in questo sito vengono usati i cookies navigandonel sito accetti.

La guerra dei vaccini

di Patrizia Marani

vaccinazione

Le perdite costanti subite dalle case farmaceutiche che vedono gli eserciti dei vaccinati costantemente assottigliarsi e' probabilmente all'origine della vera e propria controffensiva promossa dalla classe politica italiana e francese, riportando alla ribalta la polemica circa la reale utilità delle vaccinazioni massificate e l'urgenza di rivalutare il rapporto rischi-benefici di ogni singolo vaccino in relazione allo stato di salute del vaccinato.

vaccineRispetto alle vaccinazioni esistono, infatti, due posizioni contrapposte, una ortodossa a favore e una contro, in crescita in tutto il mondo industrializzato. La posizione ufficiale ritiene che i vaccini abbiano liberato l'occidente industrializzato da epidemie infettive mortali e che abbassare ora la guardia significhi aprire delle brecce a questi pericolosi germi. Il movimento antivaccinazioni, invece, crede che se i vaccini possono causare la morte o danni irreparabili in alcuni bambini, anche quelli rimasti apparentemente indenni possono in qualche modo aver accusato delle conseguenze ancora ignote o non chiare. La diffusa protesta dal basso contro l'obbligo vaccinale sospetta 1. che la resistenza delle autorità a rivalutare l'utilità e il numero delle vaccinazioni e, ora, a volerne imporre addirittura 10-12 sia più ispirata dagli interessi delle potenti multinazionali della farmaceutica che dal bene comune; 2. che i vaccini abbiano danneggiato il sistema immunitario di due generazioni, tutt'al più rimpiazzando vecchie malattie con nuove in costante aumento, quelle del sistema immunitario quali allergie, asma, malattie autoimmuni, o neurocomportamentali come autismo, iperattività e disturbi dell'apprendimento.

Scrive Roberto Gava nel suo libro "Le vaccinazioni di massa": "Negli USA si stima che 1 bambino su 6 presenti difficoltà di apprendimento, 1 su 9 asma bronchiale, 1 su 10 ADHD (sindrome da deficit di attenzione con iperattività), 1 su 88 comportamenti autistici, 1 su 450 diabete mellito insulino-dipendente". Vi sarà un collegamento?

Ad aumentare la confusione è, in Italia, la mancanza di dati ufficiali sui danni da vaccini, generalmente descritti come irrilevanti o addirittura negati, eppure sono in netta crescita le denunce dei genitori che attribuiscono le patologie invalidanti dei loro figli ai vaccini eseguiti nei primi due anni di vita.

La nostra serie di articoli "La guerra dei vaccini" cercherà di rappresentare tutti i principali "fatti" e punti di vista concernenti le vaccinazioni per sciogliere vari dilemmi: è veramente utile vaccinare i nostri figli? Qual è il reale e aggiornato rapporto rischi-benefici? E sono davvero indispensabili tutti i vaccini praticati? Il vaccino anti-influenzale è realmente la strategia più giusta per evitare pericolose epidemie influenzali?

COSA SONO I VACCINI E COME FUNZIONANO?VaccineSM MilitaryHealth

I globuli rossi presenti nel sangue portano ossigeno ai tessuti e agli organi, mentre i globuli bianchi lottano contro le infezioni causate da virus e batteri. Quando un germe riesce a superare le prime barriere difensive del corpo umano e inizia a moltiplicarsi, il sistema immunitario innato, riconoscendolo come un corpo estraneo minaccioso, segnala al sistema immunitario adattivo, la linea di difesa più agguerrita, di attaccare l'invasore.

Quest'ultimo ha però bisogno di tempo per organizzare i propri eserciti. Se il nemico è molto forte – un germe, ad esempio, come quello del vaiolo - un tale "ritardo" può essere fatale.

Gli eserciti immunitari, tuttavia, una volta combattuto e vinto un virus o un batterio, ne conservano memoria e se questi ha la cattiva idea di ripresentarsi, viene da essi immediatamente riconosciuto e prontamente eliminato, prima che possa moltiplicarsi e causare la malattia. Grazie a questa memoria immunitaria ci si ammala solitamente una sola volta di una stessa affezione.

Per vincere le infezioni più pericolose, ragionano gli scienziati, bisogna, dunque, eliminare quell'"inefficiente" intervallo di tempo che intercorre fra il contagio e la risposta immunitaria del sistema adattivo, fra l'attacco del virus e il contrattacco difensivo più sofisticato, costringndo "i corpi speciali" ad intervenire all'istante. Ma come fare?

