite, con presenza di tessuti di diversa provenienza animale, umana o vegetale. Sebbene tutti gli organismi della biosfera siano connessi gli uni agli altri, ognuno possiede caratteristiche proprie, fra cui sue proprie proteine. “Le proteine di un cavallo, per esempio, non sono concepite per abitare nel corpo di una farfalla”, né quelle di un uomo in un altro uomo. Il sistema immunitario, messo a guardia dell’integrità di ciascuno di noi, potrebbe reagire con violenza respingendole, allorché proteine estranee, di scimmia, pollo o altro, fossero iniettate dentro di noi. E’ il motivo per cui i trapianti di organi sono stati resi possibili solo sopraffacendo e bloccando, attraverso potenti antiinfiammatori, le difese immunitarie.

RESIDUI DELLA CONSERVAZIONE E DEL CONFEZIONAMENTO DEI VACCINI

Per commercializzare i vaccini è necessario utilizzare dei prodotti che li preservino dalle alterazioni, ad esempio “degli antisettici, antibiotici e minerali antibatterici come il boro o il mercurio. I vaccini multidosi contengono quasi sempre del mercurio, un notorio neurotossico, anche se in quantità minimale regolata per legge. Una quantità che non tiene conto, però, delle insidie intrinseche alla possibile molteplicità di fonti ambientali di mercurio. 
Inoltre, i tappi dei contenitori dei vaccini – flaconi e siringhe pronte all’uso – possono essere fabbricate con del lattice, residui del quale possono essere presenti nei vaccini, generando pericolose reazione allergiche in individui allergici al lattice.

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LE ALTRE PUNTATE DELL'INCHIESTA SU UTILITA', LIMITI, EVENTUALE PERICOLOSITA' DELLE VACCINAZIONI:

3. Leggete "Immunità di gregge: chimera o realtà?"

2. Leggete "Germi ed Enigmi": i fatti delle vaccinazioni oltre la nebbia strumentale delle contrapposizioni faziose.

1. Leggete "La guerra dei vaccini": le epidemie vinte dai vaccini? E perché i paesi con il maggior numero di vaccinazioni hanno, secondo uno studio, la più altra mortalità infantile? C'è un collegamento?

Leggete l'intervista a Eugenio Serravalle "Vaccinazioni, alcune sono utili altre no".

FONTI ON LINE

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9717921

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11522584)

Constituants des Vaccins Dr Pilette, medico, European Forum for Vaccine Vigilance

Understanding Vaccines, National Institute of Vaccines and Infectious Diseases NIH 

DOCUMENTARI

The Truth Behind Vaccine
Tous Allergiques? di Patrizia Marani

FONTI BIBLIOGRAFICHE

Le vaccinazioni di massa, prevenzione, diagnosi e terapia dei danni, Roberto Gava, ed. Salus Infirmorum

copyright sealCopyright fotografici

Foto 1 di Dawn Huczek

Foto 2, 3, 4, di Daniel Paquet


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