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Germi ed enigmi

di Patrizia Marani

VACCINE intro USACE Europe District

E' veramente utile vaccinare i nostri figli? Qual è il reale e aggiornato rapporto rischi-benefici delle vaccinazioni? E sono davvero indispensabili tutti i vaccini obbligatori e raccomandati? Un'altra puntata della nostra serie dedicata allo spinosissimo tema in cui ci sforzeremo di penetrare attraverso la nebbia di conflitto che circonda le vaccinazioni di massa, per trovare i nudi fatti, sovente sottaciuti o sommersi da una fitta coltre di polemiche.

In primo luogo, ogni farmaco andrebbe assunto solo quando è assolutamente necessario. Lo stesso dovrebbe valere per le vaccinazioni che sono un trattamento farmacologico.

I vaccini sono farmaci anomali, perché somministrati a persone sane affinché non incorrano in pericolose malattie, evento che il vaccino ha lo scopo di prevenire. Si tratta, pertanto, di medicina preventiva.

vaccine4 NIAIDIn quanto farmaco per persone sane, la cautela dovrebbe essere doppia perché ogni trattamento farmacologico presenta un conto all'organismo, che può essere più o meno alto. I vaccini, pertanto, andrebbero somministrati solo se il loro rapporto rischi-benefici è distintamente favorevole e /o se la malattia che ha lo scopo di prevenire è una minaccia concreta per la salute della persona.

QUALI SONO LE VACCINAZIONI PEDIATRICHE OBBLIGATORE?Le vaccinazioni obbligatorie per legge in Italia sono 4, contro difterite, tetano, poliomelite ed epatite B.
Ciò può non risultare chiaro ai genitori dato che ricevono dalle ASL dei solleciti anche per le vaccinazioni facoltative. Inoltre, dal 2001 viene di fattoimposto un esavalente contenente due vaccini in più, contro le infezioni da Haemophilus Influenzae tipo b (Hib) e la pertosse, un'inosservanza della legge che ha sollevato polemiche e sospetti. Diritto dei genitori sarebbe, pertanto, quello di informarsi prima dell'inoculazione su quale vaccino sarà messo a disposizione, richiedendo, se lo ritengono giusto, un quadrivalente con i soli vaccini obbligatori e dovere delle istituzioni sanitarie sarebbe quello di renderlo disponibile.

COSA SUCCEDE NEGLI ALTRI PAESI EUROPEI? L'Italia è uno dei 14 paesi europei in cui resiste l'obbligo vaccinale, totalmente sparito in Spagna, Irlanda, Regno Unito e nei paesi scandinavi, per un totale di 15 paesi, ove esiste la sola raccomandazione. In tutti i paesi scandinavi il vaccino contro l'epatite B è, ad esempio, raccomandato solo per le categorie a rischio. 

L'obbligatorietà può sembrare il modo migliore per assicurare l'adesione ai programmi di vaccinazione, ma secondo l'agenzia europea Eurosurveillance non pare, al contrario, vi sia una sostanziale differenza di copertura vaccinale fra i paesi privi di obbligatorietà e quelli che la conservano. Un esempio nostrano in questo senso è il laboratorio della regione Veneto dove, nei sette anni di sospensione dell'obbligo vaccinale, la copertura vaccinale per tutte le vaccinazioni, pur registrando una leggerissima flessione, è rimasta ben superiore al 95%, il target del Piano d'Immunizzazione Nazionale.

DISSENSO INFORMATO Malgrado l'obbligo per legge alle quattro vaccinazioni - difterite, tetano, poliomelite, epatite B -, nella maggior parte delle regioni italiane è accettato il "dissenso informato", una liberatoria firmata dai genitori a seguito di un colloquio con gli operatori sanitari. Non è più prevista la multa e la segnalazione al Tribunale dei Minori, come accadeva in passato.