I vaccini sono la soluzione a prima vista geniale della scienza a questa "inefficienza" immunitaria. Introducendo direttamente nel sangue il germe, in teoria, i vaccini attivano gli eserciti del nostro sistema immunitario senza che esso costituisca una reale minaccia di sviluppare la malattia perché l'agente patogeno è vivo ma reso innocuo, oppure morto. In tal modo, il sistema immunitario, conservando memoria di quello specifico germe, sarà pronto ad assalirne istantaneamente la versione originale - il virus vero e proprio – qualora questi ci aggredisca, stroncando la malattia sul nascere. I vaccini, dunque, imitando un contagio, aiutano il corpo a sviluppare, nel giro di qualche settimana, l'immunità ad una data malattia.

vaccineI primi vaccini nascono sul finire del 18esimo secolo con il glorioso scopo di sconfiggere pericolose malattie come il vaiolo, ma dai primi decenni del '900 iniziano a crescere di numero sino a coprire anche affezioni considerate in passato comuni e relativamente innocue, come il morbillo, la varicella o gli orecchioni (parotite è il termine scientifico). Sino all'inizio del ventesimo secolo, le malattie infettive sono state la principale causa di morte prima dei 5 anni e la vittoria su queste patologie è ritenuta essere il motivo capitale per cui l'aspettativa di vita nei paesi industrializzati ha avuto un incremento dai circa 50 anni del primo scorcio del '900 ai 79-83 attuali. Ma tale vittoria è stata conseguita grazie alle vaccinazioni di massa e all'uso degli antibiotici o, come ritengono i vaccino-scettici, soprattutto grazie all'enorme miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie?

VITTORIA SULLE MALATTIE INFETTIVE: VACCINAZIONI O CONDIZIONI IGIENICO-SANITARIE?

Uno studio "Infant mortality rates regressed against number of vaccine doses routinely given: Is there a biochemical or synergistic toxicity?" pubblicato su PubMed Central del 2011 ha analizzato il ruolo giocato dalle vaccinazioni nel prevenire la mortalità infantile nei paesi in via di sviluppo. Il tasso di mortalità infantile (TMI) è una delle misure più importanti della salute infantile e dello sviluppo generale di un paese, che sono strettamente dipendenti l'una dall'altra.

Acqua pulita, buona nutrizione e condizioni igieniche, accesso alla sanità sono gli aspetti che abbattono i tassi di mortalità infantile nelle regioni del mondo afflitte da scarse condizioni igieniche, denutrizione e povertà. La denutrizione è ad un tempo una delle prime cause di morte infantile e all'origine di tutte le più pericolose malattie (polmonite, diarrea, orecchioni, malaria) in quei paesi, perché indebolendo il sistema immunitario rende la persona più suscettibile alle infezioni. Il miglioramento delle condizioni igieniche, sanitarie ed economiche è, dunque, un fattore cruciale nel determinare il calo del numero di morti infantili. Qual è, allora, il ruolo giocato dai vaccini?

Gli studiosi osservano che molti paesi in via di sviluppo sottopongono i bambini ad un numero elevato di vaccines1 UK DepartmentforInternationalDevelopmentvaccinazioni con una copertura che supera spesso il 90%, ma ciò – in assenza di una migliore alimentazione e condizioni sanitarie - non apporta un miglioramento rilevante del tasso di mortalità infantile. La Gambia, ad esempio, richiede ai propri neonati di ricevere ben 22 dosi vaccinali con una copertura nazionale del 91-97%, ma il loro TMI è uguale a 68,8 morti su 1000 nati vivi. Ergo, le vaccinazioni non sono il fattore fondamentale tanto vantato dalle autorità nel determinare l'abbassamento della mortalità infantile.