RESPONSABILITA' DELLE POSSIBILI REAZIONI AVVERSE DA VACCINI POSTA IN CAPO AI GENITORI. D'altro canto, i genitori che accettano di vaccinare i propri figli devono firmare il consenso informato, una dichiarazione che la vaccinazione avviene sotto la loro responsabilità. Una giovane madre da noi intervistata ha rifiutato di vaccinare il figlio proprio perché si è messa in allarme di fronte alla richiesta di firmare la liberatoria. "Io che non sono un medico devo assumermi la responsabilità di dare a mio figlio dei farmaci di cui posso avere solo una conoscenza superficiale, mentre il medico, che dovrebbe avere tutte le informazioni del caso, non se l'assume?"

IL RISCHIO DI REAZIONE AVVERSA Com'è ammesso dal nostro stesso Ministero della Sanità, tanto che la legge 210/92 riconosce la possibilità d'indennizzo ai danneggiati da vaccinazione obbligatoria, esiste la possibilità che si verifichino reazioni o eventi avversi. La domanda d'indennizzo può essere redatta anche in carta libera, allegandovi le eventuali cartelle cliniche, una relazione medica sui sintomi manifestati e la diagnosi va inviata alla ASL competente sul territorio.

E', fra l'altro, importante segnalare le reazioni avverse affinché sia possibile raccogliere dati attendibili sul rapporto rischi-benefici delle vaccinazioni. Nel 2007, sono state inserite nella rete nazionale di farmacovigilanza 507 segnalazioni pediatriche di sospette reazioni avverse ai medicinali, in maggioranza non gravi e con un esito favorevole e circa 1.200 reazioni avverse ai vaccini, su 8,5 milioni di persone in età pediatrica, dati che diversi autori ritengono notevolmente sottostimati. Secondo David Kessler, l'ex Commissario della Food & Drugs Administration americana, l'istituzione di controllo dei prodotti alimentari e farmaceutici, solo l'1% dei medici segnalavano eventi avversi da farmaco nel 1993. Seppur s'immagini vi sia stato un sicuro miglioramento nei 20 anni che hanno fatto seguito alle sue dichiarazioni, il margine di crescita era davvero ampio.
La scheda ufficiale di segnalazione di sospetta reazione avversa è rintracciabile sul sito dell'AIFA, l'Agenzia Italiana del Farmaco.

CROLLO DEI DECESSI PER MALATTIE INFETTIVE, IL MERITO E' DELLE VACCINAZIONI?
E' innegabile che la mortalità infantile nei paesi sviluppati sia nell'ultimo secolo crollata e le malattie infettive siano state quasi sconfitte, ma il merito è da attribuire alle vaccinazioni?

"Immediatamente dopo l'unificazione, quasi un nato su due non raggiunge il compimento del quinto anno di vita....Nel 1895 la mortalità sotto i 5 anni in Italia è pari a 326 decessi per mille nati vivi" (Dati ISTAT) ed è dovuta nel 65% dei casi alle malattie infettive, vediamo quali e in che misura.
"Le gastroenteriti e appendiciti e le febbri tifoidi e paratifoidi rappresentano circa il 26% di tutti i decessi, mentre l'influenza, la bronchite e polmonite circa il 21%. La tubercolosi è responsabile di circa il 4% della mortalità totale. Nel gruppo residuale delle altre malattie infettive e respiratorie (14% della mortalità) si annoverano il morbillo (responsabile di circa il 3% dei decessi), la meningite (3%), la pertosse (2%), e la malaria (2%). Il restante 35% muore di altre cause, in cui sono incluse condizioni di origine perinatale e malformazioni congenite" (fonte: ISTAT). In questa triste classifica, varicella, parotite (orecchioni) e rosolia non figurano.

Un confronto fra Italia, Francia e Svezia evidenzia una mortalità storicamente più elevata in Italia - con picchi di decessi nei periodi bellici elevatissimi in Italia e invece inesistenti in Svezia -, dovuta evidentemente alle peggiori condizioni socio-economiche del paese e alla conseguente pessima situazione igienico-sanitaria che durante le guerre tendeva a precipitare. "L'Italia arriva in ritardo nella costruzione delle infrastrutture, quali per esempio il sistema di fognature, la fornitura di acqua potabile o la costruzione di ospedali pediatrici.."

Dal grafico n°5 si evince che nel 1951, prima dell'introduzione della maggior parte delle vaccinazioni, la mortalità infantile era in Italia di circa 25 decessi su 1000 nati vivi. Da quasi 500 su 1000 del periodo post-unificazione ai 25 su 1000 è possibile affermare che la diminuzione è stata realizzata grazie al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie e nutritive. Ma negli ultimi 65 anni si arriva da 25 a 4 su 1000. Qual è, a questo punto, il fattore x della diminuzione?

Il vaiolo è sicuramente una success story delle vaccinazioni che l'hanno letteralmente cancellata dalla faccia della terra. "Nel 1979, una commissione globale ha certificato che il vaiolo era stato eradicato. La certificazione è stata ufficialmente accettata dalla 33° Assemblea Mondiale della Sanità nel 1980". 

 "La vaccinazione contro la poliomielite è stata introdotta in Italia alla fine degli anni '50, nel 1964 è stata condotta una campagna di vaccinazione di massa e la vaccinazione è di legge per tutti i nuovi nati dal 1966. Attualmente la copertura vaccinale è elevata ed il 95% dei bambini viene vaccinato entro i 2 anni di età. "Tra il 1939 ed il 1962, prima dell'introduzione della vaccinazione di massa, ogni anno venivano segnalati in media circa 3.000 casi di poliomielite paralitica, con un picco di 8.300 casi nel 1958. A partire dai primi anni '60, l'incidenza della malattia si è drasticamente ridotta e l'ultimo caso di poliomielite paralitica acquisita in Italia si è verificato nel 1982. La poliomielite, tuttavia, ha continuato ad essere presente in Europa fino al 2001" (Dati Istituto Superiore della Sanità, Centro Nazionale di Epidemiologia).

Difterite. "La vaccinazione antidifterica è disponibile in Italia nel 1929 e resa obbligatoria per i nuovi nati nel 1939. La copertura vaccinale rimase però assai scarsa durante tutto il periodo della seconda guerra mondiale. L'uso del vaccino si è diffuso a partire dagli anni '50." Il grafico riporta 12.000 casi nel 1955, ma il numero cala rapidamente per raggiungere lo 0 alla fine degli anni '70, grazie alle vaccinazioni. La difterite non esiste più nel nostro paese da più di 35 anni, ma è ancora diffusa nei paesi extraeuropei.

"La vaccinazione antitetanica è obbligatoria dal 1963 per specifiche categorie lavorative e per i bambini nel secondo anno di età. Dal 1968 la vaccinazione viene effettuata nel primo anno di vita. Il vaccino è somministrato in combinazione con la componente antidifterica e le coperture vaccinali sono sovrapponibili (superiore al 95% entro i 2 anni di età)....Anche per il tetano, il numero di casi in Italia è drasticamente diminuito con l'introduzione della vaccinazione." Negli USA si registravano 500–600 casi all'anno – circa 0,4 casi su un campione di 100.000 persone - dopo un calo drastico della malattia già sopravvenuto nel periodo 1900-40, quando viene introdotta la vaccinazione alla fine degli anni '40. Dagli anni '70 ad oggi da 50-100 casi si è giunti a 18 nel 2009, tutti fra persone non vaccinate o con una sola vaccinazione antecedente i 10 anni.

"In Italia, prima dell'introduzione del vaccino avvenuta nel 1991, erano segnalati circa 3.500 nuovi casi di epatite B all'anno. Il tasso medio di prevalenza dei portatori cronici nella popolazione italiana era del 2%, con punte del 6% in alcune
regioni e in alcune aree metropolitane. I dati di sorveglianza indicano che nell'ultimo decennio l'incidenza della malattia si è notevolmente ridotta, con una diminuzione del 62% dal 1987 al 2002. La riduzione è stata ancor più marcata nei bambini fino a 14 anni, dove si è passati da 356 casi nel 1987 a 29 casi nel 2002 (-91%)".