Non la pensa così l'OMS che sul suo sito riporta dati a dir poco allarmanti sulla malattia che rischiano di suonare un po' come uno spot a favore della vaccinazione: "Il morbillo rimane una delle principali cause di morti infantili anche quando un vaccino efficiente ed economico è disponibile. Nel 2013, ci sono stati globalmente 145,700 casi mortali per morbillo – circa 400 morti ogni giorno ovvero 16 ogni ora. La vaccinazione ha portato ad un crollo del 75% delle morti per morbillo in tutto il mondo fra l'anno 2000 e 2013, prevenendo 15,6 milioni di casi mortali. Si tratta di uno dei migliori acquisti della sanità pubblica. L'OMS precisa, però, che "le complicanze da morbillo sono più probabili fra i bambini denutriti, soprattutto quelli carenti di vitamina A, o il cui sistema immunitario è stato indebolito da HIV/AIDS o altre malattie e che la stragrande maggioranza (più del 95%) dei casi mortali hanno luogo nei paesi a basso reddito e scarse infrastrutture sanitarie". Non bisogna però abbassare la guardia, avverte l'ente internazionale, perché, anche laddove il morbillo è stato praticamente debellato, i possibili casi di provenienza da altri paesi rappresentano una potenziale fonte di contagio.

Al contrario, gli scienziati del precedente studio sui tassi di mortalità correlato al numero di vaccinazioni sospettano che nei paesi sviluppati ove l'acqua è potabile e le condizioni igieniche, nutritive e d'accesso ad un sistema sanitario efficiente sono buone, sia l'eccesso di dosi vaccinali a costituire un pericolo.

I ricercatori, infatti, osservano un dato apparentemente paradossale:  "un'alta correlazione statistica fra il numero crescente di dosi vaccinali somministrate entro il primo anno di vita e tassi crescenti di mortalità infantile". Possibile?

Gli Stati Uniti, notano gli scienziati, malgrado spendano più di ogni altro paese al mondo in sanità, si piazzano al 34° posto per mortalità infantile - preceduti dall'Italia al 31° posto o persino da Cuba - fanalino di coda di tutto l'Occidente industrializzato: 6,22 decessi infantili per 1000 nati vivi, più che doppia rispetto ai paesi che risultano ai primi posti - Singapore (2,31), Svezia (2,75) e Giappone (2,79). Eppure, sono il paese che in assoluto somministra più dosi vaccinali nel primo anno di vita: 26 rispetto alle 12 dosi di Svezia e Giappone e 17 di Singapore.

Concludono gli studiosi: "Fra le 34 nazioni analizzate, quelle che impongono per legge un numero più elevato di vaccini tendono ad avere il peggior TMI. Di conseguenza, dobbiamo chiederci: è possibile che alcune nazioni impongano troppe vaccinazioni ai loro neonati e che i vaccini addizionali rappresentino un peso tossico per la loro salute? Sono alcune morti di neonati associate ad un eccesso di vaccinazioni?"

Gli USA hanno la più alta mortalità di neonati dell'occidente industrializzato – nel 2009, 4,5 milioni di nati vivi contro 28.000 morti infantili, con un tasso di 6,22/1000 - ma l'Italia, al 31° posto con un 5,51%, non è posizionata molto meglio in questa triste classifica. Una ricerca delle cause è ineludibile e gli scienziati auspicano "un'ispezione più attenta delle correlazioni fra le dosi vaccinali, la tossicità sinergistica o biochimica e i tassi di mortalità neonatale. Tutte le nazioni – ricche o povere, avanzate o in via di sviluppo – hanno l'obbligo di determinare se i loro programmi d'immunizzazione stanno raggiungendo i risultati auspicati".

Gli scienziati, dunque, non affermano che i vaccini sono all'origine di pericolose patologie infantili, ma richiedono semplicemente un monitoraggio degli esiti delle somministrazioni vaccinali che, in quanto pratica sanitaria, dovrebbe essere attuato di routine.

Ci pare una richiesta di puro buon senso che potrebbe porre la parola fine a quella che appare vieppiù come "la guerra dei vaccini", ma perché non viene attuata?

Se ti è piaciuto l'articolo, condividilo: 

Leggete la seconda parte, "Germi ed enigmi"

FONTI WEB

Infant mortality rates regressed against number of vaccine doses routinely given: Is there a biochemical or synergistic toxicity? PubMed Cental 2011, autori GS Goldman1 and NZ Miller2 - 1Computer Scientist, Pearblossom, CA, USA 2Thinktwice Vaccine Institute, Santa Fe, NM, USA

WORLD HEALTH ORGANIZATION (OMS)

BIBLIOGRAFIA

Le vaccinazioni pediatriche, Roberto Gava, Terza Edizione, 2013

Le vaccinazioni di massa - prevenzione, diagnosi e terapia dei danni, Roberto Gava, Salus Infirmorum 2013

Copyright

Foto Intro KOMUnews

Foto1 NIAID

FOTO2 SM Military Health

FOTO3 NIAID