Le vaccinazioni sono state, pertanto, uno dei fattori all'origine del calo della mortalità infantile per malattie infettive, assieme a una minore esposizione a virus e batteri pericolosi, grazie all'introduzione dell'acqua potabile e delle fognature, e una migliorata nutrizione.

E' a nostro avviso molto importante non sopravvalutare o sottovalutare il ruolo di ciascuno di questi fattori. Il picco di decessi per influenza del 1918 è la conseguenza di un evidente peggioramento delle condizioni igienico-sanitarie e della nutrizione dovuto alla guerra che ha riportato rapidamente la mortalità infantile per malattie infettive non lontana dai numeri ottocenteschi. Come sanno bene i medici che operano in Africa, la denutrizione, indebolendo il sistema immunitario, è il killer numero 1 e la principale causa delle altre patologie, nonché della loro insidiosità.

Le vaccinazioni sono, pertanto, un elemento di un ventaglio di strumenti a disposizione delle famiglie per preservare la salute dei propri figli, assieme alla cura dell'igieneall'attività sportiva praticata all'aria aperta e al recupero di una buona alimentazione, comportamenti quest'ultimi che rinforzano le difese naturali dell'organismo, rendendolo più resistente alle malattie di cui depotenziano la pericolosità. 

NELLA PROSSIMA PUNTATA, faremo un'analisi della crescita dell'offerta vaccinale, cercando di rispondere alle seguenti domande: l'aumento vaccinale può compromettere il sistema immunitario dei neonati o al contrario lo rinforza? E' vero che quante più dosi vaccinali sono inoculate con una sola vaccinazione tanto più il sistema immunitario è sottoposto a stress, con conseguenze negative non del tutto conosciute e riconosciute?

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Leggete la prima parte "La guerra dei vaccini"

Leggete la quarta parte "Immunità di gregge, chimera o realtà?"

 

FONTI ON LINE

Calendario vaccinale http://www.salastampa.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsplingua=italiano&id=648&area=Malattie%20infettive&menu=vaccinazioni

Tabella delle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate in Europa http://www.eurosurveillance.org/images/dynamic/EE/V17N22/DAncona_tab1.jpg

Eurosorveillance http://www.eurosurveillance.org/images/dynamic/EE/V17N22/DAncona_tab1.jpg

Domanda d'indennizzo http://www.dirittierisposte.it/Domande/Danno-alle-persone/Responsabilita-del-medico

Per avere un'idea della copertura vaccinale nei diversi Paesi, si può consultare il sito dell'Organizzazione Mondiale della Sanità http://apps.who.int/immunization_monitoring/globalsummary/countries?countrycriteria%5Bcountry%5D%5B%5D=BGD

Copertura vaccinale in Italia http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_tavole_20_allegati_iitemAllegati_0_fileAllegati_itemFile_0_file.pdf

ISTAT: La mortalità infantile http://www.istat.it/it/archivio/mortalità+infantile

ISTAT, La mortalità infantile, testo integrale e grafici 

David Kessler,Introducing MEDWatch A New Approach to Reporting Medication and Device
Adverse Effects and Product Problems http://www.fda.gov/downloads/Safety/MedWatch/UCM201419.pdf

La scheda ufficiale di segnalazione di sospetta reazione avversa è rintracciabile sul sito dell'AIFA, l'Agenzia Italiana del Farmaco:

Epidemiologia del vaiolo http://www.pbs.org/wgbh/aso/databank/entries/dm79sp.html

Dati Epidemiologici dell'Istituto Superiore della Sanità, Centro Nazionale di Epidemiologia 

CDC: tetano, tutte le informazioni e i dati epidemiologici

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Foto 1 di USACE Europe District

Foto 2 di NIAID